I PARTE
Storia del parco, Ghiacciaia, Pavoniere e Palazzina Reale
Domenica 27 ottobre 2024
Il Parco delle Cascine è un luogo verde estesissimo, un vero e proprio polmone per Firenze. Purtroppo, però, non è abbastanza valorizzato e subisce da anni un continuo peggioramento del degrado. Un’iniziativa che abbiamo realizzato sabato 9 novembre, una passeggiata consapevole a favore dell’Associazione ASSMaF ODV, è stata largamente apprezzata. Ecco, quindi, l’itinerario che abbiamo proposto in quell’occasione.

| Lunghezza complessiva | 6,8 km |
| Tempi di percorrenza | 2h |
| Dislivello | 16 m. |
| Grado di difficoltà | Molto facile |
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STORIA E CARATTERISTICHE DEL PARCO
Approfondimenti storici
- Viale della Catena e Prato della Tinaia
- Ghiacciaia/Piramide
- Le Pavoniere
- Ippodromo del Visarno
- Statue delle leonesse
- Palazzina Reale
- Scuola Militare Aeronautica
- Ippodromo Le Mulina
- Monumento all’Indiano
- Palazzina Indiano Arte
- Ponte all’Indiano
- Viale del Galoppatoio dei Barberi e Otto viottole
- Anfiteatro delle Cornacchie
- Cippo ai partigiani e statua di Fedor Dostoevskij
- Colonna del Pegaso
- Prato del Quercione e Fontana delle boccacce
Approfondimenti naturalistici
STORIA E CARATTERISTICHE DEL PARCO
Ci troviamo nel polmone verde di Firenze: delimitato da tre corsi d’acqua (fiume Arno, torrente Mugnone e Canale Macinante), con i suoi 118 ettari di superficie il Parco delle Cascine è il più grande parco pubblico di Firenze. Il nome deriva dal termine toscano con cui si indica il cerchio di faggio dove si premeva il latte rappreso per farne formaggio (la cascina, appunto), a testimoniare dell’antica vocazione dell’area.
Il primo nucleo era costituito dalla tenuta delle Cascine dell’Isola, acquistata dal Duca Alessandro I de’ Medici (1531-1537) e incrementata da Cosimo I (1537-1574) con l’acquisizione di altri terreni, tutti utilizzati a scopo agricolo, per l’allevamento dei bovini e per la caccia.
Fu Pietro Leopoldo di Lorena ad aprire per la prima volta al pubblico le Cascine Granducali, sebbene l’accesso fosse limitato ad occasioni eccezionali (spettacoli organizzati dalla corte e festività dell’Ascensione, celebrata il giovedì dopo la quinta domenica dopo Pasqua).
I Lorena operarono interventi nella struttura del parco; in primo luogo, nel 1785, costruirono la Palazzina Reale, nel piazzale delle Cascine, affidando il progetto all’architetto Giuseppe Manetti, che realizzò anche la Ghiacciaia a forma di piramide.
Durante il periodo napoleonico Elisa Baciocchi, Granduchessa di Toscana dal 1807 al 1815, trasformò definitivamente le Cascine in parco pubblico, dimostrando una concezione di rara modernità. Gli interventi di questo periodo si devono a Giuseppe Cacialli, mentre nel tardo Ottocento furono costruiti i numerosi impianti sportivi, come il velodromo, lo sferisterio, l’ippodromo, l’impianto nautico delle Pavoniere.
Successivamente, Giuseppe Poggi ideò il grande piazzale di accesso al giardino, da cui deriva, con riduzioni e modifiche, l’attuale piazzale Vittorio Veneto. Dopo il trasferimento della capitale da Firenze a Roma, l’intera area fu acquistata nel 1869 dal Comune di Firenze e alla fine degli anni Trenta del secolo scorso l’architetto Raffaello Fagnoni realizzò l’edificio della Scuola di Guerra Aerea, commissionata nel 1935 e completata nel 1938. Questo è l’ultimo intervento architettonico significativo del parco.
Adesso esso è caratterizzato da una ricca vegetazione, vasti prati, viali e vialetti; il patrimonio arboreo è significativo: vi si trovano tra i 19 e i 20 mila alberi. In origine essi erano soprattutto farnie, olmi, aceri campestri e ornielli (testimoni dell’antica foresta planiziale che occupava i fertili terreni alluvionali vicino al fiume Arno); con il tempo si sono aggiunte specie largamente diffuse in area urbana, come pini, sambuchi, bagolari, tigli, lecci e platani, oltre all’invasivo ailanto.
Da un censimento a metà Novecento risultavano già presenti circa 700 specie di piante! Notevole è il patrimonio arboreo “storicizzato”, in cui spiccano i cedri dell’Atlante nel piazzale Vittorio Veneto e il ginkgo biloba nel piazzale delle Cascine. Altri alberi di grande effetto si ammirano sul margine dell’Arno (pioppi bianchi) e nel prato del Quercione (platani, lecci), oltre che nel giardino della Catena (ippocastani e cedri).
Quali animali abitano il parco? I più presenti sono sicuramente gli uccelli, dai più comuni (passeri, rondoni, storni, merli, pettirossi e pappagalli) a specie tipiche lungo l’Arno, come aironi cinerini e garzette. Da non perdere è la graziosa upupa, che si distingue per la sua spavalda cresta aranciata e con le punte bianche e nere. Infine, se si è molto fortunati, è possibile avvistare qualche sporadico fagiano, soprattutto se si passa la mattina molto presto.
Per quanto riguarda i mammiferi, le specie prevalenti sono i ricci e gli scoiattoli, mentre lungo l’Arno nuotano le nutrie, roditori di origine sudamericana. Non mancano, ovviamente, rane e rospi e alcune tartarughe nella vasca del piazzale delle Cascine.
L’ITINERARIO
Il nostro percorso inizia proprio nel piazzale del parco, precisamente davanti alla nuova passerella che conduce dall’altra parte del fiume Arno, in piazza dell’Isolotto, secondo un recente progetto di collegamento delle Cascine con un’altra area verde, quella dell’Argingrosso.
Imbocchiamo subito viale della Catena, che prende il nome dalla catena posta all’ingresso per evitare il transito delle carrozze, e costeggiamo il Prato della Tinaia, il cui nome deriva del termine toscano (come anche tinaio o tinello) con il quale si indica l’area destinata alla fabbricazione del vino nelle case di campagna; in realtà, al tempo dei Medici era utilizzata per il pascolo e per esperimenti di acclimatazione di alcune varietà di alberi. Il bel prato è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione effettuato dalla Regione Toscana nel 2011 e che ha coinvolto anche il vicino Prato del Quercione per un totale di 3 ettari di superficie.
L’ombroso viale è composto prevalentemente da due specie di alberi: bagolari e piccoli tigli, mentre la siepe è di viburno. I bagolari (Celtis australis), tipici dell’Europa meridionale, sono molto apprezzati come ornamento per alberature stradali e giardini, per la resistenza all’inquinamento e la longevità. Secondo una leggenda Lucifero, quando venne cacciato dal Paradiso, trascinò con sé nella caduta un albero di bagolaro; i suoi artigli si strinsero alle foglie, conferendo loro la forma con la punta ricurva.
Il viburno (Viburnum) è una pianta perenne e deriva il proprio nome dal latino viere, che significa intrecciare: grazie alla grande flessibilità e alla resistenza dei suoi rami, infatti, era spesso utilizzato per realizzare dei cesti.
Dopo essere passati dal retro di un edificio, quello delle Pavoniere, svoltiamo a sinistra e arriviamo alla famosa Ghiacciaia, con la sua caratteristica forma piramidale. Realizzata nel 1796 dall’architetto Giuseppe Manetti, oggi ha uno scopo solo ornamentale, mentre in passato era utilizzata per depositarvi in inverno la neve pressata, necessaria alla conservazione dei formaggi prodotti nella Fattoria Granducale. Per la sua forma e le sue decorazioni, questa Piramide è oggi una dei luoghi neo-egizi di Firenze, insieme, ad esempio, all’obelisco del Giardino di Boboli e al tempietto nel parco del Museo Stibbert.
Subito accanto ci imbattiamo nell’ingresso della palazzina e della piscina delle Pavoniere. Così erano definiti i due tempietti neoclassici, detti anche fagianiere, usati come gabbie per gli uccelli a decoro del Parco e che oggi sono parte dell’intero complesso. La palazzina, realizzata sempre da Giuseppe Manetti alla fine del Settecento, era destinata alle Guardie Granducali. Adesso la struttura delle Pavoniere è un ristorante e una piscina, aperta in estate.
Dall’altra parte del viale, invece, intravediamo i prati dell’Ippodromo del Visarno, il cui ingresso si apre sul piazzale delle Cascine. L’enorme struttura sportiva nacque nel 1847, quando la Società Anonima Fiorentina Corse, che già organizzava gare nello stretto Prato del Quercione, riuscì ad ottenere in concessione stabile quello del Visarno, più ampio, dove su realizzato il circuito ad anello per le corse al galoppo, prima attività sportiva ad insediarsi ufficialmente alle Cascine. Oggi, dopo la chiusura dell’Ippodromo delle Mulina, vi si realizzano anche le gare di trotto.
Il viale che stiamo percorrendo è detto degli Olmi, alberi che effettivamente qui crescono in diverse varietà. Si tratta di un albero forte e longevo, che può vivere fino ai 600 anni e raggiungere 20-30 metri di altezza. La denominazione latina (Ulmus) deriva dalla mitologia germanica e dalla lingua tedesca (elm) e anglosassone (ellm), che rimandano alla doppia radice ul-, con il significato di bruciare, inferi, oppure al-, ovvero sorgere, rinascita. Non a caso, nella discesa agli Inferi, Virgilio racconta che l’eroe Enea trovò a guardia dell’ingresso infernale un olmo oscuro e immenso, albero che non porta frutti e per questo ritenuto sede dei sogni vani.
Degni di nota, prima di arrivare al piazzale delle Cascine, sono alcuni bei tassi, con gli aghi scuri e ben ordinati a pettine, la corteccia leggermente aranciata e gli arilli (escrescenze carnose che ricoprono il vero seme) di un rosso brillante. Il tasso (Taxus Baccata) è conosciuto come “albero della morte”, in quanto tutta la pianta, escluso l’arillo (molto appetito dagli uccelli), è altamente tossica e contiene una sostanza mortale, la tassina, da cui deriva il nome volgare.
Siamo arrivati nuovamente nel piazzale delle Cascine, dall’altro lato rispetto a quello da cui siamo partiti. Ci accolgono due leonesse, che scortano il viale e che sono le sorelle di quelle poste dall’altro lato della piazza: si tratta di statue in pietra serena, poste su piedistalli del medesimo materiale e costruite con l’arenaria estratta dalle cave di Monte Ceceri, a Fiesole. Questi motivi ornamentali neo-egizi risalgono alla fine del XVIII secolo. Particolarmente bella è la leonessa che custodisce l’accesso al viale dell’Aeronautica, restaurata nel 2019.
Il piazzale delle Cascine è dominato dalla struttura della Palazzina Reale, scortata a lato dalle ex-scuderie, dal 2013 trasformate in un Centro Visite con informazioni sul parco, mentre al primo piano la Casa dell’Arno propone percorsi conoscitivi ed educativi sul rapporto tra fiume, città, territorio e ciclo dell’acqua.
La Palazzina Reale fu realizzata su progetto di Gaspare Maria Paoletti e di Giuseppe Manetti e fu voluta dal Granduca come Casino residenziale, quando le Cascine, allora Fattoria Granducale, furono da lui trasformate in parco pubblico nella seconda metà del Settecento. La struttura, in stile neoclassico, fu ultimata nel 1791 e nell’Ottocento ospitò la Direzione della tenuta delle Cascine e dei Pubblici Passeggi, mentre una parte venne affitta all’italo-inglese Giacomo Thompson, che a proprie spese fece costruire nel cortile dietro all’edificio una moderna copertura in ferro e vetro, per ospitarvi il salone principale del Caffè Ristorante Doney da lui fondato.
La palazzina ebbe varie funzioni nel corso dei secoli: divenne sede della Scuola agraria femminile, del Comitato per l’istruzione Agricola Coloniale, dell’Istituto Superiore Forestale e, infine, dal 1936 ospita la Facoltà di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università di Firenze.
Osservando la scenografica facciata, che subito colpisce grazie ad una sistemazione più recente dello spazio, si sviluppa su due piani. Il portico in mattoni, scandito da massicci pilastri, è decorato da medaglioni in cui sono scolpite a bassorilievo alcune attività legate all’allevamento dei bovini (su disegno di Giuseppe Manetti).
Ci guardiano intorno e subito capiamo di essere proprio nel cuore del Parco delle Cascine e da qui si dipartono le vie che collegano le varie zone; questa rete viaria intorno alla palazzina fu risistemata su iniziativa dell’architetto Giuseppe Cacialli, regolarizzando il precedente sistema di viottoli e aree verdi.
Proprio davanti alla Palazzina si apre il grande spazio che conduce fino all’Arno (e a piazzale Kennedy, da cui siamo partiti); altissimi pini e platani monumentali decorano la piazza, arredata con aiuole verdi e fiorite e dallo specchio d’acqua della vasca circolare.
Dal piazzale delle Cascine possiamo proseguire con il nostro percorso imboccando il viale dell’Aeronautica, che costeggia il Prato del Quercione a sinistra e la Scuola di Guerra Aerea a destra, fino ad arrivare all’Ippodromo Le Molina e poi al Monumento all’Indiano. Qui potete leggere la seconda parte dell’itinerario con un approfondimento su questa zona del Parco delle Cascine.
INFORMAZIONI
- Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Traccia GPS su Outdooractive: https://out.ac/IWdIWg
- Parco delle Cascine: https://ambiente.comune.fi.it/pagina/parchi/parco-delle-cascine
- Monumenti minori e restauro: https://www.comune.fi.it/pagina/territorio-masterplan-delle-cascine/monumenti-minori
Approfondimenti storici
- Ghiacciaia: https://www.firenzetoday.it/social/piramide-cascine-firenze.html
- Le Pavoniere: https://www.lepavoniere.it/
- Ippodromo del Visarno: https://www.visarno.it/index.php
- Restauro della pantera: https://sansonerestauro.com/portfolio-item/pantere-parco-delle-cascine/
- Palazzina Reale: https://www.agraria.unifi.it/vp-214-l-edificio-storico.html
- Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet: https://www.aeronautica.difesa.it/home/vola-con-noi/accademiaescuole/scuola-militare-aeronautica-giulio-douhet/
- Ippodromo Le Mulina: https://www.firenzetoday.it/cronaca/cascine-ippodromo-consiglio-di-stato.html
- Monumento all’Indiano: https://www.tramedartefirenze.it/luogo.php?lin=T1&luo=97
- Palazzina Indiano Arte: https://palazzinaindianoarte.it/
- Ponte all’Indiano: https://www.firenzetoday.it/social/ponte-indiano-perche-si-chiama-cosi.html
- Anfiteatro delle Cornacchie: https://www.feelflorence.it/it/node/38826
- Statua di Dostoevskij: https://www.comune.fi.it/comunicati-stampa/una-statua-di-dostoevskij-nel-parco-delle-cascine
Approfondimenti naturalistici
- Alloro: https://www.cairabiolab.it/2020/09/23/alloro-leggende-miti-storie-pianta-apollo/
- Bagolaro: https://agrariomendel.edu.it/allegati/all/1534-bagolaro-celtis-australis.pdf
- Crespino di giuliana: https://www.picturethisai.com/it/care/Berberis_julianae.html
- Ginkgo biloba: https://www.my-personaltrainer.it/integratori/ginko-ginkgo-biloba.html#378138
- Leccio: https://www.sardegnaforeste.it/flora/leccio-elce
- Olmo: https://www.sentierando.it/areaprotetta/alberi/olmo.php
- Pioppo bianco: https://www.storiedipianura.it/territorio-e-cultura/alberi-boschi-e-paesaggi/290-il-pioppo-bianco-candido-come-la-neve.html
- Platano: http://ecomuseo.comune.parabiago.mi.it/p3/ita/virgiliano/Vx6Ap.html
- Spirea di Canton: https://www.picturethisai.com/it/care/Spiraea_cantoniensis.html
- Tasso: https://www.storiedipianura.it/territorio-e-cultura/alberi-boschi-e-paesaggi/275-il-tasso-albero-al-confine-tra-vita-e-morte.html
- Tiglio: https://www.istitutomedici.edu.it/servizi-online/schede-del-parco/754-tiglio-nostrano#:~:text=Tilia%20platyphyllos%20o%20Ibrido&text=Il%20Tiglio%20nostrano%20(Tilia%20platyphyllos,Europa%20continentale%20e%20nel%20Caucaso.
- Viburno: https://gardenclubmilano.blogspot.com/2018/04/viburno-storie-e-arte.html
- Zelkova Giapponese: https://www.crespibonsai.com/it/52_zelkova-serrata
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