Visita alla mostra fiorentina Aspettando la bomba
Venerdì 7 febbraio 2025
Durata della visita: 1h circa
Ingresso libero
Quando la mia amica e collega Costanza mi ha suggerito di andare alla presentazione, anzi al “vernissage”, della mostra monografica dedicata a Giovanni Galli ho subito accettato con entusiasmo, non solo perché mi fido delle sue proposte culturali ma anche perché erano mesi che parlavamo di quanto ci sarebbe piaciuto vedere una delle esposizioni organizzate da La Tinaia, atelier di attività espressive attivo dal 1975 all’interno dell’ex-ospedale psichiatrico San Salvi a Firenze…
La mostra raccoglie un centinaio di opere di Giovanni Galli, artista fiorentino legato alla corrente dell’Art Brut, nata negli anni Quaranta da Jean Dubuffet, e vanta un allestimento di eccezione: il grande salone, oltre ad una stanza annessa, dell’Accademia delle Arti del Disegno, vicino a piazza San Marco a Firenze.
Visitabile dall’8 febbraio al 28 marzo 2025 Aspettando la bomba. L’Art Brut di Giovanni Galli offre l’occasione di un doppio festeggiamento: i cinquant’anni di attività dell’Associazione La Tinaia, che porta avanti un lavoro socioculturale di grande valore, e i trenta di attività di un autore riconosciuto a livello internazionale.
Durante il vernissage è stato possibile visitare la mostra e ascoltare le brevi parole di presentazione di alcune delle figure che l’hanno resa possibile: Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno; Luca Macchi, Vicepresidente della Classe di Pittura dell’Accademia delle Arti del Disegno; Francesco Nocentini dell’Associazione La Tinaia; il curatore della mostra Gustavo Giacosa, personalità eclettica e appassionata al tema dell’Art Brut. Era presente anche l’autore, che però non è intervenuto direttamente.
La serata si è conclusa con un bel rinfresco nel chiostro, allestito da Unicoop Firenze, che è anche una delle aziende sostenitrici della mostra, insieme alla Banca Ifigest, alla Fondazione Guignard di Losanna e all’Associazione SIC12 artstudio di Roma, oltre al patrocinio concesso dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze.
Prima di raccontare più dettagliatamente della mostra, è importante introdurla con due parole sulla vita e sulla produzione di Giovanni Galli e sull’attività realizzata dall’Associazione La Tinaia.
LA TINAIA
Il Centro di Attività Espressive La Tinaia occupa i locali dell’ex-ospedale psichiatrico Vincenzo Chiarugi di Firenze, in particolare gli ambienti di una casa colonica posta a ridosso della cinta muraria della cittadella manicomiale di San Salvi.
Fondata nel febbraio del 1975, La Tinaia è stata promossa da un gruppo di operatori sanitari ed è il prodotto dei grandi cambiamenti sociali, culturali e politici degli anni Settanta, quando fu sancita la definitiva chiusura dei manicomi.
Questo luogo è concepito come spazio libero dove i pazienti possono dare sfogo alla propria creatività, utilizzando disegno, pittura e lavorazione della creta quali strumenti per comunicare, uscire dall’emarginazione e dall’isolamento. L’arte ha inoltre un fine terapeutico e talvolta occupazionale; le opere prodotte, spesso di grande spessore estetico, sono state inquadrate all’interno del filone dell’Art Brut, inaugurato da Jean Dubuffet. Negli anni si sono succedute mostre ed esposizioni e sono incrementate le collaborazioni con musei e collezioni nazionali e internazionali.
Alle funzioni terapeutiche-riabilitative de La Tinaia come luogo del Servizio di Salute Mentale del Quartiere 2 di Firenze, nel 2002 si è affiancato il contributo dell’Associazione La Nuova Tinaia, che propone progetti specifici di valorizzazione, documentazione e gestione del patrimonio artistico finora raccolto.
GIOVANNI GALLI
Nato a Firenze nel 1955, dopo aver concluso la scuola dell’obbligo, Giovanni Galli ha lavorato nell’azienda paterna come rappresentante di cosmetici e profumi. Dopo la morte dei genitori, ha attraversato momenti di forte fragilità e si è dedicato completamente al disegno, una passione che già coltivava da autodidatta fin dalla giovinezza.
Nel 1994 ha iniziato a frequentare La Tinaia, atelier di attività espressive all’interno dell’ex-ospedale psichiatrico San Salvi a Firenze.
La produzione artistica di questo prolifico autore ha attinto all’influenza di tanti ambiti differenti: dai fumetti ai romanzi di fantascienza fino alla letteratura esoterica. Giovanni Galli trae da essi ispirazione e ne stravolge i codici, disegnando con tecnica mista spesso su entrambi i lati di fogli e cartoncini, con una preferenza per il formato 50x70cm.
Nella sua opera radicale e controcorrente, l’artista ha sperimentato negli anni diverse tecniche per approdare ad una sintesi di disegno, collage e scritto, inserendo sempre una narrazione in prima persona.
Ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui Banditi dell’Arte al Museo della Halle Saint Pierre di Parigi nel 2012 e Corps alla Colection de l’Art Brut di Losanna nel 2017. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni private e pubbliche, come quella del Centre Georges Pompidou di Parigi.
Dal 12 ottobre 2024 al 16 febbraio 2025, al Mudec di Milano, si è tenuta la mostra Dubuffet e l’Art Brut. L’arte degli outsider, nella quale hanno trovato posto alcuni disegni di Giovanni Galli. Dopo svariate esposizioni insieme ad altri artisti, anche della Tinaia, nel 2025 Aspettando la bomba è la sua prima mostra personale, realizzata in un ambiente di eccezione, l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
LA MOSTRA
Appena entrati nel grande salone dell’Accademia delle Belle Arti siamo colpiti innanzitutto dalla quantità delle opere esposte, che tappezzano le pareti e sono introdotte da un pannello illustrativo centrale con una breve biografia di Giovanni Galli e una spiegazione generale della mostra.
Sono un centinaio i lavori qui riuniti e mostrati al pubblico, realizzati tra il 1994 e il 2020 con tecnica mista (disegno, collage e scrittura) su cartoncino, spesso su entrambi i lati. I soggetti rappresentati (aerei, carri armati, navi, figure femminili, divinità, personaggi di fantasia, animali, figure mitologiche) sono accompagnati da testo scritto, frasi e parole a volte chiaramente leggibili, altre oscurate dai colori dei pastelli.
La creatività prolifica dell’artista accompagna la sua quotidianità ed è facile intuire come le opere rivelino al pubblico una parte importante del suo vivere privato di tutti i giorni. Il disegno è la modalità espressiva attraverso la quale Giovanni Galli indaga e conosce se stesso, scava nella propria interiorità e la restituisce all’esterno: le opere sono delle vere e proprie pagine di un diario visivo, nel quale l’autore dialoga con se stesso, a volte in modo ossessivo, altre con una tagliente ironia.
L’impronta autobiografica è, quindi, centrale e subito intuibile: spesso al centro dell’opera è posta la figura dell’autore stesso, indicato proprio come “Giovanni Galli”, onde fugare ogni dubbio.
Il testo è una componente fondamentale e viene utilizzato non come mera didascalia, ma come elemento integrante di ogni opera. La scrittura indica e chiarisce, sposta l’attenzione su particolari e dettagli, spesso materici e concreti, descrivendo in parte proprio ciò che è disegnato, svelando ciò che l’artista vuole rappresentare. Costituisce anche un dialogo costante con se stesso e stabilisce temi e pensieri ricorrenti, come l’indicazione che Galli è “nato il 12 maggio 1955”, frase a cui spesso si aggiunge “morto il ….”.
Se da una parte, quindi, Galli dialoga con se stesso e non si pone l’obiettivo di comunicare con l’esterno, dall’altra non può farne a meno: l’osservatore, quindi, si trova in una posizione particolare, a spiare la vita e i pensieri dell’autore.
Il racconto in prima persona riportato dalle opere si intreccia con alcuni temi ricorrenti, tra i quali emerge la bomba nucleare, intesa come possibilità di liberarsi dall’identità di genere assegnata dalla nascita. L’esplosione, quindi, ha una funzione liberatrice ed è attesa con trepidazione. L’alter ego di Galli nei disegni si muove come nelle vignette dei fumetti e aspetta l’arrivo della bomba, che è sì una minaccia ma soprattutto un’opportunità di trasformazione e di cambiamento radicale dell’identità.
La metafora permette di cogliere come il corpo imprigionato sia un ordigno che possiede già in se stesso le potenzialità rigenerative del femminile, quindi una speranza positiva per il futuro, una promessa di rinascita. A ciò si collega l’altro tema ricorrente: la rappresentazione del corpo con grande attenzione ai dettagli anatomici, molto realistici.
Oltre alle numerose protagoniste delle opere, ci colpiscono anche gli studi su pezzi di carta poi incollati in un’unica creazione, nei quali l’artista i focalizza sulle gambe, sui piedi e sulle natiche femminili. Il corpo umano è studiato nei dettagli, scomposto e ricomposto in forme ibride, in una continua oscillazione tra desiderio e sofferenza.
Intorno a questi tre elementi centrali (l’alter ego, la bomba e il corpo umano) Giovanni Galli costruisce una schiera di personaggi singolari e surreali: dalle streghe sadiche alle divinità egizie, dalle figure del Buddhismo agli extraterrestri fino ad un maialino raffigurato come insegnante di fisica nucleare.
Gli ambiti ai quali Giovanni Galli attinge sono numerosi: fumetti, romanzi, letture esoteriche e filosofia indiana… da Paperon de’ Paperoni a Belzebù! Tali figure rappresentato tensioni e desideri, contribuendo a sviluppare il discorso dell’autore e a far evolvere continuamente l’immagine di sé.
Non a caso al centro della sala principale e della piccola stanza adiacente sono stati poste due teche, dove il visitatore può trovare una serie di opere e testi che hanno ispirato Giovanni Galli fin dall’infanzia: disegni, libri noir, copertine di fumetti e di romanzi (ad esempio quelle illustrate da Carlo Jacono per i Gialli Mondadori)… Si tratta dall’ampio universo di immagini dal quale l’artista attinge per sperimentare e stravolgere i codici narrativi e pittorici, unendo cultura popolare e ricerca personale.
Al fine di avvicinare il visitatore alla prospettiva di Giovanni Galli, è stata riprodotta la sua postazione nell’atelier de La Tinaia. In fondo alla grande sala, possiamo fermarci ad osservare il tavolo su cui sono sparsi fogli e matite colorati: chi desidera può anche interagire con una delle copie delle opere, colorando e disegnando, lasciando un commento alla propria creazione.
Il visitatore è condotto ad osservare le opere, avvicinarsi ad esse, cogliere particolari e dettagli e immedesimarsi nell’artista, senza dimenticare la corrente artistica nella quale l’arte di Giovanni Galli va ad inserirsi, quella iniziata negli anni Quaranta da Jean Dubuffet, l’Art Brut. La creazione di un’opera è un atto non mediato, a volte perturbante, delle persone che utilizzano l’arte come cura per il disagio psichico.
La mostra, dunque, rappresenta anche un progetto importante di divulgazione che riguarda minoranze spesso dimentica dall’arte ed è un importante riconoscimento: da Firenze l’esposizione si sposterà a Losanna, dove sarà allestita da giugno a novembre 2025 presso la prestigiosa Collection de l’Art Brut.
Visitare questa esposizione ci ha aperto nuove prospettive non solo sull’arte, ma anche sulla possibilità di trasformarla in un atto di resistenza e di affermazione di sé, come ha fatto Giovanni Galli. In particolare, mi hanno colpita le parole di Francesco Nocentini, Presidente dell’Associazione La Nuova Tinaia, che ha parlato di come “La sua fantasia ci dona un mondo pervaso da una incrollabile speranza di cambiamento che ha molto da insegnarci. La sua mano instancabile anima una schiera di personaggi indimenticabili che ci affiancano, ci danno suggerimenti, ci spingono a non mollare”.
Uscendo dall’esposizione, infatti, l’impressione che ci rimane è di forza e speranza, comunicateci in un modo del tutto particolare e personale, ma di estrema efficacia.
INFORMAZIONI
- La Nuova Tinaia: https://www.lanuovatinaia.org
- Giovanni Galli: https://www.lanuovatinaia.org/lab/autori.php?id=12
- Inaugurazione della mostra: https://www.aadfi.it/inaugurazione-mostra-aspettando-la-bomba-lart-brut-di-giovanni-galli/
- La mostra Aspettando la bomba: https://uslcentro.toscana.it/index.php/news/53864-presentata-la-mostra-aspettando-la-bomba-l-art-brut-di-giovanni-galli-promossa-dall-associazione-la-nuova-tinaia
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