Due facili anelli sui passi della Grande Guerra
Sabato 1° agosto 2026
Moena e il Passo San Pellegrino sono i due fulcri di grandissimo interesse per gli appassionati della Grande Guerra e per tutti i curiosi che desiderano scoprire le tracce che il conflitto bellico ha lasciato sul territorio. Dopo aver visitato a Moena il museo dedicato proprio alla Prima guerra mondiale e aver raggiunto il Forte di Someda durante un’escursione, abbiamo deciso di approfondire la nostra conoscenza di questa zona attraverso l’itinerario suggerito dall’Associazione “Sul Fronte dei Ricordi”, i cui volontari hanno reso possibile la fruizione di due campi trincerati austriaci a Fango.
Una prima e importante precisazione: in questo articolo proponiamo la mappa realizzata dall’Associazione “Sul Fronte dei Ricordi”, che comprende anche il tratto verso la galleria Toal de Ricoleta (da noi non percorso), e il tracciato GPS del nostro itinerario su Outdooractive. Non essendo sentieri presenti sulla cartina, la traccia potrebbe non essere precisa in alcuni punti e, per questo, deve essere utilizzata come linea guida generale, seguendo le indicazioni presenti all’interno dei campi stessi.
| Lunghezza complessiva | 4,7 km |
| Tempi di percorrenza | 2h |
| Dislivello | 129 m. |
| Grado di difficoltà | Facile |
Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
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Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida.
TAPPE E TEMPI DI PERCORRENZA
h 10.30 Fango – parcheggio
Introduzione: Lo Sbarramento di Fango
h 10.45 Campo trincerato austriaco A
h 11.45 Campo trincerato austriaco B
h 13.00 Fango – ritorno all’auto


Salendo da Moena verso Passo San Pellegrino, lungo la Strada Statale 346, ci imbattiamo in un’amena località montana, Fango o Fanch, che si sviluppa a 1.643 metri s.l.m. ed è composta da qualche edificio e struttura ricettiva e da un idilliaco parco con area picnic.
Lasciamo la nostra auto proprio in corrispondenza del giardino, che si estende con un meraviglioso prato verdeggiante ornato di buffe sculture in legno, raffiguranti prevalentemente funghi colorati. Il parcheggio è gratuito e si trova proprio a lato della strada, suddiviso in alcune piazzole; gli spiazzi successivi, invece, sono di proprietà privata di ristoranti e alberghi, in particolare l’Hotel Bucaneve.
Ovunque decidiamo di parcheggiare, ci avviciniamo all’ingresso dell’area grill e picnic e ci soffermiamo sul grande pannello illustrativo con la mappa delle due aree di visita: il campo trincerato austriaco A e B, da un lato e dall’altro della strada.


Lo Sbarramento di Fango
Qui correva la seconda linea difensiva austriaca, costituita da un sistema di trincee con postazioni per fucili e mitragliatrici (accogliendo anche le artiglierie rimosse dal Forte di Someda). La rete delle trincee risaliva lungo entrambi i fianchi della valle ed era arricchita da baracche blindate per il ricovero dei soldati, magazzini e depositi, collegati da fitti sentieri e teleferiche alle postazioni in alta quota sulla cresta Rizzoni-Costabella e sulla catena di Bocche.
Lo “Sbarramento di Fango” fu voluto dai comandi austriaci per costituire una seconda linea, più robusta e per questo chiamata anche “di resistenza”, che era connessa alle postazioni sui crinali delle montagne e andava a raggiungere gli avamposti d’alta quota di Costabella e di Cima Bocche. È interessante ricordare che qui non avvennero mai combattimenti: la presenza del massiccio sbarramento fu importante poiché scoraggiò eventuali e ulteriori tentativi di sfondamento da parte delle truppe italiane.
Proseguendo verso Passo San Pellegrino, a circa un chilometro verso est, invece, correvano le trincee di prima linea, adesso non più visibili poiché interrate negli anni Venti per rimettere a coltura i prati destinati alla produzione di foraggio.




CAMPO TRINCERATO A
Dopo questa prima infarinatura di base per comprendere e muoverci al meglio sul territorio, iniziamo la nostra visita al primo campo, che si estende sul lato verso il torrente San Pellegrino e la catena di Cima Bocche. Attraversiamo, quindi, il parco e un ponticello (sentiero n. 625) e svoltiamo a destra al crocicchio di sentieri; subito notiamo un cartello che ci indica dove discostarsi dall’ampia sterrata forestale per immergerci immediatamente nel reticolo delle trincee.
Scendiamo leggermente verso il corso d’acqua e nel sottobosco umido, composto da un intrico di massi, muschi e radici, distinguiamo perfettamente la conformazione delle trincee. Durante l’intero itinerario non dobbiamo dimenticare che esso è reso possibile dal grande lavoro dei volontari dell’Associazione “Sul Fronte dei Ricordi”, che controllano la messa in sicurezza e ripuliscono trincee, postazioni e sentieri dai cascami degli alberi e dalle piante infestanti, grazie anche all’aiuto della Schützenkompanie Ladins de Fasha.



Dopo aver costeggiato il torrente, saliamo e attraversiamo la strada forestale per seguire le indicazioni verso il fulcro del campo trincerato A, che si estende nel fitto del bosco di abeti rossi e larici. Risaliamo tra gli alberi e seguiamo la serpentina di trincee tra camminamenti protetti da muri a secco, resti di fortificazioni e postazioni delimitate da scudi metallici e filo spinato.
I volontari dell’Associazione “Sul Fronte dei Ricordi” hanno recuperato e manutengono questa zona, che è visitabile e godibile anche grazie ai cartelli con le indicazioni e ai pannelli esplicativi. Salendo tra le trincee, arriviamo alle postazioni di mitragliatrice e proseguiamo poi verso destra, inoltrandoci sempre di più nel bosco.
Uno dei punti più spettacolari dell’itinerario è senza dubbio costituito dalle due postazioni di mitragliatrice austriache, una più in basso e una più in alto, caratterizzate da una forma peculiare e da alcuni oggetti come elmi e proiettili, che sono stati qui rinvenuti e che ci aiutano ad immergerci ancora di più nell’atmosfera del passato.


Dopo la visita al campo, quasi interamente collegato dalla rete delle trincee, che non smettono mai di sorprenderci e che si insinuano tra il terreno e le radici delle piante mimetizzandosi, scendiamo rapidamente verso la strada forestale, che prendiamo a destra. Gettando, però, un’occhiata alle nostre spalle, è imperdibile la veduta sul massiccio dolomitico del Latemar, che risplende candido al sole oltre le cime degli abeti.
In pochi minuti siamo tornati alla zona picnic, chiudendo il primo percorso in circa un’oretta; proseguiamo adesso sul secondo!









CAMPO TRINCERATO B
Attraversata la strada, sul lato che sale verso la catena dei Monzoni, seguiamo le indicazioni per il secondo campo; esso inizia con un sentiero nel bosco, proprio accanto a quello CAI 616/B. Qui l’intrico delle trincee e i resti sono disseminati tra il bosco e una parte scoperta, anche a causa della tempesta di Vaia, che ha colpito la zona nel 2018, e dei danni successivi del bostrico.
Subito davanti a noi si estendono le postazioni da fucileria, protette da scudi metallici muniti di feritoie; all’interno dell’area, uno accanto all’altro, riconosciamo i resti delle fondamenta di baracche e soprattutto quelli di un rifugio anti-bombardamento, scavato nel terreno, rinforzato con cemento armato e circondato dal filo spinato; entrambi sono stati scoperti nel 2008.
I resti di un altro rifugio anti-bombardamento si trovano poco sopra: uscendo dall’ombra del bosco e salendo tra i cunicoli delle trincee, attraversiamo prati fioriti, delimitati dai muretti a secco, e arriviamo alla struttura semicircolare di quello che doveva essere il rifugio.



Continuando a salire, giungiamo a ciò che rimane di ulteriori postazioni da mitragliatrice e all’ultimo tratto delle trincee. Ci ricongiungiamo qui al sentiero CAI 616B, che prosegue ancora verso le trincee austriache di prima linea; da una parte la strada sale lungo l’Alta Via dei Monzoni Bruno Federspiel, mentre a destra il percorso forestale conduce sopra Fango e alla galleria scoperta nel 2008 nei pressi del Toal de Ricoleta. Noi abbiamo scelto di non spingerci fino a qui, poiché non eravamo certi delle condizioni della galleria, che risulta chiusa dopo i danni causati dalla tempesta Vaia. Ci siamo, però, goduti uno splendido panorama verso la Valle di San Pellegrino e, proprio di fronte a noi, verso le cime di Juribrutto, Cima Bocche e Gronton.
Poi, siamo tornati sui nostri passi, fin quasi al limitare del bosco, dove abbiamo seguito i resti delle trincee svoltando a destra. Qui si trova uno dei punti più spettacolari del campo B: le trincee sono stretti corridoi contornati da muretti a secco, composti da pietre bianche che spiccano sul verde dell’erba che cresce tutto intorno.






Per chi lo desidera, è possibile chiudere velocemente l’anello tenendo la sinistra, ma noi abbiamo deciso di fare una deviazione verso due postazioni blindate per artiglieria, recentemente recuperate a margine dei campi trincerati. Seguiamo, quindi, l’indicazione in salita a destra verso la cannoniera austriaca (200 metri) e, passata un’asse di legno sul Rio Toas da Masson, giungiamo alla prima, introdotta da un cippo con l’iscrizione Erbaut 1915 ed una croce: ciò lascia pensare ad un intervento del Deutsches Alpenkorps (le truppe da montagna tedesche lungo il confine alpino italo-austriaco) nella costruzione di entrambe le postazioni.
La tempesta di Vaia e i danni da bostrico hanno reso questa zona una vera e propria terrazza panoramica: il nostro sguardo si spinge oltre la cannoniera e individuiamo Viezzena a sinistra e Col de Poza e Sas de Mezdì proprio di fronte a noi, mentre a destra spunta Cima del Feudo (del massiccio del Latemar).
Scendiamo poi verso la seconda cannoniera, che ha la medesima struttura ed è sempre ornata da alcuni oggetti del tempo, in primo luogo un elmetto incastonato in una delle nicchie. Soddisfatti di questa deviazione, torniamo indietro tra prati e abeti, attraversiamo il rio in un altro punto e ci troviamo nuovamente al crocicchio delle trincee.




Deviamo a destra costeggiando il bosco più fitto e ci imbattiamo, ai margini del campo, in un grosso masso con un’iscrizione che ricorda l’anno (1915) e il reparto che presidiava le postazioni. Dopo quest’ultima tappa, rientriamo nella zona ombrosa e chiudiamo il nostro anello di visita dopo circa un’ora.
Tornando verso l’auto, soddisfatti delle nostre due esplorazioni, siamo ancora più grati all’Associazione storica “Sul Fronte dei Ricordi” per lo straordinario lavoro che ha realizzato e per aver permesso la fruizione di questi luoghi. Come già detto, infatti, è stato questo Ente a promuovere la sistemazione del sistema di trincee presenti in località Fango con una serie di lavori dal 2008 al 2016.



In conclusione, si tratta di un doppio itinerario molto semplice, adatto a chiunque e percorribile in ogni stagione (con opportuno abbigliamento e calzature adeguate); non è richiesta preparazione fisica particolare, solo capacità di muoversi con passo sicuro nel bosco e su terreni accidentati sia in salita sia in discesa. I sentieri sono adatti ai nostri amici a quattro zampe, ma non ai passeggini perché scoscesi e troppo stretti.
Infine, è importante ricordare che, prima di intraprendere l’escursione occorre verificare le condizioni del percorso presso le Aziende di Promozione Turistica e sul sito della SAT Società Alpinisti Tridentini, oltre che eventualmente contattando l’Associazione “Sul Fronte dei Ricordi”.
Un itinerario affascinante e quasi sconosciuto, dove immergersi nella storia e nella natura!
Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:
INFORMAZIONI
- Percorso GPS Outdooractive: https://out.ac/IizNnA
Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Per riconoscere le cime utilizziamo PeakFinder: https://www.peakfinder.com/it/mobile/
- Associazione “Sul Fronte dei Ricordi”: https://www.frontedeiricordi.it/
- Itinerario “Trincee del Fanch (Fango)”: https://www.frontedeiricordi.it/i-sentieri-storici/trincee-del-fanch
- “Trentino Grande Guerra” Su “Trincee di Fango – Passo San Pellegrino”: https://www.trentinograndeguerra.it/context.jsp?area=101&ID_LINK=250&id_context=5575
- “Falcade Dolomiti” su “Le trincee del Fanch”: https://www.falcadedolomiti.it/esperienze-o-idee-vacanza/estate/escursioni-a-piedi/trekking-percorsi-grande-guerra/#1615989191956-c328e148-9110
- “Fassa Front” su “Il campo trincerato di Fango”: http://www.fassafront.com/fango-campo-trincerato.html
- APT Trentino: https://www.visittrentino.info/it/speciali/mca-it

