Trekking Trentino - Alto Adige Viaggi

TREKKING DA CAURIA AL LAGO BIANCO E NERO

Un anello spettacolare con il foliage in autunno e non solo…

Venerdì 1° novembre 2024

Alla ricerca del foliage e di itinerari poco frequentati, abbiamo pianificato questo bel percorso ad anello che si arrampica sulle pendici del Monte Corno, partendo dal piccolo borgo di Cauria e arrivando ai due ambienti di torbiere del Lago Bianco e di quello Nero. Un itinerario meraviglioso sotto innumerevoli punti di vista, impegnativo, ma comunque accessibile, adatto anche ai cani abituati a camminare.

Lunghezza complessiva10,6 km
Tempi di percorrenza3h30min
Dislivello451 m.
Grado di difficoltàMedio
SCHEDA TECNICA

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IL BORGO DI CAURIA GFRILL

Il nostro itinerario inizia dal piccolo borgo di Cauria, Gfrill in tedesco, arrampicato a 1.328 metri s.l.m. sulle pendici del Monte Corno, a una dozzina di chilometri da Salorno e immerso nei boschi e nei prati, con soli 50-60 abitanti. Possiamo lasciare l’auto nel comodo parcheggio gratuito nel centro del paesino e dedicare qualche minuto alla visita dei suoi pochi vicoli e ad ammirare il panorama.

Uno degli edifici, accanto alla fontana pubblica, ospita un punto informativo del Parco naturale Monte Corno, che vanta un’eccezionale ricchezza di specie naturali e animali ed è parte della Rete ecologica europea Natura 2000. L’info-point approfondisce la storia del borgo e delle zone circostanti, oltre all’elemento dell’acqua.

Il borgo montano affonda le proprie origini nel XIII secolo e i suoi abitanti hanno sempre mirano all’autosufficienza: fino alla costruzione della strada, nei primi anni Sessanta del Novecento, infatti, l’unica base di sostentamento e di reddito erano la coltivazione di cereali, la silvicoltura e soprattutto l’allevamento del bestiame.

Cauria Gfrill - Chiesa di Santa Margherita.
Cauria Gfrill - Chiesa di Santa Margherita, interno.
Cauria Gfrill - Chiesa di Santa Margherita, cimitero.

Ci fermiamo per visitare la Chiesa di Santa Margherita, in stile tardogotico e risalente al XIII secolo, sebbene sia stata completamente ricostruita nel Cinquecento. Circondata da un piccolo e curatissimo cimitero, la struttura si articola in una sola navata su cui si aprono finestroni archiacuti tipicamente gotici. All’interno, l’arredamento riprende il gusto esterno ed è neogotico; sull’altare maggiore possiamo riconoscere la statua con la figura di San Giorgio e la pala di Santa Margherita.

Ultima sosta prima di iniziare la nostra escursione è la Gasthof-Pension Fichtenhof, un antico maso di oltre 300 anni, adibito a pensione e ristorante dal 1964, grazie al progetto di Josef e Traudl Pardatscher che ne hanno ricavato un luogo di ospitalità rivolto soprattutto agli escursionisti. La gestione è rimasta di tipo familiare e il locale è ora conosciuto per la cucina tipica sudtirolese, gli ingredienti a km zero e la bellissima vista panoramica. Noi ci siamo fermati per un cappuccino e siamo rimasti incantati dalla terrazza e dalle grandi finestre che si affacciano sulla valle dell’Adige e sui boschi circostanti…

Molto caratteristica è la piazzetta antistante, oltre ad una mappa affissa ad un muro e raffigurante le strade e i principali luoghi della zona, in particolare il Monte Corno. Dopo aver apprezzato il panorama sui prati e sui boschi, il silenzio e la tranquillità di questo borgo, possiamo intraprendere il nostro itinerario.

Cauria Gfrill - Chiesa di Santa Margherita.
Cauria Gfrill - veduta panoramica dalla Gasthof-Pension Fichtenhof.
Cauria Gfrill - mappa.

SUL SENTIERO E5

Torniamo, quindi, nella direzione del parcheggio e iniziamo a salire su un’ampia strada sterrata, che costeggia il parco giochi dei bambini e ben presto si inoltra nel bosco. Ci troviamo sul sentiero europeo E5, in direzione Lago Bianco, Malga Corno e Anterivo. Subito ci imbattiamo in una cappella e in un cartello esplicativo dedicato allo specifico punto in cui siamo: qui al porfido della Val di Fiemme subentra la roccia calcarea e, tra i rilievi della Madrutta a nord-ovest e il Monte Corno a nord-est, sorge il borgo montano di Cauria. L’ambiente circostante reca le tracce dell’azione dell’uomo, che si è sforzato di coltivare i prati e si è dedicato soprattutto all’allevamento di bestiame.

I dolci tornanti salgono tra i prati, sono affiancati da maestosi larici (splendidi nei loro colori autunnali) e da staccionate in legno che delimitano i pascoli. Chi vuole, può lasciare questa ampia strada sterrata per inoltrarsi per alcuni tratti nel bosco, grazie a brevi deviazioni in sentieri più stretti e più ripidi. Noi ne consigliamo soprattutto uno, che permette di tagliare verso sinistra ed è ben segnalato (E5 in direzione Malga Corno e Anterivo).

Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - sentiero europeo n. 5. - larici e abeti.
Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - sentiero europeo n. 5. - abeti e faggi.
Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - Olm fan Korlfranz - baita e larici.
Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - Lorenzo e Federica.

Poco prima, in località Unterwies (1.435 m. s.l.m.), accanto ad un tabernacolo, leggiamo un altro cartello informativo che ci ricorda come nel 1951 gli abitanti della zona avessero creato in questo punto un bacino idrico per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile nel paese. Poco tempo dopo, però, tutte le sorgenti di Cauria si prosciugarono e il bacino rimase a secco. Il complesso di fonti naturali fu completamente distrutto pochi anni più tardi, con la costruzione della diga di Stramentizzo nella valle del torrente Avisio e la perforazione della relativa galleria in pressione per San Floriano nella Valle dell’Adige. Gli abitanti furono così costretti a drenare l’acqua dalla Val dell’Anguilla, ma la scomparsa delle sorgenti fu un disastro ambientale sia per gli esseri umani sia per gli animali.

Inoltrandoci nel bosco, la salita diviene più ripida e faticosa, ma il paesaggio è molto suggestivo: camminiamo su quella che doveva essere un tempo un’antica mulattiera, ora franata, e ammiriamo i faggi che contornano il sentiero. Sbuchiamo nuovamente nell’ampia forestale (in località Ba die Zein (1.530 m. s.l.m.) e continuiamo a seguire le indicazioni per Malga Corno, a sinistra. Il bosco è composto da abeti rossi e bianchi, oltre che da larici e faggi: per questo è meraviglioso passeggiarci in autunno!

Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - sentiero europeo n. 5. - tabernacolo.
Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - sentiero europeo n. 5. - veduta su parto e larici.
Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - Olm fan Korlfranz - baita e larici.

Dopo circa un’ora dalla partenza arriviamo ad una deliziosa baita che sorge in un bel prato interrotto solo da alti larici. Ci troviamo a Olm fan Korlfranz (1.575 m. s.l.m.) ed è sicuramente uno dei punti più affascinanti del percorso: il verde del prato mette in risalto i colori gialli e aranciati degli aghi dei larici, che svettano contro il cielo azzurro, mentre il legno scuro della baita con il suo tetto spiovente è incastonato in un angolo.

Proseguiamo in leggera salita, finché la strada sterrata si trasforma per un brevissimo tratto in una mulattiera per poi diventare un sentiero nel bosco. In località Luterotti (1.590 m. s.l.m.) seguiamo le indicazioni E5 verso Malga Corno e, poco dopo, prestiamo attenzione ad un affaccio panoramico spettacolare: sulla destra possiamo ammirare il bosco tinto dei colori autunnali e, a seguire, alcune delle montagne più importanti della Val di Fiemme (Corno Bianco, Corno Nero, la catena del Latemar e Pala Santa, fino alle Pale di San Martina e, a sinistra, la catena del Lagorai).

Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - sentiero europeo n. 5 - veduta sui boschi del Monte Corno, Latemar e Corno Nero.
Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - sentiero europeo n. 5 - veduta sulla Val di Fiemme: Monte Cornon, Pale di San Martino, catena del Lagorai; sotto: borgo di Capriana.


LAGO BIANCO

Arriviamo, così, al Lago Bianco (Weißen See, 1.650 m s.l.m.), che ci lascia un po’ interdetti… Dobbiamo leggere i pannelli illustrativi per poter meglio comprendere l’importanza di questo luogo, che è in realtà uno stagno e rappresenta un microcosmo altamente produttivo di piante e animali acquatici. Paludi e torrenti con stagni naturali sono diventati ormai molto rari, ma sono fondamentali anche per quegli animali terresti, pipistrelli e uccelli che lì trovano abbondanti prede.

In questo habitat possiamo trovare alcune specie particolari, come l’utricularia, una pianta acquatica carnivora, la libellula, che depone le uova in acqua oppure negli steli delle piante acquatiche, la ninfa, la rana verde, il tritone alpestre… La fauna dello stagno è varia e abbondante: queste specie si sono ben adattate alle forti variazioni stagionali della profondità, della temperatura, dell’ossigeno e delle sostanze nutritive. Lo stagno, inoltre, è un ecosistema vulnerabile e immettervi dei pesci significa quasi sempre sconvolgerne il delicato equilibrio!

Monte Corno - Lago Bianco.
Cauria Gfrill verso il Lago Bianco - sentiero europeo n. 5 - veduta sulla catena del Lagorai.

Da un punto di vista geologico interessante notare come questo punto della cresta montana sia caratterizzato dalla presenza di vari massi erratici (di porfido, fillade quarzifera, gneiss, ardesia, granito) trascinati fino alla Bassa Atesina dai ghiacciai in colata dall’Alta Val d’Isarco, dalla Valle Isarco e dalla Val Pusteria.

Continuando la nostra escursione, ci imbattiamo nell’unico punto non ben segnalato: svoltiamo a sinistra su una strada in forte salita. La fatica, però, viene ricompensata perché arriviamo ad una radura di cresta, disseminata solo di larici, mentre a destra si apre davanti ai nostri occhi tutta la Val di Fiemme! L’unico borgo facilmente distinguibile, sotto di noi, è quello di Capriana.

LAGO NERO

Dopo circa due ore dalla partenza, quindi, arriviamo al Lago Nero (1.717 m. s.l.m.), introdotto da un grande cartello informativo dedicato alla Rete di riserve Alta Val di Cembra – Avisio, nata nel 2011 su promozione dei Comuni di Capriana, Grauno, Grumes, Valda e Faver e con l’adesione della Provincia Autonoma di Trento, della Comunità della Valle di Cembra, della Magnifica Comunità di Fiemme e dell’A.S.U.C. Rover-Carbonare. La rete si estende dal fondovalle del torrente Avisio fino al confine comunale e provinciale posto in corrispondenza dello spartiacque, nell’ambito del quale il Monte Corno costituisce il rilievo principale. Ora ci troviamo nella Riserva Naturale provinciale “n. 1 Lago Nero”, il nodo ecologico più importante della Rete.

Per godere appieno dell’ambiente in cui siamo vi consigliamo una sosta: è possibile fermarsi al comodo tavolo per il pic-nic, pranzare, fare merenda, riscaldarsi al sole… Da non perdere è la torretta di avvistamento in legno, su cui possiamo salire per apprezzare una veduta dall’alto del lago.

Monte Corno - Lago Nero.
Monte Corno - Lago Nero.
Monte Corno - Lago Nero.

Inoltre, possiamo fare una breve passeggiata ad anello lungo un itinerario tematico scandito da pannelli illustrativi. Giriamo, così, intorno allo specchio d’acqua fino ad arrivare al pontile e impariamo numerose informazioni: dalla specie minacciata del gallo cedrone all’importanza dell’ambiente di torbiera, dalle libellule alle drosere (piante carnivore) fino alle caratteristiche del bosco e in particolare delle specie pioniere che riescono a crescere qui. Questo percorso naturalistico è ricco di spunti e permette di apprezzare il Lago Nero da molteplici prospettive…

Infine, è bene ricordare che sia il Lago Bianco sia il Lago Nero sono considerati torbiere, ovvero antichi laghi di origine glaciale dove, per un processo naturale, si sono accumulati spessi strati di torba prodotta dalle piante acquatiche nel corso dei millenni. Si tratta di biotopi di vitale importanza. (Un’altra torbiera che avevamo visto è quella del Brozin a Castello di Fiemme.)

RIENTRO DA PASSO CAURIA

Dopo esserci ristorati, proseguiamo il percorso, immergendoci nuovamente tra gli alberi. Stiamo percorrendo il sentiero n. 3, che proseguiamo in direzione Passo Cauria, prendendo a sinistra al bivio dove sorge un crocifisso ed è stato posto un tavolo di legno. Poco dopo, in corrispondenza di una curva, ammiriamo lo splendido panorama che si affaccia sul Lago di Caldaro e, oltre, sulla valle dell’Adige.

Sentiero n. 3 dal Lago Nero a Passo Cauria - panorama sul Lago di Caldaro e sulla Valle dell'Adige.
Sentiero n. 3 dal Lago Nero a Passo Cauria - abeti e larici.

Camminiamo in un bosco composto prevalentemente da abeti rossi e arriviamo ad un trivio (località Oleg 1.700 m. s.l.m.): a sinistra torneremmo verso il Lago Bianco, a dritto taglieremmo per rientrare sul sentiero dell’andata, mentre a destra proseguiamo sul n. 3 in discesa verso Passo Cauria. Se, come noi, passate di qui in autunno, potrete facilmente individuare qualche larice aranciato tra gli abeti verdi e, poi, un bel gruppetto; dopo di esso, il sentiero si allarga di nuovo e la discesa diviene ripida e maggiormente scivolosa, a causa del terreno un po’ sassoso. Si alternano tratti in cui il bosco è stato tagliato ad altri in cui è ancora rigoglioso.

La prima parte ripida termina svoltando a destra in una forestale semi-pianeggiate, ma riprende poco dopo, immergendosi tra abeti e faggi. Tenendo la sinistra, dopo circa un’ora dalla partenza dal Lago Nero, arriviamo fino a Sella o Passo Cauria (Gfrillner Sattel, 1.432 m. s.l.m.), che ci sorprende per la sua bellezza perché qui il bosco è composto prevalentemente da faggi e aceri, rossissimi in autunno.

Sentiero n. 4 da Passo Cauria a Cauria Gfrill - chiesa del Maso Parolari.
Piccola sedia in legno lungo il sentiero - Lorenzo e Frida.

Proseguiamo a sinistra sul sentiero n. 4 verso Cauria; la comoda strada sterrata ci conduce ad un idilliaco prato verde incastonato tra i masi. In particolare, cattura la nostra attenzione Maso Parolari, con una bella chiesetta affiancata da larici. In lontananza e più in alto rispetto alla nostra posizione, distinguiamo l’agglomerato delle case di Cauria.

Imbocchiamo la strada asfaltata via Prato del Re, dalla quale ci voltiamo indietro per ammirare uno scorcio sul prato e sul maso che ci lasciamo alle spalle. Ombrosa e molto umida, questa strada ci condurrebbe direttamente a Cauria, anche se noi preferiamo una piccola deviazione su un sentiero nel bosco per evitare le sporadiche auto di passaggio. Sbuchiamo, dunque, dietro al Maso Benefizi e proseguiamo sull’asfalto in salita, godendoci il panorama sui pascoli e sulla minuscola chiesetta in basso, dedicata a Maria.

Un ultimo tratto in salita e Cauria ci accoglie con un tabernacolo ornato da un crocifisso il legno: la nostra escursione termina qui. È stata una giornata intensa, ricca di emozioni e colori, panorami ed ecosistemi fragili e in pericolo, storia e tradizioni locali… Cosa desiderare di più?

Sentiero n. 4 da Passo Cauria a Cauria Gfrill - prato e Maso Parolari..
Sentiero n. 4 da Passo Cauria a Cauria Gfrill - prato e masi.


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