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DA CASTELLO DI FIEMME AL BIOTOPO DEL BROZIN

Un percorso ad anello tra ambienti diversi

Lunedì 1° aprile 2024

Con il tempo incerto che promette pioggia può essere difficile scegliere dove andare in escursione… Per fortuna la Val di Fiemme è ricca di percorsi non in alta quota e che toccano borghi e riserve naturali. Vi raccontiamo quello che abbiamo scelto e che parte dalla graziosa cittadina di Castello di Fiemme, da cui siamo passati anche con un’altra escursione invernale (qui tutti i dettagli). Stavolta ci addentriamo nel biotopo del Brozin, scoprendo alcune delle sue caratteristiche…

Lunghezza complessiva5 km
Tempi di percorrenza2h30min
Dislivello110 m.
Grado di difficoltàMolto facile
SCHEDA TECNICA

La nostra escursione inizia nel borgo di Castello di Fiemme, dalla piazza principale, dove sono presenti alcuni parcheggi gratuiti, a pagamento e con fasce orarie. Se non trovate posto, potete addentrarvi nelle vie laterali, uscendo dal centro e lasciando l’auto a lato della strada, prestando attenzione ad eventuali divieti.

Case tipiche e decorazioni tradizionali caratterizzano la primissima parte del nostro percorso, dominato dall’alto dalla Chiesa di San Giorgio, che svetta con il campanile in contrasto sul verde dei boschi della catena del Lagorai (qui trovate maggiori informazioni storiche e artistiche).

Castello di Fiemme.
Castello di Fiemme - Madonna dello Scapolare, XIX sec.
Castello di Fiemme - Madonna con bambino, XVII sec.

Ci addentriamo tra i vicoli, prestando attenzione alle facciate delle abitazioni: tre sono i dipinti che possiamo ammirare, incastonati nell’intonaco e piccoli capolavori di maestria locale. Il primo raffigura la Madonna dello Scapolare ed è un’opera su legno dell’Ottocento; seguono due affreschi: una dolce Madonna con bambino del XVII secolo, racchiusa da una sorta di edicola dipinta, e una cupa Crocifissione coeva. Tutti i dipinti sono stati restaurati nel 2009 in occasione del Centenario della ex Cassa Rurale di Castello di Fiemme, come ci ricordano le targhette apposte sui muri.

Dopo aver zigzagato tra i vicoli, usciamo lungo la strada principale, via Trento, che ci permette di lasciare progressivamente alle nostre spalle il borgo di Castello e la Chiesa di San Giorgio. Il sentiero è una semplice via battuta a lato dell’asfalto, all’interno di un campo; stiamo costeggiando la proprietà e la fattoria del Maso Corradini.

Castello di Fiemme - Crocifissione, XVII sec.
Castello di Fiemme.
Castello di Fiemme - cappella in memoria di Paolo Corradini.

Non ci stupisce, quindi, di leggere la targa di una grande e rustica struttura all’angolo della rotonda: la cappella è stata fatta erigere in memoria di Paolo Corradini, scomparso nel 1997. Imbocchiamo qui via Cògol, che ci conduce attraverso alcuni capannoni industriali, piacevoli nel loro essere ben tenuti, con decorazioni e pitture sulle mura degli edifici.

Poco dopo il sovrappasso sulla strada provinciale, la via si inoltra tra ampi prati, costeggiati solo da unapiccolo tabernacolo; l’asfalto lascia il posto ad una gradevole pavimentazione a sassi, che procede in discesa fino alle prime case della località Predaia, dove ci attende un bel pannello illustrativo dell’area del biotopo del Brozin.

Questa Riserva Locale racchiude una zona di grande interesse botanico, floristico, faunistico e geologico, estesa su circa 5 ettari e mezzo di proprietà del Comune di Castello-Molina di Fiemme, in parte affacciata sull’abitato di Predaia. Si alternano terrazzamenti porfirici e avvallamenti, dove ristagna l’ex-lago di Brozin, boschi di pino silvestre e torbiere, prati e pascoli.

Apprezziamo la grande valorizzazione che è stata realizzata, rendendo l’area fruibile ad abitanti e turisti, che possono leggere i numerosi pannelli illustrativi e scoprire curiosità e utili informazioni su questi luoghi.

Castello di Fiemme - via Trento.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - tabernacolo.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - veduta sulla valle.

Seguiamo le indicazioni verso Località “Vecchia Stazione” e saliamo lungo una moderna mulattiera costeggiata da muretti a secco ricchi di muschio, finché il sentiero non diventa sterrato, ma sempre ben tenuto, con una copertura di ghiaia che impedisce la formazione di pozze e fango, rendendo la passeggiata piacevole in ogni stagione.

Questo tratto di percorso è decorato da numerose sculture in legno, che affiancano la strada: da radici e tronchi di alberi sono nati enormi funghi porcini, orsi, scoiattoli, aquile, galli cedroni e tanti altri animali che popolano il bosco. Passeggiare tra queste opere di artigiani e artisti locali è davvero gradevole e divertente!

Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - ingresso.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - Lorenzo e Federica.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - sculture in legno.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - località della vecchia ferrovia di Fiemme.

Arrivati ad un bivio possiamo proseguire per un breve tratto a dritto, dove il bosco di apre ed esili betulle si sostituiscono ai pini. Ci troviamo in un punto fondamentale per la vecchia ferrovia di Fiemme: la strada sterrata di campagna che stiamo percorrendo, infatti, era un tempo la principale via di collegamento tra Molina di Fiemme e la stazione ferroviaria, che sorgeva in località “Vecchia Stazione”, accanto a dove oggi si apre il parcheggio e sorge la grande segheria.

Gli abitanti di Molina, quindi, percorrevano questa strada per andare a prendere il treno che proseguiva verso Predazzo in una direzione e Ora nell’altra, passando da San Lugano. La Ferrovia della Val di Fiemme, lunga circa 50 km, venne costruita durante la Prima guerra mondiale per scopi militari dall’Impero austriaco e fu usata fin dopo il secondo conflitto mondiale, al fine di trasportare merci e passeggeri, pendolari e turisti.

La locomotiva a vapore fu sostituita con il nuovo impianto di elettrificazione, diminuendo i tempi di percorrenza. Nel 1963, però, la linea fu soppressa a causa dell’incredibile sviluppo del trasporto su strada e in pochi anni fu smantellata. Negli anni Novanta alcuni tratti sono stati trasformati in piste ciclabili o pedonali; ne è un esempio il percorso sotto al Parco della Pieve di Cavalese con la sua suggestiva galleria (ne abbiamo parlato qui).

Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - Lorenzo e Frida.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - sculture in legno.

Tornati al bivio, seguiamo l’indicazione verso Giro del Lago e proseguiamo in un fitto bosco di pini silvestri, dove la nostra attenzione viene attirata da due particolarità. Dopo pochi metri, infatti, scorgiamo un piccolo rigagnolo, che è in realtà l’emissario del Lago di Brozin; la portata d’acqua non è abbondante, ma sempre costante. La sua funzione è fondamentale poiché si tratta di una spugna e di un filtro che trattiene e rilascia acqua pulita.

Altro elemento caratteristico è l’ambiente umido della torbiera, dove vive una particolare flora (carici, muschi e sfagni). Qui avviene un forte accumulo di sostanza organica, che prende il nome di torba, mentre i terreni hanno uno scarso contenuto di sostanze minerali.

Come si forma una torbiera? Dove un tempo si trovava un lago, ricco di specie vegetali e animali, si verifica un accumulo di sostanze organiche sul fondo, senza che avvenga ricambio d’acqua. La capienza si riduce e si crea prima uno stagno e poi una torbiera, da cui si genera un prato umido e, successivamente, un bosco idrofilo, composto da specie che necessitano la presenza di acqua.

Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - bosco di pini silvestri.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - torbiera.

Osservando meglio l’ambiente circostante, comprendiamo che quello che ci appare come un prato è in realtà la torbiera stessa, la cui condizione può durare centinaia o migliaia di anni, permettendo lo sviluppo di ecosistemi e di un’eccezionale biodiversità.

Le torbiere sono molto rare ed estremamente delicate. Attraversiamo questo ambiente grazie a graziose passerelle in legno, nel rispetto della natura e del fragile ecosistema dove ci troviamo. Arriviamo così al Lago di Brozin, una conca in mezzo al bosco con poca acqua, canneti, erbe di palude e betulle lungo gli argini… Alimentato da acqua piovana, è in realtà uno stagno, uno stadio intermedio tra il lago e la torbiera, verso la quale si sta lentamente evolvendo. Questo habitat è fondamentale per numerose specie: rane, rospi e salamandre, libellule, anatre, caprioli che vi si abbeverano…

Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - torbiera.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - Lago di Brozin.

Progressivamente usciamo dal bosco in un ampio prato, per svoltare a destra lungo la pista ciclabile asfaltata, mentre alla nostra sinistra vediamo la grande segheria. Siamo esattamente sul tragitto della ex-ferrovia, che percorriamo tra quelli che un tempo erano pascoli, delimitati da siepi, caratterizzate da un’elevata biodiversità. Al loro interno, infatti, trovano riparo numerose specie animali, gli uccelli costruiscono i loro nidi, insetti e farfalle vi si posano, lepri e altri piccoli mammiferi le usano come rifugi.

In questa parte del percorso, crescono due fiori viola simili: in primavera il Crocus e in autunno il Colchicum. Un occhio attento può distingue un’ampia varietà di piante che producono bacche rosse: dal crespino, le cui bacche sono lassative e rinfrescanti, usate dagli antichi egizi per ridurre la febbre, al biancospino, che fiorisce ad aprile-maggio e dai cui frutti sono prodotti marmellate, confetture e sciroppi; dalla rosa canina, usata in aromaterapia, cosmesi, medicina, artigianato e cucina, al viburno, che invece è tossico.

Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - ciclabile.
Castello di Fiemme - Biotopo del Brozin - veduta su Castello di Fiemme.

Godendoci alcuni affacci panoramici su Castello di Fiemme, torniamo verso il borgo da via della Stazione, che ci riconduce, in discesa, verso il centro cittadino.

Questa semplice e rilassante passeggiata, di soli 5 km, è ricchissima di ambienti diversi e ci offre una preziosa testimonianza della varietà degli ecosistemi e della ricchezza botanica, floristica e faunistica dell’area… Una zona tutta da scoprire!


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