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“CUORE DI CANE” DI MICHAIL A. BULGAKOV

Amaro e pungente, come la vita

APRILE 2025

Tra le super offerte della libreria Pensieri Belli di Cavalese ho scovato questo romanzo di Bulgakov, che subito mi ha attirata per il titolo (conosciuto e di grande impatto) e per l’autore, che è considerato uno dei grandi scrittori russi del Novecento, noto soprattutto per il celebre “Il Maestro e Margherita”.

  1. Trama;
  2. L’autore;
  3. Cosa ne penso?

La premessa doverosa ogni volta che mi approccio ad un autore russo è che non ho una grande passione per gli scrittori di questo Paese (lo avevo già annunciato scrivendo la recensione de Il giocatore di Dostoevskij). Tuttavia, Bulgakov è sempre emerso come particolare, unico nel suo genere, e per questo mi ha subito attratta. In effetti, leggendo Cuore di cane, capisco bene il perché di questa sua fama.

Approcciandomi alle pagine del romanzo, mi aspettavo un libro completamente diverso, di critica sociale e morale (cosa che è), ma con una struttura e una trama molto differenti e più canonici. Il primo capitolo mi ha immediatamente spiazzata: le vicende sono raccontante dal punto di vista di un cane randagio, disperato e ferito da un’ustione, il quale incontra quello che gli appare come un grande benefattore, un uomo distinto che gli dà da mangiare e lo accoglie nella propria casa… Gli avvenimenti sono riportati dalla prospettiva dell’animale, integrando i suoi pensieri e omettendo alcune informazioni, che il lettore può ricavare dal contesto.

Michail Afanas'evič Bulgakov, Cuore di cane, Ed. Clandestine, LegoDigit srl, Lavis (Trento), 2014, prima ristampa 2016.


Il secondo capitolo cambia registro: se continua a predominare la prospettiva del cane, Pallino, comincia ad essere sancita una distanza e il narratore assume una prospettiva più onnisciente, staccandosi dalla completa identificazione con il personaggio. Nel corso del libro, poi, il lettore abbandona del tutto il punto di vista del cane (anche perché ha subito la metamorfosi in essere umano e, quindi, scompare).

La variazione è notevole ed in un capito viene persino integrata la scrittura della cartella clinica dell’esperimento su Pallino! Assistiamo, quindi, ad importanti cambi di narrazione, sebbene lo stile ne risenta solo leggermente. Crudo, ironico e persino divertente, l’autore ci spinge sempre a riflettere.

Ciò che nel romanzo è costantemente presente e viene comunicato fin da subito è un forte senso di angoscia: il lettore percepisce immediatamente che “c’è qualcosa che non va”, ha una sensazione di sinistro presagio. Fa bene il cane a fidarsi del dottore? L’esperimento sarà un disastro? In cosa si sta trasformando Pallino? Potranno contrastarlo?

Il lettore assiste impotente allo svolgersi e al precipitare degli avvenimenti e si aspetta il peggio… che incredibilmente non avviene! Mai, infatti, potremmo immaginare che una storia del genere, così cupa e agghiacciante, possa avere, tutto sommato, un lieto fine!

Michail Afanas'evič Bulgakov, Cuore di cane, Ed. Clandestine, LegoDigit srl, Lavis (Trento), 2014, prima ristampa 2016.

Tra le righe di questo allucinato racconto, la critica sociale è palese e condivisibile, anche se, leggendo adesso il romanzo e non essendo degli esperti storici, molto ci sfugge dei riferimenti politici. Il romanzo, infatti, è una metafora critica della società e della vita quotidiana russa post-rivoluzionaria: i personaggi rappresentano in modo lampante la corruzione abietta presente nel Paese. Non a caso, il libro fu sequestrato e a lungo nascosto negli archivi del KGB.

L’intento parodiale dell’autore è chiaro: il racconto è una favola morale, che denuncia i propositi del nuovo regime sovietico, intento a rifondare la società russa su basi socialiste. Fu, infatti, scritto nel 1925, all’epoca dell’inaugurazione della NEP (nuova politica economica), cioè il sistema economico misto varato da Lenin.

Adesso, oltre al valore storico di denuncia, possiamo apprezzare qualcosa di universalmente valido: la deriva dell’uomo, la sua insensibilità priva di scrupoli e il suo gioco di onnipotenza, che crea mostri, minacce anche a se stesso. Meglio, allora, il cuore di un cane…

“E il vero disastro non sta nel fatto che egli non disponga più di un cuore di cane, ma che ne abbia uno d’uomo.”

p. 95

TRAMA

Il romanzo satirico-scientifico narra la storia di un eccentrico esperimento, portato avanti dal dottor Filip Filippovic su un cane randagio, innestandogli l’ipofisi e le ghiandole seminali di un uomo deceduto. Il buffo e fedele Pallino si trasforma così nel Signor Pallinov: si erge in posizione eretta, perde la cosa e i peli, acquisisce la parola. Assume, però, anche la mentalità dell’uomo da cui ha ricevuto l’ipofisi, commettendo oscenità e divenendo un essere abietto e meschino…

MICHAIL AFANAS’EVIC BULGAKOV

Michail Afanas'evič Bulgakov, Cuore di cane, Ed. Clandestine, LegoDigit srl, Lavis (Trento), 2014, prima ristampa 2016.

Michail Afanas’evič Bulgakov nacque nel 1891 a Kiev (a quel tempo distretto russo) e intraprese la carriera di medico. La sua qualità di narratore e drammaturgo è stata a lungo semidimenticata e fu riscoperta solo all’inizio degli anni Sessanta; nel 1920 abbandonò la professione medica per dedicarsi a quella letteraria, tra notevoli ristrettezze economiche e lavori in teatro.

Alla sua morte, nel 1940, la maggioranza dei suoi testi erano inediti: solo nel 1961 in Russia iniziò l’interesse verso la sua opera, per poi declinare e riprendere con vigore negli anni Ottanta. In particolare, è da ricordare il romanzo Il Maestro e Margherita, scritto tra il 1928 e il 1940 e pubblicato postumo nel 1967; lo stesso anno uscì anche, all’estero, il racconto Cuore di cane.


IL LIBRO
Michail Afanas’evič Bulgakov, Cuore di cane, Ed. Clandestine, LegoDigit srl, Lavis (Trento), 2014, prima ristampa 2016.


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