Dalla simbologia di Cosimo I al giardino all’inglese
Sabato 20 giugno 2020 – Sabato 21 settembre 2024

Oggi sede dell’Accademia della Crusca, la villa è una delle residenze più antiche della zona: già esistente nel XIV secolo, fu acquistata alla famiglia Della Stufa verso il 1477, da Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici, cugini di Cosimo de’ Medici, il quale, dopo la sua distruzione, la fece ricostruire dal 1538. La villa sorge in una zona molto fertile e coltivata, grazie all’eccezionale presenza di acqua, e ospitava un tempo i due quadri più celebri del Botticelli, La primavera e La nascita di Venere (ora alla Galleria degli Uffizi): il pittore si ispirò proprio a questo giardino per dipingerli e non è un caso…
Struttura del giardino
Il grande e magnifico parco subì diverse modifiche, l’ultima delle quali si deve alla famiglia Lorena alla fine del Settecento. Per comprendere la struttura originaria del giardino è necessario conoscere il momento storico in cui i Medici vissero: un periodo che vide la rinascita della cultura e della società, in cui l’uomo era posto al centro dell’universo.
Il giardino all’italiana scaturisce proprio da questa idea: con la sua struttura geometrica, le siepi di bosso perfettamente potate, le numerose fontane (tanto più importanti quanto più fondamentale era la presenza dell’acqua come incredibile risorsa e il suo spreco dimostrazione di ricchezza e abbondanza), mostra come l’uomo può dominare tutto, persino la natura.


I Lorena, invece, vissero nel periodo conosciuto come romantico: la natura era divenuta un fenomeno prorompente, l’uomo non si trovava più al centro dell’universo ma era un piccolo granello al suo interno. Conseguenza di tale pensiero si riflette nei giardini, dove la natura è più “libera”, poiché l’uomo non può dominarne la crescita dirompente. Nasce così il giardino all’inglese, il quale, pur impressionando il visitatore con una vegetazione “selvaggia”, è attentamente progettato (infatti gli alberi non si sovrappongono mai).
Gli ampi viali che attraversano il parco dovevano permettere di raggiungere ogni sua parte: i Lorena avrebbero voluto che i giardini di Villa Castello e Villa Petraia fossero uniti, entrambi all’inglese. Ciò fu impedito dalla presenza della Chiesa di San Michele, che sorge proprio nel mezzo: ancora oggi è possibile vedere il cancello che separa i due parchi.
Nella Villa di Castello la parte superiore del giardino è all’inglese, mentre quella inferiore si è mantenuta all’italiana; qui troviamo un impressionante numero di agrumi, protetti nelle limonaie d’inverno ed esposti al sole e all’aria aperta in estate. Purtroppo, la collezione medicea subì delle perdite: per comodità i Lorena, infatti, piantarono a terra alcuni alberi, le cui radici però gelarono.
Ma come nasce il giardino e qual è la struttura anche simbolica che i Medici volevano conferirle? Cosimo I desiderava un parco la cui simbologia avrebbe subito comunicato importanti messaggi agli ospiti… L’architetto Niccolò Tribolo, che fu poi il primo progettista di Boboli e che realizzò proprio nella Villa di Castello le “prove generali” per le maggiori opere successive, fu incaricato del progetto del giardino, oltre che delle fontane e delle tubature. Infatti, egli era non solo architetto, ma anche disegnatore, scultore e idraulico. Per il suo carattere perennemente insoddisfatto, Tribolo impiegò alcuni anni a pensare il giardino e non ne vide il suo completamento, portato a termine dai suoi successori.

Ciò che vediamo è prodotto di successive modifiche, apportate soprattutto, come abbiamo visto, dai Lorena, mentre la famiglia reale dei Savoia non apportò cambiamenti al giardino. Se vogliamo notare le differenze tra come si presenta oggi il parco e come doveva essere originariamente, possiamo confrontarlo con la rappresentazione fatta da Giusto Utens: tra il 1599 e il 1604 il pittore, infatti, realizzò una serie di lunette su commissione del Granduca Ferdinando I de’ Medici e ora conservate alla Villa della Petraia; una di esse è dedicata alla Villa di Castello e al suo giardino, del quale vediamo il disegno all’italiana delle siepi e la fontana subito sul retro dell’edificio…
Giardino all’inglese
Iniziamo la nostra visita con la parte più fredda, a nord, proprio sotto le pendici di Monte Morello; la fontana che occupa questa zona è decorata da una statua che emerge dalle acque della vasca, opera dello scultore Ammannati e raffigurante un uomo barbuto e infreddolito. Si tratta di una rappresentazione allegorica del mese di gennaio; solitamente erano i mesi migliori dell’anno quelli scelti per essere celebrati… perché, allora, troviamo qui gennaio? Per una preferenza di Cosimo I, che divenne granduca il 9 gennaio 1536!
Siamo di fronte, quindi, al punto di partenza di tutta la simbologia del giardino… A cui se ne unisce un’altra: la statua rappresenta anche la catena montuosa dell’Appennino, che protegge dalle invasioni, favorendo i commerci. Non a caso, questa parte del giardino serviva proprio a proteggere le coltivazioni più in basso, grazie a cipressi molto antichi, naturali frangivento.
Inoltre, sulle montagne dell’Appennino nascono i fiumi toscani: nella struttura del giardino le acque che irrigano la parte bassa e fanno funzionare le altre fontane provengono proprio da questa prima in alto!
Oltre agli alti cipressi, osserviamo un bel gruppo di lecci, più bassi e disposti a scacchiera: le reti che venivano tese da un tronco ad un altro servivano per catturare gli uccelli, i quali si alzavano in volo dopo che era stato sparato un colpo in aria. Questo tipo di caccia era chiamata ragnaia.
Dopo aver apprezzato il panorama sulla piana di Sesto Fiorentino e sui monti circostanti, osserviamo dall’alto anche il giardino all’italiana sottostante, la perfetta geometria all’italiana, mentre alle nostre spalle si estende quello all’inglese, più ricco di alberi e ombroso. Scendiamo dalle scale in pietra e ci troviamo sulla parete di fondo del giardino, che inizia con il retro della villa.
Giardino all’italiana
Il centro della parte bassa, lo spazio che si apre tra le fantasie geometriche delle siepi, è occupato dalla grande fontana (opera del Tribolo) adornata dalla statua di Ercole che lotta contro Anteo, realizzata dall’Ammannati. La leggenda narra che il gigante Anteo fosse imbattibile perché traeva la propria forza dalla terra, essendo lui figlio di Gea; avendolo capito, Ercole lo tenne sollevato e riuscì così a stritolarlo. L’ultimo fiato esalato da Anteo è lo zampillo d’acqua della fontana: un getto d’acqua impressionante che arriva a toccare i 3 metri di altezza.
Nonostante questa scena cruda, il resto della fontana è adornato con putti felici. Perché? Accorre in nostro aiuto la simbologia: Cosimo dovette combattere i nemici per portare la prosperità in Toscana e riuscì a sopraffarli usando non solo la forza, ma soprattutto l’intelligenza. La testa di Capricorno, infatti, presente sulla fontana, simboleggia Cosimo stesso poiché divenuto granduca a gennaio (come, d’altronde, Augusto divenne imperatore romano il primo mese dell’anno e scelse come simbolo proprio il capricorno).
Nella fontana di Ercole e Anteo, quindi, gli ospiti della villa comprendevano come Cosimo I avesse simbolicamente ucciso i propri nemici, portando così pace e prosperità in tutta la Toscana. La statua e la vasca erano poste a ridosso della villa, sul suo retro, mentre il centro delle aiuole geometriche era posta un’altra fontana, con al centro la scultura di Venere del Giambologna, successivamente spostata dai Lorena nella Villa della Petraia. La dea romana Venere è un chiaro riferimento a Firenze, che è stata fondata proprio dai romani. Inoltre, la dea della fertilità era un’allegoria della terra feconda, quella toscana, grazie alla grande quantità di acqua.
Il giardino, armonico e perfetto, simboleggia l’intera Toscana, prospera e in pace, sotto il comando di Cosimo I de’ Medici; al suo centro si trovava Venere e, quindi, Firenze; non a caso la fontana riporta gli stemmi dei Comuni toscani conquistati dai Medici. Una rappresentazione di come doveva essere originariamente questa composizione è ben chiara nella lunetta dipinta da Giusto Utens, conservata nella Villa della Petraia, insieme alla Venere e al gruppo autentico di Ercole e Anteo (quella che vediamo è una copia).
Intorno alla fontana centrale prosperano gli alberi da frutto: piccoli meli e peri, melograni e soprattutto agrumi… Alcuni di essi sono di dimensioni ridotte, scelti secondo una selezione per ricavare piante nane, così che le nobildonne del tempo potessero cogliere i frutti senza arrampicarsi sui rami. Ciò che è veramente sorprendente è la collezione di agrumi in vaso: si tratta della più grande d’Europa, con oltre 500 piante e specie molto rare. Si pensi che per spostarle nelle limonaie, dove gli alberi sono riparati da ottobre ad aprile, i giardinieri impiegano circa un mese!
I vasi sono databili dal Sei-Settecento in poi, tutti in terracotta, tanto che, per comprendere se la pianta ha bisogno di acqua, è possibile “bussare” sulla superficie: il suono che ne scaturisce permette di capire quanto annaffiare. Uno dei vasi di un vialetto che costeggia il retro della villa riporta lo stemma mediceo e custodisce la pianta più preziosa dell’intera collezione: la bizzarria.
Si tratta di un agrume creato innestando un arancio amaro, un cedro e un limone. Le foglie si riconoscono per un “cuoricino”, che altro non è che la foglia dell’arancio, mentre all’interno il frutto è perfettamente diviso in tre parti! Questa varietà di frutto fu trovata nel Seicento nella zona periferica di Firenze, dove adesso sorge il quartiere di Novoli: originariamente era un innesto naturale. Dopo che per secoli se ne persero le tracce, negli anni Ottanta l’allora direttore del giardino della Villa di Castello ha voluto ricrearlo ed è ora qui coltivato.
In fondo al giardino all’italiana si trova la Grotta degli Animali, al cui centro doveva trovarsi una statua di Orfeo oppure di Nettuno. Recentemente restaurata, questa meraviglia artistica e i suoi giochi d’acqua sono ammirabili in tutto il loro splendore… Qui potete leggere un approfondimento con tutti i dettagli e sulle due diverse ipotesi in merito alla simbologia della grotta.
Le vasche presenti all’interno si trovavano originariamente in due logge, adesso scomparse e che si aprivano in corrispondenza delle due scalinate, una a destra e una a sinistra rispetto al viale principale, collegamento tra il giardino all’inglese e quello all’italiana. Le due logge ospitavano le statue raffiguranti Monte Morello e Monte Falterona e, sotto le vasche, si trovavano i due fiumi che da essi si originano, Mugnone e Arno. Digradando verso la villa, l’acqua era trasportata dalla fontana superiore, quella dell’Appennino, e irrigava gli alberi da frutto del giardino all’italiana, oltre ad alimentare le fontane, le vasche e i giochi d’acqua.
La scelta delle statue poste nelle logge è coerente con la simbologia utilizzata fino ad ora: sopra, l’Appennino domina dall’alto, ai suoi piedi si trovano i monti da cui si originano i fiumi che scorrono in Toscana. La parte bassa del giardino, che simboleggia la regione stessa, si offre agli ospiti in una costante primavera, rigogliosa e potente, abbondante di piante e ricca di acqua.
Prima di terminare la nostra visita, non dobbiamo perderci, sulla parete sinistra che lo delimita, un piccolo spazio, a cui si accede da un altrettanto ridotta apertura: il giardino segreto, dal latino secretum, ovvero chiuso. Tale spazio, infatti, è delimitato da quattro muri; al suo interno si trovano le piante officinali e altre più rare, che necessitano di maggiore protezione dal freddo. Al centro si erge la statua di Esculapio, dio greco della medicina.
Con questo luogo nascosto e raccolto, abbiamo terminato la nostra visita e possiamo avviarci nuovamente al cancello di entrata, passeggiando e odorando gli agrumi, rilassandoci nella geometria degli spazi e godendo della bellezza dei colori dei fiori, tra cui spiccano gli abbondanti esemplari di amarillide d’estate.
INFORMAZIONI
- Villa Medicea di Castello: https://villegiardinimedicei.it/villa-medicea-di-castello/
- Villa Medicea di Castello FB: https://www.facebook.com/giardinovillamediceadicastello/
- Ministero della Cultura: https://cultura.gov.it/luogo/giardino-della-villa-medicea-di-castello
- Accademia della Crusca: https://accademiadellacrusca.it/it/contenuti/la-villa-medicea-di-castello/6939
LEGGI ANCHE …









