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VISITA AL RIFUGIO TRAVALLE

Trekking speleologico a Calenzano

Domenica 3 settembre 2023

In occasione dell’iniziativa “Passo passo” promossa dal Comune di Calenzano per valorizzare il territorio attraverso camminate, trekking e degustazioni, abbiamo partecipato all’itinerario proposto dall’Unione Speleologica di Calenzano, che ha organizzato una visita ad una cavità artificiale utilizzata come rifugio dai civili durante la Seconda guerra mondiale: una bellissima esperienza, divertente e diversa dal solito, che ci ha condotti anche alla scoperta del Parco di Travalle.

Lunghezza complessiva8 km
Tempi di percorrenza3h
Dislivello124 m.
Grado di difficoltàFacile/Medio
SCHEDA TECNICA

Il nostro percorso ha inizio in piazza Vittorio Veneto, dove sorge il municipio di Calenzano, una bella struttura realizzata nel 1936, in stile neoclassico, affiancata da un polo istituzionale più moderno, inaugurato nel 2011.

L’orario del ritrovo è alle 15.30 ed è ancora piuttosto caldo, anche se una brezza leggera smuove l’aria e rende più piacevole la passeggiata.

Dopo una breve introduzione, partiamo scortati da quattro speleologi, Sabina, Enzo, Massimo e Silvia, che si fanno carico dell’attrezzatura per accedere poi al rifugio. La loro attività si concentra sui monti della Calvana, ma tocca anche le Apuane: l’Unione Speleologica di Calenzano ha come obiettivo quello di far conoscere il territorio e tutelare l’ambiente. Da anni collaborano col Comune in varie iniziative, soprattutto legate ad alcune ricorrenze storiche; in questo caso la visita al rifugio usato durante la Seconda guerra mondiale è stata pensata in concomitanza con l’Anniversario della Liberazione di Calenzano, avvenuta il 6 settembre 1944.

Calenzano - Municipio.
Parco di Travalle a Calenzano.
Parco di Travalle a Calenzano.

Dalla piazza del municipio scendiamo verso destra e imbocchiamo via Michelangelo Buonarroti, passando davanti alla Misericordia. Il marciapiede è scortato da una serie di gradevoli villette residenziali con piccoli giardini e alcuni orticelli. Sbucati in un grande parcheggio, ci teniamo a destra e oltrepassiamo il distributore di benzina, davanti al quale attraversiamo la SP8, nota anche come Strada Militare di Barberino di Mugello.

Entriamo subito in via delle Bartoline e, voltandoci indietro, possiamo apprezzare una bella vista sulla Pieve di San Donato, che si erge con la sua facciata color ocra/arancio e l’alto campanile. Siamo già all’interno del Parco di Travalle, che ci accoglie con la sua insegna e un pannello illustrativo. Si tratta di una vasta area attrezzata con percorsi ciclopedonali, inaugurata nel 2011; gode di un gradevole paesaggio rurale, plasmato dalla mano dell’uomo nel corso dei secoli, senza essere stato stravolto negli ultimi anni.

Sentieri e itinerari si snodano nella parte pianeggiante e salgono poi verso i monti e il crinale della Calvana; molto presenti sono anche i campi, coltivati con un’agricoltura biologica e sostenibile (sono numerosi, infatti, i bioagriturismi e le aziende agricole con prodotti a km e impatto zero).

Parco di Travalle a Calenzano.
Parco di Travalle a Calenzano - ponte.
Parco di Travalle a Calenzano - Osteria Il Palagetto.
Parco di Travalle a Calenzano - Travalle.

La prima parte della nostra camminata si snoda proprio tra campi e vigne; attraversiamo un ponte sul torrente Marina. A guardia di esso troviamo una stele con raffigurato un labirinto e, sopra, l’ammonimento Nosce te ipsum (“Conosci te stesso”); accanto, una pasciuta aquila osserva imperscrutabile la piana e i monti.

Giriamo subito a destra e camminiamo nel tratto ciclopedonale che costeggia la strada asfaltata (via dei Prati); seguiamo il sentiero, costeggiando un campo, e arriviamo all’area di sosta con tavoli e fontanella di acqua potabile davanti al ristorante Osteria Il Palagetto. Qui proseguiamo a dritto su via dei Prati, sempre asfaltata, accanto ad una piccola edicola, in direzione della Chiesa di Travalle.

I campi coltivati si alternano a quelli di olivi finché non giungiamo al borgo di Travalle, un agglomerato di poche case; andando a destra al bivio, passiamo accanto alla Villa-Fattoria di Travalle “Giardino di Travalle”, un complesso che costituisce il centro del possedimento, circondato da case coloniche; la villa vanta uno stupendo giardino all’italiana ed è una dimora storica del XVII, oggi adibita a residenza di lusso. Accanto, vi è l’indicazione per il ristorante Cocciopesto, il cui menu cambia ogni tre mesi, adattandosi alle stagioni.

Parco di Travalle a Calenzano.
Parco di Travalle a Calenzano.
Parco di Travalle a Calenzano.

Percorrendo la strada attraverso Travalle notiamo alcuni cartelli che indicano la produzione di vino e olio, oltre ad alcune galline che chiocciano soddisfatte tra l’erba. Subito dopo l’asfalto lascia il posto allo sterrato e, davanti ad un campo di viti e due cipressi, giriamo a destra e proseguiamo, passando sopra alcuni fossi secchi. L’acqua in questo periodo non è presente in superficie: arriva dalla Calvana, che è carsica, composta, quindi, da calcare (usato per produrre cemento) che fa scivolare e arrivare in basso l’acqua; non vediamo acqua qui, ma è probabile sia nelle grotte. Ad oggi sono conosciute una cinquantina di esse, quasi tutte scoperte dell’Unione Speleologica di Calenzano.

In corrispondenza di una delle numerose ville di campagna che animano il panorama, procediamo a dritto e arriviamo ad una quercia secolare e alle rovine di un edificio, mentre a terra alcune piante di incenso tengono lontani gli insetti, soprattutto i tafani.

Passiamo dietro ai resti dei muri ed imbocchiamo uno stretto sentiero a destra, tra l’erba, scendendo poi verso una zona umida nella quale si apre l’ingresso del Rifugio di Travalle, non scoperto dal gruppo peleologico di Calenzano, ma da loro manutenuto e curato. Prima di entrare ci vengono mostrate le antiche lanterne utilizzate in grotta e indossiamo il casco protettivo.

Rifugio di Travalle a Calenzano - entrata.
Rifugio di Travalle a Calenzano - interno.

Questo rifugio antiaereo era un’ex miniera, scavata proprio dentro al bosco; una struttura simile, con due ingressi, è presente in altri rifugi della zona, come quelli a Settimello, a Carraia e alle Croci di Calenzano. L’ingresso permetteva di entrare in piedi, ma adesso è per metà coperto di terra e, quindi, dobbiamo strisciare all’interno; l’operazione non è molto agevola a causa di due paratie in muratura, costruite per evitare l’ingresso delle schegge.

Carponi e per metà sdraiati sulla pancia, facciamo zig-zag per poi atterrare all’interno del rifugio, dove in alcuni punti possiamo tornare ad avere una postura eretta, mentre in altri continuiamo a procedere carponi. L’altro ingresso, purtroppo, è ora collassato e pieno di terra, ma possiamo raggiungere comunque la sua ubicazione.

Dentro questa cavità artificiale, scavata dall’uomo, troviamo alcuni animali di grotta, che sono riusciti a colonizzarla attraverso le fessure: sono tutti insetti innocui, ma fanno un po’ impressione. Prima di tutto osserviamo il nido di un ragno, chiamato meta menardi, e diverse ragnatele da lui costruire; notiamo come esse siano attaccate alla roccia e non aeree perché qui niente vola, ma tutte le prede si spostano sulle pareti.

Rifugio di Travalle a Calenzano - interno.
Rifugio di Travalle a Calenzano - grilli.
Rifugio di Travalle a Calenzano - ossa di cinghiale.

Ci sono delle piccole zanzare, ma soprattutto dei grilli ciechi, dotati di lunghe antenne, incapaci di saltare. A terra, poi, non possiamo non vedere una notevole quantità di ossa, aculei di istrice e alcuni teschi di cinghiali, i quali, a quanto pare, vengono qui per morire.

A nostro parere, l’esperienza in grotta è davvero interessante e affasciante, vale la pena di essere fatta! Tuttavia, prima di avventurarsi, meglio entrare nell’ottica che saranno presenti animali non proprio graziosi, si dovrà strisciare per terra, ci sporcheremo e probabilmente ci graffieremo. L’unica pecca dell’organizzazione è stata probabilmente questa: non aver avvertito i partecipanti a cosa sarebbero andati incontro. Niente di male per me e per Lorenzo, ma non tutti hanno lo stesso spirito di adattamento (e già Lorenzo, diciamocelo, lo ha molto inferiore al mio)…

Rifugio di Travalle a Calenzano - Federica.
Rifugio di Travalle a Calenzano - Lorenzo.

La visita all’interno dura una ventina di minuti ed è possibile accedere in massimo di dieci persone; siamo, quindi, divisi in due gruppi e, appena usciti, attendiamo gli altri per il rientro che compiamo sullo stesso percorso. La luce aranciata del tramonto si riflette sulla facciata della Pieve di San Donato che ci saluta prima in lontananza e poi sempre più da vicino.

Torniamo davanti al municipio per salutarci e ringraziare per questa bella esperienza, unica nel suo genere e particolarmente intrigante: un modo diverso per conoscere e scoprire il territorio.

Rifugio di Travalle a Calenzano - interno.
Rifugio di Travalle a Calenzano - interno.

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