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ITINERARIO NELLA PARTE “BASSA” DI COLLE VAL D’ELSA

Chiese, piazze e il sistema delle gore

Giovedì 19 settembre 2024

Colle Val d’Elsa è sicuramente una delle mete più caratteristiche del Chianti Senese, con il suo bel borgo medievale arroccato e un bucolico parco fluviale creato dal fiume Elsa… Tra i due si estende la parte bassa della città, più moderna ma non priva di chiese, monumenti e antiche strutture. Vi proponiamo, quindi, un itinerario meno turistico, ma non privo di punti di interesse!

Il nostro itinerario inizia dove finisce la parte alta di Colle Val d’Elsa, composta dal Borgo di Santa Caterina e dal Castello, con il bel panorama sul cosiddetto Piano, le case più moderne della città e i monti del Chianti in lontananza. Ci troviamo sul Baluardo, dove un tempo si estendeva la cinta muraria che fortificava l’antico borgo.

Da qui scendiamo verso la zona bassa, godendoci la vista dell’imponente bastione, contornato dal verde di prati e aiuole e scendendo tra alberi di fichi e piante grasse, rampicanti e ornamentali. Notiamo l’iscrizione che ricorda che in una di queste case abitò il pittore, politico e giornalista colligiano Vittorio Meoni (1859-1937), descritto come “fervente assertore dell’ideale socialista, anima d’artista, pittore”.

Dopo aver svoltato a destra, percorriamo un tratto della Via Francigena, ben segnalata da cartelli e icone. La discesa termina e inizia il traffico cittadino, anche se non è eccessivo e non ci impedisce di goderci la scenografica veduta sulla Chiesa di Sant’Agostino, che domina la piazza in cui giungiamo, su un cui lato è ricordato Giuseppe Garibaldi, ospitato qui il 18 agosto 1867.

Colle Val d'Elsa - discesa dal Baluardo.
Colle Val d'Elsa - casa dove abitò Garibaldi in piazza Sant'Agostino.

Chiesa di Sant’Agostino

Costruita nel 1305, la chiesa subì una profonda trasformazione a partire dal 1531, in base ai disegni di Antonio da Sangallo il Vecchio, che unì in un unico spazio le tre navate interne. Della struttura originaria è rimasta traccia nella facciata, oltre che nell’area dell’abside. La prima, che possiamo osservare dalla piazza, è rimasta incompiuta all’altezza dell’architrave del portale, sormontato da un piccolo rosone circolare.

Il campanile fu costruito nel Novecento su progetto dell’architetto colligiano Antonio Salvetti (del quale abbiamo parlato nell’articolo dedicato ad un itinerario nella parte alta di Colle). Lo stile è neogotico e presenta tre ordini di finestre: monofore, bifore e trifore.

Colle Val d'Elsa - Chiesa di Sant'Agostino.


A lato della facciata possiamo notare il monumento posto dagli ex-allievi della Confederazione Mondiale in ricordo di don Bosco e del parroco don Giovanni Raineri, “guida coraggiosa della grande famiglia salesiana”.

All’interno troviamo opere quattrocentesche e barocche. In particolare, sono degne di nota la Deposizione e santi di Ridolfo del Ghirlandaio (1519), una Pietà e santi del Cigoli e un’edicola in marmo di Baccio da Montelupo, contenente un affresco quattrocentesco con la Madonna in trono.

Piazza di Arnolfo di Cambio

Proseguiamo a lato della chiesa, passando davanti al Museo del Cristallo e svoltando a sinistra per giungere alla grande piazza Arnolfo di Cambio, costruita nel 1865 secondo l’idea di creare una zona da adibire a mercato e fiere. Qui si estendeva il vecchio Pian dei Canali, che prendeva il nome dalla presenza delle gore, perché vi era un grande spazio utile ad erigere nuovi edifici e strade. Per ricavare la piazza furono abbattute, però, una parte delle antiche mura di cinta e la Chiesa di San Jacopo.

Al centro fu posta una fontana, sostituita nel 1925 da un monumento ai caduti della Prima guerra mondiale, opera dello scultore Mario Sabbatelli e inaugurato dal re Vittorio Emanuele III. La piazza è sempre stata il cuore della città dal punto di vista sociale e commerciale, punto di incontro e di aggregazione. Negli ultimi anni è in corso una riqualifica di questo spazio, con la creazione di una fontana e di un nuovo centro espositivo.

Il sistema delle gore

Come accennato, qui si trovava il sistema delle gore: le acque del fiume Elsa erano canalizzate e la loro forza faceva ruotare le ruote idrauliche di numerose attività manifatturiere. La portata non è uguale lungo tutto il percorso, anche perché un abbondante apporto è dato dalle sorgenti poste a Le Vene, nella vallata sotto l’abitato di Onci. Proprio da qui partono le canalizzazioni che raccolgono le acque di numerose fonti e le conducono fino al Ponte delle Nove, dove si riservano nell’Elsa, che qui ha ampie sponde, mentre esse si avvicinano dopo la cascata del Diborrato.

Colle Val d'Elsa - piazza di Arnolfo di Cambio.


I mulini sfruttavano l’acqua del fiume, immessa in un canale artificiale, detto “la gora”. Per far ciò fu costruita una steccaia ai piedi del Ponte di San Marziale, capace di trattenere l’acqua; una saracinesca faceva entrare la giusta quantità d’acqua e poi veniva utilizzata la naturale pendenza del terreno, conducendola verso l’abitato di Colle nel borgo di Spugna (XIII sec.).

Successivamente, il canale fu prolungato arrivando a passare vicino alle mura, per poi tornare nuovamente nell’Elsa.

Importante deviazione fu costituita da un nuovo canale, conosciuto come Gora di Plazza, che giungeva fino alla Chiesa di Sant’Agostino e che si dirigeva verso l’attuale piazza Arnolfo per poi restituire le acque al fiume.

La gestione del sistema era regolamentata severamente: non doveva essere danneggiato, il bestiame non poteva pascolare sulle sponde dei canali, nessuno poteva trattenere o deviare le acque, l’apertura dei docci (i condotti attraverso cui l’acqua cadeva sulle ruote idrauliche) era stabilita dal Comune. Un incaricato, il guardia-gore, vigilava affinché nessuno commettesse infrazioni. L’acqua veniva tolta soltanto in occasione dell’annuale pulizia, la rimondatura, che durava non più di cinque giorni e solitamente si svolgeva in estate.

L’acqua muoveva macine di grano, altre per i minerali, per l’alabastro e per i semi oleosi, i macchinari dei fabbri e le gualchiere da panni; le gore divennero fondamentali quando si diffusero gli edifici da carta, soprattutto alla fine del XVII sec. Nell’Ottocento il sistema delle gore fu usato dalla ferriera del savoiardo Stefano Masson e da quella di Bertini, mentre Schmidt e Mathis lo sfruttavano per la produzione del vetro.

Santuario della Beata Vergine del Renaio

Dalla piazza possiamo scegliere se spostarci a sinistra, verso l’antico Borgo di Spugna o a destra verso il Ponte di San Marziale. Nel primo caso, visitiamo il Santuario della Beata Vergine del Renaio, così denominato perché sorto su un terreno renoso dove si trovava una cava di rena lungo il fiume Elsa. All’interno molto bello è l’affresco di Gesù nel sepolcro tra la Madonna e San Giovanni Evangelista; alle tre finestre sono raffigurate l’Immacolata Concezione (sulla porta), Santa Rita da Cascia e Santa Teresa del bambino Gesù (sulla parete sinistra).

La tradizione narra di un prodigio, avvenuto il 26 marzo 1560, alle dieci di sera: l’immagine miracolosa della Madonna apparve ad un gruppo numeroso gruppo di persone; il popolo si profuse in processioni solenni per vari giorni, portò doni e rivolse orazioni, ricevendo numerose grazie alle domande poste.

Colle Val d'Elsa - Santuario della Beata Vergine del Renaio.
Colle Val d'Elsa - Santuario della Beata Vergine del Renaio, interno.

Chiesa di Spugna

Proseguendo poco oltre, arriviamo davanti ad un’altra piccola chiesa, la cui facciata è visibile in prospettiva già dalla precedente: si tratta dell’antica Chiesa di Spugna, eretta in questa struttura il 27 maggio 1596, ma già esistente dal X secolo. Fu il primo vescovo di Colle Val d’Elsa, Usimbardo Usimbardi (di cui abbiamo già parlato nel nostro itinerario della parte alta della città), a consacrarla con il titolo di Santa Maria Assunta.

Ci troviamo nella zona interessata dalla Gora Aldobrandina o Gora di Spugna, voluta dall’abate della Badia di Spugna, che la fece costruire sotto la guida dei Conti Aldobrandeschi nel XIII sec. L’importanza del canale era ben riconosciuta dall’abate, che per ricavarne maggior profitto si era riservato i diritti sulle acque e sul loro sfruttamento.

Osserviamo la struttura della chiesa, di modeste dimensioni, con un campanile a vela e una facciata su cui spicca una bella bifora e un’iscrizione in ricordo di Fra’ Bartolomeo da Colle. All’interno sono rimaste tracce di affreschi sulle pareti e sono conservate alcune opere: un dipinto con raffigurati i Santi Biagio, Francesco, Pietro e Bartolomeo, di scuola toscana del XVI secolo, e l’Assunta, di scuola senese del XVII secolo.

Colle Val d'Elsa - Chiesa di Spugna.
Colle Val d'Elsa - Ponte di San Marziale sul fiume Elsa.

Chiesa di San Marziale a Gracciano

Da qui possiamo decidere se scendere lungo il percorso del Parco Fluviale dell’Elsa oppure continuare sulle vie cittadine, spostandoci verso destra e arrivando fino al Ponte di San Marziale, che offre una bella veduta sul fiume. (Noi consigliamo di passare lungo il sentiero, molto più bello e suggestivo.)

Poco oltre, in una piccola piazzetta, merita una visita la Chiesa di San Marziale, nella frazione di Gracciano, costruita, secondo la tradizione, dove sorgeva la tomba di Austricliniano, resuscitato da San Marziale di Limoges, il patrono di Colle Val d’Elsa.

L’ingresso, leggermente rialzato, è abbellito da un loggiato ottocentesco, dove trova posto il busto in marmo dell’industriale boemo Giovan Battista Schmidt, che ha contribuito alla nascita dell’industria del vetro (e poi del cristallo), vanto di Colle Val d’Elsa.

All’interno, sull’altare maggiore, possiamo osservare una tela di scuola fiorentina del XVII secolo, opera di Giovan Pietro Benini, raffigurante San Marziale che compie il miracolo. L’affresco, forse attribuibile al pittore quattrocentesco Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, rappresenta la moltiplicazione dei pani e l’incontro di Gesù con Zaccheo, mentre alle pareti laterali vediamo un San Michele (XVIII sec.) e due statue di legno policromo di San Marziale e Sant’Antonio Abate.

Colle Val d'Elsa - Chiesa di San Marziale.
Colle Val d'Elsa - Chiesa di San Marziale, interno.

Ancora una volta possiamo scegliere se inoltrarci lungo il bucolico percorso del fiume Elsa oppure passare nuovamente dalle strade dell’abitato e tornare verso la parte alta di Colle. Anche in questo caso, noi consigliamo di passare dal sentiero, molto più bello e suggestivo…

Qui potete trovare un approfondimento sul Parco Fluviale dell’Elsa e i nostri consigli per visitarlo al meglio. Se, invece, preferite concentrarvi sulla parte alta e più antica del borgo, qui potete leggere alcune informazioni utili e il suggerimento di un itinerario che tocca tutti i monumenti più importanti, oltre a qualche chicca nascosta…


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