L’azzurro intenso delle acque, gli incantevoli ponti e la rigogliosa vegetazione
Sabato 30 settembre 2023
Da anni avevo in programma di realizzare un’escursione al Parco Fluviale dell’Elsa, ma il momento non sembrava mai quello adatto. Così, quando finalmente a settembre 2023 ho avuto modo di passeggiare in questa zona ne sono stata entusiasta.
Si tratta di un sentiero molto semplice, adatto a tutti e pure ai cani (la nostra Frida si è pure buttata in acqua). Dato che è molto famoso, sconsigliamo vivamente di andare in estate, ma di preferire una gita fuori stagione, per poter camminare tranquillamente e godere della quiete del luogo…
| Lunghezza complessiva | 9,1 km |
| Tempi di percorrenza | 3h |
| Dislivello | 118 m. |
| Grado di difficoltà | Facile/medio |
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Lasciamo la nostra auto nell’ampio parcheggio gratuito davanti al Bar Cristallo, poco fuori da Colle Val d’Elsa, facilmente raggiungibile dalla superstrada Firenze-Siena. Purtroppo, gli orari di apertura del bar sono incerti e noi lo abbiamo trovato chiuso, ma è sicuramente un punto molto comodo per iniziare un’escursione al Parco Fluviale dell’Elsa, evitando i posti a pagamento…
Imbocchiamo subito via Piemonte verso sinistra, dove si apre un bel giardino con un prato verdeggiante e fiorito; qui si trovano diversi tipi di alberi: un grande cedro, alcuni cipressi, lecci e un “Albero di Giuda”, il cui nome pittoresco deriva dalla leggenda secondo la quale l’apostolo traditore Giuda si sarebbe impiccato ai rami di questo albero.
Proseguiamo lungo la strada asfaltata e arriviamo ad una rotonda, che attraversiamo imboccando la Strada Provinciale 5 Colligiana, tenendo lo stabilimento della Royal Crystal Rock alla nostra destra. Non è un caso: la famosa azienda è nata proprio qui nel 1967. Dopo esserci lasciati a sinistra il Campo Medico Sportivo Riabilitativo e a destra un distributore di carburante, giriamo a destra su una sfalda ancora asfaltata, che diviene sterrata dopo qualche centinaio di metri.
Due delle piante che più troviamo lungo questa strada sono specie alloctone, particolarmente infestanti: l’ailanto, detto anche Albero del Paradiso, originario della Cina, e la Robinia pseudoacacia, proveniente dall’America del nord.
Vediamo qui anche due alberi che ci accompagneranno durante tutto il percorso: il pioppo nero e quello bianco, ben distinguili per il loro tronco (quello che pioppo bianco, vagamente simile alla betulla, è più chiaro e costeggiato di striature scure, le lenticelle). La forma della foglia è identica, ma cambia il colore: quella del pioppo bianco ha il retro più chiaro, argenteo se colpito dai raggi del sole.
Altra pianta che ritroveremo lungo il sentiero è il biancospino, caratterizzato da piccole bacche rosse e da una parte pungente, la cui denominazione corretta sarebbe aculeo, poiché se strappato si sfilaccia, dato che è una parte del fusto stesso (mentre la spina viene via tutta insieme, come nel caso della robinia pseudoacacia).
Altri alberi presenti sono gli olmi e gli aceri campestri, dalla caratteristica foglia ben riconoscibile e dal frutto chiamato samara detta “bicarpellare”, o disàmara, poiché composta da due ali.
Proseguiamo lungo la strada sterrata sempre dritto, seguendo le indicazioni per San Giorgio, e saliamo verso un campo di olivi e alcune gradevoli case di campagna, recentemente ristrutturate. Alla nostra destra si apre il panorama sul centro storico di Colle Val d’Elsa in un’immagine da cartolina.
La discesa costeggia i cancelli di alcuni giardini privati e soprattutto una serie di piccole grotte, degli scavi nella roccia, il cosiddetto tufo senese, utilizzati dai partigiani durante la Seconda guerra mondiale. Ad un bivio presidiato da un grande noce, giriamo a destra e passiamo una bella casa con un ampio prato, ornato dai fiori gialli del topinambur; terminati essi, svoltiamo a sinistra, dove un cartello ci indica che ci troviamo sul SentierElsa. La strada sterrata diventa un vero e proprio sentiero quando raggiungiamo il fiume; qui si trova anche un bivio e noi procediamo a sinistra (andremo a destra al ritorno), inoltrandoci nella parte più famosa del percorso. Gli alberi che si trovano al bivio del SentierElsa sono particolarmente utili per confrontare e capire le differenze tra ontani e noccioli, che tendono a essere confusi. Accanto al ponte sul fiume sorge un ontano nero, mentre quelli a sinistra del bivio sono noccioli. Da cosa si riconoscono? Due sono le differenze principali: il nocciolo ha numerosi polloni alla base del tronco e una foglia a punta, mentre quella dell’ontano è più stondata. Inoltre, la prima è leggermente pelosa, mentre l’altra è più liscia.
IL PARCO FLUVIALE
Non appena ci affacciamo sulle acque di un azzurro incredibile, contornate da una folta vegetazione e interrotte da rocce che disegnano pittoreschi attraversamenti, capiamo subito perché il Parco Fluviale Alta Valdelsa o SentierElsa è così celebre… Esso, inoltre, si colloca all’interno di uno spettacolare canyon. Il sentiero è lungo circa 4 km e si snoda tra le rigogliose piante regalando continui scorci incantevoli, cascate e passaggi su ponti di legno, passerelle e pietre. In parte il sentiero coincide con la Via Francigena e si trova a pochissima distanza dalla città di Colle Val d’Elsa, subito sopra. Purtroppo, la fama ha comportato anche un enorme turismo, bagnanti, avventori vari e persino visite guidate, uscite in canoa e rafting. Inutile dire che il periodo ideale per godere di questa meraviglia è fuori stagione…
Il percorso è interessante perché permette di ammirare flora e fauna, ma anche di comprendere il legame storico del fiume e della città. Colle Val d’Elsa è situata in una valle dove sono stati rinvenuti numerosi insediamenti etruschi e si è sviluppata in epoca medievale nel punto in cui il fiume Elsa incontra la Via Francigena; è stata teatro delle lotte tra Guelfi e Ghibellini. Grazie alla forza motrice delle canalizzazioni del fiume, dette gore, a partire dal Medioevo sono sorti mulini, cartiere, ferriere, vetrerie e nel Novecento le cristallerie, che hanno reso la città famosa in tutto il mondo: Colle Val d’Elsa è, infatti, nota come Città del Cristallo, materiale del quale detiene la quasi totalità della produzione italiana.
Il Parco Fluviale dell’Elsa, ex-area ANPIL (Area Naturale di Interesse locale), si sviluppa su una superficie di 203 ettari e comprende il tratto di fiume vicino alla città ed una breve parte a monte. Il percorso naturalistico Sentierelsa è stato realizzato dal Comune di Colle Val d’Elsa e dai volontari dell’Arci Pesca Colligiano.
Alcuni pannelli esplicativi sono posti ai vari ingressi e in diversi punti di interesse lungo le sponde del fiume… Dal punto di vista geologico, rimane costante la formazione composta da rocce calcaree, principalmente travertini, e da sedimenti marini pliocenici. L’ambiente fluviale si compone di un’incisione profonda, simile ad un fosso, ed è ottimamente conservato.
Dal punto di vista della vegetazione, è presente una fascia riparia ampia ed integra su entrambe le rive, costituita da varie piante e alberi: pioppi bianchi e neri, salici, ontani, menta acquatica, cannucce di palude. La fauna è varia; in particolare, spiccano il granchio di fiume, il barbo tiberino, il tritone crestato italiano, la biscia tassellata, il martin pescatore e la nitticora.
IL PERCORSO SENTIERELSA
Dopo il primo ponte composto da grandi rocce, ci inoltriamo in un sentiero che si dipana accanto al fiume e talvolta lo attraversa, tra cascatelle e ruscelli. Arriviamo alla “Terrazza di Poppea”, così chiamata in modo scherzoso in seguito ad un episodio accaduto circa un secolo fa, quando fu sorpresa nuda, intenta rinfrescarsi nel fiume, una ragazza molto prosperosa.
Dopo il Ponte dei Sospiri la pendenza del fiume diminuisce e l’ambiente diventa quello ideale per gli anfibi, tra cui dominano la raganella italiana e il myla intermedio. Per quanto riguarda i pesci, invece, i più comuni sono le carpe, il barbio, l’alborella e soprattutto i cavedani.
Come abbiamo accennato, il sentiero si sviluppa in un ambiente tipicamente acquatico; una pianta molto comune è la Petasites Miller o farfaraccio, dalle grandi foglie verdi che crescono nell’acqua bassa e nei rigagnoli. Particolare e molto interessante è la cosiddetta coda cavallina, per la forma dei fusti sterili che ricordano la coda di un cavallo e che sono cavi all’interno. Si tratta dell’equiseto, il cui estratto è usato come ingrediente cosmetico per rendere la pelle più elastica e tonica, grazie al suo contenuto in sali minerali; ha anche proprietà benefiche per ossa, unghie e capelli.
Un’altra pianta interessante è il pungitopo: i suoi frutti sono attaccati a quella che sembra una foglia, ma che in verità è sempre il fusto, poiché la foglia è solo la parte finale, quella che punge…
Facilmente riconoscibile, all’intersezione con il sentiero “Gore rotte”, cresce una rigogliosa fotinia, alla famiglia delle Rosacee e molto utilizzata per le siepi; i suoi ributti sono di colore rossastro, mentre il resto delle foglie è verde. In questa località si è inserita una pioppeta d’impianto artificiale.
L’Elsa scorre placido in un alveo relativamente ampio, caratterizzato da rive alte e sabbiose. Proprio qui è possibile osservare alcuni piccoli buchi, larghi circa 10 cm: sono il foro d’entrata del nido del martin pescatore, il cui nido è un cunicolo largo anche 1,5 metri che conduce ad una piccola camera dove vengono deposte le uova e allevati i piccoli. Si tratta di un uccello variopinto, dal dorso celeste e dal ventre vermiglio, che si ciba di piccoli pesci catturati tuffandosi rapidamente nell’acqua.
Il sentiero serpeggia accanto al fiume, con incantevoli scorci sulle acque incredibilmente azzurre in un ambiente rigoglioso e dai colori esotici. Il percorso non è mai impegnativo, con un leggero saliscendi e alcune scale a gradoni. Dopo una di queste percorriamo un sentiero al limitare di un campo, molto ombroso e gradevole; subito dopo scendiamo e arriviamo alla Grotta dell’Orso, così chiamata perché, se guardata ad una certa distanza, la sua foma ricorda vagamente quella di un orso in posizione eretta. È una cavità di origine carsica, scavata nel corso dei millenni dallo stesso fiume Elsa.
Uno dei punti più spettacolari e panoramici è senza dubbio la Cascata di Diborrato, che raggiungiamo poco dopo. In questo tratto l’Elsa affronta un salto di quasi quindici metri, versandosi in un’enorme buca, profonda oltre dieci metri; fino alla metà degli anni Sessanta diversi tuffatori si gettavano dalla cascata, usando come trampolino una parte sporgente, denominato Masso del cocco.
Ci fermiamo per un picnic nell’apposita area attrezzata e poi proseguiamo in salita per arrivare al ponte dove si conclude questo ramo di SentierElsa (Ingresso Ponte di San Marziale). Consigliamo di camminare qualche metro verso sinistra per poter osservare dall’alto la cascata che segna l’inizio del tratto del Parco fluviale dell’Elsa; poco oltre, possiamo allungare la nostra deviazione e raggiungere la Chiesa di San Marziale, che vale senza dubbio una visita…
Da non perdere, se le condizioni dell’acqua lo permettono, è la lapide medicea, apposta sulla pietra proprio a lato della cascata. Capiamo così che essa è formata da uno sbarramento costruito artificialmente: la “Steccaia”; la sua origine risale all’XI secolo e serviva per deviare una parte delle acque nel canalone della gora (il “Callone Reale”) al fine di azionare con la sua forza i mulini prima, le cartiere e le ferriere poi. La lapide posta in questo punto fondamentale è datata 1606 e commemora il ripristino della funzionalità della Gora, restaurata dai cittadini con l’aiuto del Granduca di Toscana Ferdinando I.
Torniamo sui nostri passi e ripercorriamo il sentiero nella direzione opposta, continuando a soffermarci sulla serie di cartelli esplicativi, che raccontano caratteristiche ambientali, della flora e della fauna, oltre a varie curiosità.
Arrivati al bivio iniziale, subito dopo il ponte di grandi pietre, giriamo a destra e imbocchiamo l’altra parte di SentierElsa, quella meno conosciuta e più silenziosa. Il nostro itinerario è accompagnato da pioppi neri e bianchi, noccioli, ontani, erba cavallina… A lato il fiume scorre con cascatelle e mostra le acque azzurre tendenti al blu: un incanto! In particolare, la Conchina è un’ampia cavità naturale, dalla forma rotondeggiante, modellata dalle acque del fiume.
Seguiamo le indicazioni per il Ponte di Spugna, a cui arriviamo passando prima da un doppio ponticello di pietre con tanto di bucolica isoletta nel centro del fiume (Guado di Apollo, dove comincia il nuovo sentiero) e poi da una sorgente, a cui purtroppo non è possibile avvicinarsi perché transennata. Poco dopo una sequenza di allegri fiori di topinambur passiamo nuovamente, e per l’ultima volta, il fiume e ci troviamo accanto ai resti dell’antico ponte, le cui pietre sono adesso invase dall’edera.
Intorno all’anno Mille Spugna era la località più importante di quest’area (qui potete trovare altre informazioni sulla frazione e sulle due chiese che qui si trovano); per tale motivo fu costruito un ponte di legno che per lungo tempo costituì l’unica strada che si dirigeva verso Firenze. Distrutto da una grave alluvione nel 1318, fu ricostruito in muratura e le sue rovine sono ancora visibili. Tradizionalmente il ponte era definito come Ponte di Arnolfo ed è sopravvissuto fino all’inizio dell’Ottocento. Fu oggetto di interesse di pittori e letterati, tra cui Dante, che lo nomina nel Canto XXXIII del Purgatorio, e Boccaccio (Filocolo, III libro).
Costeggiamo alcuni orti perfettamente curati e dove si trovano anche delle galline e arriviamo, dopo una breve salita, alla strada asfaltata. Da qui è possibile sia girare a sinistra verso la piazza principale della parte bassa di Colle Val d’Elsa (piazza Arnolfo) sia tornare direttamente all’auto prendendo a destra. Noi scegliamo la prima opzione e ci fermiamo allo storico Caffè Garibaldi, nato nel 1912 e ora bar, pasticceria e gelateria.
Ristorati, colmi di informazioni e nuove conoscenze e arricchiti dalla bellezza incantata di questi luoghi, torniamo felici alla nostra auto. In alternativa, possiamo lanciarci nell’esplorazione della parte bassa di Colle Val d’Elsa o salire fino all’antico borgo arroccato…
INFORMAZIONI
- Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Traccia su Outdooractive: https://out.ac/INR4iX
- Colle Val d’Elsa: https://www.comune.colle-di-val-d-elsa.si.it/it
- Parco Fluviale dell’Elsa: https://www.visitcolledivaldelsa.com/parco-fluviale-dellelsa-sentierelsa/
- Valdelsa Valdicecina: https://valdelsavaldicecina.it/il-parco-fluviale-dellelsa/
- Royal Crystal Rock: https://www.rcrcrystal.com/
- Caffè Garibaldi: http://www.caffegaribaldi1978.it/
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