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BREVE ANELLO AL PARCO DI FONTE SANTA

San Donato in Collina tra boschi, panorami, arte e storia

Sabato 12 ottobre 2025

Il Parco di Fonte Santa, vicino al borgo di San Donato in Collina, è uno dei nostri luoghi preferiti per una passeggiata nei dintorni di Firenze: è poco conosciuto, immerso nel silenzio e nella natura, con una notevole varietà di vegetazione, tracce di numerosi animali e curiosità interessanti. Solitamente compiamo un’escursione ad anello di una decina di chilometri e con un dislivello che per alcuni può risultare impegnativo. Perciò, abbiamo deciso di provare anche una variante più semplice, alla portata di tutti, ma non meno suggestiva…

Lunghezza complessiva4,3 km
Tempi di percorrenza1h45 min (senza pause)
Dislivello155 m.
Grado di difficoltàMolto facile
SCHEDA TECNICA


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I sentieri presenti in questa zona sono molti ed è possibile immaginare diversi itinerari, calibrati anche a seconda della difficoltà e dell’allenamento. Stavolta abbiamo scelto un percorso facile, che si può compiere in circa due ore, senza particolare dislivello e per la maggioranza su un sentiero comodo e largo. Nonostante la brevità, l’itinerario è vario, con parti nel bosco, rocce, panorami sulle montagne e sulla città di Firenze, statue e casali…

Iniziamo dal parcheggio di Fonte Santa (592 m. s.l.m.). Se utilizziamo l’auto, lungo una strada stretta e in salita, ma per la gran parte asfaltata, è sufficiente inserire “Parco di Fonte Santa” su Google Maps oppure seguire le indicazioni da San Donato in Collina. Passando il Laghetto di Gamberaia sulla sinistra arriviamo ad uno spazio dove è possibile parcheggiare: proprio da qui partono numerosi sentieri. Il nostro, indicato con 14 BC in direzione Tizzano, ci conduce a fiancheggiare l’area attrezzata per picnic e grigliate e a scendere lungo un’ampia forestale per addentrarci nel bosco.

Per chi avesse difficoltà con l’auto, è possibile parcheggiare nello spiazzo in curva subito all’inizio del tratto sterrato. In questo caso, sarà necessario compiere un breve tratto a piedi, in salita, costeggiando il Laghetto di Gamberaia e arrivando così all’area attrezzata per picnic.

Escursione al Parco di Fonte Santa - area picnic.
Escursione al Parco di Fonte Santa - Rifugio Fonte Santa.

RIFUGIO FONTE SANTA

Dopo pochi metri ci imbattiamo nel Rifugio Fonte Santa (580 m. s.l.m.), costruito nel 1935 dai cittadini dell’Antella e denominato affettuosamente “La Casina”. All’inizio era composto da una semplice stanza con loggiato, ma nel 1938 fu ampliato e fu eretta la torretta con un piano superiore.

Come leggiamo sulla targa commemorativa, qui trovarono ricovero i partigiani della Brigata Sinigaglia durante la Seconda guerra mondiale e riorganizzarono le fila per affrontare la battaglia finale per liberare Firenze (agosto 1944). Oggi il rifugio è un punto di incontro per gli escursionisti e luogo di un’annuale commemorazione antifascista.

Poco oltre troviamo la fontana di Fonte Santa (non potabile) e, proseguendo, arriviamo ad un bivio, dove scegliamo la strada a destra, seguendo sempre l’indicazione BC, abbreviazione di “Borghi e Colline”. Questi sentieri, infatti, fanno parte di un itinerario di 52,5 km divisi in 5 tappe, realizzato dal Gruppo Trekking Bagno a Ripoli e perfettamente segnato.

Escursione al Parco di Fonte Santa - Rifugio Fonte Santa.
Escursione al Parco di Fonte Santa - fontana di Fonte Santa.

Percorriamo la discesa, prima costeggiata da castagni, poi con un ambiente più simile alla macchia mediterranea con erica, ginestre e ginestroni, cisto femmina e cisto di Montpelier; ci accompagnano le roverelle, che troveremo in modo costante lungo tutto il percorso.

Prestando attenzione al sentiero, che scende tra le pietre tipicamente sedimentarie, con la loro stratificazione ben visibile, possiamo dare un’occhiata al panorama che progressivamente si apre davanti a noi. In particolare, ci colpisce una struttura svettante tra la vegetazione: si tratta di Montemasso, una storica tenuta nel Comune di Greve in Chianti, appartenente all’azienda Ruffino, produttrice di Chianti Classico e che si sviluppa nella Tenuta Ruffino Poggio Casciano. Il castello, sorto nel X secolo, vanta una storia secolare e una vista mozzafiato su Firenze. La posizione era strategica poiché la struttura sorgeva vicino all’antica via Maremmana, che sin dall’epoca etrusca collegava Fiesole con il grossetano e che nei secoli fu utilizzata per i commerci e per gli spostamenti stagionali dei pastori con le loro greggi.

Il castello fu di proprietà dei monaci Vallombrosani per passare poi ai Quaratesi, i quali fondarono nel 1363 l’Oratorio di San Salvatore a Montemasso. Nei secoli successivi l’intero complesso fu possedimento di varie famiglie patrizie fiorentine e di ordini religiosi. Nel secolo scorso l’eremo, che era andato incontro ad un lento ma progressivo degrado, fu acquistato dalla famiglia Folonari.

Escursione al Parco di Fonte Santa - sentiero.
Escursione al Parco di Fonte Santa - panorama su Montemasso.

OLIVETI E PANORAMI

Dopo pochi minuti, osserviamo un cambiamento nel paesaggio: usciamo dal bosco, gli alberi si fanno più radi e ci troviamo a costeggiare campi coltivati, prevalentemente oliveti, con un magnifico panorama. Godiamo, infatti, di una fantastica vista sulle colline e sui monti, fino ad arrivare a quelli innevati: in lontananza, l’Appennino Pistoiese e persino le Apuane. Compare pure Firenze, di cui si può scorgere facilmente il Duomo con la Cupola del Brunelleschi e lo svettante Campanile di Giotto; uno sguardo più attento potrà riconoscere anche altri monumenti fiorentini, come la Sinagoga, fino ad arrivare al fin troppo visibile Palazzo di Giustizia con le sue forme imponenti e frastagliate.

Davanti a noi, dopo il Monte Serra, in lontananza sulla sinistra, possiamo notare le colline del Chianti e il borgo dell’Impruneta, di cui si staglia, ben riconoscibile, il campanile della chiesa principale.

Escursione al Parco di Fonte Santa - panorama verso Monte Serra e le Apuane.
Escursione al Parco di Fonte Santa - panorama su Firenze.
Escursione al Parco di Fonte Santa - panorama sull'Impruneta.

Conclusa questa parte di sentiero che costeggia i campi, iniziamo a scendere una serie di tornanti verso la località Loti (484 m. s.l.m.), passiamo di fronte ad alcune rimesse agricole e ad un’abitazione ma non arriviamo fino alle case principali. Prestando attenzione, infatti, è possibile riconoscere facilmente l’indicazione del sentiero su un tornante della strada (divenuta asfaltata): l’indicazione è a sinistra, “BC – Gavignano”. Qui proseguiamo a sinistra, sempre scendendo e lasciando le abitazioni alle nostre spalle. Dopo pochi metri ci troviamo di fronte ad un’altra intersezione: un segnavia ci indica diversi sentieri; prendiamo la sinistra lasciando la strada asfaltata e tornando all’interno del bosco, con un bel panorama che si intravede tra le fronde.

Ci inoltriamo tra gli alberi e il sentiero diventa sempre più stretto… È un tratto molto suggestivo, prima in discesa e poi in salita. Proprio a metà, attraversiamo un ponticello di legno sul Fosso del Poggio di Firenze (482 m. s.l.m.): verde di muschi, è molto grazioso, mentre l’acqua gli gorgoglia sotto. Da segnalare, oltre ai numerosi alberi di noccioli, alcune piante di elleboro verde, noto come Rosa di Natale perché fiorisce in inverno. Il nome scientifico, Helleborus, di origine greca, probabilmente significa “pianta mangiata dai cerbiatti”, perché diffusa nei boschi popolati dalla fauna selvatica. In realtà, per noi l’elleboro è velenoso e nell’antichità era utilizzato come allucinogeno; anche per questo era ritenuto capace di evocare gli spiriti ed era considerato uno degli ingredienti delle pozioni delle streghe. La pianta è associata agli auguri e a concetti positivi, come speranza, vitalità e rinnovamento.

Escursione al Parco di Fonte Santa - sentiero tra i castagni.
Escursione al Parco di Fonte Santa - località Loti.

Prestando attenzione nell’attraversare il ponticello in legno, dopo la ripida, ma breve salita, ci troviamo di fronte ad una recinzione, che delimita il grande orto di un bel casale, posto in un fantastico punto panoramico. Sentiamo l’abbaiare di cani, che però non si avvicinano, ma monitorano la situazione dalla giusta distanza.

Svoltiamo a sinistra e saliamo leggermente per arrivare al prato del Parco di Fonte Santa, in località Gavignano (503 m. s.l.m.).

Escursione al Parco di Fonte Santa - ponte sul Fosso del Poggio di Firenze.
Escursione al Parco di Fonte Santa - podere davanti al parco.

IL PARCO DI FONTE SANTA

Davanti a noi, oltre alla distesa di erba, notiamo alcuni olivi piantati di recente, panchine ricavate dai tronchi degli alberi e grosse pietre trasformate in sculture… Si tratta di un luogo ameno, soprattutto se c’è il sole e ci si può distendere sull’erba. Ma cos’è e quando nasce?

È stato realizzato negli anni Sessanta del secolo scorso al fine di salvaguardare e conservare un territorio con caratteristiche botaniche e storiche rilevanti: il parco ospita infatti flora e fauna tipiche della costa tirrenica (pino marittimo, scardicci, ginestre, orchidee). Esteso lungo il crinale che separa il Valdarno aretino da quello fiorentino, sul confine tra il comune di Bagno a Ripoli e quello di Rignano sull’Arno, lungo la via Maremmana, il parco prende il nome dalla sorgente di acqua potabile al suo interno. Questa fonte divenne famosa alla fine del Seicento in quanto fu usata per alimentare il condotto mediceo voluto dal cardinale Francesco Maria de’ Medici per portare l’acqua alla villa di Lappeggi, sopra l’Antella.

All’inizio del Novecento, la raffinatezza dell’aria di questa zona e il suo clima salubre, che sembra risentire degli influssi marini, attraevano le famiglie benestanti: San Donato in Collina era un vero e proprio luogo di villeggiatura.

La grande pietra che ci indica di essere arrivati al “Parco di Fonte Santa” è, però, solo un’indicazione: qui potremmo dire di essere nel suo cuore, ma esso si estende ben oltre, fino ad arrivare al nostro punto di partenza. Infatti, la casa del Fascio di Antella, che abbiamo visto all’inizio, fu costruita nel 1935 come rifugio per coloro che si recavano nei boschi anche quando il tempo non lo avrebbe consentito.

Escursione al Parco di Fonte Santa - opera scultorea di Antonio Crivelli.
Escursione al Parco di Fonte Santa - opera scultorea di Antonio Crivelli.

Durante la Seconda guerra mondiale, il parco ospitò le prime formazioni partigiane, ma solo negli anni Sessanta vi fu l’istituzione di un vero e proprio parco per conservare le peculiarità paesaggistiche e storiche locali. Altro scopo dell’amministrazione era quello di attrarre turisti ed escursionisti.

E le statue? Il prato che ci troviamo di fronte, infatti, è costellato di installazioni scolpite nella pietra, rappresentanti cavalli, uomini e donne… L’autore, Antonio Crivelli, che da molti anni ha il proprio studio a Bagno a Ripoli, è un amante della natura e del trekking; grazie alla sua amicizia con il proprietario di alcuni terreni a Fonte Santa, nel 2013 ha realizzato le statue che vediamo ancora oggi nel parco, creandole incidendo imponenti macigni di arenaria. In un’intervista del 2016 ha dichiarato che il progetto nasce dall’idea “della gratuità e fruibilità dell’arte e la voglia di animare questi boschi con la memoria storica che conservano”.

Le statue, che vediamo già distribuite in questa parte del parco, lungo il sentiero che costeggia il prato, costituiscono in realtà una sorta di percorso tra il Palazzaccio e la colonica di Gavignano. Per chi fosse interessato ad esplorare i sentieri che conducono al Palazzaccio di Marcignano e alle altre statue, qui può trovare l’itinerario completo.

Escursione al Parco di Fonte Santa - opera scultorea di Antonio Crivelli.
Escursione al Parco di Fonte Santa - opera scultorea di Antonio Crivelli.

SASSO SCRITTO

Conclusa la visita, allunghiamo il percorso per arrivare fino ad un altro luogo particolare e affascinante. Imboccando il sentiero a sinistra, ampio e sterrato, scendiamo pochi metri fino a trovare una targa alla nostra sinistra: siamo arrivati al Sasso Scritto, una grande roccia affiorante nella boscaglia su cui sono incise alcune lettere etrusche su due righe. Dopo una lunga diatriba, il mistero venne chiarito: si tratta di un raro tular, ovvero di un cippo di confine che stabiliva il limite territoriale. Possiamo ipotizzare questa lettura: “Confine sacro della comunità tra Fiesole e Volterra fra le genti degli Auli e dei Cursini”.

Ma facciamo un passo indietro: il Sasso Scritto si trova lungo la via Maremmana, alle pendici di Poggio Firenze, e fin dal suo rinvenimento gli studiosi si sono interrogati sul fatto che si trattasse di un originale o di un falso, quanto fosse antico e se veramente i caratteri usati fossero etruschi. Il Sasso fu scoperto da uno scalpellino, Alessandro Pettirossi, proveniente da Fiesole e che nel 1667 era alla ricerca di materiali lapidei per la ristrutturazione di due ville, quella di Mondeggi del conte Della Gherardesca e quella di Lappeggi del cardinale Francesco Maria Medici.

La notizia del ritrovamento destò subito grande interesse tra gli accademici fiorentini, che si recarono in loco a studiarla; nel Settecento fu deciso di portare l’iscrizione nel Corridoio Vasariano (poi fu trasferita al Museo Archeologico di Firenze). L’originale, databile tra il IV e il III sec. a.C., fu sostituito da una copia, anche se lo scalpellino commise alcuni errori di trascrizione.

Escursione al Parco di Fonte Santa - Sasso Scritto.
Escursione al Parco di Fonte Santa - sentiero del ritorno.

Gli studiosi sono ormai concordi: si tratta di un tular, che segnava il confine etrusco e dove aveva luogo una cerimonia religiosa, dedicata alla divinità suprema, il dio Tinia. La traduzione ci indica che il limite territoriale era stabilito tra le tribù di Aulena (odierna Lucolena, frazione del Comune di Greve in Chianti) e di Cursinianu (l’attuale Corsignano, verso Siena) fra le quali non dovevano correre buoni rapporti.

Nel 1974 fu fatta una nuova interessante scoperta: nel vicino fosso di Calcinaia venne trovato un cippo di pietra più piccolo ma con un testo identico a quello del Sasso Scritto. Anche questo cippo fu rimosso e, dopo una breve esposizione in loco a Casa I Loti, è stato messo in deposito al museo archeologico di Castellina in Chianti.

RITORNO

Dal Sasso Scritto possiamo decidere di allungare il nostro anello scendendo fino al Palazzaccio di Marcignano, deviare verso il Poggio di Firenze oppure tornare sui nostri passi per un itinerario più breve. Quest’ultima è la nostra scelta per questa escursione: ci attendono circa 45 minuti per rientrare alle auto.

Il primo tratto ricalca i confini del Parco di Fonte Santa, ma dopo poche decine di metri ci troviamo ad un bivio: invece di continuare e costeggiare il prato, ci immergiamo nel bosco, imboccando il sentiero alla nostra destra, il numero 414 (ex 14).

La passeggiata è piacevole; notiamo il susseguirsi della vegetazione presente all’andata: macchia mediterranea nei punti più esposti al sole, roverelle e poi castagni. In un punto è facile distinguere un rimboschimento di pini, che sono stati piantati proprio come dei filari… Il sentiero è silenzioso, ma pullula di animali selvatici, di cui possiamo trovare numerose tracce: dagli escrementi di mustelidi, in particolare volpi, alle latrine dei tassi fino alle impronte dei cinghiali e dei caprioli. Un occhio attento potrà cogliere la presenza delle rocce sedimentarie, che si sfaldano sotto i nostri piedi o rimangono intatte in grossi massi adagiati sul versante.

In circa mezz’ora arriviamo al crocevia di sentieri in corrispondenza della fontana di Fonte Santa; riprendiamo l’ampia strada sterrata che abbiamo percorso all’andata, costeggiamo il rifugio e arriviamo all’area picnic.

Escursione al Parco di Fonte Santa - sentiero del ritorno.
Escursione al Parco di Fonte Santa - sentiero vicino all'area picnic.

Il percorso è ben segnato, semplice e adatto a tutti; percorribile con i cani, ma non con i passeggini. Può essere una piacevole passeggiata mattutina, fermandosi poi a mangiare ai tavoli e alle griglie della zona attrezzata accanto al parcheggio. Questo anello può inoltre essere combinato con altre escursioni, come quella che abbiamo compiuto arrivando fino al Palazzaccio di Marcignano e salendo al Poggio di Firenze.

Percorribile in tutte le stagioni, consigliamo l’autunno, l’inverno e la primavera, magari combinando la passeggiata con la degustazione di qualche leccornia a San Donato in Collina, in particolare alla Sagra delle frittelle di riso…


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