A Casa Jellici, Tesero (Val di Fiemme)
Domenica 7 dicembre 2025
Durante il periodo natalizio, trai mercatini da non perdere in Val di Fiemme e i presepi da ammirare non possiamo tralasciare le mostre a Casa Jellici a Tesero. Dal 7 dicembre 2025 al 15 marzo 2026, in orari differenti, è aperta l’esposizione “Presepi dai cinque continenti”: una chicca da non lasciarsi sfuggire!
Ogni anno, a partire da dicembre e per tutto il periodo natalizio (ma con aperture a volte anche successive), la storica Casa Jellici di Tesero ospita al proprio interno mostre ed esposizioni sul tema della Natività, raccogliendo opere d’autori, manufatti artigianali provenienti dall’Italia e dal mondo.



La mostra “Presepi dai cinque continenti”, inaugurata domenica 7 dicembre 2025 con una bella festa con musica locale, tè e panettone, è anche un’imperdibile occasione per visitare gli ambienti che la ospitano: Casa Jellici, infatti, è un rustico signorile, che nel Cinquecento apparteneva al barone Vigilio Firmian, capitano vescovile in Fiemme.
Il nome deriva dai proprietari del Novecento, quando l’edificio fu sottoposto a tutela. I lavori intrapresi nel 2001 hanno permesso una ristrutturazione del palazzo per farne una sede museale e multifunzionale e a dicembre 2015 gli ambienti sono stati aperti per la prima volta al pubblico con una mostra proprio sui tradizionali presepi di Tesero.



LA MOSTRA
In occasione delle festività natalizie e fino alle Olimpiadi Milano Cortina 2026, i locali di Casa Jellici ospitano la mostra “Presepi dai cinque continenti”, curata dall’Associazione Amici del Presepio di Tesero (del suo lavoro vi abbiamo parlato qui) con opere provenienti da tutto il mondo e che ben esprimono le diverse culture e interpretazioni artistiche e religiose.
Nel corso dei secoli il presepe si diffuse in tutto il mondo grazie al lavoro di missionari, frati francescani e gesuiti, che portavano il cristianesimo. Il suo grande successo ha reso il presepe una delle forme religiose che si sono radicate con maggiore facilità, probabilmente perché il Natale non ha solo un significato religioso, ma è una vera e propria festa della nascita e della famiglia, con valori umani vicini al sentire comune.




Entrando nello storico edificio, visitiamo i diversi ambienti, allestiti con numerosissime opere di presepi, ciascuna ben individuata nella sua provenienza grazie ad un’apposita targhetta. Alcuni pannelli illustrativi ci accompagnano e ci guidano all’interno dell’esposizione.
Ma da dove nasce la tradizione del presepio? Nella notte del 24 dicembre 1223, San Francesco decise di rievocare la nascita di Gesù e allestì una stalla nel piccolo eremo vicino al paese di Greccio, con un asino, un bue e un neonato. Chiamati a raccolta i confratelli e gli abitanti del posto, l’atmosfera che si venne a creare era magica, con canti e cori: si tratta del primo presepe vivente.








Quelle che possiamo ammirare camminando tra le sale di Casa Jellici sono interpretazioni di presepi e della Natività. È particolarmente bello notare come le diverse culture raccontano il medesimo episodio con materiali, colori, composizioni, abiti, volti differenti…
Riconosciamo ovviamente i nostri presepi tradizionali, quelli con muschi e statuine, casette e paesaggi collinari e montuosi, ma anche legni intagliati e composizioni articolate ed elaborate, frutto di una sapiente maestria. A queste opere se ne affiancano altre più particolari, come un presepe in una botte o un altro inserito in una cornice teatrale fino ad arrivare alla meravigliosa stanza completamente allestita con l’enorme plastico di Danilo Pederzolli, un artista che in oltre quaranta presepi ha raccontato la Natività ambientandola nel tipico paesaggio delle valli trentine.








Le creazioni dalle altre parti del mondo possono essere più o meno vicine alla nostra tradizione: vediamo delle notevoli somiglianze con alcuni Paesi geograficamente non lontani dall’Italia, come la Svizzera, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Austria.
Tuttavia, alcune opere sono già culturalmente molto specifiche: la Slovenia propone una composizione quasi bizantina e una di sottili figure composte come in un teatrino; la Spagna descrive un ambiente arido e sassoso come la sua parte più meridionale; la Polonia opta per abiti pesanti e grosse pellicce tipiche del suo clima nordico o delicate figure di paglia intrecciata oppure grandi edifici in ricchissimo stile dell’Europa dell’Est; la Finlandia preferisce uno stile minimale con corpi e teste di legni levigati; la Germania predilige un tono più cupo ed una composizione spigolosa; il Belgio è simile ad alcune composizioni italiane, ma si differenzia per le vesti e i tratti dei volti.




Ciò che maggiormente ci sorprende, però, è la grande diversità di Paesi lontani da noi e di cui possiamo cogliere la cultura. I tratti sono spigolosi e taglienti in alcune composizioni scolpite nel legno, come per il Madagascar, la Tanzania e il Congo (con statue completamente nere), la Costa d’Avorio (carnagione nera e vesti in legno chiaro e noci di cocco nella scenografia), la Repubblica Centrafricana (con statue dalle caratteristiche quasi tribali e animali tipici del posto, come l’antilope), il Mozambico (in cui i bambini sono fasciati sulla schiena delle madri dalle labbra pronunciate), l’Angola (con sottili figure in fil di ferro ricoperte di intrecci vegetali), l’Uganda (figure scure nella struttura della loro tipica capanna).
Alcuni Paesi scelgono tratti tipici del volto e della cultura: nel presepe indiano le figure sono abbigliate e acconciate in modo tradizionale e sono sedute nella posizione del loto; in quello filippino dai volti traspare una dolcezza mite e in quello indonesiano le figure stilizzate sono vestite in abiti tradizionali e hanno una carnagione quasi color ocra; nell’opera tailandese il taglio degli occhi è orientale e la capanna tipica locale.








Tra i presepi che ci sono piaciuti di più vi sono sicuramente quelli americani, che spiccano per i colori vivaci (ad eccezione del Paraguay che ha sobrie figure in legno finemente lavorate): il Perù è sicuramente il Paese con maggiore abbondanza di figure, creatività nella composizione e vivacità nei colori delle vesti; il Messico preferisce una maggiore sobrietà, mentre gli Stati Uniti si distinguono per il patchwork di fantasie e di colori; Haiti ci conduce su una spiaggia, tra palme e fiori tropicali…
Infine, meritano un’attenzione più paziente le due sequenze di presepi di piccole dimensioni e provenienti da tante parti del mondo: dall’arte tipicamente russa, ucraina e dell’Est Europa agli zoccoletti dell’Olanda, dall’oro della Palestina ai quadretti religiosi di Romania e Grecia.








Questa meravigliosa carrellata di presepi ci ha permesso di immergerci in un’atmosfera incredibile, spaziando in diverse parti del mondo e apprezzando culture diverse. Si tratta di una mostra che arricchisce la nostra consapevolezza dell’altro e che ci permette di ampliare i nostri orizzonti…
INFORMAZIONI
- Mostra “Presepi dai cinque continenti”: https://www.presepiditesero.it/presepi-dai-5-continenti/
- Visit Fiemme sulla mostra: https://www.visitfiemme.it/it/eventi/mostra-presepi-dai-cinque-continenti_52902
- Visit Trentino sulla mostra: https://www.visittrentino.info/it/guida/mercatini-di-natale/mostra-quot-presepi-dai-cinque-continenti-quot_e_123110565
- Associazione Amici del Presepio di Tesero: https://www.presepiditesero.it/
- Articolo dell’Avisio Blog: https://www.lavisioblog.it/tesero-celebra-60-anni-del-suo-presepe-la-tradizione-incontra-le-olimpiadi-2026/



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