Trekking Trentino - Alto Adige Val di Fiemme Viaggi

DA MALGA VARENA A MALGA LE VAL

Un percorso panoramico invernale (non turistico) a Passo Lavazè

Venerdì 2 gennaio 2026

Passo Lavazè separa la Val di Fiemme dalla Val d’Ega ed è sicuramente una delle mete turistiche più apprezzate sia in inverno, con la sua pista da sci di fondo e la possibilità di numerose ciaspolate, sia in estate per il noleggio di e-bike, il nuovo tracciato per gli ski-roll e la vasta rete di sentieri. Il luogo, pure bellissimo, può risultare molto affollato, soprattutto in alta stagione; abbiamo quindi cercato dei percorsi alternativi, come il trekking ad anello da Passo Oclini al Monte Cugolae il sentiero tematico “Il bosco resiliente della tempesta Vaia” per l’estate.

In inverno, invece, vi abbiamo già consigliato un bel doppio anello che tocca Passo Oclini. Di gran lunga meno turistica è questa opzione, più breve e adatta a (quasi) tutti: il sentiero da Malga Varena conduce fino a Le Val, con un meraviglioso panorama sulla catena del Lagorai e non solo…

Lunghezza complessiva5,4 km
Tempi di percorrenza1h40min
Dislivello181 m.
Grado di difficoltàFacile
SCHEDA TECNICA


Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+
con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida.

Poco oltre Passo Lavazè, nel comune delle Ville di Fiemme, procedendo verso Passo Oclini, sorge la graziosa Malga Varena (1.820 m. s.l.m.), aperta in estate e in inverno, quando è attiva la bella pista per slittini (ve ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato alle cose da fare in inverno in Val di Fiemme).

Possiamo già fermarci un momento ad apprezzare il meraviglioso panorama: da un lato sorgono il Corno Nero e il Corno Bianco, mentre dall’altro si sviluppa il massiccio del Latemar, con alle spalle il Catinaccio e davanti Pala Santa.

Dall’altro lato della strada rispetto alla malga si apre un parcheggio, davanti alle baite costruite poco distanti dalla via principale. Lasciamo l’auto in questo spiazzo gratuito (o, se è pieno, ai lati della strada) e seguiamo le indicazioni verso il sentiero n. 572. Attraversata quella che in estate è la pista per lo ski-roll, proseguiamo in leggera salita su una forestale in direzione sud, finché non raggiungiamo il valico che si affaccia sulla Val Gambis.

Fino a questo punto si tratta del medesimo sentiero che abbiamo intrapreso in estate per compiere l’anello tematico Il bosco resiliente della tempesta Vaia. Tuttavia, arrivati al bivio, invece di scendere verso il pannello illustrativo di quel percorso, proseguiamo tenendo la destra su un ampio sentiero pianeggiante. Seguiamo le indicazioni del sentiero per Le Val e subito davanti ai nostri occhi la vista si apre sulla catena del Lagorai, che ci accompagnerà durante l’intera escursione.

Camminiamo in leggera salita sulla strada forestale Le Val, lasciandoci alle spalle e alla nostra sinistra Pala Santa e il Latemar. Il sentiero è ampio, ma non viene solitamente battuto. Per questo motivo, occorre indossare calzature adeguate: in assenza quasi completa di neve, come nel nostro caso, sono sufficienti degli scarponi da trekking, mentre se è presente del ghiaccio sono necessari dei ramponcini e, se è abbondante, un paio di ciaspole.

L’itinerario, comunque, è quasi completamente al sole ed è, perciò, solitamente abbastanza caldo. Tuttavia, in caso di vento, può risultare insidioso perché ci muoviamo in un territorio fortemente colpito dalla tempesta Vaia e privo di bosco.

Il sentiero, infatti, si snoda in un’area boschiva completamente atterrata dalla tempesta Vaia: tra il 27 e il 30 ottobre 2018, un ciclone extratropicale si è abbattuto sul nord-est dell’Italia; per tre giorni pioggia e vento, senza precedenti per intensità ed estensione, hanno imperversato con raffiche che hanno raggiunto i 200 km/h. Oltre ai danni alle infrastrutture, il risultato è stato la devastazione di 42.000 ettari di bosco, abbattuti o fortemente danneggiati, con 20 milioni di piante atterrate (la stima è di 8.500.000 metri cubi di legname). La Val di Fiemme è stata una delle zone più colpite: 1,5 milioni di piante abbattute, per un volume di 1 milione di metri cubi di legname.

Guardandoci intorno, possiamo avere un’idea della distruzione che la tempesta ha prodotto, ma anche della resilienza e delle capacità rigenerative del bosco: piccoli fusti di pini e di abeti stanno qui rinascendo in modo naturale, senza l’intervento umano. Smuove la nostra tenerezza osservare gli alberelli che si fanno spazio tra rocce e radici, tronchi mozzati, insieme ad altre piante di più piccole dimensioni, come i numerosi arbusti di erica.

Per chi fosse interessato a sapere di più sul paesaggio post-Vaia, con particolare focus su questa zona geografica, consigliamo di leggere qui il nostro approfondimento.

Proseguendo sempre in leggera salita apprezziamo un panorama sempre più ampio: oltre Pala Santa fa capolino il Monte Cornon o Cornacci, davanti si erge la schiena del basso e tozzo Cucal e dietro si spalanca la catena del Lagorai. A seconda del punto del percorso possiamo riconoscere le vette da Cima Busa Alta, Pala del Cardinal, l’aguzzo Monte Cauriol e il più squadrato Castel Aie, fino all’estremità opposta con il riconoscibile Paion del Cermis con le sue piste da sci e, dietro, il Castel di Bombasel (dove abbiamo fatto la nostra prima ferrata), poi Cimon To’ de la Trapola e il massiccio Cimon di Val Moena.

Passata una curva, ci troviamo proprio di fronte il Corno Nero e, ai suoi piedi, la piccola Malga Le Val (nota anche come Baita Val Lubie). Il sentiero scende piuttosto rapidamente e, passato un abbeveratoio in legno, in breve ci troviamo ai due edifici che compongono Le Val; la baita riporta il nome sulla facciata in pietra e legno, insieme all’indicazione del Comune di Varena e dell’altitudine (1.802 m. s.l.m.).

Seduti sulle panchine o sulle panche in legno davanti alla struttura che pare adibita a stalla e a rimessaggio agricolo, ammiriamo il terrazzo naturale con un focolare e, più in basso, abbeveratoi per gli animali al pascolo. Dopo soli 45 minuti di cammino, possiamo fermarci per godere del sole e della vista panoramica sul Cornacci e sul Lagorai: un vero spettacolo immobile, mastodontico e silenzioso!

Il nostro consiglio è quello di fare qui uno spuntino (se non proprio il pranzo) e godere della quiete e della meraviglia della natura. Chi lo desidera può compiere un anello scendendo lungo il sentiero della strada forestale Le Val e tenere la sinistra per imboccare quello tematico dedicato alla tempesta Vaia. In questo caso, noi abbiamo preferito tornare per la medesima strada: salendo prima in modo piuttosto deciso e poi scendendo dolcemente verso Malga Varena e Passo Lavazè.

Il panorama è sempre meraviglioso e tornando sui nostri passi apprezziamo dettagli differenti, come le grandi pietre che delimitano il sentiero, i pochi alberi sopravvissuti a Vaia e che spelacchiati svettano come bandiere, il gioco di luci differente con l’abbassarsi del sole all’orizzonte…

In altri 50 minuti circa siamo tornati al punto di partenza, soddisfatti di questa semplice passeggiata, poco conosciuta ma incredibilmente panoramica.

Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:


INFORMAZIONI


LEGGI ANCHE …

Potrebbe piacerti...