Mitologico e fantastico in una trama di squallore e desiderio umani
LUGLIO 2026
Alla fine di luglio (in soli due giorni e nell’arco di meno di 24 ore) ho letto l’ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti, proveniente dalla libreria di mia mamma, che mi aveva avvisata di aspettarmi un libro “un po’ diverso dal solito”. Ammaniti, infatti, è un autore che conosco e che apprezzo da anni, considerandolo uno dei migliori della nostra letteratura contemporanea.
Ero stata avvertita che questo era un romanzo particolare, ma non mi aspettavo qualcosa di simile. Per chi ha letto altre opere di Niccolò Ammaniti sarà facile trovare le somiglianze con la produzione precedente, nonostante la palese peculiarità e stravaganza di questo libro.
Senza ancora entrare nel merito della trama, già lo stile mostra vicinanza e scostamento rispetto ai romanzi passati: se da una parte esso rispecchia in larga misura lo stile peculiare di Ammaniti (asciutto, tagliente, sobrio), dall’altra vi troviamo un insolito contrasto tra il dialetto siciliano e il greco antico, che viene addirittura riportato nei caratteri di un alfabeto noto solo ai classicisti e a pochi altri appassionati o professionisti del settore.

Una medesima considerazione può essere fatta per l’ambientazione: Triscina è un paese sperduto e povero, costellato di locali squallidi, abitazioni fatiscenti e case nei seminterrati, come quella del protagonista, che vive in una perenne penombra. Questo appartamento, ad esempio, mi ha ricordato la cantina dove si nascondono fratello e sorella del romanzo Io e te (2010). Tuttavia, una stanza è completamente diversa: il bagno dove è segregata la creatura di cui la famiglia dei Vasciaveo si prende cura da secoli.
Anche i personaggi sono tipicamente quelli ricorrenti nelle opere di Ammaniti: un ragazzo preadolescente che sta percorrendo il proprio cammino di crescita e distacco dalla famiglia, parenti asfittici che nascondono la verità, boss malavitosi e delinquenti di periferia, relitti umani e personalità al limite della malattia mentale.
In questo panorama che abbiamo imparato a conoscere nelle descrizioni dei romanzi di Ammaniti irrompe l’elemento fantastico, che spiazza e straluna il lettore. Impieghiamo pochissime pagine (e, quindi, questo non è un vero spoiler) a comprendere che la creatura immortale custodita nel bagno della famiglia Vasciaveo è la mitologica Medusa, alla quale ci si rivolge in greco antico.
La storia della donna dai capelli di serpente viene narrata come un dato di fatto, non come qualcosa di straordinario a cui si può faticare a credere. La vicenda mitologica si intreccia con l’invenzione di Ammaniti, che ha condotto Medusa in Sicilia, custodita, ma anche prigioniera di generazioni e generazioni di una medesima famiglia.
Il protagonista, il giovanissimo Nilo Vasciaveo, è il futuro custode, l’erede del segreto e della professione di famiglia. Accetta come normale la propria condizione e, attraverso il suo sguardo, il lettore non si interroga oltre, sospende l’incredulità e si lascia guidare nella storia.
Trovo peculiare che, a parte questo notevole elemento fantastico, il resto della trama narri rapporti ed eventi comprensibilmente e a volte disgustosamente umani. L’uccisione di un ciclista francese all’inizio del romanzo e l’arrivo di una giovane madre con la figlia innescano una serie di scelte e accadimenti che sono il cuore del romanzo.

Nota estremamente positiva per un libro così breve è il doppio colpo di scena: un duplice segreto custodito dagli adulti e motore di disgrazie. Se il primo può essere intuito e preannunciato da alcuni elementi della seconda parte del libro, il secondo si svela proprio sul finale e in modo magistrale. Non risulta forzato perché è anch’esso comunque preparato, ma per il lettore è difficilissimo da cogliere e per questo totalmente spiazzante.
Altro elemento interessante e degno di uno scrittore di grande esperienza e capacità è costituito dall’ambivalenza del titolo. Ad una prima lettura, il custode è certamente Nilo, erede predestinato a custodire Medusa, ma anche la famiglia Vasciaveo è il custode poiché nel momento in cui è ambientato il romanzo il compito è ancora della madre e della zia del protagonista, che a sua volta viene accudito e preservato dalle due donne.
Tuttavia, Nilo aspira ad essere il custode di qualcun altro, della donna di cui si è innamorato e che vuole accudire e per cui desidera essere responsabile. A complicare ancora l’interpretazione, il termine Medusa deriva da un verbo greco che significa proprio “avere cura” o “proteggere” e, quindi, anche custodire; in effetti, grazie al potere della creatura mitologica la famiglia riesce a vivere in un luogo povero e malavitoso. Per non parlare del segreto (anzi, del doppio segreto) che viene custodito dalla madre e dalla zia di Nilo e che lui scoprirà solo alla fine…
In conclusione, Il custode è un romanzo breve e velocissimo da leggere, in cui l’elemento del fantastico sorprende e conferisce una piega peculiare a personaggi e ambientazioni tipiche delle opere di Ammaniti e a dinamiche, rapporti ed eventi tipicamente umani.
“(…) l’ingiustizia è il pane della vita.”
p. 35
TRAMA
L’adolescente Nilo si trova a fare i conti con il desiderio amoroso generato dalla giovane donna, madre di una bambina e mentalmente instabile, appena arrivata nella squallida e sperduta cittadina siciliana di Triscina, e con il peso del segreto e della responsabilità della creatura immortale custodita nel bagno dell’appartamento della propria famiglia.
NICCOLO’ AMMANITI
Nato a Roma nel 1966, vive nella capitale e ha esordito nel 1995 con il romanzo Branchie.
È autore di romanzi e racconti tradotti in tutto il mondo: Fango (1996), Ti prendo e ti porto via (1999), Io non ho paura (2001, Premio Viareggio), Come Dio comanda (2006, Premio Strega), Che la festa cominci (2009), Io e te (2010), Il momento è delicato (2012), Anna (2015), La vita intima (2023, Premio Viareggio) e Il custode (2026).
Dai suoi libri sono stati tratti film e serie tv; è lui stesso autore e registra del docu-film The Good Life (2014) ed è showrunner, co-sceneggiatore e co-regista della serie tv Il miracolo (2018).
Maggiori informazioni sono disponibili sul suo sito: https://www.niccoloammaniti.it/index.php
IL LIBRO
Niccolò Ammaniti, Il custode, Einaudi, Torino, 2026.
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