Trekking Trentino - Alto Adige Val di Fiemme Viaggi

ANELLO PASSO LAVAZE’ – MALGA COSTA

Una passeggiata semplice e gustosa

Domenica 3 agosto 2025 – mercoledì 5 agosto 2026

Passo Lavazè, che si trova ancora in Val di Fiemme e più precisamente nel Comune di Ville di Fiemme, è una delle zone che conosciamo meglio per le nostre escursioni e ne offre di varie, per tutti i gusti. In alta stagione cerchiamo di evitare quelle più frequentate, escogitando percorsi alternativi che integrano sentieri più battuti ad altri poco noti… Questo vale sia per l’estate sia per l’inverno; ad esempio, consigliamo il bel percorso tematico dedicato alla tempesta di Vaia, quello panoramico fino a Malga Le Val, il doppio anello verso Passo Oclini e il percorso per ammirare l’Enrosadira al tramonto.

Malga Costa è stata una delle nostre scoperte più recenti tra quelle nei dintorni di Passo Lavazè, anche se in realtà non si trova più in Val di Fiemme, ma nel Comune di Nova Ponente; negli ultimi due anni ci siamo stati diverse volte, sempre partendo da Lavazè con un semplice anello, modulato in varianti differenti in estate e in inverno.

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Lunghezza complessiva5,3 km
Tempi di percorrenza1h30min (senza soste)
Dislivello141 m.
Grado di difficoltàFacile
SCHEDA TECNICA

TAPPE E TEMPI DI PERCORRENZA

h. 9.30 Partenza da Passo Lavazè
h. 9.40 Sentiero n. 9
h. 10.15 Malga Costa
h. 11.15 Ritorno lungo Rio Lago Passo Lavazè
h. 12.00 Arrivo al parcheggio

PASSO LAVAZE’

Passo Lavazè si trova a 1.808 metri s.l.m. ed è caratterizzato da boschi di conifere, purtroppo molto colpiti dalla tempesta Vaia del 2018, radure erbose e un piccolo lago alpino. Spettacolare è il panorama che si può godere fin dall’arrivo con la strada panoramica che sale da Varena e, più in basso, da Cavalese: da un lato svetta Pala Santa, seguita dal massiccio dolomitico del Latemar e poi da quello del Catinaccio, dall’altro, spostandoci verso Passo Oclini, vediamo Corno Nero e Corno Bianco.

Lavazè occupa, quindi, un altopiano aperto, dedicato soprattutto agli sport di montagna, come lo sci di fondo e le ciaspolate in inverno e l’escursionismo e lo ski-roll in estate. Pochi sono gli alberghi e le malghe, ma il parcheggio è comodo e ampio e l’atmosfera sempre rilassata e tranquilla.

Il nostro percorso ha inizio proprio da Passo Lavazè, dove lasciamo la nostra auto per scattare qualche foto al panorama incantevole che si gode dal laghetto. Vi consigliamo di arrivare abbastanza presto perché, nonostante la quantità di posti, il parcheggio è quasi sempre pieno in alta stagione.

Un pannello illustrativo contestualizza immediatamente la zona dove ci troviamo: essa fa parte della Rete di Riserve Fiemme – Destra Avisio, costituita nel 2013 per gestire in modo unitario le aree protette presenti sul lato destro del torrente Avisio della Val di Fiemme (ne fa parte, ad esempio, anche il Biotopo del Brozin a Castello – Molina di Fiemme). Il nostro itinerario si snoda nella Zona Speciale di Conservazione “Torbiere del Lavazé”, area protetta appartenente alla rete europea Natura 2000, che tutela due tra le principali torbiere del versante destro della Val di Fiemme: il “Becco della Palua” e “La Torba” (o “Selva di Ega”), i quali sono stati recentemente accorpati in un unico biotopo e conservano ancora intatti habitat di particolare interesse come le formazioni torbose a sfagni.

Le due aree umide sono circondate da pascoli e boschi misti, composti in prevalenza da abete rosso e pino cembro, che contribuiscono alla diversificazione ambientale. Inoltre, la ricchezza e la varietà di flora e fauna sono caratteristiche fondamentali di questi luoghi, con più di 200 specie vegetali, 34 specie di uccelli, caprioli, cervi e lepri.

SENTIERO N. 9

Dopo queste informazioni introduttive, individuiamo facilmente l’indicazione per Malga Costa o Lieg Alm (sentiero n. 9): costeggiamo il laghetto, sempre ammirando i riflessi delle cime dolomitiche sull’acqua. Proseguiamo sulla comoda e ampia strada sterrata tra pascoli e zone di bosco con abeti rossi e pini, mentre bassi crescono il ginepro e l’erica.

Lasciato il laghetto, camminiamo in piano tra i pascoli delle grandi e placide vacche e ci inoltriamo per alcuni tratti nel bosco, dove ci fermiamo nuovamente per leggere un cartello dedicato alla gestione forestale in Trentino. I piani sono revisionati a cadenza decennale e costituiscono un importante strumento di monitoraggio, oltre a stabilire gli indirizzi per diradamenti e tagli, basandosi sui principi della tutela della diversità e del funzionamento degli ecosistemi. Questa zona, in particolare, fa parte della proprietà collettiva amministrata dalla Magnifica Comunità di Fiemme, che si estende su una superficie di oltre 20.000 ettari.

Diverse sono le funzioni dei boschi: da quella produttiva (es. legname e frutti) a quella protettiva (ad esempio contro la caduta di massi e valanghe), dalla protezione delle risorse idriche al valore per la biodiversità di flora e fauna, fino a funzioni turistiche-ricreative, paesaggistiche e storico-culturali, oltre ad essere luogo di stoccaggio di anidride carbonica.

Scendiamo costeggiando i nuovi pascoli creati dalla tempesta Vaia nel 2018: delle centinaia di alberi che componevano qui il bosco rimangono solo ceppi e le radici divelte; l’ombra è stata sostituita da prati assolati, favorendo però anche la crescita delle piante di lamponi e permettendo di ammirare il panorama sul Corno Nero (a sinistra) e sul Corno Bianco (a destra).

Al bivio continuiamo a scendere a dritto verso Malga Costa, mentre a destra torneremmo a Passo Lavazè o proseguiremmo verso Selva d’Ega. Dopo un piccolo pannello esplicativo sul picchio, un cartello ci racconta approfonditamente l’estrazione della torba, utilizzata principalmente come combustibile, ma anche come fertilizzante. Dalla metà dell’Ottocento, essa era estratta con tecniche artigianali, creando l’ambiente che abbiamo attorno: la serie di scavi adesso è occupata da canali e piccoli stagni. Il pannello illustrativo racconta i metodi di estrazione, l’importanza e le caratteristiche della torba. (Avevamo già incontrato questo ambiente, ad esempio, al Biotopo del Brozin e sul Monte Corno).

Al successivo bivio, svoltiamo a destra per una leggerissima salita, sempre seguendo le indicazioni per Malga Costa: stiamo adesso fiancheggiando il meraviglioso panorama del Catinaccio ed entriamo nel Comune di Nova Ponente (BZ). Ad un altro bivio proseguiamo sempre dritto e, infine, l’ultimo del nostro percorso di andata ci suggerisce di svoltare a destra, in prossimità di un crocifisso ligneo.

Il sentiero corre tra due ampi e soleggiati pascoli e, in fondo ad essi, vediamo subito spuntare la caratteristica costruzione di Malga Costa.

MALGA COSTA

Detta anche Lieg Alm, questa idilliaca malga si trova a 1.750 metri s.l.m., nel Comune di Nova Ponente (Sud-Tirolo), ed è incastonata tra i pascoli delle proprie vacche e una meravigliosa vista tra Catinaccio, Latemar, Corno Bianco e Corno Nero. Curata nei minimi dettagli con fiori, tavoli all’aperto e persino un parco giochi per i più piccoli, vanta una cucina squisita con un menù composto dai piatti tipici sudtirolesi.

Una sosta è quasi obbligatoria: per merenda, brunch o pranzo non rimarrete mai delusi. Noi siamo sempre stati entusiasti delle proposte gastronomiche e negli anni abbiamo avuto modo di sperimentare diverse specialità: dal ricco brunch con formaggi, frutta, crostini, yogurt e tanto altro al pranzo invernale con polenta, formaggio e funghi fino alla sosta per la merenda con dolci e cappuccino.

RITORNO

Dopo esserci ristorati e aver goduto della pace e dell’accoglienza rustica ma gentilissima presso la malga, torniamo sui nostri passi e, al bivio davanti al crocifisso in legno, imbocchiamo il sentiero verso Nova Ponente, che scende guardando lo scuro Corno Nero davanti e il Corno Bianco alla nostra destra.

Proseguiamo la discesa fino al torrente Rio Lago Passo Lavazè, in corrispondenza del quale troviamo un altro bivio: inizia qui la salita (a sinistra) sul sentiero che ci riporta a Lavazè, lasciando alle nostre spalle il Comune di Nova Ponente e rientrando nei territori della Val di Fiemme. Saliamo su un sentiero ampio ma ripido, sempre costeggiando il corso d’acqua e ci imbattiamo in un nuovo crocevia, che a destra ci condurrebbe a Malga Ora (sentiero n. 9B); noi proseguiamo verso Lavazè e Malga Costa (Lieg Alm).

Arrivati in cima alla parte più faticosa della salita, infatti, svoltiamo a destra per non tornare verso la malga e ci inoltriamo in una parte rimasta più boscosa, anche se rimangono alcuni cippi e radici divelte dalla tempesta Vaia, in mezzo ai quali prosperano le piante di lamponi.

Saliamo leggermente sull’ampia forestale e individuiamo proprio davanti a noi il dorso di Pala Santa, mentre a destra oltrepassiamo la pista per lo slittino, il cui impianto in estate è chiuso e che diventa un bel prato verdeggiante.

Ci fermiamo a leggere un cartello, sempre parte del percorso naturalistico delle torbiere e dedicato alla fauna che si può trovare in queste zone umide, particolarmente ricche di vita e biodiversità, con specie note e frequenti e altre più particolari, talvolta addirittura esclusive. Ad esempio, qui nidificano, direttamente sul terreno, tra la vegetazione erbacea, o tra i cespugli, alcuni uccelli rari come lo stiaccino, il saltimpalo e la cutrettola.

La costante presenza di acqua attrae numerosi anfibi (rana temporaria, rospo comune, tritone alpestre e salamandra) e insetti, come la libellula, ma anche il rettile più acquatico, ovvero la biscia dal collare, oltre ad una piccola lucertola molto interessante dal punto di vista naturalistico, la lucertola vivipara.

La vista sul Corno Nero e sul Corno Bianco è meravigliosa, tra parti di bosco, prati e fiori, tra cui domina il camenerio, che riesce a colonizzare le aree dopo importanti disturbi ecologici, come quelli che sono avvenuti qui con la tempesta Vaia. Si tratta, infatti, di una pianta pioniera, che aiuta nella stabilizzazione del suolo e nella restaurazione ecologica; non a caso, in alcune tradizioni è simbolo di rinascita e guarigione.

Infine, raggiungiamo la pista per lo ski-roll e ci fermiamo all’ultimo pannello illustrativo, che descrive l’habitat delle torbiere, le loro diverse tipologie e perché sono così fragili e uniche. In pochi minuti, siamo tornati al parcheggio da cui siamo partiti.

In conclusione, si tratta di un itinerario semplice e che richiede poca preparazione fisica, tutto su ampia strada sterrata e per questo adatto anche ai passeggini (oltre che ai nostri amici a quattro zampe). Non vi sono parti tecniche né punti che presentano particolari difficoltà o pericoli; occorre solo prestare un poco di attenzione per il fondo irregolare e a non scivolare sul ghiaino nelle discese. Sebbene Malga Costa si trovi lungo il percorso, raccomandiamo sempre di portare con sé acqua ed eventuali snack; inoltre, occorre indossare scarpe e abbigliamento adeguati.

L’itinerario è piacevole e assolato in alcuni punti; in estate, durante l’alta stagione, consigliamo di arrivare al mattino presto oppure di preferire le ore pomeridiane per poter godere non solo dei panorami e della natura, ma anche di pace e tranquillità…



Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:



INFORMAZIONI




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