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ESCURSIONE ALL’ALBERO MONUMENTALE “IL MAESTRO DEGLI AVEZI”

Un nobile gigante a un passo dal Lago di Tesero

Lunedì 10 agosto 2026

Non occorrono cime elevate e impianti di risalita per rimanere affascinati dalla maestosità della natura e per ammirare bei panorami. Nella nostra continua ricerca degli itinerari meno conosciuti e turistici della Val di Fiemme, ci siamo imbattuti in uno splendido albero monumentale, raggiungibile con una semplice escursione poco lontano dal Lago di Tesero.

TAPPE E TEMPI DI PERCORRENZA

h. 10.30 Partenza dal parcheggio
h. 10.40 deviazione lungo la Val dal Bus (e panorami)
h. 11.15 Strada Forestale Avezi
h. 12.00 arrivo all’albero monumentale Il maestro degli Avezi
h. 12.30 ritorno al parcheggio

Lunghezza complessiva4,9 km
Tempi di percorrenza2h
Dislivello283 m.
Grado di difficoltàFacile
SCHEDA TECNICA

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Dalla frazione del Lago di Tesero saliamo per qualche centinaio di metri lungo la Strada Forestale Avezi, asfaltata, fino a raggiungere un ampio spiazzo, usato per le cataste di legna e divenuto una bella terrazza panoramica. Qui, nel parcheggio gratuito, lasciamo la nostra auto e ci guardiamo intorno prima di iniziare l’escursione: a sinistra intravediamo Cavalese e, dietro, persino il monte Cugola, il Corno Nero e il tozzo Cucal; più vicino a noi è Tesero, perfettamente visibile, su cui si staglia il Monte Cornon o Cornacci e, poi, il Pisancae; infine, riusciamo ad intravedere l’inizio del piccolo abitato di Panchià.

La Strada Forestale Avezi diventa un’ampia e comoda sterrata, dove troviamo immediatamente un cartello e un’indicazione per l’albero monumentale Il maestro degli Avezi, che è la meta della nostra passeggiata. Proseguiamo, quindi, a destra e passiamo su un ponticello di legno, attraversando il torrente Rio Val del Bus o Fassanel. Non a caso Val dal Bus è la denominazione della stretta valle solcata dal corso d’acqua e lungo la quale si sviluppa il nostro percorso, alle pendici della catena del Lagorai.

VAL DAL BUS E PANORAMI

Al primo bivio che incontriamo, decidiamo di svoltare a sinistra, lungo una ripida salita, poco protetta dal bosco, poiché gli alberi più imponenti sono stati prima schiantati dalla tempesta Vaia nel 2018 e poi mangiati dal bostrico gli anni seguenti. Solo qualche larice è rimasto in piedi, mentre il bosco si serra nelle aree circostanti, lasciando scoperto il torrente, accanto al quale cresce una vegetazione più bassa. Riconosciamo aceri, frassini, noccioli, viburni, alte felci e qualche piccolo abete rosso.

La salita prosegue sotto al sole, ma un panorama sempre più ampio si apre alle nostre spalle. Da una parte il basso Cucal è sempre più facilmente distinguibile, con oltre il Cugola e il Corno Nero, mentre il pendio a chiazze di alberi è quello che delimita Passo Lavazè, fortemente colpito dalla tempesta Vaia. Sotto i pendii delle montagne, individuiamo facilmente l’abitato di Tesero, sormontato da una radura dove possiamo distinguere l’osservatorio astronomico.

Proprio davanti a noi, invece, si estendono le pareti rocciose di Cornacci e Pisancae, con dietro i prati verdeggianti di Monte Agnello; il nostro sguardo si sposta a valle, sul piccolo borgo di Panchià, per poi risalire a destra ai monti Mulat e Viesena, verso Predazzo.

Continuiamo a salire rapidamente, incontrando qualche albero di maggiori dimensioni ancora in piedi e grosse pietre che delimitano il sentiero, mentre alla nostra sinistra scorre il torrente. Arriviamo proprio al corso d’acqua, ma in questo punto, quando abbiamo compiuto noi l’escursione, il sentiero è interrotto da una frana. Teoricamente l’itinerario potrebbe proseguire a destra arrivando direttamente all’albero monumentale, ma della strada non è rimasta traccia.

Così, ci godiamo il panorama e notiamo la resilienza della natura, con la vegetazione che cresce dopo i danni di Vaia e del bostrico. Infine, torniamo sui nostri passi, ridiscendendo la Val dal Bus.

STRADA FORESTALE AVEZI

Giunti al bivio iniziale, imbocchiamo l’ampia sterrata a sinistra ed entriamo nel bosco, dove sono rimasti alti abeti rossi sotto i quali cresce un fitto e fresco sottobosco, composto soprattutto da noccioli, sorbi e sambuchi. Grossi massi delimitano il sentiero e saliamo in modo meno ripido rispetto alla strada precedente, con maggiore ombra e frescura.

Dopo qualche minuto, il bosco si apre e possiamo godere di un affaccio panoramico verso Tesero; qui sono state piantate numerose betulle e l’area è adibita al pascolo. Continuando la salita, riconosciamo Daiano, frazione di Ville di Fiemme, ben individuabile grazie al grosso edificio bianco (la Colonia Pavese) che troneggia sopra l’abitato. Prima di esso si estende il borgo di Varena, altra frazione di Ville di Fiemme; i pendii del Cugola e del Solombo circondano i due paesini.

Alle nostre spalle, invece, si ergono le cime oltre Predazzo, tra cui Cima Venegia, mentre il Mulat è adesso nascosto. Frassini e betulle accompagnano la nostra salita fino a località Pianati, dove una curva a gomito ci permette di proseguire costeggiando il bosco e venendo spuntare il Mulat e, sotto, in valle, la cittadina di Ziano di Fiemme.

Giunti in località Avezi, lungo il sentiero n. 88, incontriamo un bivio: a destra continueremmo sulla forestale e saliremmo verso le cime del Lagorai, mentre a dritto proseguiamo la salita, costante ma non ripida, costeggiando il bosco e il panorama sulla valle, per poi entrare tra gli alberi.

Infine, in corrispondenza di un tornante, troviamo le indicazioni per l’albero monumentale; il sentiero n. 88 prosegue in salita sul Lagorai, ma noi andiamo dritto e in piano per qualche decina di metri. Il bosco è fitto e i muschi crescono tra le radici e le rocce; l’odore di resina è forte e purtroppo vari alberi hanno subito danni.

Guardandoci intorno, ci rendiamo conto di essere circondati da abeti bianchi: una cosa piuttosto rara in Val di Fiemme!


IL MAESTRO DEGLI AVEZI

Aguzziamo la vista e tra i grossi tronchi scuri ne individuiamo uno particolarmente imponente, alla nostra sinistra. Scendiamo di qualche metro rispetto al sentiero e un cartello ci conferma che ci troviamo davanti all’albero monumentale Il Maestro degli Avezi.

Subito capiamo il motivo della denominazione di “maestro degli abeti”: proprio come un maestro tra gli allievi, l’abete bianco monumentale spicca tra una quindicina di compagni minori. Alcuni di essi (quattro, per la precisione) hanno già raggiunto dimensioni monumentali con un’altezza di 48 metri e una circonferenza di 430 cm.

Il Mestro degli Avezi svetta, però, su tutti gli altri: vanta circa 49/50 metri di altezza, 1,35 metri di diametro, un volume di 25 metri cubi e un peso di oltre 300 quintali. Si stima che abbia circa 150 anni ed è maestoso e fiero: un vero gigante, saggio e orgoglioso.

Dopo averlo ammirato e aver scattato alcune foto, torniamo sui nostri passi. Purtroppo, infatti, il sentiero che proseguirebbe nel bosco e chiuderebbe l’anello scendendo lungo il torrente è interrotto e non percorribile. La parte del ritorno, quindi, è la medesima dell’andata; in discesa, ci godiamo il panorama e in circa 30 minuti giungiamo alla nostra auto.

Nonostante la presenza dell’albero monumentale, che potrebbe attrarre curiosi ed escursionisti, non abbiamo incontrato alcun turista durante le due ore della nostra passeggiata. L’itinerario è ideale per immergersi nella natura, apprezzare diverse vedute sulla valle, conoscere maggiormente il territorio e godersi quiete e silenzio.

Si tratta di un percorso semplice, adatto a tutti; non è richiesta una preparazione fisica particolare, solo un leggero allenamento per affrontare la salita. Raccomandiamo di informarsi qualora il sentiero fosse riaperto e fosse possibile completare l’anello; altrimenti, la prima parte dell’itinerario può essere eliminata e si può salire direttamente lungo la strada forestale verso Il maestro degli Avezi, semplificando ulteriormente la passeggiata.

Raccomandiamo abbigliamento adeguato e scarpe da trekking (anche scarpe da ginnastica, se il terreno è asciutto e si è abituati ad utilizzarle per le escursioni). Il percorso può essere tranquillamente compiuto con i nostri amici a quattro zampe e la strada forestale è percorribile con il passeggino da trekking.

In conclusione, consigliamo questa passeggiata a tutti per la sua semplicità, per la quiete, per la bellezza dei panorami e il fascino maestoso della natura.



Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:




INFORMAZIONI



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