Libri Racconti Romanzi

“BAR SPORT” DI STEFANO BENNI

Un catalogo fantasioso e divertente di personaggi semi-reali

DICEMBRE 2024

Nel borgo di Pian del Voglio, che abbiamo visitato ad agosto 2024, ci siamo imbattuti in una libreria gratuita, dove chi vuole può prendere (e lasciare) libri di ogni genere… Dato che nei mesi precedenti avevo letto “Pane e tempesta”, ho deciso di continuare la scoperta di Stefano Benni con “Bar Sport”, che ho casualmente visto su uno degli scaffali in un’edizione della Feltrinelli stampata per la terza volta a gennaio 1998 (la prima Universale Economica era uscita a giugno 1997, mentre il libro è stato edito per la prima volta da Mondadori nel 1976).

  1. Trama;
  2. L’autore;
  3. Cosa ne penso?

Bar Sport, insieme al suo seguito Bar Sport Duemila (1997), è senza dubbio una delle opere più famose di Stefano Benni; forse potrebbe essere addirittura indicata come quella che lo ha reso celebre al grande pubblico e che è adesso considerata un vero e proprio classico dell’umorismo.

Le mie aspettative, quindi, erano molto alte… In verità, credo che questo sia il tipico libro che i miei genitori potrebbero amare (e probabilmente lo hanno anche fatto): me li immagino mentre sogghignano leggendo le pagine e colgono riferimenti a cose, eventi, persone che a me sfuggono. In questo senso, perciò, sento più vicino a me Pane e tempesta, che non a caso ha incontrato maggiormente il mio gusto…

Stefano Benni, Bar Sport, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 1997 (III edizione).

Fin dalle prime righe o scorrendo i titoli dei brevi capitoletti, è chiaro che questo libro sfugge ogni genere e classificazione. Non è certamente un romanzo, del quale mancano la struttura, lo sviluppo della trama, la presenza di personaggi protagonisti…

Tuttavia, è difficile indicarlo come una raccolta di racconti.

Pare più un catalogo, un elenco per descrizioni e aneddoti, delle figure che gravitano intorno ad un fatidico Bar Sport.

La scelta del nome di questo locale, che dà il titolo al libro stesso, non è affatto casuale: si tratta di una delle insegne più utilizzate e che diventa una vera e propria bandiera, un topos letterario per Benni, il fulcro di uno stralunato documentario, i cui personaggi potrebbero essere quelli di qualsiasi altro bar di periferia.

Sono figure in un certo senso reali, ma impossibili, costruite su iperboli e ossimori, segnate dal sarcastico umorismo dell’autore. Impossibile non ridere di fronte ai tanti paradossi, alle scenette comiche o tragicomiche, alle epopee assurde e alle dichiarazioni azzardate e inverosimili.

Dopo un’improbabile “Introduzione storica” della presenza e dell’importanza dei bar in tutta la storia dell’uomo, il lettore si immerge in una sequenza incalzante di personaggi, inaugurata da una pasta sempre esposta nella vetrinetta del bar, la Luisona, immangiabile e ormai storica. L’inventario delle figure umane è vario e si sussegue nel bar: dal “tennico” al carabiniere, dal ragioniere innamorato della procace cassiera al professore, dal tuttofare capace di riparare ogni cosa ma solo nei feriali perché il weekend è perennemente sbronzo al “nonno da bar” fino al latin lover che racconta frottole. Non mancano un calciatore dal tiro portentoso (il mitologico Piva), un barbiere particolare e persino una sequenza di gatti.

Stefano Benni, Bar Sport, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 1997 (III edizione).


L’ambiente di sfondo è piuttosto squallido, ma riccamente animato da aneddoti, scenette, dialoghi sempre uguali e copioni ormai scolpiti. Alcune uscite dal bar sono raccontate con dovizia di particolari, come quelle al cinema Sagittario e una sfortunata trasferta per vedere una partita del Bologna… Episodi impossibili, ma spassosi, che vedono protagonisti incredibili, raccontati con uno stile arguto, incalzante, brioso.

Eppure, in tutta questa serie di assurdità, abbiamo l’impressione che le figure caricaturali siano, in un certo senso, vere, vive, reali, siano persone che abbiamo incontrato, che ricordiamo o possiamo comunque immaginare…

TRAMA

Nell’ambiente del Bar Sport, un po’ squallido ma ricco di vitalità, si susseguono una serie di personaggi incredibili, magistralmente raccontati da Stefano Benni: sono figure assurde e iperboliche, ma che ben ci immaginiamo nelle nostre menti: il professore, il nonno, il bimbo che vuole il gelato, la cassiera procace, il ragioniere innamorato, il barbiere Pasquale, ma anche gatti e una brioche perennemente in vetrina e immangiabile, la Luisona…

Pubblicato per la prima volta nel 1976 da Mondadori, Bar Sport è uno dei classici dell’umorismo ed è stato più volte ristampato.

STEFANO BENNI

Come lui stesso scrive sul proprio sito (https://www.stefanobenni.it/) “non esiste una biografia del lupo Benni perché da trent’anni, tutte le volte che gliela chiedono, il lupo la cambia, dicendo un sacco di balle, o quasi-balle. Poiché nessuno ha mai controllato, Benni si è divertito a costruirsi almeno dodici biografie diverse.”

Stefano Benni, Bar Sport, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 1997 (III edizione).


Nato a Bologna nel 1947, ha vissuto l’infanzia sull’Appennino. Ha scritto racconti e romanzi, tra cui Bar sport (1976), Il bar sotto il mare (1987), Bar Sport Duemila (1997), Achille pie’ veloce (2003), Margherita Dolcevita (2005), La grammatica di Dio (2007), Pane e tempesta (2009), Le Beatrici (2011).

Ha pubblicato anche raccolte di versi e nel 2011 la graphic novel Fen il Fenomeno, tratta da uno dei racconti contenuti in Pane e tempesta (2009). Recentemente, oltre a pubblicare altri romanzi e testi teatrali, Benni ha debuttato nella regia teatrale ed è uscito un docufilm autobiografico Le avventure del lupo (2017).

IL LIBRO
Stefano Benni, Bar Sport, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 1997 (III edizione).
Prima edizione: Mondadori, Milano, 1976.


LEGGI ANCHE …

Potrebbe piacerti...