Grandi Classici Libri Romanzi

“LORD JIM” DI JOSEPH CONRAD

L’epopea di una vita e di un destino

GIUGNO 2025

Chi mi conosce sa che quando vedo un romanzo di Conrad per me è difficile resistere alla tentazione di comprarlo… Stavolta non mi sono neppure fatta scoraggiare dalle dimensioni (quasi 400 pagine in un’edizione economica)! L’ho acquistato insieme ad altri classici alla libreria “Pensieri Belli” di Cavalese e l’ho letto qualche mese più tardi durante la vacanza a Monterotondo Marittimo e il rientro a Firenze.

  1. Trama;
  2. L’autore;
  3. Cosa ne penso?

Esattamente un anno dopo aver concluso Il pirata, ecco che a giugno 2025 ho affrontato un altro grande romanzo di Conrad, famoso soprattutto per la figura del suo protagonista. Lord Jim è stato pubblicato per la prima volta nel 1900 e, quindi, si colloca tra due delle sue opere più celebri, Cuore di tenebra (1899) e L’agente segreto (1906).

Come sempre quando mi avvicino ad un romanzo di queste dimensioni, ero inizialmente un po’ spaventata, ma, una volta abituatami allo stile dell’autore ed entrata nella storia, le pagine sono scorse piuttosto velocemente. Certo, Conrad è sempre Conrad e non possiamo aspettarci un romanzo semplice e lineare… È uno scrittore che ho sempre amato, anche se, onestamente, questa non è una delle opere che preferisco.

Joseph Conrad, Lord Jim, CRESCERE Edizioni, collana La Biblioteca dei Ragazzi, Varese, 2013.



Due sono gli aspetti che mi hanno maggiormente colpita: in primo luogo, la storia del protagonista assoluto, Jim, viene raccontata dall’anziano Capitan Marlow (dopo un primo capitolo in cui, invece, il narratore è onnisciente in terza persona), il quale sembra suddividere la sua vita in tre grandi vicende, ricostruendole attraverso le narrazioni fatte da altri, oltre che da Jim stesso. Ne consegue che il protagonista sia quasi completamente visto e interpretato dagli occhi e dalle parole di chi lo ha conosciuto e secondo una prospettiva quasi esclusivamente altrui.

A mio parere, ciò genera quello che è uno dei tratti distintivi della scrittura di Conrad: il lettore non coglie subito la verità del racconto, non capisce in modo immediato l’accaduto, ma deve rimanere scettico finché non ricostruisce il quadro completo degli avvenimenti narrati. La critica letteraria parla di “decifrazione ritardata” e di “ritardo nella spiegazione” quali caratteristiche della narrazione di Conrad, il quale descrive l’effetto ritardando la spiegazione della causa e fa seguire un avvenimento da una falsa interpretazione, a cui si succede quella vera.

Da non dimenticare che in Lord Jim troviamo anche il principio della “narrazione tran-testuale”: la storia della vita di Marlow è presente nei vari romanzi in cui compare questo personaggio, da Cuore di tenebra fino all’epilogo in Destino.

Il secondo aspetto degno di particolare nota riguarda proprio la figura di Jim, per la quale Conrad attinse a vari personaggi reali e che ci appare come un eroe tragico e romantico, ma sul quale rimane solo una grande ombra di tristezza. La prima vicenda che segna la sua vita, la scelta errata di fuggire dalla nave Patna temendo che affondi, determina una svolta nell’esistenza di Jim e ha conseguenze tanto più pesanti quanto più è lui stesso a non dimenticare l’accaduto.

Una seconda opportunità gli viene offerta in un mondo lontano da quello dei bianchi: in una sperduta tribù indigena, dove conquista rispetto e stima e trova persino l’amore. Tuttavia, è proprio in questo luogo che si troverà a pagare la pena maggiore, durante il terzo episodio che caratterizza la sua vita e che ne costituisce l’epilogo. Rigido nella propria morale, Jim non può sfuggire al destino, che gli è capitato ma al quale sceglie anche di consegnarsi.

Joseph Conrad, Lord Jim, CRESCERE Edizioni, collana La Biblioteca dei Ragazzi, Varese, 2013.



“(…) per qualche tempo rimasi immobile pensando specialmente a quei vivi che, sepolti in luoghi remoti e ignoti al genere umano, sono ugualmente condannati a dividerne le assurde e tragiche miserie; e forse anche – chi può dirlo? – le nobili lotte. Il cuore umano è abbastanza grande da contenere il mondo intero. È abbastanza valoroso da reggerne il fardello; ma ha il coraggio di scrollarselo di dosso?”
p. 295

Da una parte, il lettore simpatizza con Jim e con il suo senso del dovere e della colpa, ma dall’altra si domanda se non sia fuori misura, un eccesso non positivo e che conduce solo alla morte. La vita è inclemente: l’uomo non può essere irreprensibile e infallibile. Jim coltiva questa illusione ed è costretto a scontrarsi in primo luogo con la colpa di tradimento, in quanto ha abbandonato la nave in difficoltà e tutti gli uomini a bordo. Per fuggire ed espiare, per cercare se stesso e trovare un posto nel mondo non impara a vivere serenamente ogni parte di sé ma mantiene la propria rigidità e si condanna ad essere perennemente infelice.

Jim è un romantico, come suggerisce uno dei personaggi del romanzo e come ammette anche lo stesso narratore: è condannato a cercare il proprio ideale senza mai riuscire a trovarlo. Tuttavia, il romanticismo non è quello ottocentesco, in cui era il desiderio ad essere irraggiungibile, ma è il prodotto dalla stessa morale. È la coscienza a ricordargli continuamente la fallibilità ed è essa stessa, in definitiva, a condannarlo a morte.

“Aveva il dono di trovare un significato particolare in tutto ciò che gli capitava.”

p. 279

Jim offre il pretesto per rivolgersi all’intera umanità e a porsi domande sulla ricerca di se stessi e sul senso della nostra esistenza, come viviamo. La sua figura è vicina al nostro sentire contemporaneo perché mostra la debolezza umana nel momento della verità. In definitiva, quindi, Jim pare un eroe, ma è un antieroe: è uno sconfitto dal proprio idealismo romantico, dalla colpa dell’onore perduto e dalla brama ansiosa di riscatto.

È straordinario come attraversiamo la vita con gli occhi semichiusi, le orecchie insensibili e la mente distratta. E forse è bene che sia così, perché potrebbe essere questa stessa insensibilità a rendere così sopportabile e gradita la vita alla stragrande maggioranza. Ciò nonostante, sono pochi di noi coloro che non hanno mai vissuto uno di quei rari momenti di risveglio in cui vediamo, udiamo, comprendiamo tante cose – tutto in un lampo – prima di ricadere nella nostra piacevole sonnolenza.”
p. 133

TRAMA

Dopo un primo capitolo in cui Lord Jim viene descritto da un narratore onnisciente, la sua storia viene narrata dall’anziano Capitan Marlow e può essere suddivisa in tre grandi vicende. La prima occupa metà del romanzo e narra la caduta in disgrazia a causa di un incidente: in preda alla paura, Jim abbandona la nave Patna che egli teme sia sul punto di affondare. Ciò viene raccontato come un lungo flashback a partire dal momento del processo, che lo vedrà colpevole e in seguito al quale perderà il brevetto di ufficiale.

Joseph Conrad, Lord Jim, CRESCERE Edizioni, collana La Biblioteca dei Ragazzi, Varese, 2013.


Marlow incontra Jim proprio in questa circostanza e ascolta da lui stesso una parte del racconto della disonorevole vicenda. In seguito, decide di aiutarlo raccomandandolo per vari lavori, nei quali Jim eccelle, ma che non mantiene a lungo perché in costante fuga dal proprio nome e dall’associazione con l’episodio accaduto. Spostandosi sempre più verso l’Estremo Oriente, trova il proprio riscatto presso una tribù indigena del Borneo, dove assume il ruolo di eroe e trova l’amore.

Questo capitolo felice della vita di Jim, però, non è destinato a durare e il terzo avvenimento deciderà della sua caduta e della sua fine.

JOSEPH CONRAD

Nato in Russia con il nome di Konrad Korzeniowski nel 1856-7, poi naturalizzato inglese, si trasferì a Cracovia, in Svizzera e nell’Italia del Nord finché nel 1874 non intraprese il primo viaggio transoceanico. Ad esso ne seguirono numerosi altri, tra cui nelle Indie Occidentali, dove venne coinvolto in una vicenda di traffico clandestino.

Dopo un tentativo di suicidio nel 1878, continuò a viaggiare per mare; nel 1890 si trovava in Africa, sul fiume Congo. Quattro anni dopo abbandonò definitivamente il mare e scrisse Almayer’s Folly, pubblicato l’anno dopo con grande successo. Da questo momento si dedicò alla produzione letteraria; tra i romanzi più famosi ricordiamo Heart of darkness (1899) e The Secrete Agent (1906). L’ultimo romanzo pubblicato fu Il pirata (1923).

Nel 1923 fu tra i candidati al premio Nobel per la letteratura e morì un anno dopo a Canterbury.

IL LIBRO
Joseph Conrad, Lord Jim, CRESCERE Edizioni, collana La Biblioteca dei Ragazzi, Varese, 2013.


LEGGI ANCHE …

Potrebbe piacerti...