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“LE MERAVIGLIOSE AVVENTURE DEL BARONE DI MÜNCHAUSEN” DI G. A. BÜRGER

Un grande classico molto citato, ma poco conosciuto

OTTOBRE 2024

Tra i regali aggiuntivi di Lorenzo per il mio trentunesimo compleanno figurano una serie di libri acquistati il giorno stesso alla piccola libreria “Pensieri Belli” di Cavalese. Così, con uno sconto eccezionale, abbiamo preso ben tre volumi classici, tra cui uno di racconti di Guy de Maupassant, un romanzo di Conrad e le avventure del Barone di Münchhausen.

  1. Trama;
  2. L’autore;
  3. Cosa ne penso?

Erano anni che volevo leggere il famoso racconto del Barone di Münchhausen, celebre perché citato da tanti autori e letterati, soprattutto nell’episodio di tirarsi fuori dal fango afferrandosi per i capelli. In particolare, il filosofo tedesco contemporaneo Hans Albert ha definito con il nome di Münchhausen-Trilemma l’impossibilità di provare qualsiasi verità assolutamente certa, eccetto le tautologie. È definito trilemma perché pone tre possibilità, di cui nessuna riesce a soddisfare l’assoluta certezza necessaria a fondare una conoscenza, e il suo nome proviene ironicamente dal Barone di Münchhausen.

Dopo averne tanto sentito parlare, ho finalmente esaudito il mio desidero di leggere del famoso barone… ma non mi aspettavo un libro del genere! Non sono delusa, solo sorpresa…

Origine dell’opera

In primo luogo, mi ha stupita la genesi dell’opera. Trovo molto interessante e utile l’introduzione all’edizione BCD della collana Classici Tascabili: l’autore del libro, Gottfried August Bürger, non è effettivamente il primo autore…

I racconti sono ispirati ad una figura reale: Hieronymus Karl Friederich von Münchhausen (1720-1797), nobile della Bassa Sassonia conosciuto per la grande eloquenza e la tendenza ad inventare storie inverosimili.

Gottfied August Bürger, Le meravigliose avventure del barone di Münchhausen, Bildani Castoldi Dallai editore, Milano, 2012.


Le prime avventure furono pubblicate da Rudolf Erich Raspe in inglese (1785) e successivamente tradotte in tedesco. L’anonimato ha avvolto questo libro in prosa dalle sue due prime edizioni tedesche (1786 e 1788), tanto che Bürger era indicato solo come traduttore. In realtà lo scrittore intervenne sul testo inglese, usandolo come una base da cui partire per costruire un’opera a sé stante.

La struttura si presta bene ad aggiungere o togliere episodi e racconti a proprio piacimento. Non a caso, i curatori e gli editori successivi hanno aggiunto dettagli, stranezze, episodi. Ciò non è inusuale, ma spesso accade con testi più antichi e non me lo sarei aspettato da un libro della fine del Settecento!


Recensione

Un altro aspetto che mi ha sorpresa è la costruzione del racconto: il libro, infatti, è nettamente diviso in due parti. Nella prima leggiamo le avventure del barone in Russia, con numerose pagine dedicate alla caccia, mentre nella seconda parte troviamo una sequenza di avventure legate al mare. Dopo circa metà volume, inoltre, compare il narratore, il barone stesso, che capiamo sta narrando le proprie esperienze ad un pubblico raccolto in un’atmosfera conviviale (solo una volta questo narratore è sostituito da un altro).

Il lettore rimane un po’ spiazzato e deve ricalibrare la lettura inserendola in una cornice: i racconti non sono a sé stanti, ma inseriti nella più grande ambientazione di un’osteria o di un pub nel quale il Barone di Münchhausen sta intrattenendo gli altri avventori. Si tratta di una cornice ben appropriata, ma che coglie di sorpresa perché non anticipata da alcun elemento iniziale.

Lo stile è aulico, nobile, a volte ridondante, invoca all’autenticità del racconto, ad una narrazione veritiera, mentre i contenuti sono palesemente inverosimili. Spesso rintracciamo un elemento reale, ma precipitiamo sempre in situazioni impossibili, talvolta anche con elementi magici e personaggi mostruosi… Il barone, però, non si scompone, non si stupisce; continua a trattare tutte le proprie mirabolanti avventure come assolutamente plausibili, invitando il lettore, in modo più o meno diretto, a fare altrettanto. Ne scaturisce così una gigantesca e a volte spassosa iperbole!

Gottfied August Bürger, Le meravigliose avventure del barone di Münchhausen, Bildani Castoldi Dallai editore, Milano, 2012.


Lo stile unitario, conferito al testo da Bürger, permette alla narrazione di fluire in modo continuo, mentre il protagonista cerca di rendere credibili e veritiere le proprie bugie; ad esempio, invita il pubblico ad immedesimarsi e si scaglia con forza contro chi osa aggiungere dettagli falsi ai racconti.

A tal proposito Pietro Citati ha parlato di un’opera in cui “l’inverosimile sconfigge di continuo il verosimile” (p. 17), mentre Maria Luisa Agosti ha commentato che “Proprio questo contrasto fra il substrato razionale e le menzogne che vi fioriscono dà al racconto il suo sapore un po’ aspro ma stimolante e gradito” (p. 18).

La critica letteraria ha talvolta inserito i racconti del Barone di Münchhausen all’interno del genere dei libri per ragazzi… Tuttavia, questa interpretazione non ha convinto tutti.

Il protagonista ha un’origine storica; Raspe ha raccolto per primo i racconti che riguardavano tale figura e Bürger ha conferito il tono di satira e poesia facendo acquisire invidualità e vita al personaggio. La menzogna diventa una pura e innocente fantasticheria; il barone trasmette spensieratezza e gioia di vivere. Gli episodi, brevi e rapidi, non offrono la possibilità di approfondire la psiche o la storia personale. Soprattutto, sembra mancare qualsiasi impostazione pedagogica: le avventure straordinarie sono narrate con tale naturalezza da fingersi verosimili!

Il maggior pregio del libro risiede proprio nel carattere vivo e spumeggiante… Non è un caso che abbia riscosso immediatamente un grande successo e che ad esso siano stati ispirati numerosi film!

Gottfied August Bürger, Le meravigliose avventure del barone di Münchhausen, Bildani Castoldi Dallai editore, Milano, 2012.


TRAMA

Il Barone di Münchhausen (1720-1797) racconta le proprie grandi avventure: dalla Russia alle battute di caccia, dalle eccezionali (e impossibili) doti dei suoi cani alle mirabolanti vicende per mare.

Il libro si costruisce come una serie di racconti inverosimili, narrati in uno stile aulico e altisonante, che non ammette dubbi o repliche e che ammalia tutti i lettori.

GOTTFRIED AUGUST BÜRGER

Nato nel 1747, si interessò subito alla letteratura, conducendo una vita dissoluta e priva di regole; lasciato senza sostegno da parte del nonno, pubblicò una prima raccolta di poesie e divenne magistrato distrettuale, riconciliandosi con la famiglia e riuscendo così a saldare i propri debiti. Nel 1773 venne pubblicata la ballata Lenore, che traeva ispirazione dallo studio di Shakespeare e dalle poesie del folklore inglese. Altrettanto famosa divenne Il cacciatore selvaggio.

Il suo matrimonio (1774) fu rovinato dall’attrazione per la sorella minore della moglie, Molly, protagonista delle sue poesie, la cui raccolta fu pubblicata nel 1778. Acquistò una fattoria, ma perse molto denaro e fu accusato di trascurare i suoi doveri ufficiali, dovendo rinunciare alla posizione di magistrato distrettuale.

Dopo la morte della moglie (1784) poté sposare la sorella acquisita, l’amata Molly, che però morì poco dopo (1786). Negli anni successivi continuò la professione di insegnante e prese moglie per una terza volta (divorziando).

Morì nel 1794 ed è oggi conosciuto come talento nella poesia popolare e per le sue ballate, tra le più belle scritte in tedesco.

IL LIBRO
Gottfied August Bürger, Le meravigliose avventure del barone di Münchhausen, Bildani Castoldi Dallai editore, Milano, 2012.


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