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DAIANO E “IL BOSCO DEI SILENZI DIVERSI”

Un’escursione ad anello splendida in tutte le stagioni

Giovedì 8 agosto 2024 – Sabato 2 novembre 2024

Per chi, come noi, ama camminare in ogni stagione e tornare sui propri passi in momenti diversi dell’anno, il semplice percorso ad anello che parte dal borgo di Daiano e include il sentiero tematico del Bosco dei Silenzi Diversi è l’ideale! Si tratta di un’escursione meravigliosa in tutte le stagioni: innevata in inverno, verdeggiante d’estate, dipinta dei colori dei foliage in autunno e brillante in primavera…

Lunghezza complessiva6,2 km
Tempi di percorrenza2h30min
Dislivello303 m.
Grado di difficoltàFacile
SCHEDA TECNICA

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Il nostro percorso inizia dal piccolo paese di Daiano, parte del Comune delle Ville di Fiemme e che abbiamo già incluso in altri semplici trekking (come quello che passa da Carano o un altro che arriva fino a Varena). Se vogliamo, infatti, possiamo combinare più sentieri, così da trascorrere l’intera giornata all’aria aperta…

Nel nostro caso, invece, preferiamo dedicare solo la mattinata all’escursione e parcheggiamo la nostra auto davanti al parco giochi, una bella area verde panoramica dove sorge anche la Chiesa di San Tommaso. Per noi è d’obbligo fermarci al Bar al Parco per una seconda colazione o un semplice spuntino; si tratta di un locale confortevole e frequentato soprattutto dalla gente del posto.

Daiano - Chiesa di San Tommaso.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - panorama sulla catena del Lagorai.

DAIANO

Merita senza dubbio una visita la Chiesa di San Tommaso, che svetta sull’idilliaco panorama della valle. Risalente al XII secolo, non sappiamo quando fu edificata ma abbiamo notizie della sua consacrazione, avvenuta nel 1193, sebbene fu poi fortemente modificata. Vi abbiamo parlato più approfonditamente dell’edificio e dell’affresco raffigurante San Cristoforo e di Gesù Bambino (1590-1610) qui.

Attraversiamo il borgo salendo tra strade e viottoli, prestando attenzione ai dipinti che decorano le mura esterne di alcune delle case, come l’Affresco del sacro cuore. Passiamo di fronte alla piccola Cappella della Beata Vergine di Lourdes, risalente al 1875 e realizzata in corrispondenza dell’incrocio fra via Ancona e via san Tommaso.

Daiano - Municipio.
Daiano - Cappella della Beata Vergine di Lourdes.

Se fate il percorso nel periodo natalizio la piazza del Municipio è decorata da  un particolarissimo presepe in legno, interamente realizzato a mano (qui un approfondimento). L’edificio pubblico, invece, costituisce un bell’esempio di casa rustico-signorile d’impianto settecentesco. 

Zigzagando, continuiamo a salire e ci fermiamo ad osservare un’imponente struttura, denominata Castel Croda: si tratta di una casa detta “romana” (da “arimania”) o anche castello. Questo massiccio edificio dalle forme gotiche in passato poteva dare immunità ai ricercati dalla giustizia! La sua storia, tuttavia, rimane avvolta nel mistero, a causa delle poche informazioni giunte fino a noi, ed è uno dei luoghi più suggestivi di Daiano. Si narra che nelle segrete del castello vi fosse un cunicolo che portava in direzione di Carano… Anche la data di costruzione è incerta, sebbene gli studiosi siano giunti ad ipotizzare il XIII secolo, nell’epoca delle fortificazioni in Val di Fiemme.

Dal punto di vista architettonico è interessante notare la caratteristica struttura “herker”, un poggiolo in muratura a sbalzo, che si affaccia su via Colonia, mentre nella corte interna è conservato un dipinto murale del 1551, raffigurante una Madonna con Bambino in trono, circondata da uccelli che poggiano su una balaustra marmorea (con riferimento al soprannome degli abitanti di Daino, chiamati “corvi”).

Daiano - affresco del Sacro Cuore.
Daiano - campanile della Chiesa di San Tommaso.
Daiano - Forno dal pan.

Proseguiamo a destra lungo via Colonia e diamo un’occhiata al forno del pane (Forno dal pan), altro elemento caratteristico delle case di questa zona: la sua tipica forma a bulbo sporge da un interessante esempio di casa rustica fiemmese, risalente alla metà del Settecento. L’abitazione presenta anche i tradizionali ballatoi in legno e il timpano rivestito con assi; le decorazioni degli infissi riportano elementi tipici della tradizione valligiana.

Continuando a salire, prima di lasciarci alle spalle Daiano ed inoltrarci nel bosco, merita una sosta la fatiscente struttura della Colonia Pavese, originaria del 1933-34, divenuta Fabbrica Ducati nel 1944-48 e poi colonia dal 1950 agli anni Settanta, ospitando fino a 600 bambini. Il complesso è facilmente riconoscibile grazie alla sua torre bianca, ben visibile anche dai paesi circostanti…

Negli anni Trenta il regime Mussolini sviluppò un progetto di colonie montane rivolte al mondo giovanile, utilizzabili come caserma e casa di vacanza, con scopi terapeutici e di svago. L’intento dichiarato era quello di rafforzare la salute di bambini e giovani, proteggerli dalla tubercolosi e dalle malattie respiratorie, dando la possibilità alle classi più povere di usufruire di una villeggiatura gratuita in zone montane (o marine) sotto il controllo di personale esperto.

Daiano - panorama sulla Val di Fiemme.
Daiano - Colonia Pavese.

Il vero scopo di tali colonie, però, era di tipo propagandistico e pre-militare… Non a caso, le strutture erano costruite con lo stile del razionalismo, tipico delle caserme (come gli ampi e spogli dormitori); ogni luogo era progettato per garantire la massima funzionalità e controllo, dalla cucina alla lavanderia fino agli uffici amministrativi, separati dalle aree di bambini e bambine, che indossavano l’uniforme dei Balilla o della Gioventù Fascista.

La Colonia Pavese fu promossa dal Dottor Angelo Nicolato, ma dal 1944 al 1948 fu trasformata in una periferica fabbrica Ducati, che creava strumenti meccanici, elettrici e ottici e che, durante la Seconda guerra mondiale, convertì la produzione a scopi militari. Ideale poiché lontana da possibili bombardamenti, questa industria si concentrò sugli apparati ottici, coinvolgendo circa 900 operai, esonerati dal servizio al fronte e provenienti dalla Val di Fiemme e da altre regioni.

Dopo la guerra, la Ducati ritrasferì la fabbrica nella sede storica di Bologna, abbandonando l’edificio di Daiano, che passò sotto la direzione dell’Ente delle Colonie climatiche della Provincia di Pavia. A partire dagli anni Settanta il complesso è caduto in uno stato di abbandono.

Il Bosco dei Silenzi Diversi - inizio.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - strada verso Maso Pozzal e panorama su Cugola.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - foliage sulle pendici del Corno Nero.

IL BOSCO DEI SILENZI DIVERSI

Da qui proseguiamo lungo la strada asfaltata che conduce al Maso Pozzal e che si inoltra progressivamente tra i larici; da notare, alla nostra sinistra, una struttura in pietra riportante la dicitura di Acquedotto Colonia Pavese (XII anno fascista). Intersechiamo, inoltre, due sentieri: a sinistra quello tematico del Bosco Nascosto, mentre a destra, che costeggia un prato ed entra poi nel bosco, quello che conduce a Varena.

Il Bosco dei Silenzi Diversi - panorama autunnale dal Corno Nero a Pala Santa fino al Latemar sullo sfondo.

Il panorama è incantevole: davanti a noi possiamo ammirare vari monti: dal Cugola al Corno Nero fino a Pala Santa, con dietro la catena del Latemar. In estate il verde è accecante, mentre in autunno il percorso è uno dei più belli per il foliage… Le pendici delle montagne sono costellate di macchie arancioni e rossastre, di un giallo intenso o di ocra, mentre gli abeti conservano il loro verde scuro.

Se il panorama è incredibile, non è da meno il meraviglioso paesaggio che ci circonda: a ottobre e inizio novembre, infatti, gli aghi dei larici si tingono di giallo e arancio e passeggiamo in una vera e propria foresta di colori autunnali…

Il Bosco dei Silenzi Diversi - area pic-nic vicino al Maso Pozzal.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - foliage sui boschi dei monti (Pala Santa, Latemar, Cucal e Cornacci).

Passato Maso Pozzal, il cui tetto è andato a fuoco nell’estate del 2024 ed è stato perciò interamente ricostruito, attraversiamo un parcheggio con area pic-nic e ci inoltriamo tra gli alberi. Il sentiero è ampio e sterrato e, tenendo la destra, costeggia parallelamente il Rio Val del Ru. Osservando tra i tronchi dei larici e di qualche abete possiamo scorgere le prime installazioni del percorso tematico del Bosco dei Silenzi Diversi, un anello che parte proprio dalla Colonia Pavese, è lungo circa 5 chilometri ed è segnato da pali in legno colorati di bianco.

Il Bosco dei Silenzi Diversi - Piano di Pradaronco in estate.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - foliage dei larici.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - installazioni.

Promotori di questo percorso sono stati il Comune delle Ville di Fiemme e il Museo Arte Contemporanea di Cavalese; le installazioni sono state realizzate nel 2021 dall’artista Sergio Camin, che così ha spiegato la creazione: “È vero, i dizionari non sbagliano, il Silenzio è “l’assenza di rumori, di suoni, voci e simili”, ma per noi, umani comunque urbani, non è più così da tanto tempo. Il Silenzio per noi è l’assenza di certi rumori e certi suoni, quelli della nostra quotidianità e appartenenza. Il Silenzio è la condizione che ci consente di sentire e ascoltare. Il Silenzio è il palcoscenico muto della straordinaria commedia dei suoni.”

Le installazioni trasformano il bosco, sebbene non siano opere invasive; semplicemente si limitano a segnare dei luoghi di ascolto: è un invito ad acuire i propri sensi, fermandosi, ascoltando, guardandosi intorno, percependo i vari odori. Gli uomini sembrano aver dimenticato il collegamento con la natura… Questo elogio al silenzio e alla riflessione è in stretta connessione con la necessità di ristabilire la nostra relazione millenaria con il bosco. (Non posso non pensare alla valorizzazione della Alpi promossa da Marco Albino Ferrari nel proprio saggio, basata proprio sul silenzio.)

Il Bosco dei Silenzi Diversi - installazioni tra i larici.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - Lorenzo e Federica.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - Federica e Frida.

Inutile dirlo: l’ascolto cambia con le stagioni e anche per questo percorrere il sentiero del Bosco dei Silenzi Diversi in estate e poi in autunno è particolarmente interessante… Percepiamo cose diverse! Ci alleniamo a sentiere, a osservare, ad essere parte di qualcosa di non estraneo, ma che troppo spesso percepiamo come altro da noi, la natura…

Uno dei punti più belli del sentiero è senza dubbio la radura nel Piano di Pradaronco (1.420 m. s.l.m.) o Prà da Ronco: lo sguardo si apre sui monti circostanti, mentre gli alberi, in prevalenza larici, segnano il confine del prato. Nuovamente ci tuffiamo nel bosco, svoltando a sinistra e seguendo le indicazioni per Ganzaie/Cugola fino ad arrivare a Stramezo.

Il Bosco dei Silenzi Diversi - larici in estate al Piano di Pradaronco.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - larici in autunno al Piano di Pradaronco.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - foliage dei larici.

Costeggiamo il Dosso Stramezo per qualche centinaia di metri e poi giriamo a sinistra, in discesa verso La Guardia, sempre sul percorso segnato di bianco. Sbuchiamo, quindi, accanto al Maso Pozzal e ci godiamo il panorama sull’altro lato della valle: dal Monte Cucal e da Cornacci a sinistra alla catena del Lagorai proprio di fronte a noi.

Passeggiamo accanto alla staccionata che delimita il pascolo di vacche e cavalli del maso e torniamo nel bosco, dove incrociamo l’installazione del Gallo Cedrone, parte del percorso tematico del Bosco Nascosto di Daiano. Raggiungiamo l’ultimo punto panoramico con il sentiero a destra, in salita su una collinetta, su cui è stata posta una scenografica panchina il legno, che svetta sul bosco verdeggiante o infuocato del Corno Nero.

Il Bosco dei Silenzi Diversi - foliage.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - pascolo davanti al Maso Pozzal in estate.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - panchina in legno e veduta sul Corno Nero in estate.

Al bivio prendiamo lo stretto sentiero a sinistra e, passate le installazioni del Cannocchiale e delle Api e gli affacci panoramici sulla valle, sbuchiamo sulla strada asfaltata di fronte alla Colonia Pavese. Da qui rientriamo nel borgo e torniamo comodamente alla nostra auto. (Un’alternativa potrebbe essere quella di unire il sentiero tematico del Bosco dei Silenzi Diversi con quello del Bosco Nascosto, ideale anche per i bambini.)

Abbiamo concluso il nostro itinerario tra informazioni storiche e artistiche, meraviglie naturali e paesaggi sempre incantevoli e sorprendenti… Il Bosco dei Silenzi Diversi, inoltre, ha il pregio di valorizzare una rete di sentieri che sono spesso sconosciuti o poco battuti (noi vi abbiamo incontrato sempre pochissime persone). Con garbo e tranquillità, si può raggiungere una maggiore consapevolezza di ciò che ci circonda…

Il Bosco dei Silenzi Diversi - panchina in legno e veduta sul Corno Nero in autunno.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - installazioni in autunno.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - larici in estate.
Il Bosco dei Silenzi Diversi - installazione del Gallo Cedrone in autunno.

INFORMAZIONI


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