Trekking Trentino - Alto Adige Val di Fiemme Viaggi

DOPPIO ANELLO A PASSO OCLINI

Escursione fino a Lavazè e giro delle malghe

Lunedì 17 marzo 2025

Per chi ama le escursioni invernali, passeggiare nella neve avvolto nel silenzio, osservare le tracce delle impronte degli animali selvatici e ammirare il panorama che si spalanca davanti allo sguardo… una passeggiata da non perdere è sicuramente quella che parte da Passo Oclini. Solo una precauzione: evitare i periodi troppo affollati!

Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+
con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida.

Lunghezza complessiva12,1 km
Tempi di percorrenza4h
Dislivello353 m.
Grado di difficoltàMedia
SCHEDA TECNICA

Da Passo Lavazè, ancora in Val di Fiemme, svoltiamo a sinistra e arriviamo in auto fino a Passo Oclini (1.989 m. s.l.m.), dove possiamo parcheggiare in un ampio e comodo spiazzo proprio sotto l’albergo Hotel Schwarzhorn, che si erge solido e massiccio ai piedi del monte da cui prende il nome, Corno Nero. Davanti a noi, invece, è facile riconoscere la pallida cima del Corno Bianco, in pietra dolomitica, mentre il suo gemello scuro è in roccia vulcanica e porfido quarzifero di Bolzano, rosso e grigio.

In inverno qui sono aperte alcune piste, ma il comprensorio sciistico è piuttosto ridotto e meno frequentato rispetto ad altri. Numerosi, invece, sono gli escursionisti che intraprendono i percorsi muniti di ciaspole o di semplici scarponcini. La nostra passeggiata non richiede attrezzatura particolare perché si snoda su sentieri battuti e piuttosto semplici: è sufficiente una buona preparazione fisica.

Passo Oclini - strada verso Pala Santa e Latemar.
Passo Oclini - Hotel Schwarzhorn.
Passo Oclini - Corno Bianco.

Lasciata l’auto possiamo innanzitutto ammirare il panorama: tra le due cime del Corno Bianco e del Corno Nero intravediamo il luogo dove si estende la valle fino all’Adige (da questo lato incontriamo in linea d’aria Redagno e Aldino), mentre alle nostre spalle possiamo ammirare un’ampia vista sul massiccio del Latemar. Ci troviamo al confine tra la Val di Fiemme e la Val d’Ega.

ANELLO OCLINI – LAVAZE’

Da qui sono numerosi i percorsi che possiamo intraprendere e in estate il loro numero è persino maggiore (come l’escursione che abbiamo fatto arrivando alla cima del Monte Cugola). Noi scegliamo una delle passeggiate più classiche: quella che da Passo Oclini conduce a Passo Lavazè.

Sentiero da Oclini a Lavazè.
Sentiero da Oclini a Lavazè - impronte di volpe.
Sentiero da Oclini a Lavazè.

Ci dirigiamo, dunque, verso la catena del Latemar e imbocchiamo subito un sentiero alla nostra sinistra, abbandonando l’asfalto e immergendoci nel bosco di abeti rossi. La strada è prevalentemente in discesa e molto suggestiva: apprezziamo gli scorci sulle cime e sulle montagne circostanti e le impronte sulla neve, tra cui quelle ben riconoscibili di volpe e di lepre.

La prima delle due malghe che incontriamo in questa parte del percorso è Malga Ora, a circa un chilometro da Passo Oclini, in una splendida posizione panoramica. Il menù propone numerosi piatti tipici altoatesini sia per il pranzo sia per uno spuntino. In inverno è frequentata da chi si dedica allo sci di fondo, poiché la pista corre a pochi metri dalla malga. Qui sono allevati vari animali, come mucche, asini, oche, capre, pecore, lama e alpaca, anche se con il freddo rimangono solitamente chiusi nelle loro stalle.

Sentiero da Oclini a Lavazè - Lorenzo, Federica e Frida.
Sentiero da Oclini a Lavazè - Malga Ora.
Sentiero da Oclini a Lavazè - Malga Ora e Corno Bianco.

Dopo una sosta su una divertente altalena, ci immergiamo nuovamente nel bosco e arriviamo proprio sotto a Malga Varena. Da questo punto possiamo decidere se proseguire fino a Passo Lavazè oppure chiudere il nostro anello prendendo la via del ritorno. In ogni caso, occorre prestare attenzione alla segnaletica perché il sentiero interseca la pista dello sci di fondo e quella degli slittini e talvolta è interrotto o deviato.

Per chi decide di arrivare fino a Passo Lavazè è imperdibile godere del panorama sulla catena del Latemar, che si distende proprio davanti, preceduta solo da Pala Santa, alla nostra destra, mentre oltre compaiono le cime del Catinaccio. Ci troviamo a 1.808 m. s.l.m. e al centro si estende un laghetto ghiacciato in inverno e bucolico in estate.

Sentiero da Oclini a Lavazè - Federica e Frida sull'altalena a Malga Ora.
Sentiero da Oclini a Lavazè - impronte di lepre.
Sentiero da Oclini a Lavazè - Lorenzo e Frida.

La seconda malga del nostro itinerario è Malga Varena, un’attività a gestione familiare dal 1989. Genitori, figli e nipoti lavorano qui con passione e amore per la natura, accogliendo i clienti e offrendo piatti tradizionali con ingredienti a km0, provenienti dalle loro coltivazioni e allevamenti. Nella stagione estiva la fattoria didattica è molto apprezzata dai bambini, che possono entrare a contatto con galline, maiali, asini, oche, papere, capponi e faraoni. In inverno, invece, imperdibile è un giro sullo slittino, che vanta una lunghissima e adrenalinica pista!

Dato che il sentiero si interrompe, possiamo scegliere se tornare indietro sulla medesima strada oppure chiudere l’anello passando dalla parte asfaltata. Noi abbiamo preferito questa seconda opzione sia per variare il percorso sia perché vi sono maggiori affacci panoramici. Una parte di essi, purtroppo, si è creata a causa della distruzione generata dalla tempesta Vaia.

Sentiero da Oclini a Lavazè - veduta di Corno Bianco.
Sentiero da Oclini a Lavazè - veduta di Corno Nero.
Sentiero da Oclini a Lavazè.

In un punto in cui è possibile abbracciare con lo sguardo un’ampia parte di bosco completamente atterrata e di cui adesso non è rimasto niente, sono stati posti due cartelli che raccontano l’accaduto e ci invitano a riflettere e a osservare il paesaggio che ci circonda.

Il Bosco di Lavazè, parzialmente distrutto dalla tempesta Vaia nel 2018, è stato ripristinato grazie al lavoro congiunto di privati, aziende e associazioni: qui sono stati piantati abeti rossi e bianchi, pini cembri, larici e betulle, creando una maggiore biodiversità, resistenza e resilienza. Un pannello ci spiega che un’area del bosco è stata chiamata La Foresta dei campioni, in ricordo delle Olimpiadi 2021 e delle vittorie ottenute dell’Italia in numerose discipline.

Il cartello illustrativo accanto, invece, racconta le caratteristiche e la storia della tempesta, i danni che ha creato. Ne abbiamo già parlato approfonditamente sia nell’articolo dedicato al percorso tematico su Vaia, poco distante da qui, sia nella recensione del saggio Sottocorteccia.

Passo Lavazè - Catena del Latemar.
Pannelli illustrativi lungo la strada da Passo Lavazè a Passo Oclini.

Proseguendo in salita, arriviamo a Passo Oclini e da qui proseguiamo sull’ampia strada battuta che passa accanto all’albergo Berghotel Jochgrimm.

ANELLO OCLINI – MALGA GURNDIN

Imboccato il sentiero che corre sotto il Corno Bianco, maestoso alla nostra destra, passeggiamo fino a giungere ad una deviazione, che prendiamo a sinistra, in direzione del Corno Nero. La strada scende in modo piuttosto brusco, ma il panorama ci ripaga dell’impegno.

Passo Oclini - Berghotel Jochgrimm.
Passo Oclini - Corno Nero.
Passo Oclini - casali.

Arriviamo, così, alla Malga Ristoro Isi Hütte, una delle nostre preferite, che amiamo per la cucina autentica e genuina e per la pace e la tranquillità che vi si respira, nonostante la vicinanza agli impianti sciistici. Qui vi abbiamo raccontato la storia della malga e tutti i dettagli sulla sua cucina.

Dopo la pausa per ristorarci, dunque, proseguiamo con l’ultima parte della nostra escursione e chiudiamo il secondo anello camminando per circa un’altra ora.

Passo Oclini - panorama verso la Val d'Ega.
Passo Oclini - Malga Ristoro Isi Hütte.

Passate alcune incantevoli baite, imbocchiamo a destra il sentiero n. 12A verso Malga Gurndin, circondata da grandi pascoli innevati ma spesso molto caotica. Durante l’alta stagione, infatti, è la meta preferita di gruppi e famiglie, che si fermano a prendere il sole, gozzovigliare e in estate a giocare nei prati allestendo persino un campo da calcio…

Ci troviamo adesso sul sentiero n. 2, che collega Redagno a Passo Oclini; la vista continua a spaziare dal Cugola e dal Corno Nero fino a quello Bianco, sotto il quale stiamo adesso camminando. La strada è ampia e sterrata; in presenza di neve viene battuta, ma può presentare tratti ghiacciati o altri di fango e poltiglia, a seconda del tempo. Tutto intorno siamo circondati da prati innevati, dove in estate pascolano placide le vacche.

Passo Oclini - in direzione della Malga Ristoro Isi Hütte.
Passo Oclini -  Malga Gurndin.

Dopo alcuni casali in pietra e terminata l’ultima salita, si erge di nuovo davanti a noi la catena del Latemar, la cui roccia chiara si confonde con il ghiaccio e la neve. Ancora qualche metro e siamo tornati al Passo Oclini e alla nostra auto.

Com’è facile immaginare, questa escursione si adatta bene a diversi cambiamenti: può essere percorsa in estate (ma attenzione al caos dell’alta stagione!) ma anche in primavera o in autunno perché non presenta particolari difficoltà tecniche. Inoltre, a seconda della preparazione fisica è possibile scegliere se compiere entrambi gli anelli o fermarsi ad uno dei due… I numerosi punti ristoro sono pause golose e ideali per grandi e piccini e il paesaggio è sempre mozzafiato!


INFORMAZIONI


LEGGI ANCHE …

Potrebbe piacerti...