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“LE COSE CHE CI SALVANO” DI LORENZA GENTILE

Un romanzo carico di speranza, che fa bene all’anima

AGOSTO 2025

Ho acquistato questo romanzo alla libreria Pensieri Belli di Cavalese durante la nostra vacanza estiva in Val di Fiemme, insieme ad altri due volumi, tra cui “Le cinque porte” di Mauro Corona. Il suggerimento è arrivato da Lorenzo, mentre ero indecisa su quali libri comprare sfruttando lo sconto del 2×1 a 11,90 euro… Il mio compagno avrebbe forse preferito un altro romanzo, ma alla fine mi sono decisa su questo perché mi ispirava il concetto alla base del libro… e non mi sono sbagliata.

  1. Trama;
  2. L’autrice;
  3. Cosa ne penso?


La lettura de Le cose che ci salvano mi ha lasciata particolarmente soddisfatta, tanto che sono arrivata a consigliarlo ad una mia amica appassionata lettrice, Costanza, con cui spesso ci confrontiamo su saggi e romanzi. Inizialmente credevo che si trattasse del tipico libro “da spiaggia”, da leggere in vacanza, leggero, divertente, un po’ frivolo (come alcuni romanzi della Gazzola, ad es. Una piccola formalità, o quelli dell’americana Alexa Martin, ad es. Incontro al book club). Invece, mi ha sorpresa positivamente.

Certo, si tratta di un romanzomolto leggero e senza grandissime pretese, che può essere tranquillamente letto sotto l’ombrellone o in una giornata di relax. Tuttavia, si distingue da altri del genere per alcune caratteristiche che me lo hanno reso più apprezzabile.

Lorenza Gentile, Le cose che ci salvano, ed. Universale Economica Feltrinelli, 2025, Milano.


In primo luogo, l’idea di partenza è originale ed emerge pian piano nel corso della trama, anche se molto si intuisce sin dalle prime pagine: la storia problematica e particolare della protagonista, che adesso vive a Milano ma è una vera e propria anticonformista (anche se non proprio per sua scelta).

La giovane Gea è una tuttofare, crede nel riciclo e nell’economia circolare. Cresciuta in un posto sperduto con la propria famiglia, che viveva di un’economia di sussistenza e in eterna preparazione di una catastrofe apocalittica, si trova adesso ad abitare la casa della nonna defunta e a voler salvare un negozio di quartiere.

La sua storia familiare, allucinante e prodotto del degenerarsi e dell’irrigidirsi dell’utopia dei genitori, ha generato ciò che è adesso sia negli aspetti positivi sia nelle fobie e nelle insicurezze. Gea si ribellerà ad un destino che sembra già segnato, aprirà gli occhi sul mondo, che è tanto più ampio e ricco di quanto avrebbe potuto aspettarsi, e cercherà una strada diversa da quella già segnata… alla ricerca della propria felicità.

In questo senso, Le cose che ci salvano è un romanzo di formazione, un vero e proprio Bildungsroman contemporaneo.

“Viviamo assediati dalle catastrofi (…) e non c’è niente che possiamo fare per proteggerci. Bisogna agire nel presente. Abbiamo solo il presente.”
p. 57

“(…) goditi ciò che sei, perché nessun altro è come te; non aver paura di rompere le regole, perché il tempo le rompe tutte; se davanti a te non ci sono strade, aprine una.
La felicità non è una colpa.”
p. 125

Altra caratteristica che mi ha colpita del romanzo è la critica, talvolta aperta altre latente, al mondo di oggi, al consumismo e all’individualismo, alla sete di denaro e all’appiattimento delle peculiarità di ogni persona. L’importanza del riciclo, la poeticità di un’economia circolare, la solidarietà tra vicini di casa: sono tutti valori che emergono, ma che non sono presentati in toni paternalistici e che non appesantiscono la storia.

Lorenza Gentile, Le cose che ci salvano, ed. Universale Economica Feltrinelli, 2025, Milano.

“Passiamo il tempo a fare lavori che non ci piacciono per poi acquistare cose di cui non abbiamo bisogno. Alla fine, basta un po’ d’ingegno. Lavorare meno e ingegnarsi di più.”
p. 15

“Ormai nella nostra società non si fa che aspettare. Aspettare che ci venga resa giustizia, che le cose cambino, che il futuro migliori, che accadano i miracoli, oppure arrendersi, ma certe volte non si sa neppure a cosa arrendersi, e così si aspetta e basta.”
p. 104

“La manutenzione è affetto per il mondo. È non dare niente per scontato. È spingere la morte un po’ più in là. Non bisogna mai smettere di amare le cose, se vogliamo che sopravvivano.”
p. 145

La protagonista salva cose e persone, che poi salveranno lei. Il messaggio è semplice e potente: ciò in cui investiamo, a cui diamo valore e significato, potrà salvarci. Questo vale per gli oggetti, ma anche e soprattutto per le relazioni, i legami importanti e significativi della nostra vita. Nel momento del bisogno di Gea, infatti, emerge tutta la rete di amicizie che è riuscita a costruire nel tempo e di cui non aveva neppure consapevolezza.

I legami che la protagonista instaura sono soprattutto con donne (oltre all’inizio di una relazione sentimentale con un ragazzo) e sono dettati da condivisione, valori comuni, volontà di mettersi in gioco, empatia e compassione verso gli altri.

Le cose che ci salvano è un libro prevalentemente al femminile, in cui i pochi uomini che compaiono si mantengono ai margini o sono figure non lusinghiere (inetti, violenti, possessivi, accecati da un’ideologia, rancorosi). Sono le donne ad essere forti e gentili, a comunicare, dare valore, essere e rimanere unite e solidali, fare squadra e vincere insieme.

Lorenza Gentile, Le cose che ci salvano, ed. Universale Economica Feltrinelli, 2025, Milano.


“Noi, povere illuse. Noi, che non sappiamo essere prepotenti, quando poco mondo ci è concesso. Quanti pochi traguardi ci sono possibili. Quanta poca attenzione e gentilezza e premura verso i nostri sforzi. Quante battaglie perse in partenza per mancanza di alleati.”
p. 294

“(…) la vita non si accontenta di qualcosa, vuole tutto. Non possiamo evitare gli ostacoli, né pensare di non fallire mai, ma i nostri limiti sono la nostra ricchezza: ci dicono chi siamo e dove possiamo arrivare se troviamo il coraggio. Raccontano la nostra storia e ci aiutano a scriverne il seguito.”
p. 309

Gli ingredienti che compongono questo romanzo, dunque, sono molti: la formazione della protagonista è a tratti dolorosa, in alcuni momenti leggera, in altri persino commovente. Leggendo il libro sentiamo che non tutto è perduto, il futuro non è già scritto, l’unione può davvero fare la forza e, anche quando perdiamo o falliamo, vale sempre e comunque la pena vivere, tentare, combattere per ciò in cui crediamo, provare ad essere felici. Perché l’unica vera sconfitta è la rinuncia.

TRAMA

In un condominio sui Navigli a Milano, Gea è una giovane tuttofare che non oltrepassa mai i confini del proprio quartiere. Cresciuta in un luogo sperduto e allenata dal padre ad essere sempre pronta in caso di catastrofi, crede nel riciclo e nell’economia circolare e si costruisce progressivamente una rete di amicizie, che l’aiuterà nel suo grande sogno: salvare una vecchia bottega di rigattiere…

LORENZA GENTILE

Nata nel 1988 a Milano, è cresciuta tra Firenze e Milano; si è laureata in Arti dello Spettacolo alla Goldsmiths University di Londra e ha frequentato la scuola internazionale di Arti Drammatiche Jacques Lecoq di Parigi. Nel 2011 ha vissuto e lavorato nella celebre libreria parigina Shakespeare and Company e da quell’esperienza è nata l’ispirazione per il romanzo Le piccole libertà (2021).

Tra i suoi scritti, ricordiamo Teo (2014), vincitore del premio Edoardo Kihlgren, del premio Seminara – Rhegium Julii e del premio dei Giovani critici della Literaturhaus di Vienna; La felicità è una storia semplice (2017), Le cose che ci salvano (2023), Tutto il bello che ci aspetta (2024), La volta giusta (2025).


IL LIBRO
Lorenza Gentile, Le cose che ci salvano, ed. Universale Economica Feltrinelli, 2025, Milano.
Prima edizione: 2023.


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