Itinerario nel centro storico
Domenica 15 febbraio 2026
Durante il nostro weekend in Val di Cecina abbiamo visitato alcuni dei borghi collinari da cui si gode di un bellissimo panorama sulla costa tirrenica e sulle isole dell’arcipelago. Il primo è stato Casale Marittimo, che ci ha subito conquistati per la sua atmosfera tranquilla e il piccolo centro storico di vicoli ben decorati da abitanti e negozianti.
Casale Marittimo è un paese quieto e dalla lunga storia, adagiato su una collina a 214 metri s.l.m. E’ annoverato tra i Borghi più belli d’Italia e nel 2003 ha ricevuto il riconoscimento dal Touring Club Italiano della Bandiera Arancione (destinata alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità), ma rimane ancora poco conosciuto, soprattutto tra gli italiani, ed è una meta ideale per una gita fuori porta.
STORIA
Noto prima con il nome di Casale nelle Maremme, divenuto poi nel 1862 Casale di Val di Cecina, ha assunto l’attuale denominazione, Casale Marittimo, solo nel Novecento. In realtà, tutte le varie nomenclature raccontano molto della sua vocazione e della sua posizione e descrivono e inquadrano perfettamente il piccolo borgo.
Secondo la tradizione, qui sorgevano due castelli: Casalvecchio, toponimo che è rimasto a indicare la collina a sud-est dell’attuale paese, e Casalnuovo, che è l’odierno Casale Marittimo. Sicuramente si tratta di una zona particolarmente propizia all’insediamento umano, che è stato favorito fin dall’antichità dalla ricchezza d’acqua e di selvaggina, oltre che dalla mitezza del clima, che risente dei positivi influssi marittimi.


Non a caso, gli scavi archeologici hanno portato alla luce sulla collina di Casalvecchio i resti di un antico villaggio etrusco del VII secolo a.C. e quelli di altre abitazioni del IV sec. a.C. Inoltre, la necropoli di Casa Nocera è costituita da sepolture di principi guerrieri etruschi, alcune databili al VI sec. a.C.
L’insediamento continuò ad essere utilizzato in epoca romana e vari edifici del paese furono successivamente costruiti dai materiali tratti da quelli romani, in primis la Villa della Pieve, da cui provengono, ad esempio, le zampe di leone impiegate nel trono della Chiesa di Sant’Andrea.
In epoca medievale il borgo era noto come castello almeno fin dal 1004, quando era parte dei possedimenti dei Conti della Gherardesca. Nel 1406 Casale passò sotto il dominio di Firenze per poi diventare un feudo dei Ridolfi nel 1684, prima di appartenere al marchesato di Riparbella dal 1738.



Nonostante le incursioni dei pirati e le varie pestilenze, nel 1742 lo scrittore Targioni Tozzetti definiva Casale “il più grosso, e più salubre castello di tutto il Marchesato”. Presenza di acqua potabile, posizione sopraelevata e poi la progressiva bonifica del 1854 della palude costiera hanno permesso al numero degli abitanti di crescere fino a raggiungere un massimo di oltre millecinquecento nel 1936.
A partire dagli anni Cinquanta il borgo subì una forte emigrazione fino a dimezzare i propri abitanti. Ultimamente Casale Marittimo vive un momento di nuova, pacata, fortuna: nei campi circostanti sono riprese le coltivazioni tradizionali di cereali, olio e vino e il borgo attira un buon numero di turisti.


ITINERARIO
Il centro storico del paese è ancora chiamato “castello” e si sviluppa in un intrico di vicoli lastricati in pietra arenaria locale, caratterizzata dalla presenza di fossili, soprattutto conchiglie. Del castello, in realtà, che aveva il ruolo di antico presidio a difesa della costa e della vallata, rimangono solo i resti delle mura.
Il nostro consiglio è di lasciare l’auto lungo via Vittorio Veneto, dove è possibile trovare numerosi parcheggi gratuiti e ammirare subito uno scorcio di bellissimo panorama sulla costa.
Da qui saliamo una rampa di scale ed entriamo nel centro storico. Da non perdere è il punto panoramico denominato “Coppaio” in vicolo dell’Orto, camminando per via Guglielmo Marconi. Il panorama che si apre davanti ai nostri occhi è vasto e spazia lungo la costa tirrenica: mare, pinete, piccole città, campi coltivati e, oltre le spiagge, le isole dell’arcipelago toscano, dall’Elba a Capraia fino a Gorgona.


Chiesa di San Sebastiano
Proseguendo tra i vicoli, sbuchiamo in una gradevole piazzetta, piazza del Popolo, su cui si affacciano bar, ristoranti e una deliziosa chiesetta. Gli edifici sono molto curati e il borgo accoglie con un calore dettato anche dal marrone aranciato delle costruzioni e dalle tante piccole decorazioni realizzate dagli abitanti.
Sul lato orientale della piazza spicca la piccola Chiesa o Oratorio di San Sebastiano, proprio a lato di un locale, che ha posto un tavolino in ferro davanti alla semplice facciata. Costruita nel 1775 e restaurata nel 1937, la chiesa è composta da materiali provenienti dalla Villa romana, mentre le due sfere di pietra, una murata in alto a destra e l’altra in cima alla scalinata a sinistra, sono probabilmente chiusure o cippi di antiche tombe etrusche.
Lasciamo piazza del Popolo e saliamo verso il fulcro di Casale Marittimo, osservando le decorazioni poste su porte e finestre di abitazioni e negozi, oltre che vere e proprie opere d’arte, come il bassorilievo in bronzo Amor che tutto vince di Lilly Capriotti (2024). Notiamo anche la porta che si apre in uno dei muri che delimitano la via: gli scaffali sono ricolmi di libri per il libero scambio… una vera chicca per gli amanti della lettura (e della condivisione)!



Torre dell’Orologio, Municipio e Palazzo della Canonica
Nel cuore del centro storico del borgo sorge la scenografica Torre dell’Orologio (o Torre Civica), eretta nel 1854 nel punto in cui in precedenza si apriva una porta. Poco oltre, su via del Castello, al numero civico 13, si staglia la Casa del Camarlingo, un tempo parte della cinta muraria e sicuramente uno degli edifici più antichi del paese, in quanto il camarlingo era una sorta di tesoriere, addetto alla riscossione delle tasse e nominato direttamente dal feudatario.
Al numero 19, invece, è possibile individuare una pietra scolpita, che per la tradizione raffigurerebbe un teschio: secondo la memoria popolare, qui si trovavano le prigioni.



Continuiamo a salire e arriviamo al Municipio e al Palazzo della Canonica, proprio di fronte, di origine quattrocentesca ma ricostruito nel 1940 con materiali di recupero dalla Villa romana, come capitelli e stipiti. L’interno è celebre per la “sala romana” dove sono raccolti altri reperti provenienti dalla medesima villa, tra cui un pavimento a mosaico. Ci affacciamo dalla balaustra in ferro e ammiriamo il panorama verso il promontorio di Piombino, che si allunga nel mare.
Il palazzo del Municipio ha una storia interessante: qui sorgeva l’antica Pieve di Sant’Andrea, ricostruita nel 1838 ma nominata già a partire dal 1305; a metà dell’Ottocento, dato che le sue modeste dimensioni erano troppo ridotte per ospitare la comunità, divenne scuola elementare e, successivamente, dal 1874, municipio. La porta della pieve è ancora riconoscibile sotto la volta, dove si trova anche la lastra di marmo con le nuove unità di misura adottate dopo l’unità d’Italia.



Chiesa di Sant’Andrea
Passiamo lungo la via intitolata al medico chirurgo Arturo Tubino, un tempo vicolo delle Scalelle, e troviamo la chiesa principale di Casale Marittimo, la Chiesa di Sant’Andrea, costruita nel 1872-74., dopo che il violento terremoto del 1871 aveva distrutto la precedente chiesetta, risalente al Medioevo. Sulla facciata in pietra serena, il portale è decorato da un bassorilievo raffigurante Sant’Andrea dell’artista locale Alberto Sparapani, al quale, tra l’altro, è dedicato un arco vicino alla Torre dell’Orologio.
L’interno è ampio e coperto da capriate in legno dipinto, vivacizzato dagli affreschi del 1987-88 di Stefano Ghezzani, con scene di vita di Sant’Andrea. Da notare sono sicuramente l’acquasantiera ricavata da un capitello antico, rinascimentale, e la sedia liturgica con i braccioli a zampa di leone che provengono dalla villa romana presso il podere La Pieve.



Merita una menzione anche il campanile, decorato da una scultura simbolica rappresentante Dio, luce e salvezza del mondo, che ferma la barca alla deriva ancorandola alla croce.
Dalla parte opposta della piazza, sorge la piccola Cappella della Madonna delle Grazie, eretta nel 1712-16 grazie al volontariato degli abitanti di Casale Marittimo. Essa si trova all’estrema propaggine del centro storico del borgo: da qui possiamo tornare sui nostri passi…



Sosta al bar osteria C’era una volta
Per un caffè o una sosta consigliamo il bar osteria C’era una volta, che si apre in piazza del Popolo con un piccolissimo spazio all’aperto e che si sviluppa tutto in verticale in un edificio storico. Assolutamente da non perdere è la terrazza panoramica, da cui si può ammirare un’ampia e bucolica veduta della campagna con i suoi campi coltivati, della costa e del promontorio di Piombino fino al frastagliato profilo dell’isola d’Elba.
Noi abbiamo preso soltanto un caffè, ma siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla gentilezza del personale e dalla scelta della cucina, che tratta materie prime a chilometro zero, provenienti dalla Costa degli Etruschi, garantendo un’esperienza gastronomica autentica.


Nelle vicinanze un altro borgo assolutamente da non perdere è Montescudaio.
INFORMAZIONI
- Mappa: https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1jWIKkwD9Gtnftg9OgJ4Fo9KgFmIIUrg&usp=sharing
- Comune di Casale Marittimo: https://www.comune.casale-marittimo.pi.it/it
- Bandiera Arancione: https://www.comune.casale-marittimo.pi.it/index.php/it/page/bandiera-arancione
- Comune di Calale Marittimo “Cosa visitare”: https://www.comune.casale-marittimo.pi.it/it/page/cosa-visitare
- Borghi più belli d’Italia: https://borghipiubelliditalia.it/borgo/casale-marittimo/
- Toscana Info: https://www.toscana.info/pisa/provincia/casale-marittimo/
- Osteria C’era una volta: https://osteriaceraunavolta.it/
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