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PASSEGGIATA INVERNALE FONDOVALLE

Dall’impianto di Cavalese al Lago di Tesero

Venerdì 13 marzo 2026

Durante uno degli ultimi weekend lunghi invernali, abbiamo deciso di acquistare due biglietti per le Paralimpiadi che a marzo 2026 si sono svolte in parte anche in Val di Fiemme, in particolare allo Stadio del Fondo di Tesero. Per arrivarci, ho deciso di godermi una tranquilla camminata nel fondovalle, piacevole e non impegnativa.

Un’unica, fondamentale avvertenza: il percorso ricalca in parte la pista dello sci di fondo; per gran parte dell’inverno la pista è chiusa ed è possibile camminarci, mentre nelle settimane o nei giorni in cui è aperta è necessario deviare il percorso lungo le strade principali.

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Lunghezza complessiva10,6 km
Tempi di percorrenza2h30min
(senza pause)
Dislivello61 m.
Grado di difficoltàMolto facile
SCHEDA TECNICA

Scendendo da Cavalese o arrivando dalla strada provinciale di Fiemme, lasciamo l’auto nel comodo parcheggio gratuito in corrispondenza degli impianti di risalita che conducono al Cermis. Una piccola nota, per chi volesse salire: in inverno consigliamo la passeggiata Orizzonti Dolomitici, breve e spettacolare, mentre in estate noi abbiamo realizzato qui la nostra prima ferrata al Castel di Bombasel.

Ricordiamo che l’Alpe Cermis è uno dei comprensori sciistici più facilmente raggiungibili da Cavalese, dato che si trova proprio accanto all’abitato. Le piste sono varie e numerose; una di esse, la rossa Olimpia, si sviluppa su un tracciato di ben 7,5 km e conduce dalla cima fino al fondovalle.

Dal parcheggio attraversiamo il torrente Avisio su un ampio ponte coperto, dal quale possiamo ammirare le impetuose acque che scorrono nel fondo della Val di Fiemme. Gli impianti di risalita sono alla nostra destra e noi svoltiamo a sinistra, oltre la biglietteria, per imboccare una strada asfaltata; qualche metro dopo è possibile ricongiungersi con quella che in inverno diventa la pista di fondo Marcialonga (quando è aperta) e in estate è la ciclopedonale. Questo tratto, infatti, lo abbiamo già percorso durante la nostra pedalata tra Val di Fiemme e Val di Fassa e in occasione dell’escursione estiva che ci ha condotti da Masi di Cavalese alla Cascata fino a Malga Salanzada.

Alla nostra destra predomina il bosco che si sviluppa sulle pendici della catena del Lagorai, mentre a sinistra scorre il torrente Avisio. Un occhio attento può godere, tra i rami privi di foglie dei numerosi noccioli e frassini, alcuni scorci panoramici su Cavalese, in particolare sulla cima del campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta, circondata dagli alberi del parco.

Tra le montagne, tre sono le più riconoscibili a sinistra: lo svettante Corno Nero, il tozzo Monte Cucal e l’allungato Monte Cornon o Cornacci. Abitazioni, agritur e masi sono sparsi tra i campi, che in inverno possono essere innevati o tristemente giallognoli, mentre in estate diventano fonte di foraggio e pascoli per le vacche.

MASI DI CAVALESE

Il sentiero si ricongiunge poi con la strada asfaltata poco prima di arrivare a Masi di Cavalese, paese che viene introdotto da un ampio prato e da un piccolo allevamento di pecore che possiamo vedere chiuse nel recinto insieme ai loro agnellini; vi sono anche un parco giochi e dei campi sportivi, dove spesso vengono realizzate le feste del paese. Saliamo, quindi, lungo via Chiesa, da cui godiamo del panorama sui monti di fronte: dal Cugola a Corno Nero fino al Cucal.

Situata a 875 m. s.l.m., la frazione di Masi di Cavalese è caratterizzata da un agglomerato di case ornate da meridiane, decorazioni lignee, gnomi e recinti per cavalli, in un’atmosfera senza tempo e una grande cura per le tradizioni artigiane (vi è, infatti, persino il laboratorio di un riparatore di fisarmoniche). Masi viene chiamato “il paese dell’arcobaleno” perché è qui che inizia dopo ogni pioggia…

Oltre alle antiche case, agritur e fienili, da non perdere è la chiesa settecentesca dedicata alla Santissima Trinità, che sorge proprio al centro del paese e che è stata recentemente restaurata.

L’edificio fu costruito tra il 1709 e il 1712, su progetto del pittore fiemmese Giuseppe Alberti. A lui dobbiamo la struttura ovale all’interno e ottagonale irregolare all’esterno, di cui rimangono solo poche tracce nel presbiterio. Secondo la tradizione, le spese di edificazione furono completamente sostenute dalla popolazione del paese. Un secolo dopo, tra il 1822 e il 1826, la chiesa fu riscostruita e ampliata, assumendo l’aspetto odierno.

La facciata è molto semplice, a capanna, con quattro paraste ottenute con un effetto decorativo prospettico, mentre la parte superiore presenta un frontone triangolare, sempre decorativo. Il portale maggiore è sormontato da una finestra di foggia particolare, somigliante ad un’anfora; lateralmente due piccole finestre sono sormontate da altrettante nicchie ornate da statue.

All’interno, la navata è unica a tre campate e il presbiterio moderno, rialzato rispetto al resto del pavimento, corrisponde, in parte, all’originale cappella progettata da Giuseppe Alberti.

Proseguiamo lungo la via principale, prestando attenzione ad alcuni oggetti affissi a edifici tradizionali: da non perdere sono una stazione meteorologica, un paio di sci in legno e una serie di attrezzi agricoli del passato.

Lasciate alle nostre spalle le ultime case di Masi di Cavalese, via Chiesa scende fino a raggiungere un ponte sull’Avisio; lo lasciamo alla nostra sinistra e imbocchiamo la stradina di Località Podera da cui riprendiamo il tratto della pista ciclopedonale o dello sci di fondo.

Qui iniziamo a individuare con sempre maggiore facilità l’abitato di Tesero, di cui riconosciamo il campanile della chiesa oltre le cime degli alberi e i campi coltivati. Alcuni di essi sono di proprietà dell’azienda agricola Terre Altre, una fattoria sociale e didattica che organizza varie attività e in alcuni giorni d’estate è aperta per la vendita diretta.

LAGO DI TESERO

Passato il vivaio forestale, sbuchiamo in uno spiazzo aperto, da cui godiamo di una bella veduta anche delle cime innevate della catena del Lagorai. Ci ricongiungiamo alla strada asfaltata di via Lago, che ci conduce alle prime case della frazione. In questo periodo erano addobbate dai manifesti e dagli striscioni dedicati alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi 2026, ma in generale numerose sono le iniziative che vengono promosse sia durante l’inverno sia soprattutto in estate.

Oltre la fontana del paese, arriviamo alla Chiesetta del Lago di Tesero, dedicata alla Madonna delle Grazie e di recentissima costruzione. L’edificio, infatti, fu realizzato nel 1912-14; è semplice ma gradevole, con una facciata a due spioventi e ornamenti che spiccano in giallo sull’intonaco bianco.

L’interno è altrettanto sobrio, con un soffitto a cassettoni e alcune opere decorative in legno; spicca, in particolare un presepio realizzato da una famiglia del luogo e donato alla chiesa nel Natale 2012.

Dopo pochi minuti, sorpassato il laghetto alla nostra sinistra, arriviamo al Centro del Fondo, dove nel 2026 si sono svolte le Olimpiadi per alcune discipline (biathlon e sci di fondo), ma che in generale è sempre un fulcro fondamentale per gli appassionati di questi sport.

A questo punto del percorso possiamo scegliere se proseguire ancora costeggiando il torrente Avisio, magari arrivando fino all’antico ponte coperto di Panchià e da lì proseguire verso la frazione di Zanolin, oppure se tornare indietro lungo il medesimo percorso, con possibili deviazioni di strade per ammirare altri scorci e dettagli.

In conclusione, si tratta di un itinerario molto semplice, con pochissimo dislivello e adatto anche alle persone meno allenate. Si può percorrere anche in estate, mentre in inverno occorre prestare attenzione ad eventuali chiusure dovute alla pista di sci di fondo.

Le strade sono sgombrate o preparate; l’attrezzatura da utilizzare è quella da escursione con scarponcini ed eventuali ramponcini per il ghiaccio (solo in caso di neve fresca non battuta si possono preferire le ciaspole). Possiamo portare con noi i nostri amici a quattro zampe e pure i passeggini.

Modulabile, semplice ma con tanti punti di interesse e degli scorci sulla valle: ideale per trascorrere qualche ora all’aria aperta!

Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:


INFORMAZIONI:


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