Un anti-eroe protagonista del noir
GENNAIO 2026
Acquisto di inizio anno alla libreria Pensieri Belli di Cavalese con un super-sconto insieme ad un altro libro… Per il 2026 ho deciso di variare ancora di più i miei generi di lettura e, dato che è raro che io legga romanzi gialli o noir, ho pensato che questo volumetto avrebbe potuto essere una bella sfida per me. Tuttavia, “Tempi d’oro per i morti” è molto particolare ed è stato divertente da leggere: proprio come mi aspettavo!
Fin dalle prime righe spicca una delle peculiarità di Charles Willeford e dei suoi romanzi: uno stile tagliente, preciso, impersonale, cinico.
La narrazione ha un punto di vista inusuale perché la terza persona pare coincidere con lo sguardo, le conoscenze e la consapevolezza del protagonista, il detective Hoke Moseley di Miami, ma il lettore si rende ben presto conto di non essere sempre dentro la testa del poliziotto. Anzi, spesso, durante l’indagine, scopriamo solo successivamente cosa pensa, interpretandolo in base a ciò che lo vediamo fare o nel momento in cui parla e si rivela.
Questa oscillazione nel narratore è molto particolare: in alcuni momenti potremmo credere che sia onnisciente, poiché conosce tutto della storia del protagonista e ne legge i pensieri, ma in realtà predomina un narratore a focalizzazione esterna, che sa meno dei suoi stessi personaggi. Non ci stupisce: è tipico di noir e gialli. Tuttavia, l’uso che ne viene fatto da Charles Willeford è peculiare, poiché si avvicina molto alla psicologia dei personaggi, spesso focalizzandosi sul punto di vista del protagonista.

Inoltre, il narratore viene percepito come atipico poiché si confondono le intenzioni dell’autore e quelle del protagonista, tanto che gli eventi raccontati appaiono come qualcosa di ineluttabile. Non si ha, quindi, tanto l’impressione di star risolvendo un crimine, ma di assistere alla scoperta del colpevole come necessaria conseguenza di un certo numero di cause ed eventi.
Vincente è di sicuro la scelta del protagonista: il detective Hoke è un vero anti-eroe, che però è anche un grande investigatore, una figura carica di contraddizioni, geniale e squallido, che agisce secondo una propria etica, alla quale però si sente libero di derogare. Incarna, quindi, perfettamente l’umanità e il mondo contemporaneo.
Allo stesso modo, il crimine viene colto nella sua quotidianità: i dettagli sono realistici e spesso grotteschi sia nell’azione compiuta sia nella vita dei criminali, così come in quella dei poliziotti. I personaggi sono caratterizzati da dolori, sofferenze, follie…
Non è esente nemmeno la collega di Hoke, Ellita Sanchez, di origine cubana, che pare perfetta e che invece si rivela impegnata in un momento complicatissimo dal punto di vista familiare ed esistenziale. Paradossalmente, chiede un aiuto proprio a Hoke e a sua volta gli fornisce un sostegno in alcuni giorni di grandi stravolgimenti logistici e della quotidianità del detective.
Il distacco cinico e ironico e la capacità di immergere il lettore nella mente di personaggi fin troppo imperfetti e persino squallidi sono elementi caratteristici del noir degli Stati Uniti meridionali. Tuttavia, Willeford è un vero maestro in questo genere e sorprende anche per la costruzione della trama.
“Hoke non era molto soddisfatto di sé. Ma adesso che ci pensava, non lo era mai stato.”
p. 255
Lo svolgimento della storia non è proprio da manuale: il fil rouge è un caso sospetto di overdose di un giovane trovato morto nelle prime pagine del romanzo. La sua vicenda, per la quale Hoke è intenzionato a trovare il colpevole, anche se ufficialmente non è stata ancora aperta alcuna indagine per omicidio, si intreccia ad altri casi: due di essi appartengono al passato, perché il capo della polizia di Miami vuole far risolvere alcuni di quelli irrisolti, e due a colleghi di Hoke ed Ellita.
A questo pullulare di casi, si intreccia la vita privata del protagonista e degli altri personaggi, oltre allo scenario di una Miami degli anni Ottanta in trasformazione sociale (la sempre maggiore presenza di cubani, lo spaccio e l’uso diffuso di droghe) ed economica e urbanistica (prezzi, inflazione, nuovi ghetti).

Un noir geniale e cinico, che sbeffeggia la lezione etica, come è ben dimostrato anche nel finale. Arguto e spregiudicato, questo romanzo gioca sulle contraddizioni umane e sulle bassezze quotidiane. Dove inizia e finisce la morale? Quanto vale ed è efficace la giustizia?
Forse, ciò che conta davvero sono le relazioni umane, che possono migliorare la vita di ognuno di noi e permetterci di sopravvivere in una vera e propria giungla di casi umani e disagi. Il lettore si diverte e partecipa alle indagini e alla vita privata dei personaggi, trovando somiglianze con il mondo contemporaneo.
TRAMA
Il detective della Squadra Omicidi di Miami Hoke Moseley si trova ad affrontare grane personali e professionali: divorziato e senza soldi, trasandato e sovrappeso, in procinto di un trasloco verso un appartamento ancora da trovare, deve risolvere casi irrisolti per volere del suo capo e istruire la nuova collega di origine cubana, Ellita Sanchez, anche lei impegnata in una crisi familiare ed esistenziale.
Il romanzo si sviluppa sul fil rouge di un caso sospetto di overdose, per Hoke non accidentale, durante il quale il detective si trova invischiato in una tresca con la matrigna del ragazzo ucciso. Nel frattempo, l’ex moglie spedisce (letteralmente) le due figlie a vivere da lui…
CHARLES WILLEFORD

Charles Willeford (1919-1988), adolescente vagabondo per l’America sui treni merci, a 16 anni si arruola nell’esercito, dove ottiene numerose decorazioni. Tanti sono i lavori che svolge nel corso della vita: dall’allenatore di cavalli al pugile, dallo speaker radiofonico al pittore.
Come scrittore ha pubblicato 20 romanzi ed è divenuto famoso soprattutto per la tetralogia di Miami, con protagonista il detective Hoke Moseley: Miami Blues (1984), Tempi d’oro per i morti (1985), Tiro mancino (1987), Come si muore oggi (1988).
Le sue opere hanno ispirato i film dei fratelli Coen e Quentin Tarantino, in particolare per Pulp Fiction.
IL LIBRO
Charles Willeford, Tempi d’oro per i morti, Ed. Universale Economica Feltrinelli, Milano, 2020.
Prima edizione ne I Narratori: 2018.
LEGGI ANCHE :

