Anello invernale tra storia, natura e tradizioni
Mercoledì 31 dicembre 2025
Spostandoci per le nostre escursioni invernali dalla Val di Fiemme alla Val di Fassa, non possiamo non consigliare il semplice e meraviglioso giro ad anello che parte dal centro di Vigo per salire fino alla Chiesa di Santa Giuliana (Sènt Uliana), dove è possibile ammirare un bel panorama e scoprire qualcosa di più sulla storia e sulle tradizioni di questa zona.
| Lunghezza complessiva | 5,7 km |
| Tempi di percorrenza | 1h30min |
| Dislivello | 173 m. |
| Grado di difficoltà | Facile |
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Vigo di Fassa (1.382 m. s.l.m.) è un paesino più piccolo e tranquillo rispetto ad altri borghi della valle: nel 2018 è divenuto una frazione del Comune di San Giovanni di Fassa ed è incastonato sulle pendici montane, sormontato dal gruppo dolomitico del Catinaccio e da Cima Undici. In inverno, chi scia può salire sulle piste del comprensorio del Catinaccio, mentre in estate l’impianto di risalita è particolarmente utile per chi vuole raggiungere le Torri del Vajolet (come abbiamo fatto noi durante l’escursione che vi abbiamo raccontato qui).
Nonostante le dimensioni ridotte, Vigo è un importante centro culturale: qui hanno sede il Comun General di Fassa, il Museo Ladin de Fascia e il Museo Mineralogico Monzoni. Inoltre, nel 2017 è stato nominato tra “I borghi più belli d’Italia”, premiando le caratteristiche naturali e le peculiarità culturali.


DA VIGO ALLA CHIESA DI SANTA GIULIANA
Vigo di Fassa è uno dei borghi meno caotici, ma trovare parcheggio può risultare difficile, soprattutto se lo cerchiamo non a pagamento. Perciò, noi consigliamo di lasciare l’auto leggermente fuori dal centro storico, in uno degli spiazzi che si aprono su via Roma. In particolare, poco distante dalla biblioteca si trovano sia un parcheggio libero gratuito, da un lato, sia uno a tempo (sosta massima di 2 ore), dall’altro.
Il nostro itinerario, dunque, inizia su via Roma, dove, poco distante dal Rio di Chiesa, sorge un crocifisso dai colori accesi. Avvicinandoci al centro, alla nostra destra, oltre i prati, scorgiamo la chiesa dove ci recheremo, mentre a sinistra oltrepassiamo la Biblioteca comunale di San Giovanni di Fassa, il cui patrimonio conta circa 20.000 volumi, tra cui anche DVD.



Strada Roma passa di fronte all’Hotel Corona, che colpisce per la sua pittura Liberty raffigurante un paesaggio locale, e ci conduce alla piazzetta principale di Vigo (Piaz de Vich), molto graziosa con i suoi addobbi natalizi e con il piccolo dehors del bar. Da qui svoltiamo a destra, in salita, sui sampietrini della Strada de Piz, seguendo le indicazioni per Sént Uliana (sentiero n. 31) e guardando dritti davanti a noi gli impianti di risalita che conducono al Catinaccio, in particolare alla terrazza panoramica del Ciampedie.
Dopo poche decine di metri ci imbattiamo in un crocifisso ligneo e in un’installazione presso una fontana coperta: ci troviamo al Piz de Vich (1.415 m. s.l.m.) e la vetrina ci mostra alcune creazioni artistiche di paesaggi locali e a tema natalizio, con l’invito alla riflessione sul valore morale degli oggetti antichi, testimoni del tempo, della storia, della cultura e dell’abilità artigianale.


La nostra salita prosegue sempre a dritto (indicazione per Sant’Uliana, sentiero n. 31); la strada diventa asfaltata e costeggia gli impianti di risalita. Davanti a noi, infatti, si estende il Catinaccio, mentre alle nostre spalle si ergono alcune delle cime che separano la valle dal San Pellegrino: svetta al centro il Sasso Undici e delle Dodici, affiancati dal Sas Aut, mentre poco dietro spunta Punta Vallaccia (compongono il Gruppo dei Monzoni). Alla nostra destra, invece, oltre i pascoli e la valle, possiamo individuare Sas d’Adam, isolato e più vicino, e le lontane cime di Ombretta Orientale, Sasso Vernale, Cima Cadine e Cima dell’uomo (del gruppo della Marmolada, oltre Passo San Pellegrino).
Arriviamo ad un crocevia, nuovamente segnato con il nome di Piz de Vich (1.435 m. s.l.m.). Qui possiamo scegliere due strade per raggiungere la chiesa: svoltare a sinistra, verso il Cimitero Militare austro-ungarico 1915-18, oppure proseguire dritto in salita. Noi abbiamo scelto questa seconda opzione, ma solo perché la pista da sci non era in funzione; altrimenti il sentiero sarebbe interrotto e occorrerebbe necessariamente girare a sinistra.


Ci troviamo sulla Strada de Sènt Uliana, come ci ricordano delle graziose targhe indicanti i vari numeri civici. Oltrepassiamo una fontanella e in pochi minuti arriviamo ad un nuovo bivio: a destra saliremmo verso il Ciampedie, mentre a sinistra ci dirigiamo alla chiesa. Proprio all’angolo vi è una bella freccia decorata e un laboratorio artigianale di pietre dure.
Oltrepassato il tracciato della pista da sci, imbocchiamo un sentiero in salita ben lastricato con pietre, tra abeti rossi e muschi. Il panorama si apre progressivamente e possiamo ammirare le cime anche alla nostra destra, fino a Viezzena/Viesena, dove la valle prosegue oltre Moena per arrivare a Predazzo.


CHIESA DI SENT ULIANA
Dopo circa 30 minuti dalla partenza, siamo arrivati alla Chiesa di Santa Giuliana o Sènt Uliana in ladino. Il luogo è davvero meraviglioso e domina la valle con una splendida vista; non è difficile immaginare che qui sorgesse un villaggio fortificato preistorico (di cui sono stati trovati i resti) e anche l’antico abitato di Vigo (secondo una tesi da verificare).
Santa Giuliana iniziò ad essere venerata in epoca longobarda (XVII-IX sec.). Questo luogo sacro è stato scelto a 1.513 metri s.l.m. ai piedi del Catinaccio e davanti al Gruppo dei Monzoni, in una radura sul limitare di un bel bosco. In realtà, la leggenda narra che il popolo avrebbe preferito costruire l’edificio in località Pianac, ma le mura erette di giorno crollavano durante la notte: capirono, perciò, di dover cambiare posto e lasciarono che fosse la Provvidenza a indicarlo, aggiogando un paio di buoi e lasciandoli liberi di vagare e fermarsi dove sorge l’attuale chiesa.



Nel 1237 fu costruito il primo nucleo dell’edificio, poi successivamente ampliato. L’aspetto fu modificato per tre volte: i resti delle due strutture precedenti sono stati portati alla luce da scavi archeologici del 1989. Ciò che vediamo oggi è un’opera della metà del XV secolo, in stile gotico, consacrata dal Cardinale Niccolò Cusano, Principe Vescovo di Bressanone, nel 1452. La bella terrazza panoramica si sviluppa sul lato della chiesa, che ha due porte di accesso: quella principale è in stile gotico, mentre la secondaria è romanica.
Non sfugge il grande affresco laterale, raffigurante un San Cristoforo, che tanto spesso ricorre sui muri delle chiese quale protettore dalle sfortune della giornata per i lavoratori (ve ne avevamo parlato qui). In questo caso, inoltre, scongiurava probabilmente il pericolo di inondazioni, che erano un problema nelle valli alpine.


Il santuario di Santa Giuliana conobbe un momento di declino finché nel 1986 la Provincia Autonoma di Trento decise di restaurare questo gioiello di arte trentina fornendo un contributo economico, integrato da quello della Parrocchia di Vigo. Chiara è l’importanza di questo luogo sacro, dedicato alla Santa patrona di Fassa, che pagò con la vita il proprio rifiuto a sposare un nobile pagano. Il 16 febbraio viene celebrata una grande festa religiosa e popolare, ma il santuario è stato meta di pellegrinaggi tutto l’anno, come testimoniano anche le numerose panchine nel bosco di larici che cinge la chiesa.
Accanto alla chiesa notiamo altri due edifici sacri: la cappella dedicata a San Maurizio, risalente al 1489 ma documentata già nel 1287, e una vecchia edicola anch’essa dedicata a Santa Giuliana.
Data l’importanza e la bellezza del posto, merita fare qui una sosta per godere dello spettacolo, leggere i pannelli illustrativi e sbirciare all’interno della chiesa da una finestra che si apre sulla facciata (sono previste visite guidate solo nel periodo estivo o su prenotazione). All’interno, possiamo scorgere l’abside con gli affreschi e l’altare centrale in legno.



DISCESA A PONTAC E VIGO
Salendo sopra la chiesa, imbocchiamo il sentiero a sinistra (n. 31), in direzione Pontac: scendiamo su un’ampia strada sterrata tra pini silvestri, pini neri, ginepri ed erica. Il terreno è sassoso e diventa progressivamente più brullo scendendo verso un torrente.
Ci troviamo su un percorso tematico denominato “Sentiero delle meraviglie” o “Troi de Sent Uiana”, che conta vari pannelli illustrativi su argomenti specifici come l’acqua, le piante e la luna, gli animali… Passando un ponticello in un punto particolarmente freddo, ci voltiamo verso sinistra e godiamo di una bellissima veduta sulla chiesa, di cui spuntano la facciata e il campanile dalla vegetazione.



Il sentiero si sviluppa in un sali scendi fino ad arrivare alla località Pontac, dove sorge un grande allevamento e il sentiero diventa asfaltato: siamo sulla Strada de Pontac, che costeggia il Rio de Val o Rio di Valle. L’acqua è ghiacciata in alcuni punti e crea delle incredibili sculture levigate, mentre sull’altra sponda pascolano le mucche Yak, riconoscibili per il loro pelo lungo.
Scendiamo verso Vigo, ma volgiamo lo sguardo alle nostre spalle: si erge la Roda de Vael, seguita dalle altre cime del Catinaccio. Giunti alle prime case del paese, svoltiamo a sinistra verso il centro, passiamo davanti alla scuola elementare e ci fermiamo al Bar Bianco per un aperitivo. Abbiamo impiegato circa mezz’ora a scendere dalla chiesa.



Il nostro consiglio, per concludere l’escursione, è quello di fermarvi per un aperitivo o una merenda nel centro di Vigo: noi abbiamo scelto il Bar Bianco, aperto questo inverno con una nuova gestione quest’anno e che offre vari stuzzichini da accompagnare ad un bicchiere di vino, ad un cocktail o ad un analcolico. Noi abbiamo preso un Gewurztraminer e io un San Bitter al sambuco, che ci sono stati serviti con patatine, noccioline e formaggio locale.
Dopo una meritata pausa al sole, abbiamo proseguito verso il centro di Vigo, passando davanti all’ufficio turistico e alle decorazioni natalizie e tornando alla nostra auto.
Considerando le pause, l’itinerario si svolge in circa un’ora e mezza ed è semplice, adatto a (quasi) tutti, senza punti particolarmente tecnici o difficoltosi. Il dislivello in salita si concentra nella prima parte dell’escursione ed è possibile effettuare delle pause per riposarsi. I sentieri sono adatti per i cani, ma non per i passeggini (a meno che non se ne abbiano di attrezzati per la montagna e solo se il sentiero non è ghiacciato).




Inoltre, una parte del percorso non è battuta meccanicamente, ma solo dal passaggio degli escursionisti; occorre, quindi, sempre prestare attenzione a punti ghiacciati o scivolosi, indossare calzature adeguate (anche con ramponi) e vestirsi in modo idoneo per proteggersi dal freddo.
In conclusione, si tratta di un’escursione ad anello piacevole, che riesce a coniugare alla perfezione natura, panorama, storia e tradizioni locali.
Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:
INFORMAZIONI
- Percorso GPS Outdooractive: https://out.ac/Ieu4XP
Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
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Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Visit Val di Fassa passeggiata “Al santuario medievale dei pellegrini di Fassa”: https://www.fassa.com/it/itinerari/al-santuario-medievale-dei-pellegrini-di-fassa
- Comune di San Giovanni di Fassa: https://www.comune.sangiovannidifassasenjan.tn.it/
- Vigo di Fassa: https://www.fassa.com/it/scopri-la-val-di-fassa/localita/vigo-di-fassa
- Comun General de Fascia: https://www.comungeneraldefascia.tn.it/
- Biblioteca comunale e archivio storico: https://www.comune.sangiovannidifassasenjan.tn.it/Vivere-il-comune/Luoghi/Biblioteca-comunale-e-archivio-storico
- Chiesa di Santa Giuliana: https://www.visittrentino.info/it/guida/da-vedere/chiese-santuari/chiesa-di-santa-giuliana_md_2440
- Bar Bianco a Vigo di Fassa: https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g668546-d12794395-Reviews-Bar_Bianco-Vigo_di_Fassa_San_Giovanni_di_Fassa_Province_of_Trento_Trentino_Alto_.html#REVIEWS
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