Libri Saggi

“LOGOS SENZA MASCHERA” DI MAHA NOROUZI

Una riflessione e una ricerca interiore della Verità

APRILE 2026

Maha Norouzi ha pubblicato questo libro a favore di ASSMaF ODV, associazione della quale ho il piacere e l’onore di fare parte, così da favorire la raccolta fondi nel supporto a pazienti e familiari affetti da sclerosi sistemica e altre malattie fibrosanti. Così, ho avuto modo di scorrere le pagine dell’opera in anteprima, ma ho poi voluto rileggere l’intero volume in occasione della presentazione del libro insieme ad ASSMaF ODV presso la Libreria Salvemini di Firenze.

  1. Trama;
  2. L’autrice;
  3. Cosa ne penso?

Logos senza maschera è uno di quei libri brevi e densi che più si leggono e più si apprezzano, poiché ogni volta è possibile cogliere maggiori sfumature, nuovi e più profondi spunti di riflessione. Questo io lo so bene perché ho dato una prima scorsa alle sue pagine in anteprima nell’autunno 2025 e poi ho voluto rileggerle e soffermarmi maggiormente sui contenuti in occasione dell’evento insieme all’autrice e all’Associazione ASSMaF ODV ad aprile 2026.


Prima di soffermarmi sul contenuto vorrei precisare che la pubblicazione di questo volume è strettamente legata alla generosità e all’attenzione di Maha Norouzi verso ASSMaF, di cui è volontaria. L’autrice, infatti, ha dato alle stampe il prodotto di un percorso e di una serie di riflessioni personali, volendo dedicare l’intero ricavato delle vendite proprio all’Associazione della quale fa parte. Non è un gesto da poco, ma un’azione concreta, segno di un impegno costante e di una volontà di aiuto reale e profondamente sentita.


La locandina dell’Associazione compare nelle pagine iniziali del libro, contribuendo alla diffusione e alla sensibilizzazione verso una malattia, la sclerosi sistemica o sclerodermia, di cui ancora si ignorano le cause e per la quale non esiste una cura.

Passando adesso al contenuto di Logos senza maschera, la seconda lettura che gli ho dedicato e l’aver ascoltato le parole dell’autrice durante la presentazione del libro presso la Libreria Salvemini mi hanno permesso di apprezzare sfaccettature diverse e cogliere nuovi aspetti.

Pur essendo un libro snello, il suo contenuto e la scrittura sono densi e complessi, richiedono tempo per essere essere compresi e “digeriti”. Innanzitutto, dobbiamo prepararci ad un testo che non è classificabile nei generi usuali: può essere definito come un “saggio letterario”, come indica Luca Santilli nella sua prefazione, ma non è solo questo.

“Penso dove non sono; sono dove non penso.”

Lacan cit. p. 15

Vi sono elementi saggistici, con argomentazioni, citazioni dal mondo letterario antico, moderno e contemporaneo, dall’arte, dalla filosofia e dalla psicanalisi, ma anche una storia, una dinamica di personaggi tipica più del racconto o del romanzo; al tempo stesso, il filo conduttore sono le riflessioni dell’autrice, impegnata in un confronto con se stessa che può somigliare in dei tratti al monologo interiore.

Maha Norouzi, "Logos senza maschera", Rupe Mutevole, Parma, 2025.
Maha Norouzi, “Logos senza maschera”, Rupe Mutevole, Parma, 2025.

Subito ci colpisce la struttura particolare del libro: ciò che accade all’interno di una famiglia viene meglio compreso e riflesso dalla visione di un quadro, la Cena a casa di Simone Fariseo di Girolamo Romanino, e dal riferimento all’episodio biblico.

L’osservazione dell’opera d’arte è l’occasione, l’espediente per trattare alcuni grandi temi umani e sociali: il bene e il male, le maschere che vengono indossate, il valore della conoscenza, l’analisi e l’introspezione di sé e il rapporto con l’altra, la funzione della parola e il ruolo del silenzio e dell’ascolto. Il lettore si pone domande e si interroga su temi esistenziali e psicoanalitici, seguendo ragionamenti e percorsi personali dell’autrice.

Fin dall’introduzione, emerge il tema fondamentale del volume e subito chi legge viene posto di fronte ad una domanda: “(…) chi è disposto a mettere in luce le parti più nascoste di sé per guardare ciò che realmente è?” (p. 11).

Il primo capitolo è dedicato all’incontro con il quadro della Cena a casa di Simone Fariseo di Girolamo Romanino: la protagonista positiva, Lucia, osserva l’opera e ne trae spunto per comprendere il rapporto con il personaggio negativo di Mira, che la angustia e opprime. Un elemento stilistico, la mancanza di prospettiva, diventa lo specchio dell’imperfezione dell’essere umano, nella continua collisione tra interiorità ed esteriorità; la scena trasmette chiusura e ostilità, entrambe percepite da Lucia nella propria casa.

Se Lucia rappresenta il bene e la verità, Mira è la maschera negativa, le chiacchiere vuote, l’assenza di ascolto verso l’altro: con lei manca il dialogo, l’ascolto empatico. Questo tipo di persone “incarnano il male perché ignorano se stessi e le azioni che compiono sono inversamente proporzionali alla conoscenza di sé, così arrecano danno a chi viene percepito come diverso e visto come un intruso” (p. 16).

Il male, quindi, è collegato alla non conoscenza sia dell’altro sia di se stessi; la superbia e l’invidia sono contrapposte all’umiltà e alla dignità, che purtroppo nel mondo contemporaneo spesso sono costrette a soccombere. Il male avviene per ignoranza, per incapacità di distinguere la qualità delle azioni e attribuire loro un valore etico e morale.

La scelta delle parole e il dialogo sono fondamentali (“Diventa importante prestare attenzione alla precisione delle parole (…) perché le nostre parole hanno sempre un effetto. Esse agiscono a vari livelli sull’anima” p. 31), così come lo sono il silenzio e l’ascolto dell’altro, con cui occorre entrare in relazione: “una posizione d’ascolto che esige il silenzio (…) Così come la parola è una delle forme fondamentali della vita lo è anche il silenzio. Uno può parlare, parla senza fine, e tutto quel parlare non dice niente” (p. 18). Questo è uno spunto di riflessione particolarmente interessante nella nostra società, spesso concentrata in un monologo solipsistico volto solo a gratificare il proprio ego.

Maha Norouzi, "Logos senza maschera", Rupe Mutevole, Parma, 2025.
Maha Norouzi, “Logos senza maschera”, Rupe Mutevole, Parma, 2025.


Alla deriva autoreferenziale si contrappone non solo la relazione con l’altro, ma anche la consapevolezza di sé: si tratta di un percorso che non ha potenzialmente fine, ma che ha valore in sé: “quanto meglio conosciamo noi stessi, tanto più corrette sono le nostre decisioni” (p. 31). La capacità di introspezione attraverso la psicoanalisi ci permette di sondare “quali sono gli elementi che compongono la nostra opera d’arte che viviamo ogni giorno” (p. 31) e qui risiede la possibilità di essere felici, individuando e perseguendo le condizioni più favorevoli alla nostra crescita.

Attraverso il discorso psicoanalitico, quindi, il soggetto diventa il protagonista: comprende il proprio ruolo quale artefice del proprio dolore e delle paure. “E’ la mente a causare i problemi, non le altre persone, non il mondo esterno.” (p. 33) In questo modo vengono superate ignoranza e avidità, non siamo più oggetti, ma soggetti consapevoli.

La seconda parte del libro si sofferma maggiormente sul contenuto del quadro, descrivendolo e facendo riferimento all’episodio biblico narrato. Subito torna il tema della maschera: i farisei sono coloro la indossano poiché “recitano la parte dei giusti, invece, sono pieni di iniquità. Non sono come appaiono, tutt’altro” (p. 39.).

La donna, Maddalena, è una peccatrice: irrompe nella scena e si rifugia sotto al tavolo, rimane in silenzio, denigrata dai farisei in quanto peccatrice, ma Gesù la accoglie. Lei si prostra ai suoi piedi in un atteggiamento di ascolto e di amore. In realtà anche Simone è un peccatore, ma ignora di esserlo: si considera puro e irreprensibile, permettendosi di giudicare ed escludere Maddalena.

L’autrice ricorre a schemi e concetti della critica dell’arte, commentando lo stile del pittore e collegandolo al messaggio che egli veicola, oltre che alle proprie riflessioni. Molto interessante è anche il riferimento alla biografia di Romanino, artista cinquecentesco che si forma nella grande scuola veneziana per poi decidere di staccarsene e rimanere in contesti provinciali: anticonformista e sfrontato, preferisce uno stile originale che trasmette inquietudine ai personaggi delle sue opere. Non a caso, la donna infilata nello stretto spazio sotto al tavolo mostra tutta la propria umana goffaggine e il proprio imbarazzo…

L’osservazione del quadro è sempre lo spunto per avviare un processo di osservazione di se stessi, prendendo coscienza di ciò che è dentro di noi. “Il quadro può aiutare l’osservatore a fermarsi (…) riflettere e quadrare la propria vita e giungere ad una consapevolezza di sé, (…) fermarsi per cogliere il significato della realtà” (p. 56).

Maha Norouzi, "Logos senza maschera", Rupe Mutevole, Parma, 2025.
Maha Norouzi, “Logos senza maschera”, Rupe Mutevole, Parma, 2025.


Attraverso lo sguardo, la protagonista Lucia osserva il quadro e vi trova riflessa la propria situazione, indaga allora dentro se stessa e ne fa emergere la propria verità soggettiva, trova il proprio posto nel mondo. Infatti, nella conclusione riesce ad esprimere il proprio pensiero “per contrastare il male, la forza dell’incoscienza” (p. 58).


Nelle pagine di Maha Norouzi, dense di riferimenti letterari, artistici, psicoanalitici, emerge forte il tema della falsità e della maschera, che le persone possono scegliere in modo consapevole o meno di indossare in un mondo talvolta ostile e meschino.

In conclusione, credo che la domanda posta da Luca Santilli nella sua introduzione sia particolarmente calzante, poiché è proprio ciò che il lettore si chiede alla fine di questo volume. “Quanto siamo disposti a lasciar andare, a lasciar cadere, a frantumare in cocci di terracotta quelle maschere nelle quali ci siamo così bene abituati ad esistere tanto da non preoccuparci più del valore assoluto della Verità? Forse lo potremmo fare un po’ alla volta, un giorno dopo l’altro, strato dopo strato coraggiosamente fino a giungere a scorgere oltre le nebbie, oltre gli strati di giudizi, oltre il male che ci siamo fatti, la nostra natura umana più pura, più delicata.” (p. 8).

TRAMA

Questo saggio-racconto letterario, carico di riferimenti culturali (dalla letteratura all’arte, dalla psicoanalisi alla filosofia), riflette sul concetto del male, inteso nel senso di ignoranza, contro le maschere che celano la verità e a favore della consapevolezza di sé e del dialogo e della relazione empatica con l’altro.

MAHA NOROUZI

Maha Norouzi, "Logos senza maschera", Rupe Mutevole, Parma, 2025.
Maha Norouzi, “Logos senza maschera”, Rupe Mutevole, Parma, 2025.

Di origine iraniana, Maha Norouzi è nata a Firenze nel 1987. Fin dal periodo scolastico mostra interesse per la poesia, iscrivendosi a concorsi letterari e arrivando tra i primi classificati in alcuni di essi (Premio della Pace nel 1999, Premio Giubileo nel 2000 e Premio San Valentino nel 2001).

Dopo aver intrapreso un percorso formativo di counseling psicoanalitico, nel 2018 pubblica il volume di poesie Frammenti, opera che nasce anche grazie a questa esperienza e che racchiude 20 anni della sua vita.

Vive e lavora a Firenze, si dedica al volontariato presso l’Associazione ASSMaF ODV per lo studio della sclerosi sistemica, malattia rara ancora oggi senza una cura. Nel 2025 pubblica il volume Logos senza maschera, destinato alla raccolta fondi proprio per questo Ente.



IL LIBRO
Maha Norouzi, Logos senza maschera, Rupe Mutevole, Parma, 2025.


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