o Sentiero ‘El Diaol dal Gazo’
Domenica 2 agosto 2026
I boschi e la natura intorno a Ziano e in particolare alla frazione di Zanolin sono da noi piuttosto conosciuti, dato che da anni ci dedichiamo alla loro esplorazione sia in estate sia in inverno. Da qui, infatti, siamo partiti per varie gradevoli e brevi escursioni, come quella tematica urbana “Museo a Cielo Aperto”, guidata da pannelli esplicativi; quella invernale ai Presepi nel bosco di Zanolin; una fino a Belvedere e un’altra ad anello denominato “delle cascatelle”. Questo itinerario è in gran parte simile all’escursione nel bosco di Zanolin, che abbiamo già proposto e che può essere una variante.
Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+
con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida.
| Lunghezza complessiva | 2,8 km |
| Tempi di percorrenza | 1h15min |
| Dislivello | 196 m. |
| Grado di difficoltà | Facile |
TAPPE E TEMPI DI PERCORRENZA
h. 10.15 Partenza da Zanolin
h. 10.30 Cartello sul Diaol dal Gazo
h. 10.50 Laghetto
h. 11.00 Baita Busa Prima e rientro
h. 11.30 ritorno al parcheggio
Zanolin è una delle cinque frazioni che compongono il paese di Ziano di Fiemme, che si sviluppa accanto al torrente Avisio, proprio di fronte alla Catena del Lagorai. Rispetto al centro cittadino e ai principali monumenti, le case di Zanolin si pongono un po’ defilate, in ombra sotto il massiccio montuoso.
Attraversato il ponte sul torrente, possiamo lasciare l’auto in uno dei parcheggi gratuiti; il più comodo è sicuramente quello in via Zanolin, a pochi metri dall’inizio del percorso. Se non trovate posto, potete provare nell’ampio spazio di fronte alla caserma dei Vigili del Fuoco, in via Bosin, a 3 minuti a piedi, oppure in via Stazione vicino al campo sportivo. In alternativa, potete anche cominciare l’itinerario dal centro di Ziano, ad esempio dalla piazza principale su cui troneggia la chiesa.


Dal parcheggio che abbiamo scelto ci portiamo su via Zanolin, che serpeggia tra case tradizionali, spesso decorate da affreschi (non a caso, a pochi metri dal parcheggio, possiamo leggere uno dei pannelli illustrativi del percorso tematico “Museo a Cielo Aperto”, dedicato agli affreschi popolari); in corrispondenza della grande fontana, che segna in inverno il punto di partenza per l’itinerario dei Presepi nel bosco, svoltiamo a sinistra e saliamo su via Cavelonte. La imbocchiamo a sinistra, seguendo le indicazioni per Belvedere e poi giriamo a destra, in corrispondenza del cartello che segnala il percorso n. 4 “Busa Prima”.
Questo tratto di sentiero è da noi ben conosciuto perché coincide con la parte finale dei Presepi nel bosco. Percorriamo la salita, lasciandoci progressivamente alle spalle le case di Zanolin e fermandoci al bivio per apprezzare il panorama che si apre sulla valle e sul centro di Ziano; con lo sguardo rivolto in avanti, sulle pareti di roccia dei monti Cornacci e Pizzancae (vediamo la croce di Punta Polse, a metà del pendio), a sinistra notiamo l’abitato di Panchià e, oltre, le case di Cavalese.



Un cartello con l’indicazione in giallo vivace ci suggerisce di imboccare il sentiero a destra, costeggiando un piccolo prato e una panchina rossa, per poi entrare nel bosco fresco e ombroso. Saliamo fiancheggiati dai massicci tronchi degli abeti rossi, talvolta intervallati da qualche larice, tra muretti a secco coperti di muschi e felci. Spesso possiamo notare alcune installazioni appartenenti ai Presepi nel Bosco: sono decorazioni che appartengono all’itinerario natalizio, ma che i proprietari decidono di lasciare tutto l’anno.
Arrivati in prossimità di un corso d’acqua, il sentiero si biforca: a dritto proseguiremmo verso i Presepi nel Bosco per poi sbucare sulla sterrata per Cavelonte, mentre a sinistra proseguiamo per Busa Prima e per un altro itinerario, dedicato al Diaol dal Gazo e che in realtà ricalca proprio l’anello Busa Prima. In ogni caso, ci soffermiamo sul pannello illustrativo per scoprire che negli anfratti del bosco dimorava uno spiritello maligno, un folletto, un diavolo delle selve (Diaol dal Gazo), amico delle streghe e gelosissimo del proprio territorio.
Seguiamo le indicazioni, sempre in salita; lungo tutto il percorso, la segnaletica è frequente e molto chiara. Il sentiero viene interrotto da due graziosi cancellini in legno e da un gradevole guado su un torrente; abbondanti sono i muschi e le felci, mentre gli abeti rossi continuano ad essere la specie di alberi predominante, insieme ad alcuni noccioli.



Dopo qualche decina di metri in salita, il sentiero si apre e arriviamo alla parte più faticosa ma al tempo stessa più panoramica del percorso. Questa sezione del bosco è stata danneggiata dalla tempesta Vaia ed è, quindi, quasi completamente priva di alberi, mentre l’esposizione al sole ha favorito l’abbondante crescita di piante di lamponi, oltre che di numerosi fiori.
La salita diventa più ripida e tecnicamente più impegnativa perché il sentiero è esposto e reso un po’ scivoloso da rami spezzati e pigne, oltre che da alcuni massi. Mantenendo la concentrazione, possiamo concederci di ammirare il panorama: davanti a noi è sempre presente la parete di roccia di Cornacci, mentre a destra si erge il versante boscoso del Monte Mulat e, dietro, Viezzena, seguita da Cima de le Mandre e poi da Cima Bocche, che si intravede appena.
Continuando a salire, compare anche il fondovalle: Ziano ai nostri piedi e, sotto al Monte Mulat, Predazzo, incastonato tra le montagne e lungo lo snodo della Val di Fiemme che gira a sinistra verso Moena e a destra verso Paneveggio e Passo Rolle. Dall’altro lato, invece, alla nostra sinistra, si estende l’altra parte della valle con il tozzo Monte Cucal; intravediamo anche le case di Tesero.






Un ultimo tratto di forte pendenza e sbuchiamo sulla strada forestale, che a destra ci ricondurrebbe a via Cavelonte, mentre a sinistra prosegue verso Busa Prima. Dopo pochi metri di comoda salita, abbandoniamo l’ampia sterrata per imboccare un sentiero verdeggiante, sempre seguendo le indicazioni del n. 4 (Sentiero Busa Prima).
Arriviamo così ad un altro dei punti più belli del nostro anello: un laghetto artificiale contornato da una staccionata in legno ben curata, alcuni massi e un gruppetto di alti larici. Da un lato, i cardi, in fiore, attirano tantissime farfalle. Nel silenzio assorto di questo angolo sconosciuto del bosco, è possibile vedere qui anche l’orbettino (come ci è capitato nell’escursione precedente); questo rettile viene spesso confuso con i serpenti, ma è in realtà una lucertola che, nel corso dell’evoluzione, ha perso le zampe…
Dopo esserci goduti il paesaggio, proseguiamo la passeggiata attraversando un ponticello di legno e sbucando su un’ampia forestale. La segnaletica per il sentiero n. 4 ci suggerisce di svoltare subito a sinistra scendendo velocemente verso Ziano, ma noi abbiamo preferito proseguire per arrivare fino alla Baita Busa Prima (qui potete leggere la variante più breve).






La baita si erge a lato della forestale, circondata da un prato e con un ampio tavolo da picnic; tipica costruzione in legno, è gradevole e ben curata e può esserne prenotato l’utilizzo. Proseguiamo sotto al sole iniziando la discesa e tenendo la sinistra ai due bivi che incontriamo e costeggiando il Rio Val di Gazolin, che scorre alla nostra destra.
Incrociamo il sentiero che tagliava nel bosco prima di arrivare alla baita e proseguiamo sempre in ripida discesa: la strada si allarga e torna ad essere una forestale, che zigzaga nel bosco e su cui incontriamo anche un pascolo con alcuni mansueti cavalli.
Continuiamo a scendere, tra abeti, larici, felci e muschi, con numerosi funghi, fino ad arrivare a via Gazzolin, scortata da muretti a secco. Concludiamo il nostro percorso ad anello proseguendo a dritto al bivio dell’inizio della nostra passeggiata e tornando tra le case della frazione di Zanolin.



In conclusione, questa escursione è piuttosto semplice e adatta quasi a tutti: occorre un minimo di preparazione fisica (soprattutto per la salita iniziale) ed è necessario prestare attenzione nei tratti più esposti e nelle discese, che possono risultare scivolose. È obbligatorio indossare un abbigliamento adeguato e scarpe da trekking, oltre a portare con sé acqua ed eventuali snack.
Si tratta di un anello percorribile con i nostri amici a quattro zampe, ma non con i passeggini. È possibile combinare questo itinerario con altri nella zona, come quello nel centro di Ziano o al Belvedere, per apprezzare storia e natura di un luogo spesso poco frequentato.


Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:
INFORMAZIONI
- Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Traccia GPS Outdooractive: https://out.ac/IjI9tk
- Comune di Ziano di Fiemme: https://www.comune.ziano.tn.it/
- Passeggiate nei dintorni di Ziano: https://www.comune.ziano.tn.it/Vivere-il-comune/Luoghi/Le-passeggiate
- Percorso tematico urbano “Museo a Cielo Aperto” di Ziano: https://unpotpourri.it/2024/07/19/percorso-tematico-a-ziano
- Traccia GPS Outdooractive “Museo a Cielo Aperto”: https://out.ac/IUfbzX
- Percorso invernale “Presepi nel bosco di Zanolin”: https://unpotpourri.it/2024/02/06/anello-ai-presepi-nel-bosco-di-zanolin/
- Traccia GPS Outdooractive “Presepi nel bosco di Zanolin”: https://out.ac/IPzWok
- Escursione ad anello nel bosco di Zanolin: https://unpotpourri.it/2025/07/28/escursione-ad-anello-nel-bosco-di-zanolin/
- Traccia GPS Outdooractive “Anello nel bosco di Zanolin”: https://out.ac/Ic94kr
LEGGI ANCHE …


