Una collezione di oltre 3.000 oggetti quotidiani
Domenica 17 settembre 2023
Accesso gratuito (consigliata una donazione) – Cani: sì
Durata della visita: 1h circa
Durante la giornata che abbiamo trascorso alla scoperta del grazioso borgo di Egna non potevamo perderci una visita al Museo della Cultura Popolare, celebre e ben valorizzato, posto proprio nel centro del paese… È stato un vero e proprio tuffo nella quotidianità del passato, guidati dalle volontarie dell’Associazione che lo cura e tiene aperto.
Passeggiando tra le vie e i portici di Egna, ci imbattiamo in un museo molto particolare, tutto dedicato agli oggetti (oltre 3.000!) della cultura popolare dei secoli scorsi… La sede è nel centro del borgo, in un edificio storico che si sviluppa su quattro piani, suddivisi in quelle che erano le stanze di una famiglia borghese tra Ottocento e Novecento. Adesso gli ambienti sono occupati da una ricca collezione di mobili e oggetti d’uso domestico del passato, dal XIX secolo fino agli anni Cinquanta del secolo scorso.
STORIA
La prima collezione fu realizzata da Anna Grandi Müller (1925-2022) di Egna, che negli anni Sessanta iniziò a raccogliere ciò che altri avevano gettato via, sostituito con articoli e strumenti più moderni. Cercando tra luoghi di smaltimento dei rifiuti ingombranti, soffitte e mercatini delle pulci, la signora Müller voleva preservare per le future generazioni testimonianze concrete e tangibili della vita quotidiana dei propri genitori e nonni.
Con il medesimo obiettivo di memoria e valorizzazione del passato è nata l’Associazione del Museo Neumarkt per la cultura quotidiana, che nel 1989 ha creato un vero e proprio percorso museale per la collezione della signora Müller, con un’apertura al pubblico l’anno successivo.
La sede del museo è diventata definitiva nel 2022, quando il Comune di Egna ha acquistato l’edificio nella strada Andreas-Hofer-Straße n. 50 e lo ha ceduto all’Associazione stessa. I volontari, quindi, si occupano della manutenzione e dell’apertura del museo; l’accesso è gratuito, ma sono gradite donazioni per contribuire a questa oasi particolare e curatissima… L’associazione, infatti, amplia costantemente la collezione e con le sue attività si inserisce in un’importante opera valorizzazione della cultura della memoria a Egna e in tutta la zona.
LA VISITA
Appena entrati nell’edificio, dopo essere stati accolti dalle volontarie che ci scorteranno nelle varie stanze, raccontandoci aneddoti e curiosità in una sorta di vera e propria visita guidata, abbiamo immediatamente l’impressione di varcare la soglia del tempo: siamo circondati da oggetti ormai scomparsi dalla vita di tutti i giorni, non più necessari o sostituiti da versioni più moderne.
Ci troviamo in quello che viene chiamato l’Emporio di Setnikar: un locale al piano terreno dove, un tempo, sarebbe stato possibile fare la spesa. Sul bancone e tra gli scaffali distinguiamo vari tipi di prodotti, dalla cioccolata all’olio, dal caffè macinato con una delle prime macchine elettriche alle tinture per tessuti, dalle bottiglie da riempire alle calze da donna… Catturano la nostra attenzione i manifesti pubblicitari affissi alle pareti, le colorate scatole di latta per i biscotti, il cartone dei cioccolatini Baci Perugina.
A lato, una scala sale ai piani superiori con uno sviluppo aperto, come una corte interna, dove si affacciano le finestre delle stanze e che è coperta dal soffitto in legno.
Saliamo al primo piano per raggiungere l’ambiente dedicato ai bambini: sono qui in mostra i giocattoli delle famiglie ricche. Lo capiamo subito, osservando la ricercatezza e la finitura dei dettagli dei vari oggetti. Davanti ad un’incredibile casa delle bambole del Novecento dondola un cavallo in legno, mentre accanto sono distese una serie di bambole di varie dimensioni e capigliature, con orsacchiotti di pezza e altri ninnoli per bambini.
Completamente diversa è la stanza successiva, il salone o “stanza del padrone”, caratterizzata da una tavola apparecchiata secondo lo stile e la ricchezza di una famiglia borghese di fine Ottocento/inizio Novecento. Curiosa e divertente è una “tazza da baffi” di metà XIX secolo, bianca e con una perfetta aggiunta per evitare ai signori di tuffare i baffi nel tè!
Su un tema simile si sviluppa la stanza successiva, adibita a ufficio, con una scrivania in legno e una collezione di carte intestate, testimoni del commercio di legno, frutta e vino. In un angolo è posta una macchina da scrivere, mentre una serie di cartoline colorate sono raccolte in un apposito espositore verticale.
Mi ha colpita molto la parte relativa alla scuola, dove alle pareti sono affissi quattro tabelloni raffiguranti le stagioni, illustrazioni ottocentesche delle scuole elementari in lingua tedesca. Allo stesso contesto appartiene il banco di legno dove sono accomodate due allieve di pezza, con davanti libri e cancelleria del tempo. Le varie cartelle esposte mostrano la differenza tra le condizioni economiche delle famiglie.
Piuttosto inquietante è, invece, la piccola stanza completamente tappezzata dagli oggetti di culto, tipici della religiosità popolari: acquasantiere, immagini sacre, talismani votivi, souvenir di pellegrinaggi, rosari e statuette… Le forme e le dimensioni sono innumerevoli, tra cui un crocifisso completamente realizzato con conchiglie e una serie di libri di cera da usare come candele.
Una collezione significativa è quella delle carrozzine, dalle più rustiche, in legno, a quelle più ricercate, foderate e abbellite da ricami. Numerosi sono anche gli articoli per la toletta, esposti accanto ad una cassetta di pronto soccorso nell’ambiente che ricrea il bagno e lo spogliatoio; è bene ricordare, però, che solo in pochi potevano permettersi una vasca da bagno, così come un termometro sotto la doccia… Vediamo qui alcuni degli indumenti e della biancheria ricamata, che sono i protagonisti di altri due ambienti, dedicati ai vestiti e al cucito.
Il primo in cui entriamo è stretto e lungo, con alcuni bauli aperti e i manichini che sfoggiano abiti signorili, mentre in una nicchia è posta una macchina da cucire. La stanza che precede la camera da letto, più luminosa, è dominata da tessuti chiari, bianchi, modelli per il cucito e per il ricamo e tutta la strumentazione necessaria.
Le giovani donne della classe medie apprendevano nella scuola superiore femminile come abbigliarsi adeguatamente e quali fossero le mode del tempo, provenienti soprattutto da Parigi. Ancora senza elettricità, erano usati vari strumenti per cucire, stirare e realizzare vere e proprie creazioni artistiche, come il delizioso abito per bambino del 1860.
Da questo ambiente accediamo alla camera da letto, interamente rivestita in legno, intima e raccolta, tipica della classe nobile. Il letto è ottocentesco e la stanza è arredata con oggetti quotidiani: una sedia, una foto del matrimonio, uno specchio e una spazzola per capelli…
Un ambiente non intimo, ma funzionale era invece la cucina, che ha subito nel tempo una notevole evoluzione. Possiamo osservare quella che è chiamata “cucina del fumo” o “della fuliggine”, dove si cucinava sul fuoco aperto, una stufa in mattoni, circondata da pochi mobili e dalle stoviglie necessarie riposte sugli scaffali e secchi per l’acqua, riempiti alle fontane del paese.
Ben diversa è la più moderna cucina abitabile, con una stufa economica che permetteva al fumo di uscire dalla canna fumaria, meno faticosa e più facilmente gestibile della precedente. La cucina poté così diventare anche un luogo di riunione, con tavola da pranzo e panche. Le famiglie di classe media, inoltre, potevano disporre di una ghiacciaia di legno, dove i blocchi di ghiaccio raffreddavano e conservavano burro, carne e bevande.
Uno degli ultimi ambienti che visitiamo è una sorta di bottega del calzolaio, con diversi modelli per le forme delle scarpe. Prestiamo attenzione ad un dettaglio del muro: vediamo come esso sia riempito degli scarti delle pannocchie di mais: essi, infatti, erano usati per riempire gli interstizi delle pareti e fungevano da isolante contro le intemperie.
Terminiamo la nostra visita al piano superiore della corte, proprio sotto il tetto, aperto su alcuni lati e molto particolare: qui sono esposti cassapanche, strumenti di artigiani e gabbie per uccelli… Non ero mai stata in questa parte delle abitazioni tradizionali e ne sono rimasta molto affascinata!
La nostra visita si conclude qui: per un’ora ci siamo immersi nella vita quotidiana dell’Ottocento e del Novecento, tra il lavoro e la dimensione domestica…
Scendiamo le scale e proseguiamo il nostro itinerario tra le vie del borgo di Egna, arricchiti di nuove conoscenze e di una consapevolezza diversa sul nostro passato!
INFORMAZIONI
- Comune di Egna: https://www.comune.egna.bz.it/it
- Visit Neumarkt Egna: https://www.neumarkt-egna.it/
- Museo della Cultura Popolare a Egna: https://www.museum-alltagskultur.it/
- Dépliant del 2018: https://www.museum-alltagskultur.it/wp-content/uploads/Online-Prospekt-2018.pdf
- Ministero della Cultura: https://cultura.gov.it/luogo/museo-di-cultura-popolare
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