Svizzera Viaggi

IL GHIACCIAIO MORTERATSCH

Un percorso tematico interessante e suggestivo

Sabato 22 luglio 2023

Durante il nostro viaggio sul Trenino Rosso del Bernina siamo scesi ad alcune fermate particolari, dove valeva la pena soffermarci e trascorrere qualche ora alla scoperta del territorio. Così abbiamo fatto, ad esempio, per il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia e per altre soste, come quella del Ghiacciaio Morteratsch, valorizzato da un bel percorso tematico.

Mappa.
Lunghezza complessiva6 km
Tempi di percorrenza1h30min
Dislivello130 m.
Grado di difficoltàMolto facile
SCHEDA TECNICA

La stazione ferroviaria del Ghiacciaio Morteratsch si trova a 1890 metri s.l.m. e il Trenino Rosso del Bernina vi arriva dopo aver passato il punto più alto del percorso: iniziamo a scendere lievemente e, a sinistra, dopo la curva di Montebello, appare davanti a noi il panorama della catena del Piz Bernina con la lingua del ghiacciaio ben visibile.

Rispetto alle altre stazioni questa è senza dubbio la più affollata, ma ciò non impedisce di godere della passeggiata verso il Ghiacciaio Morteratsch, il terzo più lungo delle Alpi orientali, nato dall’unione del Vadret Pers, proveniente dal Piz Palù, e da quello situato tra Il Piz Bernina e il Piz Zupò.

Quando la ferrovia fu costruita la lingua del ghiacciaio lambiva la stazione… In ricordo di ciò è stata creata un’installazione a forma di ventaglio, denominata la “Lacrima del ghiacciaio”, un invito a riflettere sul pianto del Morteratsch per il continuo scioglimento del suo ghiaccio.

Ghiacciaio Morteratsch - installazione  "Lacrima del ghiacciaio".


“Ghiacciaio, perché piangi?
È la tristezza dell’addio che ti sovrasta?
Perché sei costantemente in cammino?
Lontano dal freddo luogo che ti nutre.
Impassibile in discesa, dove ti trasformi.
O sono lacrime gioiose di ghiacciaio per la nuova vita, che con esse crei?”

Fritz Gillinger, 2014

Accanto ad essa inizia il sentiero che ci conduce, in circa 3 chilometri e una cinquantina di minuti di cammino, fino a oltre quota 2010 metri s.l.m. Il viaggio è accompagnato da 16 pannelli esplicativi, che mostrano quanto il ghiacciaio si sia ritirato nel corso degli anni e ci descrivono storia e caratteristiche del luogo, tra leggende e curiosità scientifiche.

Il percorso è adatto a tutti, anche a bambini e passeggini; noi ci siamo stati in estate, ma è agibile anche in inverno. Vi sono alcuni libri interattivi creati per rendere l’esperienza godibile anche per i più piccoli e i testi dei pannelli possono essere ascoltati tramite codice QR, scansionato in ciascuna stazione di sosta.

Iniziamo la nostra passeggiata costeggiando il torrente alimentato dalle lacrime del ghiacciaio e ci fermiamo subito per leggere l’introduzione al percorso: il ghiaccio non è immobile, ma in costante movimento. Circa 160 anni fa il luogo dove ci troviamo oggi ne era completamente parte; il progressivo scioglimento ha permesso alla vegetazione di spuntare, al corso d’acqua e ai rivoli di fluire. Dopo decine di anni le piante si sono moltiplicate, permettendo la crescita, ad esempio, di cespugli di rose alpine e larici.

Ghiacciaio Morteratsch - percorso tematico.
Ghiacciaio Morteratsch - percorso tematico.

Dopo questa introduzione ci immergiamo nella storia geologica del luogo dove ci troviamo: all’apice della glaciazione una spessa cappa di ghiaccio copriva le Alpi e le lingue dei ghiacciai si spingevano fino a Varese; non vi erano alberi e la Svizzera era a stento abitabile. Circa 10.000 anni fa le temperature si alzarono e si formarono i ghiacciai dell’età glaciale, che da prima generarono le valli alpine e poi lasciarono enormi blocchi detritici, le marmitte glaciali, che abbiamo ammirato a Cavaglia, e i laghi di Ginevra, Zurigo, Costanza, Como, Garda… L’origine delle Alpi, invece, è datata a circa 100 milioni di anni fa, in seguito alla collisione tra le placche di Africa ed Europa, provocando un accorciamento crostale e un accavallamento delle rocce, sollevando catene montuose.

Il terzo pannello ci invita ad osservare le piante che ci circondano: in condizioni relativamente stabili e definitive può proliferare una “vegetazione climax”, della quale fanno parte il pino cembro, il larice, il rododendro e i mirtilli. Essi si sono sviluppati in oltre cento anni, da quando il terreno è sgombro dal ghiaccio e dopo il passaggio delle piante pioniere, che crescono ai margini del ghiacciaio su terreni aridi. Il sentiero che stiamo percorrendo va dalla società climax alle pioniere: possiamo, quindi, prestare attenzione ai cambiamenti che registriamo mentre camminiamo…

Ghiacciaio Morteratsch - percorso tematico.
Ghiacciaio Morteratsch - percorso tematico.

Ci troviamo in un paesaggio creato dal ghiacciaio stesso: la valle, i detriti, le parti levigate, i massi… Il ghiaccio spinge ed erode, trascina e accumula; la sua azione si combina con quella dell’acqua che scava buche, della ghiaia e delle colate detritiche, della forza di gravità che fa rotolare le pietre a valle.

Già nel quinto pannello viene introdotto uno dei temi cardini del percorso: il cambiamento climatico, di cui i ghiacciai sono eccezionali indicatori. In Svizzera essi vengono misurati dal 1878 e attualmente le rilevazioni sono 120. Il Morteratsch, per la sua grandezza e lunghezza (6,4 km), fornisce informazioni attendibili sugli ultimi 30 anni: nel corso del tempo è calato e cresciuto, ma complessivamente, dal 1880, si è accorciato con una media di 18 metri l’anno!

La zona è conosciuta come soleggiata, ma ultimamente il clima sta cambiando con forti variabilità: dalle nevicate fino a valle a luglio alle ondate di grande caldo a dicembre. Tutto ciò rientra nei cambiamenti climatici, che sono ben osservabili sul ghiacciaio stesso e sulle variazioni che ha subito negli ultimi 30 anni.

Ghiacciaio Morteratsch - percorso tematico.
Ghiacciaio Morteratsch - percorso tematico.

Come funzionano le ricerche? La neve cade e si deposita, gli interstizi pieni d’aria si atrofizzano; dopo cinque anni i chicchi compattati formano una superficie di ghiaccio e l’aria intrappolata fuoriesce solo quando avviene la fusione oppure quando gli scienziati trapanano un buco. Ciò che è rimasto intrappolato fornisce informazioni ai ricercatori in merito alle vicende climatiche.

L’attività del ghiacciaio è incessante e non intrappola solo aria: immagazzina pietre di diverse dimensioni e forme, creando argini (morene); la formazione rocciosa è chiamata “roccia montonata” ed è asimmetrica, arrotondata a monte, segnata da erosioni ai fianchi lungo la direzione dello scorrimento del ghiacciaio, spesso segnata dalla presenza di striature glaciali. Il trasporto dei detriti del ghiacciaio produce scalfitture e scanalature lasciando bizzarri motivi sulla pietra, mentre in altri punti sabbia e farina di roccia conferiscono alla superficie la levigatura brillante.

Ghiacciaio Morteratsch - sotto il ghiacciaio.
Ghiacciaio Morteratsch - Federica e Frida sotto il ghiacciaio.

Nel corso dei secoli il ghiacciaio si è mosso, ma come? I cristalli di ghiaccio si spingono a vicenda e lo scivolamento verso valle avviene su un letto di roccia e detriti, aiutato dall’acqua di disgelo che funge da “lubrificante”. Il Morteratsch ha una velocità media di 20-40 metri l’anno e nel 1850-60 è arrivato ad allungarsi alla massima estensione, raggiungendo la linea ferroviaria di oggi. Adesso passeggiamo in un paesaggio ancora privo di ghiaccio, ma di cui notiamo la differenza rispetto alla partenza: il terreno è sempre più colmo di sabbia, detriti e massi.

Tuttavia, è ancora presente una vegetazione, composta, ad esempio, dalla muschiosa sassifraga, che riesce a spaccare le rocce, si annida nei crepacci e nelle falde detritiche. Dopo circa 10-15 anni dalla comparsa delle piante pioniere, altre iniziano ad insediarsi, come salici, larici e ontani versi, fino ad arrivare alla società climax di pino cembro, rododendro, ginepro nano.

Il ghiacciaio Morteratsch è stato oggetto di interesse sia scientifico sia alpinistico. Johann Coaz, alpinista di fama internazionale, è conosciuto per avere trovato nel 1850 l’accesso verso la cima del Bernina, attraverso quello che veniva considerato il labirinto tra i ghiacciai. Anche la curiosità scientifica è stata subito attratta da questo ghiacciaio, comodamente raggiungibile a piedi dalla stazione e con un’importante funzione di “archivio climatico”, capace di registrare i cambiamenti sul lungo periodo.

Ghiacciaio Morteratsch - Lorenzoe Frida sotto il ghiacciaio.
Ghiacciaio Morteratsch - ponte in legno.
Ghiacciaio Morteratsch - Lorenzo sotto il ghiacciaio.

Siamo arrivati a 2010 metri s.l.m. e un cartello ci segnala il nome di questo punto: Vadret da Morteratsch. Le piante sono diventate sempre più rade e di minori dimensioni; nel giro di poche decine di metri saranno ridotte a rari sprazzi verdi schiacciati a terra, mentre la roccia incombe imponente e vicina.

Gli ultimi quattro approfondimenti sono dedicati innanzitutto alla struttura del ghiacciaio, composto da una zona di accumulazione e da una di perdita (il bilancio di massa del ghiacciaio è in equilibrio quando, a fine estate, circa due terzi della superficie sono coperti dalla neve), e ai suoi primati di grandezza, mole e lunghezza.

Interessante è la presenza delle grotte glaciali: all’inizio del 2009 ne è stata scoperta una gigantesca, con pareti levigate con sfumature blu. Essa fa parte di quello è probabilmente è il maggior sistema di grotte glaciali della Svizzera, formatosi per mezzo dell’acqua di fusione che ha scavato un canale nel ghiaccio.

L’ultimo pannello è dedicato ad uno “sguardo al futuro”, proiettandoci nel 2050. Come tutti i ghiacciai delle Alpi il Morteratsch ha subito un consistente ritiro del ghiaccio; sotto il Piz Morteratsch si è formato un grande lago, al margine del ghiacciaio sono comparse nuove gobbe di roccia, altre hanno forato il ghiaccio… I cambiamenti climatici stanno portando ad un profondo mutamento di questo luogo, che nei prossimi decenni sarà ancora diverso da oggi.

Ghiacciaio Morteratsch - percorso tematico.
Ghiacciaio Morteratsch - Federica e Lorenzo.

Non possiamo fare a meno di provare sgomento nel constatare che, arrivati all’ultimo pannello, ci troviamo davanti non al ghiaccio, che è molto più in alto, ma alla roccia e al torrente glaciale che scorre impetuoso scavando questa valle…

Un ponticello in legno permette di attraversare il corso d’acqua e di proseguire il percorso attraverso un sentiero tra i sassi e le rocce, non più percorribile con il passeggino e che si spinge più vicino al ghiacciaio che incombe in alto.

Non avendo più tempo per continuare l’esplorazione decidiamo di tornare indietro, riflettendo su ciò che abbiamo letto e visto con i nostri occhi, interrogandoci sulla sorte di questo ghiacciaio e degli altri… Il paesaggio è meraviglioso, ma il futuro non ci appare roseo. Anche per questo una visita al Morteratsch è interessante e, in un certo senso, doverosa.


INFORMAZIONI


LEGGI ANCHE …

Potrebbe piacerti...