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“LA VENDETTA” DI GUY DE MAUPASSANT

Undici racconti crudi e angoscianti

SETTEMBRE 2024

Tra i regali aggiuntivi di compleanno da parte di Lorenzo vi è questo volumetto, acquistato proprio il 6 agosto, in offerta, insieme ad altri due (anzi tre, considerando “Antichi regni dei Monti Pallidi”) alla libreria Pensieri Belli di Cavalese. Tra i classici proposti, Guy de Maupassant ha attirato immediatamente la mia attenzione e il fatto che si trattasse di una silloge di racconti brevi mi ha convinta a scegliere questo libro…

  1. Trama;
  2. L’autore;
  3. Cosa ne penso?

Sicuramente non è la prima volta che leggo qualcosa di Maupassant, dato che è un autore molto studiato a scuola ed è considerato uno dei padri del racconto moderno. Sebbene i miei ricordi siano (lo ammetto) un po’ sbiaditi, credo di aver masticato almeno qualche estratto di una delle sue opere più famose, Bel-Ami. Tuttavia, non ricordato che la narrazione di Maupassant fosse così crudele e tagliente!

Di undici racconti nessuno ha un tono particolarmente lugubre o uno stile pesante, eppure tutti trasmettono disagio, amarezza, disillusione. Lo stile si mantiene neutro, conciso, schietto e vivace, ma i contenuti sono pesanti come magici. Spesso già a metà del racconto, se non addirittura fin dal titolo o dalle prime righe, il lettore può intuire la “brutta piega” che la storia sta prendendo.

Ad esempio, La dote indica immediatamente, dal titolo, ciò a cui davvero ambisce lo sposo, mentre la fanciulla è ingenua e innocente, pronta ad essere abbindolata.

Guy de Maupassant, La vendetta, Ed. Clandestine, Massa, 2018.

Allo stesso modo, La vendetta, da cui prende il titolo l’intera raccolta, fornisce subito l’informazione principale intorno alla quale ruota l’intero racconto: la vecchia madre è costretta ad occuparsi da sola di vendicare la morte del figlio (e sceglierà di farlo in un modo raccapricciante).

In altri casi, invece, il titolo è fuorviante: La prima neve può trasmettere vagamente l’atmosfera malinconica, ma non lascia presagire i contenuti struggenti e addirittura strazianti sia per la totale incomprensione tra marito e moglie sia per la mancanza di comunicazione da parte dei protagonisti, conducendo ad un tragico epilogo, affrontato dall’una con rassegnazione o quasi con sollievo e dall’altro in modo consapevole e ottuso.

Fanno leggermente eccezione due racconti: Il duello, in cui il personaggio negativo riceve una lezione definitiva, e La felicità, che narra di una storia d’amore. Tuttavia, questa apparenza della trama non deve trarci in inganno: nel primo il lettore è terribilmente angosciato dall’andamento della storia, della quale non vengono risparmiati i crudi dettagli; nella seconda il romanticismo è velato da risvolti tragici e la felicità dell’amore è persino messa in dubbio dagli ascoltatori della vicenda, in disaccordo con il narratore.

In generale, quindi, i racconti di Guy de Maupassant hanno lo scopo di mettere a nudo i lati più profondi, segreti e persino perversi dell’uomo. L’animo umano emerge nelle sue zone d’ombra e grigie, nelle contraddizioni e nelle crudeltà gratuite, nell’ottusità e nel risentimento, negli scoppi di rabbia e nella forza brutale della lotta alla sopravvivenza, nella debolezza arrendevole e nella spregevolezza dell’inganno.

Com’è facile indovinare, sono racconti che mettono di cattivo umore chi li legge, senza che per questo la lettura si interrompa: sono brevi e cinici, affilati e privi di pietà. Per me la storia più straziante è quella raccontata in Cocò, dove il vecchio cavallo viene seviziato dal ragazzotto che avrebbe dovuto accudirlo… Torture e cattiveria gratuita non vengono scoperta e restano impunite!

Meno crude ma altrettanto amare sono le storie dei due protagonisti, inetti e, tutto sommato, innocui, dei racconti Il protettore e La festa: il primo si sente in grado di elargire favori e lo fa con una magnificenza cieca che segnerà la sua rovina, mentre il protagonista del secondo sogna il mondo dello spettacolo e si gloria di poter conoscere personaggi famosi ed entrare nella loro cerchia, ricevendo un’umiliante lezione.

Guy de Maupassant, La vendetta, Ed. Clandestine, Massa, 2018.



La volontà di ergersi sopra alla propria condizione è la sciagura che colpisce la protagonista de La collana, l’oggetto nefasto, prezioso quanto ambiguo, che condannerà ad una vita di sofferenza tanto più terribile quanto più immotivata.


Un tono più esistenziale, filosofico, religioso ed elevato caratterizza la Veglia funebre, che rimane tuttavia ammantata di un’atmosfera un po’ sinistra. Infine, L’attesa ha una simile predisposizione alla sospensione, ma la storia raccontata è molto più trita, fatta di incomprensioni irrisolvibili.

In tutti i racconti, lo stile diretto colpisce allo stomaco e rimaniamo inchiodati alle pagine nella speranza illusoria che magari, per una volta, il tremendo, ingiusto, raccapricciante destino non si compirà…. Ma, ormai dovremmo saperlo, nel mondo descritto da Maupassant, non vi è alcuno scampo e, forse, nemmeno nel nostro.

TRAMA

Attraverso undici racconti Guy de Maupassant scandaglia l’animo umano e ne mette a nudo i lati più oscuri e segreti, invitando il lettore ad una riflessione e coinvolgendolo in vicende e luoghi molto differenti gli uni dagli altri, ma accomunati da risvolti amari, cupi, tragici, disdicevoli…

Guy de Maupassant, La vendetta, Ed. Clandestine, Massa, 2018.



GUY DE MAUPASSANT

Scrittore, drammaturgo, reporter di viaggio, saggista e poeta francese, Henri-René-Albert-Guy de Maupassant (1850 – 1893) è considerato uno dei padri del racconto moderno. Ha esordito nel mondo letterario con la novella Boule de suif, capolavoro del volume Les soirées de Médan, apparso nel 1880 sotto gli auspici di Émile Zola. Due delle sue opere più famose sono i romanzi Una vita (1883) e Bel-Ami (1885).

IL LIBRO
Guy de Maupassant, La vendetta, Ed. Clandestine, Massa, 2018.

Qui è possibile acquistarlo.
Editore originale: Arvensa Editions, 2014.
Racconti tratti dall’opera Tous les Contes et Nouvelles de Maupassant – édition complète, annotée et augmentée d’annexes.


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