Un’escursione tra installazioni artistiche e natura
Lunedì 21 aprile 2025
Immaginiamo di voler improvvisare un’escursione a Pasquetta (come nel nostro caso) o in qualsiasi altro weekend o giorno dell’anno, non avere molto tempo a disposizione e non potersi allontanare molto dalla zona di Firenze. Questo è l’itinerario ideale, adatto a tutti e facilmente modulabile a seconda delle necessità!
| Lunghezza complessiva | 7,3 km |
| Tempi di percorrenza | 2h30min |
| Dislivello | 222 m. |
| Grado di difficoltà | Facile/media |
Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+
con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida.
Poggio Valicaia si erge a 381 metri s.l.m. nel Comune di Scandicci, a due passi da Firenze, e la sua area verde, che alterna boschi, campi di olivi e vigne, collinette e specchi d’acqua, si estende per vari chilometri, con una fitta rete di sentieri.
Il nostro percorso combina una parte di scoperta del parco vero e proprio, disseminato di opere di land art e persino attrezzato con un’area picnic e grigliata, e un’altra più incontaminata fino ad arrivare alla grotta denominata di San Zanobi.
Salendo da Firenze, lasciamo l’auto in via della Poggiana, non appena l’asfalto cede il passo allo sterrato. Chi preferisce arrivare al parcheggio del parco in macchina può proseguire, ma il tratto è un po’ accidentato e lo sconsigliamo alle auto troppo basse. Noi abbiamo preferito fare questo tratto a piedi, dato che è semplice e poco impegnativo, prevalentemente in piano.
Guardandoci intorno alcuni cartelli ci indicano che ci troviamo in un’area pubblica del Comune di Scandicci, dove è vietata la caccia; sulla destra distinguiamo un poggio con gli edifici della località Cabognano, mentre davanti a noi si apre un campo di olivi, oltre il quale si estende il bosco e un bel panorama.
La strada è ampia e sterrata, contornata da ginestre e numerosi cisti e, in alcuni punti, da grandi pietre tipicamente sedimentarie di arenaria (distinguiamo facilmente la stratificazione avvenuta nel tempo). Alla nostra sinistra intravediamo una recinzione e persino un muro che delimitano il parco: tra poco saremo dall’altra parte.
Quando il bosco che accompagna la strada si apre, possiamo ammirare la vista sulla campagna circostante, sui filari di viti e sugli abitati dei dintorni: a sinistra vediamo bene la frazione di Romola e, dietro, il grande agglomerato di case di San Casciano Val di Pesa, mentre a destra si estendono i monti del Chianti, nella direzione di Montespertoli e poi di Castelfiorentino.
Notiamo fin da subito gli alberi di cui il bosco è composto: roverelle e altre specie di querce, lecci e biancospini, ma con l’aggiunta di vari cipressi piantati a comporre un filare che scorta i lati della strada. Dopo una curva, si alzano davanti ai nostri occhi altre cime, quelle dell’Appennino, nella direzione di Reggello e di Loro Ciuffenna.
PARCO DI POGGIO VALICAIA
Arrivati al parcheggio del parco, entriamo dal cancello (ci sono anche le toilette) e ci soffermiamo su una graziosa mappa che ci indica le principali installazioni e i luoghi di interesse. Purtroppo, l’estro artistico ha avuto la meglio sul pragmatismo e la piantina ci è utile solo per avere un’idea generale di come si sviluppa il giardino.
Questo Parco-Museo di Arte Ambientale di Poggio Valicaia è nato nel 2003 con lo scopo di far riscoprire l’ambiente naturale attraverso l’arte contemporanea, in particolare tramite opere di land art. Rivolgendosi ad un ampio pubblico, il percorso permette di osservare il patrimonio boschivo e valorizzarlo, aggiungendo una dimensione culturale e artistica.
Il progetto è stato promosso dall’amministrazione comunale di Scandicci, con partner europei e sotto la direzione artistica di Adriana Polveroni, e ha previsto la realizzazione di opere monumentali e installazioni ambientali. Sono state tre quelle che hanno inaugurato il parco nel settembre 2003 realizzate da Dario Bartolini, Maria Dompè e Italo Zuffi e precedute dall’opera di Paolo Staccioli, artista di Scandicci, qui collocata nel 2000.
L’idea del Parco di Poggio Valicaia è nata da una donazione fatta nel 1979 al Comune di Scandicci da parte di Cesare Marchi (1909-1979), ricordato in un’iscrizione commemorativa proprio all’entrata del percorso. La zona, quindi, si trasformò da azienda agricola a parco pubblico; nel 1998 la gestione si concentrò su un aspetto più naturalistico per incentivare escursioni a pochi passi dai centri cittadini, oltre a svolgervi manifestazioni come concerti, spettacoli teatrali, visite guidate per bambini e anziani.
Il progetto del Parco-Museo è stato inaugurato nel 2003 e si è successivamente sviluppato con l’aggiunta di altre opere di land art. L’estensione dell’area è adesso di 68 ettari con diverse specie di alberi e arbusti, a seconda della diversa esposizione: a sud, verso la Val di Pesa, troviamo roverelle, lecci e piante della macchia mediterranea, mentre a nord, verso Firenze, ospita cerri, pini domestici e marittimi e castagni. Non mancano le zone lasciate a prato.
Nel nostro itinerario di visita al parco siamo saliti lungo il sentiero, individuando subito il busto di un fauno in bronzo che prende forma da un basamento ancorato a terra, come fosse il tronco di un albero. L’opera successiva è il cavallo realizzato da Paolo Staccioli: un bambino cavallerizzo è ben aggrappato al collo del robusto animale; in questo punto è presente una scorciatoia che conduce verso la zona picnic, ma noi proseguiamo lungo il sentiero principale per arrivare all’oliveta.
Qui ammiriamo due enormi figure sedute, l’opera Umanità di Valentino Moradei Gabbrielli; purtroppo, la successiva, Uccello di Dario Bartolini, è ora distrutta… Continuiamo a salire e arriviamo nella zona solitamente più affollata e caotica del parco perché vi è stata installata l’area picnic. A destra possiamo scendere verso il laghetto, mentre a sinistra troviamo il Podere Valicaia o Domus Valicaia, ex casa colonica accanto alla quale un tempo si dipanava il Labirinto del silenzio e che dovrebbe essere utilizzata per attività culturali e ambientali.
Se proseguiamo ancora entriamo nella parte che più ha risentito dell’incuria, quella del bosco; lungo un sentiero tra gli alberi arriviamo fino alla cima del poggio e, poco dopo, ammiriamo due installazioni enormi, Territorio e Fontana Arbitraria (2006); la prima, di Italo Zuffi, è un’enorme sedia in acciaio e la seconda, di Gilberto Zorio, una particolarissima fontana a forma di stella.
Scendiamo tenendo la destra e seguiamo il sentiero lungo la recinzione; i cinghiali hanno grufolato nel terreno e lo hanno reso più difficile da percorrere, anche a causa dei numerosi rami spezzati e della pendenza. Non si tratta di un punto particolarmente bello e, purtroppo, non siamo neppure ricompensati perché (almeno quando ci siamo stati noi) l’ultima installazione, Omaggio a Gaia di Maria Dompè, era invasa dall’erbacce e non più godibile, i vasi rossi accatastati e rotti.
Appena possiamo, giriamo nuovamente a destra e torniamo verso la fattoria, completando il nostro anello nella parte del poggio che avevamo intravisto dalla strada sottostante. Ai margini del bosco riprendiamo i nostri passi dirigendoci verso l’uscita.
Sebbene la nostra impressione generale del parco sia positiva, ci rendiamo conto che sarebbe necessaria una ben maggiore manutenzione: le mappe disseminate lungo il percorso non sono sufficienti, alcuni cartelli sono ormai vuoti, mentre nella prima parte del sentiero sopravvivono le indicazioni di qualche albero, come il corbezzolo, che abbonda in questo bosco.
Inoltre, anche se i frequentatori del parco sono numerosi (circa 25mila l’anno), pensiamo che purtroppo sia prevalsa una vena ricreativa poco rispettosa della natura: gruppi di ragazzi e famiglie si accalcano nell’area picnic e sui bracieri per la grigliata e alla maggioranza sembra importare ben poco dell’ambiente naturale e artistico che li circonda…
LAGO E GROTTA DI SAN ZANOBI
Tornati al parcheggio, imbocchiamo il sentiero n. 736b in direzione della Grotta di San Zanobi. Il sentiero adesso si estende direttamente nel bosco, senza alcuna recinzione, poiché siamo fuori dal Parco-Museo. Ad una parte larga ne segue una stretta, in discesa, con numerosi e grandi massi e un terreno argilloso di colore aranciato. In alcuni punti sembra quasi di essere al mare!
Non a caso tra la vegetazione spuntano il cisto di Montpellier e quello femmina (in fiore, quando ci siamo stati), l’erica fiorita e persino alcuni pini sul crinale. Proseguiamo seguendo la segnaletica bianca e rossa, attenti a non prendere uno dei numerosi sentieri che corrono paralleli o intersecano il nostro.
Alla fine, arriviamo al lago, che è introdotto da un grazioso cartello dipinto da una mano infantile (ce ne sono altri lungo il percorso). A destra si apre una piccola spiaggia dove spesso riposano le tartarughe, che possiamo osservare a debita distanza perché scappano non appena ci avviciniamo. Qui possiamo scegliere se prendere il sentiero a sinistra e vedere prima la grotta oppure proseguire dritto e fermarci a mangiare sulle rive del lago, dove crescono alcuni pioppi. Quest’ultima è stata la nostra scelta: ci siamo gustati il pranzo sui massi a pelo d’acqua tra il gracidare delle rane, due germani che sono venuti a farci visita e qualche piccolo pesce guizzante nel lago.
Il Lago di San Zanobi è un piccolo bacino artificiale, con una portata di circa 3.000 mc di acqua, ed era originariamente destinato all’irrigazione; non è molto conosciuto e viene solitamente frequentato dai residenti e da pochi avventori. Per questo vi si gode di un’incredibile quiete e di un paesaggio bucolico. Davanti a noi riconosciamo i pini sotto i quali siamo passati, mentre adesso siamo protetti all’ombra del bosco.
Dopo esserci ristorati torniamo leggermente sui nostri passi per scendere costeggiando un rigagnolo d’acqua che defluisce dal lago e arrivando ad un largo sentiero, un tempo un’antica mulattiera. Continuiamo a scendere a sinistra e in pochi minuti arriviamo alla Grotta di San Zanobi, decorata da un vaso di pervinca e con davanti una croce in ferro issata su un piedistallo in pietra.
Un cartello illustrativo ci racconta a sommi capi la vita di San Zanobi, nato a Firenze nella prima metà del IV secolo e che divenne vescovo della città nel 383; nel 407 Firenze, assediata dai Goti, resistette grazie all’incitamento di San Zanobi, al quale era apparsa in visione Santa Reparata (non a caso la cattedrale fu dedicata proprio alla santa).
L’8 maggio 1983 il Consiglio Comunale ha stabilito che San Zanobi diventasse patrono di Scandicci; tuttavia, per quanto riguarda il sito della grotta non vi sono testimonianze storiche che attestino una connessione con il santo. È la tradizione popolare a sostenere che vi si ritirasse in preghiera quando veniva in visita alla chiesa da lui costruita a Casignano, dedicata a Gesù Salvatore.
La struttura della cappella, che copre la grotta naturale, risale al periodo settecentesco e, sebbene non riveli niente di antico, esercita un certo fascino, anche grazie all’architettura in pietra e alla copertura di muschi. All’interno, dalla grata, intravediamo un altare piuttosto spoglio e un bassorilievo in terracotta raffigurante San Zanobi in preghiera; le due porte a lato introducono alla grotta vera e propria.
Riprendiamo il sentiero n. 736 e affrontiamo la salita sull’antica mulattiera, in un bosco di frassini e querce. Arrivati alle case della località La Catena, svoltiamo a destra sull’ampia sterrata (via della Poggiona, sentiero n. 730). Passiamo di fronte alla Fattoria Baggiolino, una cantina, e poi al parcheggio del parco. Siamo sulla medesima strada che abbiamo percorso all’andata e la seguiamo fino a tornare alla nostra auto.
Si conclude così un percorso che potrebbe impegnarci solo per qualche ora, ma che secondo noi merita tempo per essere apprezzato e goduto, con soste, un picnic, approfondimenti naturalistici e artistici. In un’epoca dove tutto corre veloce, Poggio Valicaia può essere un momento di lentezza a pochi passi dal caos cittadino.
INFORMAZIONI:
- Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Traccia GPS Outdooractive: https://out.ac/IaSiT4
- Comune di Scandicci: https://www.comune.scandicci.fi.it/pre/index.html
- Poggio Valicaia: https://www.comune.scandicci.fi.it/poggio_valicaia/index.htm
- Direzione Generale Creatività Contemporanea: https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/esplora/parco-poggio-valicaia/
- Fattoria Baggiolino: https://www.cantinedelvino.it/cantine/scheda/firenze-scandicci/fattoria-baggiolino/814/
LEGGI ANCHE …





























