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DA PIETRALBA A MALGA MONTE SAN PIETRO

Una facile passeggiata nel bosco
dal celebre santuario alla panoramica malga

Lunedì 8 dicembre 2025

Dopo aver già visitato tutti i Mercatini di Natale della Val di Fiemme, abbiamo ampliato la nostra prospettiva sui luoghi vicini… In verità, quello al Santuario di Pietralba lo abbiamo scoperto per caso perché eravamo interessati ad una camminata fino a raggiungere Malga Monte San Pietro. In una mattina, quindi, abbiamo combinato arte, tradizione e natura… Cosa desiderare di più?

Lunghezza complessiva5,7 km
Tempi di percorrenza1h30min
Dislivello173 m.
Grado di difficoltàFacile
SCHEDA TECNICA

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Il nostro itinerario inizia dal Santuario della Madonna di Pietralba (Maria Weissenstein), uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dell’Alto Adige. Arrivarci è facile, attraverso una strada larga e asfaltata, così come trovare parcheggio che può essere sia a pagamento (sul retro del santuario) sia gratuito negli spiazzi lungo la strada provinciale.

Se scegliamo questa seconda opzione, possiamo ammirare lo scenografico impatto della facciata della chiesa, che svetta sulla neve bianca con il suo tetto rosso. Un consiglio: se capitate nel periodo natalizio, è imperdibile il mercatino, tranquillo e con tanti prodotti locali (oggetti artigianali e prelibatezze gastronomiche), situato nella piazzetta dietro al santuario e animato da eventi con musica dal vivo e intrattenimento.

PIETRALBA

Il santuario di Pietralba si trova a 1.520 metri s.l.m. e la basilica si erge sulla Val d’Ega, a ridosso del Monte San Pietro, mentre proprio qui, sul Monte Regolo, nel 1553 fu ritrovata una statuetta miracolosa, una Pietà in alabastro, da parte di un contadino del luogo, Leonhard Weißensteiner (da cui il nome del santuario), al quale sarebbe apparsa la Vergine Maria, guarendolo dalla sua malattia.

Per ringraziare la Madonna, egli eresse una cappella, che fu ben presto molto frequentata, rendendo necessario l’ampliamento nell’edificio barocco che vediamo oggi. L’antica cappella è adesso l’Eremo di San Leonardo, raggiungibile in circa venti minuti di passeggiata dal Santuario; la chiesa attuale, invece, fu iniziata nel 1638 e completata nel 1654. Il grande convento fu realizzato solo in seguito, nel 1722.

Il luogo fu rilevato nel 1718 dall’Ordine dei servi di Maria di Innsbruck e subì alterne vicende: cambi di monaci e proprietà, soppressioni, decadenza e successo. In particolare, il santuario divenne celebre dal 1988, quando Papa Giovanni Paolo II vi fece visita, sulle orme del predecessore Papa Giovanni Paolo I che aveva scelto questo luogo per la sua villeggiatura estiva.

I numerosi ex voto presenti testimoniano i tantissimi pellegrini che ogni anno visitano il santuario: sono il segno di centinaia di atti di gratitudine che la gente ha rivolto verso la Madonna. Al di là dell’aspetto religioso, è innegabile il maestoso colpo d’occhio suscitato dalla chiesa, con la sua struttura imponente e barocca, dettagli dorati, giochi di luce e senso di grandezza. Non a caso, il Santuario di Pietralba viene chiamato “Duomo delle Dolomiti“, per la sua bellezza e imponenza.

Se avete tempo, questo luogo merita senza dubbio una sosta…

SUL SENTIERO N. 2

Accanto ad un crocifisso ligneo, imbocchiamo la salita che conduce alla grandiosa scalinata per arrivare fino al santuario. Nel grande cortile sul retro si sviluppano i vari edifici che fanno parte del complesso e possiamo trovare anche l’installazione L’incontro delle madri, posta in occasione del ventesimo anniversario di fondazione del Movimento per la vita – Sud Tirolo (1986-2006). Le due statue in bronzo raffigurano le madri Maria (mamma di Gesù) ed Elisabetta (mamma di Giovanni Battista) e sono state realizzate dagli artisti trentini Livio e Giorgio Conta, con il contributo della comunità dei Padri di Pietralba e del Comune di Nova Ponente.

Imbocchiamo il sentiero (n. 2) che inizia proprio dietro l’edificio della biblioteca: è un’ampia strada sterrata con la neve battuta e che si dirige verso il bosco. Prima di arrivare agli alberi, però, possiamo goderci il panorama offerto dai vasti campi innevati che si estendono intorno al santuario. Chi lo desidera può anche salire leggermente lungo il pendio per ammirare una visuale più ampia.

Al nostro fianco individuiamo prima il Catinaccio e, poi, più a destra, le punte del massiccio del Latemar,con dietro la cima triangolare di Pala Santa; successivamente, isolato e aguzzo, svetta il Corno Nero. Proseguiamo in leggera salita ed entriamo nel bosco, composto prevalentemente da abeti e da pini, soprattutto silvestri, mentre i larici in inverno sono spogli, così come i carpini.

Ad una curva, possiamo volgere indietro lo sguardo, vedendo a sinistra il retro di Pietralba, che continuerà ad accompagnarci lungo tutto il percorso, sebbene sempre più in lontananza. La strada è ben curata e con alcuni punti in cui è presente una staccionata, delle panchine e dei massi posti a tenuta e separazione del versante della montagna.

Al bivio proseguiamo a dritto sul sentiero n. 2 verso Malga Monte San Pietro e Oclini; scendiamo leggermente e nel bosco sentiamo lo scrosciare dell’acqua del Rio Vallarsa, che corre proprio sotto di noi. Passiamo sopra un rigagnolo che è uno dei suoi affluenti e ammiriamo un bello scorcio su Corno Nero con davanti a sé, schiacciato dalla prospettiva, Corno Bianco.

Un grazioso ponticello ci permette di attraversare Rio Vallarsa, che crea belle pozze ghiacciate e polle d’acqua ancora corrente e al bivio teniamo la destra verso la Malga Monte San Pietro, mentre a sinistra arriveremmo a Malga Laab.

MALGA MONTE SAN PIETRO

Il sentiero comincia a salire in modo deciso, ma la fatica viene ripagata dalla veduta su Pietralba, su piccoli borghi, sulle lingue innevate delle piste e sulle cime del Sud Tirolo. Un ultimo tornante ci conduce, dopo circa 45 minuti dalla partenza al santuario, ad un gradevole lariceto e alla Malga Monte San Pietro, circondata da un pascolo, con un lago artificiale ghiacciato, mentre dietro spuntano di nuovo Corno Bianco e Corno Nero.

Gli edifici che compongono Malga Monte San Pietro (1.530 m. s.l.m.) sono piuttosto tipici e si sviluppano ad un crocevia di sentieri: a dritto il sentiero n. 2 prosegue verso Oclini, mentre a sinistra il n. 1B conduce a Malga Laab.

Purtroppo, la malga è aperta solo fino alla fine di ottobre, offrendo i piatti tipici della tradizione altoatesina, come canederli, frittatina in brodo, goulasch, uova con patate e speck, frittelle di mele e tanto altro. Dato che in inverno il locale è chiuso, ci fermiamo solo per ammirare l’incredibile vista su Pietralba e sulle montagne dietro di essa.

Da Malga Monte San Pietro è possibile immaginare un ampliamento del percorso: possiamo proseguire verso Oclini oppure arrivare a Malga Laab, compiendo un piccolo anello per tornare verso Pietralba, o anche fare una sosta alla Malga Capanna Nuova, raggiungibile da entrambi i sentieri.

Dato che noi non eravamo dotati di ciaspole, abbiamo preferito tornare al santuario attraverso il medesimo sentiero, che è preparato, sgombrato e facilmente percorribile anche con semplici scarponcini da trekking, magari dotati di ramponi da ghiaccio.

Il rientro è gradevole: una bella passeggiata fino a tornare ai panorami dolomitici che circondano il Santuario di Pietralba, dove noi ci siamo fermati al mercatino natalizio per una cioccolata calda al banchino di Donna Vincenza 1426.

Ristorati da questa dolcezza di altissima qualità, siamo tornati alla nostra auto, felici di aver trascorso una mattinata immersi nella natura e nelle tradizioni locali. Si tratta di un percorso facile e adatto praticamente a tutti, senza particolari difficoltà se non alcuni tratti che possono essere ghiacciati; è percorribile anche con i passeggini da montagna e con i nostri amici a quattro zampe. Senza pause può essere realizzato in un’ora e mezzo circa, mentre se vogliamo goderci i panorami e curiosare all’interno del santuario possiamo impiegare anche due ore o due ore e mezza.

In conclusione, consigliamo l’itinerario a tutti coloro che desiderano unire diversi aspetti di scoperta del territorio e apprezzare sentieri e boschi non particolarmente turistici nella stagione invernale.

Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:



INFORMAZIONI


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