Perfetto per ammirare l’Enrosadira
Giovedì 13 agosto 2026
Passo Lavazè, che si trova ancora in Val di Fiemme e più precisamente nel Comune di Ville di Fiemme, è una delle zone che conosciamo meglio per le nostre escursioni e ne offre di varie, per tutti i gusti. In alta stagione cerchiamo di evitare quelle più frequentate, escogitando percorsi alternativi che integrano sentieri più battuti ad altri poco noti… Questo vale sia per l’estate sia per l’inverno; ad esempio, consigliamo il bel percorso tematico dedicato alla tempesta di Vaia, quello panoramico fino a Malga Le Val e il doppio anello verso Passo Oclini; per chi vuole godersi una sosta gastronomica davvero gustosa, raccomandiamo l’anello fino a Malga Costa.
Nonostante la folla di escursionisti e turisti durante le giornate estive, al tramonto Passo Lavazè si svuota e vi si può godere la magia dell’Enrosadira, di cui vi abbiamo parlato approfonditamente in un articolo dedicato sia al fenomeno sia alla leggenda popolare ad esso legato.
TAPPE E TEMPI DI PERCORRENZA
h. 18.30 Partenza da Passo Lavazè e sentiero n. 9
h. 19.30 Sentiero panoramico n. 9B
h. 19.50 Nel pascolo sul sentiero n. 7
h. 20.30 Ritorno al parcheggio
| Lunghezza complessiva | 5,7 km |
| Tempi di percorrenza | 2h |
| Dislivello | 125 m. |
| Grado di difficoltà | Facile |
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Passo Lavazè si trova a 1.808 metri s.l.m. ed è caratterizzato da boschi di conifere, purtroppo molto colpiti dalla tempesta Vaia del 2018, radure erbose e un piccolo lago alpino. Spettacolare è il panorama che si può godere fin dall’arrivo con la strada panoramica che sale da Varena e, più in basso, da Cavalese: da un lato svetta Pala Santa, seguita dal massiccio dolomitico del Latemar e poi da quello del Catinaccio, dall’altro, spostandoci verso Passo Oclini, vediamo Corno Nero e Corno Bianco.
Il percorso ad anello che vi raccontiamo è consigliatissimo proprio al tramonto per poter apprezzare il silenzio e la quiete della natura e ammirare l’Enrosadira, quando la pietra dolomitica viene colpita dai raggi del sole e assume un colore rossastro e violaceo. In ogni caso, l’itinerario è panoramico e meraviglioso anche durante il giorno; è piuttosto semplice, ma una parte è meno battitura e più “selvaggia” e può essere percorsa solo senza neve e in buone condizioni metereologiche.
PASSO LAVAZE’ E SENTIERO N. 9
Lavazè occupa un altopiano aperto, dedicato soprattutto agli sport di montagna, come lo sci di fondo e le ciaspolate in inverno e l’escursionismo e lo ski-roll in estate. Pochi sono gli alberghi e le malghe, ma il parcheggio è comodo e ampio e l’atmosfera sempre rilassata e tranquilla.
Il nostro percorso ha inizio proprio da Passo Lavazè, dove lasciamo la nostra auto per scattare qualche foto al panorama incantevole che si gode dal laghetto. Vi consigliamo di arrivare abbastanza presto o nel pomeriggio inoltrato perché, nonostante la quantità di posti, in alta stagione il parcheggio è quasi sempre pieno.
Un pannello illustrativo contestualizza immediatamente la zona dove ci troviamo: essa fa parte della Rete di Riserve Fiemme – Destra Avisio. Vi abbiamo parlato più approfonditamente di questa zona in un altro articolo.
La prima parte della nostra escursione coincide con l’anello a Malga Costa o Lieg Alm, per la quale seguiamo l’indicazione del sentiero n. 9: costeggiamo il laghetto, sempre ammirando i riflessi delle cime dolomitiche sull’acqua. Proseguiamo sulla comoda e ampia strada sterrata tra pascoli e zone di bosco con abeti rossi e pini, mentre bassi crescono il ginepro e l’erica.
Lasciato il laghetto, camminiamo in piano tra i pascoli delle grandi e placide vacche e ci inoltriamo per alcuni tratti nel bosco, dove ci fermiamo nuovamente per leggere un cartello dedicato alla gestione forestale in Trentino.
Scendiamo costeggiando i nuovi pascoli creati dalla tempesta Vaia nel 2018: delle centinaia di alberi che componevano qui il bosco rimangono solo ceppi e le radici divelte; l’ombra è stata sostituita da prati assolati, favorendo però anche la crescita delle piante di lamponi e permettendo di ammirare il panorama sul Corno Nero (a sinistra) e sul Corno Bianco (a destra).
SENTIERO PANORAMICO N. 9B
Al bivio con un altro ampio sentiero sterrato, svoltiamo a destra, in discesa, e progressivamente si apre davanti a noi un panorama ancora più spettacolare: ci pare addirittura di avvicinarci alle pareti rocciose. Alla nostra sinistra si estende il Catinaccio, mentre a dritto il massiccio del Latemar che diventa sempre più imponente, fiancheggiato da Pala Santa.
I danni create dalla tempesta Vaia consentono di ammirare delle vedute incredibili non solo sulle cime dolomitiche, ma anche sui prati e sulle abitazioni di Nuova Ponente. Un occhio attento può riuscire a distinguere persino Obereggen (da cui abbiamo realizzato una delle più belle escursioni ad anello sul Latemar).
Continuiamo a scendere tra bucolici corsi d’acqua, tratti nel bosco di abeti rossi e radure colorate dai fiori del camenerio, che abbiamo imparato a riconoscere e che riesce a colonizzare le aree dopo importanti disturbi ecologici, una pianta pioniera importante per la stabilizzazione del suolo e per la restaurazione ecologica; non a caso, in alcune tradizioni è simbolo di rinascita e guarigione.
NEL PASCOLO SUL SENTIERO N. 7
La parte comoda e in discesa del nostro itinerario termina quando incrociamo alla nostra sinistra il sentiero n. 7, che sale ripido e scosceso attraverso il pascolo. Solo il primissimo tratto è ben segnalato e tra gli alberi; in pochi minuti, ci troviamo completamente circondati dall’erba, dalle piante di lamponi e dai ceppi divelti delle piante atterrate da Vaia.
Se intuire la strada non è facile e la salita è faticosa, veniamo ampiamente ricompensati dall’incredibile panorama. Guardando alle nostre spalle, infatti, il Latemar e, dietro, il Catinaccio si incendiano sotto i raggi del sole che tramonta e davanti ai nostri occhi ha luogo il magico fenomeno dell’Enrosadira.
Un po’ per l’orario, un po’ per il sentiero poco conosciuto e inselvatichito, ci godiamo questa vista incredibile in completa solitudine e accompagnati solo dai suoni della natura e dallo scampanio delle vacche rientrate dal pascolo.
Continuiamo a salire facendo affidamento sulla nostra capacità di osservazione e su un buon orientamento, ma le pause sono numerose per ammirare il panorama e le rocce che da rossastre diventano progressivamente violacee. Che meraviglia!
Tramontato il sole, sfruttando la luce ancora presente nel cielo, terminiamo la salita e giungiamo nel cuore della torbiera di Lavazè: pini, larici e abeti rossi crescono radi su un letto di piante di mirtilli e altri arbusti, mentre il suolo è solcato da canali e piccoli stagni della torbiera. Qui abbiamo intravisto un cervo, che è subito scappato al nostro arrivo, ma che è stato un incontro ravvicinato ed emozionante!
Usciti di nuovo nel pascolo, stavolta composto solo dall’erba che cresce intorno al laghetto, apprezziamo il panorama a 360°, vedendo di fronte a noi le cime ormai scure del Corno Nero e del Corno Bianco e imbocchiamo la sterrata iniziale, che in pochi minuti ci riporta allo specchio d’acqua di Passo Lavazè e al parcheggio.
In conclusione, questo anello è tra i più panoramici e spettacolari che abbiamo percorso nella zona e ci siamo innamorati dei sentieri meno conosciuto e più selvaggi; come già detto, il nostro consiglio è di ammirare da qui l’Enrosadira, calcolando con attenzione l’orario del tramonto, senza attardarsi eccessivamente lungo il sentiero n. 7, che può nascondere qualche insidia, soprattutto al buio.
Bellissimo anche durante il giorno, questo percorso è piuttosto semplice, ma richiede comunque un minimo di preparazione fisica e di passo sicuro, soprattutto nella parte della salita, oltre ad una buona capacità di orientamento. Sono necessarie calzature adeguate da trekking e abbigliamento idoneo, acqua e snack secondo le necessità; consigliamo anche l’uso di bastoncini per aiutarsi nei punti in cui il terreno è più scosceso e irregolare. Inoltre, il sentiero n. 7 può risultare inagibile dopo o durante la pioggia; l’itinerario non può essere compiuto con la neve.
Per chi ama la solitudine, i panorami mozzafiato e un po’ di avventura, questo è davvero il percorso perfetto!
Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:
INFORMAZIONI
- Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Traccia GPS Outdooractive: https://out.ac/IjLpIr
- Per riconoscere le cime utilizziamo PeakFinder: https://www.peakfinder.com/it/mobile/
- Fenomeno dell’Enrosadira: https://unpotpourri.it/2022/12/01/la-magia-dellenrosadira/
- Passo Lavazè: https://www.lavaze.com/it
- Visit Trentino su “Passo Lavazè”: https://www.visittrentino.info/it/trentino/destinazioni/passo-di-lavaze_md_46
- Torbiere Lavazè: https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Luoghi/Aree-protette/Torbiere-del-Lavaze
- Riserva naturale provinciale Torbiere del Lavazé: https://www.parks.it/riserva.torbiere.lavaze/map.php
- Zona Speciale di Conservazione Torbiere del Lavazè:https://www.parks.it/IT3120169/
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ANELLO DA PASSO LAVAZE’ A MALGA COSTA

























