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OTTIMO CIBO TRA ELEGANZA E STORIA

Tre “terrazze” particolari dove mangiare a Firenze e dintorni

Scoprire nuovi ristoranti, particolari e insoliti, è sempre stato un passatempo per me e Lorenzo. Nel 2020 siamo rimasti colpiti da tre vere e proprie terrazze: una sul centro di Firenze, un’altra sulla natura del fiume Arno e l’ultima sulle colline del Mugello. Sono luoghi di pace e relax, in cui il buon cibo, ricercato nella scelta dei piatti e nella qualità degli ingredienti, si coniuga con un panorama mozzafiato e una storia antica delle strutture che ospitano questi ristoranti. Io e Lorenzo ci siamo stati in occasioni diverse: una cena di beneficienza per l’associazione in cui lavoro ci ha portati a godere dello splendido panorama al tramonto e in notturna dalla loggia del Caffè del Verone; un evento Porsche ci ha fatto scoprire Villa La Massa e il suo incredibile ed enorme giardino; una cena non programmata (complice uno sconto su The Fork) ci ha condotti a La Fornace de’ Medici e ai suoi prodotti biologici a km 0.

Vista del duomo al tramonto dal Caffè del Verone.
Fornace de' Medici: tavoli al tramonto e colline.
Villa La Massa: terrazza sull'Arno con tavolo e vasi.

CAFFE’ DEL VERONE

Partiamo dal centro di Firenze: piazza Santissima Annunziata, dove sorge il famoso Istituto degli Innocenti, inconfondibile con la propria architettura perfettamente simmetrica, frutto del disegno del Brunelleschi, le formelle circolari raffiguranti gli infanti ed il portico in pietra serena. Si tratta di una delle più antiche istituzioni italiane dedicate alla tutela dei minori: dal 5 febbraio 1445, infatti, essa opera a favore di bambini, madri e famiglie; quel giorno, ormai secoli fa, fu accolta la prima figlia abbandonata, la piccola Agata Smeralda.

In questo edificio si trova un importante museo: quello degli Innocenti, recentemente rinnovato e che guida i visitatori alla scoperta dell’essenza stessa dell’Istituto nei suoi sei secoli di attività, integrando il patrimonio documentario e dell’archivio con quello storico artistico. Il percorso si snoda su tre piani: nel seminterrato si racconta la storia e l’evoluzione dell’Istituto degli Innocenti attraverso biografie e memorie personali dei “nocentini” – così venivano chiamati i bambini qui accolti – ospitati nella struttura. Al piano terra viene ricostruita l’evoluzione dell’antico Ospedale, attraverso gli interventi di ristrutturazione e i cambiamenti di funzione dell’edificio. Infine, al secondo piano, sopra il portico di facciata, si trova la Galleria che ospita le opere d’arte più preziose, tra cui quelle di Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Bartolomeo di Giovanni, Piero di Cosimo, Neri di Bicci, Luca e Andrea della Robbia e Giovanni del Biondo.

Caffè del Verone, vista della loggia, cortile interno e sinagoga, con colline sullo sfondo.
Vista del duomo al tramonto dal Caffè del Verone, dalle vetrate, con tavoli apparecchiati.

Tutto questo è senza alcun dubbio straordinario… ma il cibo? Ebbene, la terrazza quattrocentesca dell’ultimo piano dell’Istituto ospita il Caffè del Verone, a cui è possibile accedere anche senza il biglietto del museo (sebbene io ne consigli appassionatamente la visita). Questo caffè, che è in realtà anche un bistrot, aperto per pranzi, cene e aperitivi, è incastonato nella grande loggia che si affaccia su tutta la città: il verone, appunto, ovvero l’antico stenditoio dell’Istituto degli Innocenti dove, dalla fine del Quattrocento, veniva tesa ad asciugare la biancheria. Un luogo ricco di storia: nell’Ottocento era usato come “Grande terrazza di soggiorno per balie, bambini lattanti e divezzati”; un restauro negli anni Sessanta del Novecento aveva distrutto lo scalone che collegava la terrazza con il piano sottostante, rendendo il verone non più accessibile. Solo dopo quarant’anni, nel giugno 2016, la loggia è tornata fruibile ospitando la caffetteria del Museo.

Ciò che sicuramente più colpisce del Caffè del Verone è la vista mozzafiato su Firenze: ad un passo sono visibili la cupola e il campanile del Duomo, ma anche il tetto verdognolo della sinagoga, le facciate e le torri del centro cittadino e, in lontananza, persino la collina di Fiesole.

Questo luogo di ristoro per il palato e per gli occhi è stato progettato come una struttura flessibile, che gioca sulle trasparenze del vetro e sui materiali naturali, come il legno di pavimento, pareti e soffitto a cassettoni. Gli arredi sono essenziali, geometrici, proprio per non distogliere l’attenzione dall’incredibile panorama sulla città.

Affacciato su Firenze e sul cortile interno, con tanto di loggiato, dell’Istituto degli Innocenti, il Caffè del Verone offre piatti buoni e gustosi, alcuni più particolari e ricercati, altri tipicamente tradizionali. Di sicuro è un piacere fermarsi per una colazione o un pranzo, ma anche gustarsi un aperitivo godendo della vista con il tramonto del sole e poi la suggestione della notte.

Caffè del Verone: persone ai tavoli e luci.
Vista del duomo dal Caffè del Verone.
Federica e Lorenzo con sfondo la vista del duomo di notte dal Caffè del Verone.
Vista del duomo al tramonto dal Caffè del Verone.

VILLA LA MASSA

Allontanandoci dal centro di Firenze, un’altra incredibile terrazza, completamente differente, è quella offerta da Villa La Massa, alle porte della città, nella piccola frazione di Candeli. Questa volta le finestre si aprono sulla natura del fiume Arno e sulla rigogliosa vegetazione che fa dimenticare di essere a pochi passi dal centro urbano.

Villa La Massa fu costruita nel XIII secolo come residenza di campagna di una nobile famiglia fiorentina, i Giraldi. Nel corso dei secoli passò a diversi casati aristocratici, dai Pecori ai Rinuccini, ai quali si deve l’aspetto attuale. Essi, infatti, la ingrandirono e le diedero le forme monumentali che colpiscono ancora oggi. A metà Ottocento la proprietà fu venduta alla famiglia Faberi e dal 1941 al settembre del 1943 fu utilizzata come struttura di detenzione per ufficiali alleati.

Nel dopoguerra, infine, fu della famiglia Grillini, che restaurò la villa e la trasformò in hotel di lusso, alzandola di un piano e ricavando all’interno un salone. Il parco, restaurato, ha una fisionomia romantica all’inglese.

Villa La Massa - giardino.
Villa La Massa: salotto/cortile interno con tavolo per buffet.
Villa La Massa, facciata con due grandi cipressi.
Villa La Massa: bar decorato rosso, sedili e bottiglie di liquori.
Villa La Massa: cortile interno con corridoi e ballatoi.
Federica seduta al ristorante Il Verrocchio.

Ancora oggi la villa è un Hotel a 5 stelle; varcando uno dei due imponenti cancelli di ferro sembra di entrare in un mondo a sé, un’oasi di pace, di tempo sospeso e rarefatto. Si rimane innanzitutto colpiti dall’enorme giardino, che copre ben 10 ettari e in cui alberi e prato sono perfettamente curati; oltre di esso il paesaggio si anima di ulivi, viti e cipressi, in continuità con il parco. L’interno dell’imponente struttura è sorprendente: ci accoglie una sorta di cortile coperto, adibito ad elegante salotto; intorno ad esso si affacciano i ballatoi dei piani superiori e le porte che conducono alle diverse stanze comuni. Curiosando tra di esse si scoprono graziosi salotti, tutti con il proprio stile e colore, dal rosso scuro al blu intenso, con decorazioni e opere che ricreano angoli intimi e privati, anfratti in cui discorrere e riposare. Quando si esce nella parte più interna del giardino, che si apre sul fiume Arno, siamo certi di aver cambiato epoca: il coccio della terrazza si sposa alla perfezione con il verde della vegetazione, l’acqua scorre placida a pochi metri dal parapetto; sedie e gazebo arredano questo salotto all’aperto e, in una struttura separata, si vede una loggia sull’Arno e le lanterne appese al dolce vento: quello è il ristorante Il Verrocchio.

Villa La Massa: terrazza sull'Arno con tavolo e vasi.
Villa La Massa: terrazza sull'Arno con tavolo e vasi.
Villa La Massa: terrazza sull'Arno con tavolo e vasi.
Villa La Massa - Ristorante Il Verrocchio, interno con tavoli e vetrate su vegetazione.
Villa La Massa: terrazza sull'Arno con tavolo e vasi, loggia.
Villa La Massa: terrazza, alberi ed edificio rosso.

Nominato anche sulla Guida Michelin, esso è l’unico a Firenze a poter vantare di una meravigliosa terrazza affacciata direttamente sul fiume; una perla enfatizzata dalle maestose vetrate del salone, le quali permettono di godere di un panorama di tranquilla e rara bellezza.

Pranzare o cenare in questo ristorante è un’esperienza unica: sia per il panorama e la pace che ci accoglie, sia per i piatti proposti, ricette tradizionali con un tocco mediterraneo, senza dimenticare la Toscana e con un’attenzione ai suoi prodotti, in particolare quelli biologici. Le materie prime sono di alta qualità, per lo più coltivate direttamente nel parco della villa. Offrono un’ottima accoglienza, vantano una buona attenzione al cliente e vengono incontro alle diverse esigenze alimentari; per i celiaci, poi, è previsto un cestino di pane quasi commovente per la quantità e varietà proposta…

Ristorante Il Verrocchio: copertina del menu.
Ristorante Il Verrocchio: caprese.
Ristorante Il Verrocchio: menu.
Ristorante Il Verrocchio: pasta al pomodoro.
Ristorante Il Verrocchio: pane senza glutine.
Ristorante Il Verrocchio: crema catalana.

LA FORNACE DE’ MEDICI

Ci allontaniamo da Firenze per arrampicarci sulle colline verso il Mugello, prendiamo una stradina che pare non conduca in alcun luogo ed ecco che ci appare un grande parco con una struttura appena restaurata al suo centro: siamo arrivati alla Fornace de’ Medici.

Si tratta di un ristorante, ma anche di un albergo e di una Spa: un’incredibile terrazza affacciata sulle colline… Solo campi e boschi, alberi e prati riempiono lo sguardo sia che si voglia pasteggiare ad uno dei tavoli più vicini al parapetto sia che ci si rinfreschi nella piscina a picco sulla campagna.

Fornace de' Medici: tavoli al tramonto e colline.

Come suggerisce il nome, la Fornace de’ Medici si trova in un’antica fornace medicea del Cinquecento, commissionata da Francesco I e progettata dal Buontalenti.

Filosofia del ristorante è quella della fusione tra buon vino e prodotti tipici toscani: materie prime di altissima qualità, molte delle quali provenienti dall’azienda agricola biologica della Fornace stessa. Il menu è infatti stagionale e i piatti sono quelli della tradizione toscana, rivisitati in chiave contemporanea; la selezione dei vini è uno dei fiori all’occhiello del locale: si vuole far conoscere delle piccole perle nascoste prodotte da aziende vinicole emergenti.

La passione traspare dall’attenzione con cui i piatti vengono raccontanti al cliente e dal sapore davvero genuino di tutte le pietanze, i cui abbinamenti esaltano i sapori pur nella semplicità degli ingredienti.

Fornace de' Medici: insalata di zucchine, pecorino e frutta secca.
Fornace de' Medici: piatto di parmigiana.

INFORMAZIONI

> Caffè del Verone: www.istitutodeglinnocenti.it/content/caffe-del-verone;
> Villa La Massa: www.villalamassa.com;
> Fornace de’ Medici: www.fornacedeimedici.com.



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