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IL RESTAURO DELLA CAPPELLA BRANCACCI

Una possibilità unica per ammirare gli affreschi salendo sui ponteggi

Sabato 9 aprile 2022 – durata della visita: 45 minuti circa

Quando mio babbo mi disse che erano iniziati i restauri della Cappella Brancacci e che avrei potuto approfittarne per tornarci, gli risposi che non mi interessava affatto. Poi cominciai a leggere articoli e a vedere foto… Alla fine la mia amica e collega Costanza suggerì che le sarebbe piaciuto andare a vederla e che poteva valerne la pena… Insomma, alla fine mi sono convinta pure io e così, in una ventosa giornata di aprile (io e Costanza sembriamo destinate a visitare musei esclusivamente in giornate ventose), abbiamo fissato il nostro ingresso di 30 minuti alla Cappella Brancacci. Avremmo voluto approfittare di una delle visite guidate gratuite programmate per le ore 12 del sabato, ma non abbiamo avuto fortuna nell’arrembaggio ai biglietti… Ci siamo accontentate del nostro abituale sconto 2×1 dei soci Coop, pagando così solo 5 euro a testa.

Cappella Brancacci - affreschi visti dai ponteggi.
Cappella Brancacci - affreschi visti dai ponteggi.

Non è mia intenzione parlare approfonditamente della Cappella Brancacci e dei suoi affreschi, a cui abbiamo dedicato un apposito articolo; vorrei, invece, concentrarmi sul restauro e sulla visita stessa… Per contestualizzare, però, è meglio che scriva alcune informazioni di base.

La Cappella si trova all’interno della Chiesa del Carmine a Firenze e fu fondata dalla famiglia Brancacci alla fine del Trecento; le storie di San Pietro, che ne decorano magnificamente le pareti, furono commissionate successivamente dal ricco mercante Felice Brancacci nel 1423. I primi a lavorarci furono Masolino e Masaccio; dopo la partenza di essi da Firenze e l’esilio della famiglia, i frati fecero cancellare i ritratti dei Brancacci raffigurati nei personaggi e nel 1460 intitolarono la cappella alla Madonna del Popolo. Solo tra il 1481 e il 1483 Filippino Lippi completò il ciclo di affreschi. Nel 1771 un incendio devastò la chiesa, ma questo ambiente rimase miracolosamente indenne; la cappella fu poi acquistata nel 1780 dai Riccardi che ne rinnovarono altare e pavimento.

Qui potete trovare tante altre informazioni storiche e artistiche.

Cappella Brancacci - particolare: Masaccio, La cacciata di Adamo ed
Eva dal Paradiso terrestre.
Cappella Brancacci - particolare: Masolino, La guarigione dello zoppo.
Cappella Brancacci - particolare: Masolino, La tentazione di Adamo ed Eva.

IL RESTAURO

Dobbiamo la possibilità di ammirare così da vicino gli affreschi della Cappella Brancacci alle impalcature presenti per il suo restauro.

Nel 2020 il Comune di Firenze ha infatti predisposto il ponteggio per la manutenzione ordinaria e per l’ispezione dei dipinti a distanza ravvicinata, così da poterne meglio valutare lo stato di salute. Fortunatamente gli affreschi godono di una buona conservazione, ma ci sono alcuni fenomeni localizzati di deterioramento: distacchi dell’intonaco pittorico, graffi, sollevamenti e cadute della pellicola pittorica. Accertati questi danni, è importante conoscerne le cause e provvedere all’intervento.

Il restauro mira a predersi cura in modo regolare e costante delle opere d’arte: esse, infatti, invecchiano! L’ultimo intervento nella Cappella Brancacci risale agli anni Ottanta del Novecento; è, perciò, particolarmente importante utilizzare nuovi strumenti di monitoraggio e diagnosi. Questi sono più raffinati che in passato e permettono di raccogliere informazioni non solo sulle cause del degrado ma anche sulle tecniche esecutive dell’opera: il restauro diventa così un modo per conservare ma anche per conoscere.

Durante l’ultimo restauro, nel secolo scorso, è stato possibile recuperare gli affreschi, che erano stati trascurati per tutto l’Ottocento e che erano stati sottoposti a spolveratura nel 1904.

Cappella Brancacci - affreschi visti dai ponteggi.
Cappella Brancacci - particolare: Masolino, La guarigione dello zoppo
e la resurrezione di Tabita.

Nel novembre 2020, quindi, la cappella è stata sottoposta ad un primo monitoraggio, che aveva mostrato alcune criticità e al quale è seguito nel 2021 un esteso progetto di diagnostica e valorizzazione.  Nel corso del 2022 all’interno della cappella è stato allestito un cantiere seguito dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio. Chi ci lavora? È incredibile pensare alla quantità di professionalità differenti impegnate in questa unica opera: sono tecnici e scienziati di varie discipline (dalla chimica alla fisica, dall’architettura all’ingegneria fino ai restauratori) e di diverse istituzioni (Servizio Belle Arti del Comune di Firenze, Soprintendenza sabap, cnr-ispc, Opificio delle Pietre Dure), con la collaborazione di Università e professionisti privati. Infine, il restauro della cappella è reso possibile grazie al contributo di Friends of Florence e Jay Pritzker Foundation.

Durante i mesi a cavallo tra 2021 e 2022 la Cappella Brancacci è rimasta chiusa, ma il 4 febbraio 2022 ha riaperto al pubblico che può accedere in sicurezza al sito salendo sui ponteggi e godendo da vicino dei capolavori di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi. Il progetto che interessa la cappella e gli affreschi, infatti, non riguarda solo la salvaguardia del patrimonio e la volontà di prendersene cura per consegnarlo alle generazioni future, ma anche la possibilità di renderlo fruibile adesso, avvicinando i visitatori alle opere e conducendoli alla loro strabiliante scoperta. A tale scopo, è previsto lo sviluppo di ambienti di realtà virtuale volti a coinvolgere il pubblico anche da remoto, in modo immersivo grazie alla comunicazione digitale. Questi luoghi virtuali, ricavati attraverso campagne di acquisizioni digitali (rilievi fotogrammetrici, acquisizioni foto e video 360), dovrebbero essere fruibili addirittura dall’estate 2022.

Infine, nel 2023 la Cappella Brancacci tornerà ad essere visitabile nella sua forma abituale, libera dal ponteggio.

Cappella Brancacci - particolare: Filippino Lippi, San Pietro liberato
dal carcere.
Cappella Brancacci - particolare: Filippino Lippi, La disputa dei Santi Pietro e Paolo con Simon Mago.
Cappella Brancacci - particolare: Filippino Lippi, San Pietro visitato in
carcere da San Paolo.

LA VISITA

La visita inizia dal chiostro dove attendiamo pazientemente il nostro tutor, che ci condurrà sui ponteggi e monitorerà che tutto si svolga secondo le regole e in completa sicurezza. Con la coda dell’occhio sbircio la targhetta della Sala del Cenacolo, dove so che viene custodito l’affresco dell’Ultima Cena, dipinto da Alessandro Allori nel 1582. Purtroppo per queste occasioni la sala è chiusa, quindi ci godiamo la semplice e quieta tranquillità del chiostro.

Puntuale rispetto all’orario indicato sul nostro biglietto, ecco che compare la guida che ci conduce attraverso la Sala Capitolare da cui saliamo le scale e accediamo alla Cappella Brancacci. Rispetto ad una normale visita, non capisco immediatamente che siamo arrivati all’interno della chiesa perché le impalcature coprono la vista… Saliamo le scale in metallo, rivestite da un tessuto morbido, e solo quando, al secondo piano, mi trovo di fronte agli affreschi realizzo di essere davvero nella cappella. Alzo subito lo sguardo e scorgo la cupola e qualche parte della chiesa tra i ponteggi: siamo molto più in alto di quanto avessi immaginato!

Cappella Brancacci - affreschi visti dai ponteggi.
Cappella Brancacci - particolare: Masaccio, Il tributo.

Il nostro gruppo è composto da una decina di persone, quindi possiamo piuttosto agevolmente avvicinarci agli affreschi e ammirarli con calma… È impressionante poter essere così vicini e vederli in tutti i loro particolari! Subito rimango colpita da due aspetti: l’altezza e la grandezza dei dipinti, che dal basso non appaiono così imponenti, mentre guardandoli da vicino i personaggi sono rappresentati quasi ad altezza d’uomo! Inoltre, vi è una straordinaria abbondanza di dettagli… dalle finestre delle case, agli animali e alle gabbie per uccelli, dalle rifiniture dei vestiti alle espressioni degli uomini. Anche i colori sembrano più vividi e si notano le zone dove il passare del tempo si è accanito in modo più inclemente.

Grazie ad un dépliant che la nostra guida ci ha gentilmente portato riusciamo ad individuare le varie scene, gli episodi che si succedono in questa narrazione impressa nelle pareti e divenuta immortale. Riconosciamo il tratto dei tre artisti che si sono succeduti: Masolino, Masaccio e Filippino Lippi. Io e Costanza ci diamo di gomito indicando l’uno o l’altro affresco, un particolare che ci ha colpite, un volto più espressivo o realistico di un altro.

Cappella Brancacci - particolare: Masolino, La guarigione dello zoppo
e la resurrezione di Tabita.
Cappella Brancacci - particolare: Filippino Lippi, San Pietro visitato in
carcere da San Paolo, e Masaccio e Filippino Lippi, La resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra.

La visita dura esattamente trenta minuti, quindici dedicati al piano superiore e quindici per quello inferiore. Sarebbe richiesto il silenzio, ma è possibile sussurrare e condividere un po’ le proprie impressioni… È anche una ghiotta occasione per vedere qualche strumento del mestiere, che nella mia ignoranza rimane del tutto sconosciuto ma ricco di fascino; noto anche diversi manuali d’arte, necessari proprio per lo studio degli affreschi e per restituirli al meglio al loro antico splendore.

Anche se i tempi sono giusti per una bella visita, sarebbe piacevole potersi sedere di fronte agli affreschi e rimanere ad ammirarli in silenzio, godendo della scoperta di sempre nuovi dettagli. È quindi un’esperienza unica, completamente diversa da quella della visita alla Cappella Brancacci e, in un certo senso, complementare ad essa. A mio parere, infatti, si rimane maggiormente stupiti e affascinati quando si ha ancora vivido il ricordo degli affreschi visti dal basso… Un’altra curiosa alternativa potrebbe essere quella di tornare dopo questo incontro ravvicinato, a restauro completato: sono certa che la cappella riserverebbe nuove sorprese!

Cappella Brancacci - particolare: Masaccio e Filippino Lippi, La resurrezione del figlio di Teofilo.
Cappella Brancacci - particolare: Masaccio, San Pietro risana con l’ombra.
Cappella Brancacci - particolare: Masaccio, La distribuzione dei beni e la morte di Anania.
Cappella Brancacci - particolare: Filippino Lippi, La crocifissione di San Pietro.

Informazioni:


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