Attività Trekking Trentino - Alto Adige Val di Fassa Viaggi

ANELLO MOENA – MALGA PENIOLA

Un’escursione panoramica e gustosa

Venerdì 2 agosto 2024

Moena è una delle località più famose della Val di Fassa, spesso frequentata in estate e in inverno per i numerosi negozietti e ristoranti. Non mancano le passeggiate nei dintorni, come quella che conduce fino a Soraga e che abbiamo percorso con la neve ammirando l’Enrosadira. Per un’escursione che duri mezza giornata o che includa anche il pranzo, invece, consigliamo il bell’anello che arriva fino a Malga Peniola.

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Lunghezza complessiva6,6 km
Tempi di percorrenza2h30min
Dislivello329 m.
Grado di difficoltàFacile
SCHEDA TECNICA

La nostra escursione inizia dal fondovalle ed è possibile scegliere se partire proprio dal centro cittadino di Moena oppure un po’ prima. Consigliamo di non arrivare fino ai vicoli trafficati e ai parcheggi a pagamento, ma di lasciare l’auto in uno dei numerosi spiazzi lungo la statale 48. Noi, ad esempio, abbiamo scelto un bel posteggio vicino ad un distributore di benzina, dove era possibile parcheggiare gratuitamente e senza limiti di orario.

MOENA

Ci troviamo a poche centinaia di metri da Moena, proprio accanto alla grande Strada delle Dolomiti e vicino al torrente Avisio, che subito attraversiamo su un comodo ponticino dietro al benzinaio Esso. Proseguiamo lungo il corso d’acqua, sotto alle cime di Col de Poza e Sas de Mezdì, che dividono la valle da Bellamonte e dal Lago di Paneveggio.

Davanti a noi, invece, intravediamo le prime case di Moena, sormontate dalle montagne del gruppo dei Monzoni, oltre il quale si apre il Passo San Pellegrino. Alla nostra destra, cominciamo ad intravedere una delle tappe del percorso, Sorte, con il campanile a bulbo della sua piccola chiesa e le decorazioni rossastre sull’intonaco chiaro.

Moena - passeggiata Strada de le pegne.
Moena - passeggiata lungo il torrente Avisio con veduta sul centro.
Moena - passeggiata lungo il torrente Avisio.

Dopo un breve tratto sull’asfalto arriviamo a Moena (1.170 m. s.l.m.), ad un parco giochi dove troviamo l’indicazione del sentiero che prosegue verso il centro. Il tratto è molto piacevole con una graziosa passeggiata ben lastricata (Strada de le pegne) e un’edicola votiva. Dall’altro lato dell’Avisio, di cui vediamo le acque spumeggianti, riconosciamo la Chiesa di San Vigilio e il suo acuto campanile.

La passeggiata si interrompe in corrispondenza dei campi da tennis e del grande edificio che ospita il punto informazioni e il museo dedicato alla Prima guerra mondiale. Passiamo attraverso il parcheggio e arriviamo alla passeggiata pedonale che si inoltra nel centro di Moena; attraversiamo nuovamente l’Avisio e affrontiamo l’unica parte affollata del percorso, tra le piazze e i vicoli.

Ben presto imbocchiamo la via che in salita ci conduce fino alla Chiesa di San Vigilio, anticipata dalla Chiesa di San Volfango, più piccola e semplice, di epoca romanica. L’altra, invece, è maestosa, visibile e ben riconoscibile anche a distanza; l’edificio ha subito costruzioni, ricostruzioni e ampliamenti.

Moena - Chiesa di San Vigilio.
Moena - Chiesa di San Vigilio.
Veduta della frazione di Sorte dalla strada proveniente da Moena.

È stata consacrata per la prima volta nel 1164 e successivamente nel 1216 e nel 1534, in seguito a rifacimenti. Nel Seicento, ad esempio, fu aggiunta la Cappella del Carmine e nell’Ottocento fu ampliata e prolungata la navata. L’ultima modifica importante è avvenuta nel 1929, pur conservando la parte gotica e l’abside originari. All’interno meritano una menzione l’altare ligneo dorato di Valentino Poschiavin (1715) e le opere del pittore barocco Valentino Rovisi, allievo del Tiepolo.

SORTE

Oltre il cimitero e il parco giochi tematico per bambini, si inerpica una stradina asfaltata (strada de Massort) che conduce alla frazione di Sorte, zigzagando tra i prati e contornata da lampioni. La salita è veloce e in pochi minuti (se non vogliamo fermarci a sostare su una delle numerose panchine) arriviamo alle prime case, tra cui una che ospita una mostra d’arte, con opere contemporanee visibili pure nel giardino.

Sorte (1.260 m. s.l.m.) è una frazione di Moena, abitata da poco più di un centinaio di persone; il toponimo deriva dall’uso civico di sorteggiare annualmente tra i residenti coloro che provvederanno a gestire e sfalciare i prati sottostanti l’abitato, chiamati, appunto, Prà de Sort e, da tempo immemorabile, fondamentale riserva di foraggio per gli allevatori della valle. Ci troviamo alle pendici del Sas da Ciamp, un po’ tozzo, boscoso e in parte colpito da schianti.

Frazione di Sorte (Moena) -  Chiesa di San Giuseppe.
Frazione di Sorte (Moena) -  Chiesa di San Giuseppe, interno.

Le case si sviluppano attorno alla Chiesa di San Giuseppe, eretta nel 1685 e consacrata nel 1703. Oltre il piccolissimo prato antistante la stretta facciata, possiamo affacciarci sull’interno, dove sono conservati gli affreschi di un autore ignoto e un ex-voto, uno dei pochissimi rimasti in zona; la pala d’altare raffigura San Giuseppe ed è opera del pittore ottocentesco Giovanni Guadagnini. Segno caratteristico è la torre campanaria con la struttura a cipolla.

Vale la pena arrivare fino all’Hotel Piedibosco, che sorge proprio sopra alla chiesa, delizioso con i suoi dipinti dai colori vivaci e la bella terrazza fiorita e panoramica su Moena. L’albergo è molto accogliente verso i nostri amici a quattro zampe, tanto da aver allestito, all’esterno, vicino al parcheggio, una zona per la loro doccia!

La frazione è caratterizzata dalla presenza dei tabià, antichi fienili in legno, che conferiscono al paesaggio un’atmosfera da quadro… Tornati sulla strada principale seguiamo le indicazioni per Penìa, mentre il bivio ci condurrebbe, a destra, verso Malga Panna, altro punto di partenza molto utilizzato per arrivare fino a Malga Peniola.

Veduta di Moena dalla strada che conduce alla frazione di Sorte.
Frazione di Sorte (Moena) - Hotel Piedibosco.
Frazione di Sorte (Moena) - panorama dall'Hotel Piedibosco.

Da non perdere la terrazza panoramica che si affaccia sulla valle e da cui possiamo ammirare una meravigliosa vista sull’abitato di Sorte e la sua chiesetta, il gruppo dei Monzoni e, sotto, Moena, fino ad arrivare al massiccio del Sella, che spunta proprio in fondo. Sopra il campanile, invece, riconosciamo le rocce aguzze di Roda de Vael.

MALGA PENIOLA

La strada asfaltata diventa presto un sentiero nel bosco, che sale tra piante di lamponi, aperture su prati e, purtroppo, parti distrutte dalla tempesta Vaia nel 2018. Lungo la salita possiamo apprezzare altri scorci suggestivi e intravedere persino il parcheggio dove abbiamo lasciato la nostra auto, molto più in basso… In una ventina di minuti arriviamo nuovamente ad un tratto asfaltato, che collega Malga Panna, a destra, a Malga Peniola, a sinistra.

Frazione di Sorte (Moena) - panorama.
Frazione di Sorte (Moena) - panorama.
Malga Peniola - località Penia.

Di solito il tratto è chiuso al traffico, ma il transito delle auto è consentito in alcune fasce orarie, soprattutto in concomitanza con i pasti. La strada un tempo era ombreggiata da un bosco, i cui alberi sono stati danneggiati o addirittura divelti dal Vaia. Tuttavia, la vista si apre adesso spaziando da Moena alla Valle del San Pellegrino.

In un quarto d’ora circa, purtroppo molto assolato, arriviamo alla località Penia (1.468 m. s.l.m.), intravedendo prima il campanile di quello che si è formato come un minuscolo villaggio con una chiesetta, alcune case e fienili. Questa struttura è evidente non appena ci avviciniamo, mentre a lato si sviluppa un ampio giardino, dove scorrazzano alcuni animali (noi abbiamo incontrato numerosi asini) e ci si può fermare a riposare.

Prima di giungere alla malga vera e propria, ci fermiamo alla Chiesa di San Giovanni Nepomuceno, risalente al 1729-1732 e costruita in seguito ad un’alluvione, che fortunatamente non provocò danni ingenti. La chiesetta di Penia, quindi, fu eretta come ringraziamento per lo scampato pericolo da parte della famiglia Donei, che la dedicò al santo popolarmente noto come protettore contro le inondazioni. All’interno si trovano alcune tele di Martino Gabrielli (nato a Moena nel 1681 e morto a Sorte nel 1742), prete e pittore della Scuola di Fiemme, allievo di Giuseppe Alberti.

Sentiero verso Malga Peniola.
Panorama su Moena dalla strada verso Malga Peniola.
Malga Peniola - Chiesa di San Giovanni Nepomuceno.
Malga Peniola - Chiesa di San Giovanni Nepomuceno, interno.

Il giardino intorno alla chiesa è occupato dai tavoli in legno di Malga Peniola (1.474 m. s.l.m.), ai cui proprietari possiamo rivolgerci se il portone della chiesa è chiuso. Qui una sosta gastronomica è quasi d’obbligo! Originariamente la malga era l’abitazione di contadini e addetti alla ristorazione; ha aperto al pubblico nel 1964 e prosegue ancora oggi la tradizione familiare…

I piatti sono tipicamente locali: polenta, patate e speck, formaggio fuso, frittelle di mele e fortaie… Ci sono numerose opzioni vegetariane e tutti i secondi sono senza glutine. Abbiamo l’imbarazzo della scelta per qualsiasi esigenza alimentare! Consigliamo la prenotazione perché la malga tende a diventare un po’ affollata nei periodi di alta stagione, ma in generale la tranquillità non è compromessa… I prezzi sono medio-alti, ma la qualità del cibo è ottima e le porzioni abbondanti.

Noi abbiamo composto due piatti misti vegetariani e senza glutine con uova, formaggio fuso, insalata di cavolo cappuccio e patate fritte; come dolce, consiglio lo yogurt con noci e uno stupefacente miele di acacia e pino mugo. Il servizio è veloce e gentile, l’arredamento e l’atmosfera tipici delle malghe.

Malga Peniola - esterno.
Malga Peniola - uova, formaggio fuso, insalata di cavolo cappuccio e patate fritte.
Malga Peniola - yogurt con noci e uno stupefacente miele di acacia e pino mugo.

DISCESA A VALLE

Dopo esserci ristorati e rilassati iniziamo la discesa lungo il sentiero 521A, piuttosto ripido e scosceso, che rapidamente raggiunge Val de Val (1.330 m. s.l.m.) da cui proseguiamo su un’ampia forestale prima e poi su una strada asfaltata verso il fondo valle. Imperdibili sono i panorami: davanti a noi sorgono le due cime Col de Poza e Sas de Mezdì, a sinistra Moena dominata dal gruppo dei Monzoni e a destra si estende l’ultima propaggine della Val di Fiemme. Da una curva distinguiamo bene il piccolo borgo di Forno e, sullo sfondo, le cime della catena del Lagorai, tra cui Castel di Bombasel.

Malga Peniola - Federica, Lorenzo e Frida.
Discesa sul sentiero 521A.
Panorama sul sentiero da Malga Peniola a Moena.
Panorama sul sentiero da Malga Peniola a Moena.

I prati verdi e perfetti sono degni di una cartolina e, come apprendiamo da un cartello posto in località Pauza de Val, sono zona di pascolo del capriolo. Deliziose sono alcune casette tipiche con parti in legno e in muratura; incontriamo anche alcune caprette chiuse in un recinto proprio a lato della strada.

Il nostro percorso continua in discesa fino a giungere ai campi da calcio del fondovalle, dove proseguiamo a sinistra e, attraversata la SS48, torniamo al punto di partenza.

Fatta eccezione per il tratto da Malga Panna a Malga Peniola (e, ovviamente, il centro di Moena) questi sentieri sono poco frequentati, ma molto suggestivi e ben si prestano per chi ama coniugare natura, arte, tradizioni popolari e specialità gastronomiche!

INFORMAZIONI

Malga Peniola.


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