Pievi, un castello e panorami tra campi, boschi ed erbe
Sabato 25 aprile 2026
Quando siamo stati contattati dalla Pro Loco di Sesto Fiorentino che stava organizzando un evento di raccolta fondi con il Circolo Arci di Cercina, per completare la sua ristrutturazione, siamo stati ben felici di prestarci a questa bella occasione di valorizzazione del territorio a pochi passi da Firenze. Così, per testare il percorso scelto e raccogliere informazioni da raccontare durante l’escursione, abbiamo trascorso una piacevole mattina all’aria aperta, nella natura sulle pendici di Monte Morello.
| Lunghezza complessiva | 6,7 km |
| Tempi di percorrenza | 2h15min |
| Dislivello | 195 m. |
| Grado di difficoltà | Facile |
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L’itinerario inizia dal piazzale davanti alla Pieve di Sant’Andrea a Cercina, dove è possibile lasciare l’auto in un parcheggio gratuito oppure arrivare in bus (n. 43). Prima di iniziare la nostra passeggiata, abbiamo avuto modo di visitare l’antica chiesa: vale sicuramente la pena informarsi sulla sua storia e sulle meravigliose opere d’arte che conserva, come un affresco, opera giovanile di Domenico Ghirlandaio, datato intorno al 1471.
Oltre alle leggende locali, particolarmente interessante è una delle tradizioni legate a Cercina e a questa chiesa: la Festa di Sant’Antonio con la storica benedizione degli animali.
Qui potete trovare alcune informazioni e curiosità sulla chiesa, mentre qui potete leggere l’articolo dedicato alla festa e allo storico Comitato del Trentesimo.


AREA PROTETTA DI INTERESSE LOCALE DEL TERZOLLE
Dopo aver ammirato l’antica pieve, iniziamo la nostra passeggiata imboccando via della Casina e inoltrandoci nell’Area Protetta di Interesse Locale del Terzolle, dove è ovviamente proibita la caccia. Si tratta di una superficie di quasi 2.000 ettari intorno al torrente Terzolle, sulle pendici di Monte Morello e tra i Comuni di Firenze, Sesto Fiorentino e Vaglia. La ricchezza della vegetazione è dovuta proprio alla presenza di acqua nel sottosuolo e subito siamo colpiti dalla varietà della flora.
L’area protetta è piuttosto ripida, poiché parte da 70 metri s.l.m. e arriva fino ai 747 m. s.l.m. di Poggio al Giro, che si erge alla nostra destra. Nei pressi della chiesa si originano vari corsi d’acqua, che si uniscono al Terzolle, la cui fonte è sopra Cercina, per poi confluire insieme verso le zone urbane di Careggi (Serpiolle) e Rifredi e sfociare nel Mugnone presso il Ponte di San Donato.
Altra nota interessante di questa zona è di tipo geologico: il terreno è composto da argilliti con arenarie e calcari marnosi; fin dall’inizio della nostra camminata possiamo notare questo tipo di rocce intorno a noi.



Via della Casina si sviluppa tra i campi di olivi che spesso ci affiancheranno durante il nostro percorso. Se ci capitiamo in primavera inoltrata, possiamo apprezzare numerose erbe spontanee, come l’aglio roseo, il lampascione, i fiori gialli della trinciatella o radicchio selvatico e quelli rosa-violacei dei gladioli dei campi, cicerchia porporina, papaveri, cardi… Ci colpiscono due tipi di Rosacee differenti: la rosa canina, dai grandi fiori, e il biancospino lazzerolo. Tra le varietà di piante più facili da riconoscere troviamo anche la ginestra e gli olmi campestri.
Alla nostra sinistra apprezziamo il panorama verso il grande plesso ospedaliero del Sanatorio Banti, ormai in rovina, e il cimitero di Trespiano; continuando a camminare il nostro sguardo si amplia e arriviamo a scorgere persino Firenze.



CIPPO DEI CADUTI DI RADIO CORA
Un’indicazione ci conduce a imboccare il sentiero a destra, verso il Cippo dei Caduti di Radio Cora. Abbandoniamo, quindi, la strada asfaltata per salire tra i sassi e le radici degli alberi; al bivio proseguiamo a sinistra sul sentiero n. 616, circondati da un bosco misto composto da cipressi (prodotto di un rimboschimento) e altri alberi qui ricresciuti spontaneamente e tipici di questa zona e altitudine, come frassini minori o ornielli, roverelle, lecci, cisti.
Dopo circa 30 minuti dalla partenza arriviamo al Cippo dei Caduti di Radio Cora: il monumento è egregiamente mantenuto e decorato con piante e una lapide in memoria, mentre un cartello esplicativo racconta l’accaduto durante la Seconda guerra mondiale. Qui ci fermiamo a leggere e ricordare una parte fondamentale della nostra storia.
Dal settembre 1943, i dirigenti del Partito d’Azione fiorentino istituirono un servizio clandestino di radiocomunicazioni, denominato Co.Ra., abbreviazione di “Commissione Radio”. Lo scopo era quello di stabilire un contatto radio con gli Alleati, così da fornire loro informazioni riguardanti l’ubicazione dei presidi tedeschi, i movimenti delle loro truppe e chiedere l’invio di armi e rifornimenti ai partigiani.


Probabilmente a causa di un delatore, il 7 giugno 1944 le forze tedesche e fasciste fecero irruzione nella sede di piazza d’Azeglio, mentre i componenti della resistenza erano intenti a trasmettere. Uno di loro fu ucciso, mentre gli altri furono condotti a “Villa Triste”, in via Bolognese, dove furono torturati e interrogati. Italo Piccagli ed Enrico Bocci, a capo di radio Co.Ra., si assunsero la responsabilità, ma i loro compagni furono comunque deportati. Il 12 giugno Piccagli venne condotto a Cercina insieme a quattro paracadutisti italiani di una missione alleata collegata alla Co.Ra. e ad Anna Maria Enriques Agnoletti, antifascista precedentemente incarcerata.
Tutti e sei, insieme ad un paracadutista cecoslovacco rimasto ignoto, furono fucilati alle pendici di Monte Morello, dove ora sorge il monumento, mentre il corpo di Enrico Bocci, ucciso il 18 giugno, non fu mai ritrovato. I responsabili delle torture e delle uccisioni non furono mai condannati per “sopravvenuta amnistia”.



SUL SENTIERO 616
Torniamo sui nostri passi e al bivio proseguiamo dritti, sempre sul sentiero n. 616 verso la Chiesa di Cercina. Il sentiero si snoda tra gli oliveti ed è piacevole, in leggera salita. Dopo il tratto nel bosco, di nuovo tornano protagoniste le erbe spontanee: riconosciamo numerosi ombrellini pugliesi e finocchietto selvatico, oltre all’astragalo di Wulfen, una varietà tipica del Carso Triestino, considerata a rischio di estinzione a causa dell’esiguità e dell’urbanizzazione. Prestiamo attenzione e scorgiamo l’Orchidea Maggiore o Orchide Purpurea, specie protetta che non può essere raccolta (come tutte le orchidee selvatiche).
Continuiamo a serpeggiare tra gli olivi e ammiriamo nuovamente il panorama su Firenze alla nostra destra, distinguendo facilmente anche la cupola del Duomo. Il sentiero diviene poi una mulattiera che sale in modo deciso per sbucare su una strada più ampia, dalla quale apprezziamo una bella veduta sulla Pieve di Sant’Andrea.


Potremmo nuovamente scendere verso la chiesa imboccando la via che si apre alla nostra destra, in corrispondenza del recinto con alcuni cavalli, ma noi proseguiamo lungo la medesima strada, che diventa asfaltata e sale tra campi di olivi e boschi, dove predomina l’acero campestre, mentre ai lati compare il fiore bianco della Stella di Betlemme. A sinistra siamo affiancati da muretti a secco, particolarmente importanti per la biodiversità, mentre a destra il panorama ci permette di individuare Fiesole con Monte Ceceri e, oltre, le cime verso il Valdarno e l’Appennino.
Continuiamo a salire e improvvisamente individuiamo un punto in cui cresce rigogliosa l’erba cavallina (o equiseto); sotto di noi, infatti, si estende una zona particolarmente umida con pozzanghere ai bordi dei campi.
Proseguiamo attraversando un ponticello e mantenendoci sulla strada principale al bivio che, a sinistra, ci condurrebbe verso piazzale Leonardo. Passiamo una piccola edicola dedicata alla Madonna e saliamo ancora, ammirando il panorama su Firenze e, oltre, le prime colline del Chianti. Raggiunto un gruppo di case, osserviamo di fronte a noi la piccola Chiesa di San Michele, dove arriveremo tra pochi minuti.


CASTELLO DI CASTIGLIONE
Dopo circa mezz’ora dal Cippo dei Caduti (un’ora dalla partenza), svoltiamo a destra su via di Castiglioni, un viale di cipressi che ci conduce fino ai ruderi del Castello di Castiglione o di Castiglioni, sempre in località Cercina ed esistente dal X secolo. La famiglia dei Catellini da Castiglione, che ne entrò in possesso intorno al 1230, diede il nome alla grande dimora, di cui furono proprietari per secoli. Tra il Quattrocento e il Cinquecento la trasformarono da luogo fortificato in residenza signorile, assumendo un aspetto simile a quello attuale, come testimonia un affresco cinquecentesco che ritrae la dimora nel chiostro di San Marco a Firenze.
Nel 1452 Sant’Antonio Pierozzi, arcivescovo di Firenze, fu ospite di Francesco di Fernando da Castiglione e gli donò il miracolo di concepire un figlio, a lungo atteso per dare continuità alla stirpe. Il castello accolse anche papa Leone X, mentre numerosi membri della famiglia dei Castiglione furono pievani della sottostante Pieve di Sant’Andrea. I Catellini furono una famiglia molto attiva e coinvolta nelle vicende fiorentine, come l’assedio di Firenze (1529-30), e vengono citati in numerose cronache contemporanee e successive nonché da Dante nel Canto XVI del Paradiso.
Nel XIX secolo la dimora fu venduta ai Garinei, per passare poi in diverse mani finché non fu lasciata in stato di abbandono nel Novecento. Purtroppo, al momento attuale, nonostante alcuni accenni di interventi (purtroppo i lavori sono fermi da anni), l’edificio è in rovina e, vedendolo da vicino, poco rimane del suo antico splendore, se non per le grandi dimensioni. Sul cocuzzolo che si erge sul panorama, riconosciamo solo una torretta e un massiccio corpo quadrangolare…



CHIESA DI SAN MICHELE
Proseguiamo girando intorno alle case e ci fermiamo alla Chiesa di San Michele, che un tempo si trovava all’interno del circuito murario del castello, oggi scomparso. Lo stemma dei Catellini è ancora visibile sulla facciata della pieve e su un lato della dimora: con un po’ di impegno, possiamo riconoscere i tre cani rampanti, simbolo della famiglia. Per fortuna, almeno la chiesa mantiene la sua struttura a capanna e ci appare in condizioni migliori rispetto al castello…
Iniziamo la discesa su una sorta di mulattiera, da cui godiamo di un ultimo panorama su Firenze; curviamo a sinistra costeggiando un muretto a secco ed entriamo in una zona boscosa in corrispondenza di un gruppo di case che dispone di una bellissima terrazza con veduta sulla città e su poggi e montagne circostanti.
SENTIERO N. 615
Il sentiero diventa più selvaggio e si inoltra in un bosco ombroso, composto da numerosi lecci. Il tratto è breve perché in pochi minuti arriviamo su un’ampia sterrata che imbocchiamo a sinistra: siamo sul sentiero n. 615 o 64, che presto diventa asfaltato, in corrispondenza delle case di Cercina di più recente costruzione. Dopo circa 20 minuti di discesa, sbuchiamo, quindi, in via della Docciola. A questo punto abbiamo due alternative: a destra possiamo chiudere subito il nostro anello raggiungendo la Pieve di Sant’Andrea in circa un quarto d’ora, mentre a sinistra proseguiamo verso la parte più vecchia di Cercina.
Dato che il percorso che abbiamo realizzato prevedeva la sosta per il pranzo al Centro Civico in via della Docciola 90, noi abbiamo imboccato la strada a sinistra. Un sali scendi non faticoso, senza le pendenze più ripide della prima parte, ci porta alle case di Cercina “vecchia”.
Per chi desidera allungare il percorso segnaliamo la possibilità di arrivare fino al grazioso Ponte Romano, deviando verso sinistra in via Pian di Selva.


Passiamo accanto al Circolo di Cercina e rimaniamo incantati dai fiori prodotti dagli alberi che crescono rigogliosi ai lati della strada: oltre a ornielli e sambuchi, proliferano le acacie. La vegetazione è rigogliosa non solo grazie al torrente Terzolle, ma anche ad altri numerosi corsi d’acqua, che sentiamo gorgogliare tra le frasche.
Le erbe spontanee continuano a crescere ai lati della strada e osserviamo il panorama a destra verso il Castello di Castiglione; incrociamo un bivio con un sentiero (n. 619/615) che sale nel bosco per arrivare a Villa Demidoff e alla località Uccellatoio, ma noi proseguiamo su via della Docciola fino a giungere al Centro Civico, dove ci fermeremo a pranzo. Dietro all’edificio possiamo scorgere il campanile della Pieve di Sant’Andrea e le antenne del piazzale del Caravanserraglio.
Senza considerare le soste, questo percorso ha la durata di circa un’ora e quarantacinque minuti.



Noi ci siamo fermati a mangiare al Centro Civico, per il pranzo a favore del Circolo di Cercina e delle sue ristrutturazioni; poi, siamo ripartiti tornando sui nostri passi fino alla Pieve e passando di fronte alla Trattoria I Ricchi, da dove parte lo storico corteo in occasione della Festa di Sant’Antonio.
Dal ristorante proseguiamo per una decina di minuti e siamo tornati alla chiesa, chiudendo il nostro itinerario. Con questa seconda parte, quindi, la passeggiata (senza soste) dura circa due ore e un quarto.
Si tratta di un percorso semplice e adatto a (quasi) tutti, da realizzare con calzature adeguate ma senza la necessità di abbigliamento molto tecnico; si può fare con i nostri amici a quattro zampe, ma non è adatto ai passeggini.
In conclusione è una passeggiata piacevole per scoprire un paesaggio davvero da cartolina…
Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:
INFORMAZIONI
- Percorso GPS Outdooractive: https://out.ac/IgjfWg
Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Per riconoscere le cime utilizziamo PeakFinder: https://www.peakfinder.com/it/mobile/
- Frazione di Cercina: https://italia.indettaglio.it/ita/toscana/firenze_sestofiorentino_cercina.html
- Pro Loco Sesto: https://www.prolocosestofiorentino.it/
- Pieve di Sant’Andrea a Cercina FAI: https://fondoambiente.it/luoghi/pieve-di-sant-andrea-a-cercina?ldc=
- ANPIL del Terzolle: https://ambiente.comune.fi.it/pagina/giardini-e-aree-verdi/aree-naturali-protette
- ANPIL del Terzolle (scheda): https://www.cittametropolitana.fi.it/wp-content/uploads/Torrente_Terzolle.pdf
- Cippo Caduti di Radio Cora: https://www.pietredellamemoria.it/pietre/cippo-dedicato-ai-caduti-di-radio-cora/
- Approfondimento sul 12 giugno 1944: https://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=5052
- Approfondimento sul 18 giugno 1944: https://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=5051
- Circolo Arci Cercina: https://www.facebook.com/circoloarcicercina/?locale=it_IT
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