Un doppio anello invernale
Lunedì 29 dicembre 2025
Una bella giornata invernale e il desiderio di un itinerario alla scoperta del territorio, evitando le piste e i luoghi più affollati, scoprendo borghi, chiese, tradizioni locali… Questo è un percorso ideale per tutti, semplice e modulabile a seconda delle necessità.
| Lunghezza complessiva | 6 km |
| Tempi di percorrenza | 1h40min (senza pause) |
| Dislivello | 134 m. |
| Grado di difficoltà | Facile |
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Il nostro itinerario inizia dal borgo di Panchià, tranquillo e solitamente poco frequentato, dove è facile trovare un parcheggio gratuito. Noi abbiamo scelto quello proprio accanto alla chiesa, vicino alla caserma dei Vigili del Fuoco e al Municipio.
PANCHIA’: DALLA CHIESA AL PONTE
Appena usciti dall’auto, la prima immancabile tappa è proprio la Chiesa di San Valentino, risalente al XII secolo e perfetto esempio di maestranze e opere di artisti trentini. L’esistenza è documentata a partire dal 1190 ma solo alla fine del Seicento il vescovo autorizzò la costruzione di questo edificio e l’attuale struttura fu consacrata nel 1703. Tra il 1728 e il 1730 fu eretta la torre campanaria.


A causa di danni dovuti ad eventi atmosferici, l’edificio fu restaurato nella prima metà dell’Ottocento, quando subì anche vari ampliamenti, compresa una sopraelevazione del campanile. Ulteriori aggiunte e modifiche furono attuate nel corso del tempo, con un’interruzione durante la Prima guerra mondiale, fino ai primi decenni del Novecento.
La chiesa è affiancata da un cimitero, dove erano state poste le tombe dei 55 prigionieri di guerra in maggioranza russi, catturati durante la Grande Guerra e uccisi dalla frana di Venzan il 19 gennaio 1917, poco lontano dal luogo sacro. Essi erano impiegati come operai per estrarre ghiaia e costruire vie di comunicazione; i loro corpi furono recuperati e sepolti in un cimitero accanto a quello della chiesa denominato “cimitero dei russi”, che adesso non esiste più perché in seguito le salme furono trasferite.
Osserviamo la facciata a capanna che si staglia sulle rocce del Monte Cornon o Cornacci, che incombe sul paese. Dall’altro lato della piccola piazza antistante la chiesa, sorge il Municipio con il punto informazioni e un monumento eretto nel 2013 e dedicato agli schützen (bersaglieri) di Fiemme e del Tirolo impegnati nella difesa delle popolazioni e del territorio tra il 1796 e il 1813.




Scendiamo lungo la strada lastricata di sampietrini e attraversiamo la via principale (via Nazionale, SP48) per continuare in discesa verso il torrente Avisio su via Cavelonte. Il primo tratto è costeggiato da graziose abitazioni e, nonostante ci troviamo ancora in paese, è molto tranquillo, tipico di una zona residenziale. Davanti a noi svettano le cime della catena Lagorai, mentre sotto cominciamo a sentire scrosciare le acque del torrente.
La strada diventa asfaltata e, dopo una fontana, abbandona il centro abitato. Merita un’occhiata la piccola cappella dedicata alla Madonna (il Capitello di Santa Maria con i Santi Antonio e Giovanni) e che conserva al proprio interno un particolare crocifisso ligneo: si tratta dell’originale “Cristo del Pücele”, posto nel 1914 da Valentino Daprà di Panchià (detto Pücele) su un grande masso a lato della strada che porta a Cavelonte, vicino al ponte. All’inizio della Prima guerra mondiale fu posto questo capitello affinché tutti coloro che passavano dalla via potessero fermarsi e recitare una preghiera.
All’interno dell’odierna struttura è possibile vedere una foto di quella originale, in legno, distrutta da un incidente causato da un trattore carico di tronchi troppo lunghi, che lo divelse e lo gettò nel torrente. Il guardaboschi, Gino Zeni, riuscì a recuperare dalle acque solo il crocifisso, rimasto miracolosamente intatto, e lo portò a casa, conservandolo per vari anni. In seguito, lo consegnò ad una famiglia di Panchià in ricordo dell’artista Pücele. Nel 2017 è stato collocato nel nuovo capitello, costruito nel 1967 da Valentino Varesco di Panchià a proprie spese e dove era collocata un’altra immagine sacra.



Continuiamo a scendere e iniziamo ad intravedere l’antico ponte, mentre la temperatura si abbassa sensibilmente. Arrivati davanti alla suggestiva struttura in legno, possiamo approfondire di cosa si tratta leggendo l’apposito pannello illustrativo: siamo davanti all’unico ponte sull’Avisio in Val di Fiemme ad aver resistito alle alluvioni del Novecento e all’unico ponte coperto rimasto nella provincia di Trento.
Snodo fondamentale per collegare Panchià a Cavelonte, ma anche a Ziano di Fiemme e al Lago di Tesero, fu progettato (senza il tetto) da Valerio Paluselli di Tesero e costruito nel 1896 da Battista Depellegrin di Panchià (detto Tita Magio), per la parte in muratura, e da Battista Corradini di Masi di Cavalese, per la parte in carpenteria. Prima di esso, esisteva un ponte in sassi, distrutto appena terminato dall’alluvione del 1882, e ancora antecedente era una struttura in legno con un pilastro centrale.
Se il ponte si è mantenuto così bene è opera sia della fortuna sia dell’accortezza delle amministrazioni comunali, che se ne sono sempre occupate impegnandosi per la sua conservazione. La sua valorizzazione si è accentuata dal 2005, quando è entrato a far parte dei beni architettonici di interesse culturale dei beni immobili della provincia di Trento.



VERSO ZIANO
Dopo aver scattato alcune foto a questa particolare e affascinante, rustica ma meravigliosa opera architettonica, svoltiamo a sinistra sulla strada sterrata che costeggia l’Avisio. Il sentiero è pianeggiante e gradevole da percorrere: lo conoscevamo perché questo intero tratto era stato da noi percorso durante la nostra pedalata in bici dalla Val di Fiemme alla Val di Fassa (qui l’articolo completo).
I paesi scompaiono per un momento dalla nostra vista, anche se sappiamo che sopra di noi, a sinistra, si sviluppa ancora Panchià, mentre davanti tra poco spunteranno le prime case e il campanile di Ziano. Ciò che vediamo bene sono le montagne che chiudono la valle e che delimitano una parte di Predazzo: sono il più basso e boscoso Monte Mulat e, dietro, la cima rocciosa di Viezzena o Viesena.
All’altezza del Parco Bici di Panchià, lo sterrato lascia il posto ad una stradina asfaltata, che è pista ciclabile e pedonale; siamo proprio accanto al torrente Avisio con i suoi massi, le cascatelle e alcuni alberi come frassini e betulle. Passiamo sotto al ponte delle auto della Strada Provinciale 232 di Fiemme e ci fermiamo un momento ad osservare un cartello dal titolo “Posto dei 4 sassi”.



Si tratta di una delle tappe della Piccola Guida per Grandi Scoperte, ovvero una mappa per valorizzare Ziano, un progetto promosso dalla Federazione provinciale delle scuole materne di Trento, che ha coinvolto i bambini nella realizzazione di mappe, descrizioni, ricerche, grafiche. In questo caso, la cartina è stata realizzata nell’anno scolastico 2020-21 da bambini della scuola dell’infanzia: foto e citazioni accompagnano la descrizione dell’esperienza diretta all’interno dell’ambiente naturale.
Dall’altro lato del torrente è facile distinguere la segheria della Magnifica Comunità di Fiemme e davanti a noi riconosciamo il campanile della chiesa di Ziano, mentre alla nostra sinistra sul Monte Cornon si erge la croce di punta Polse, raggiungibile con una breve ferrata.
Dopo circa mezz’ora dalla partenza, siamo giunti a Ziano, il cui centro si trova a sinistra; tuttavia, noi svoltiamo a destra attraversando l’Avisio e proseguendo verso Zanolin. Arrivati su via Roma, infatti, abbiamo varie alternative: possiamo dirigerci verso la piazza principale e poi chiudere l’anello tornando subito a Panchià, unire il percorso con quello tematico del Museo a Cielo Aperto di Ziano oppure compiere un secondo anello, inoltrandoci nel bosco e scoprendo i presepi.



I PRESEPI NEL BOSCO DI ZANOLIN
Noi abbiamo scelto quest’ultima opzione e, passato l’Avisio, siamo saliti lungo via Zanolin, svoltando poi a destra e seguendo le indicazioni per i Presepi nel Bosco. In corrispondenza di una grande fontana, troviamo l’installazione che ci dà il benvenuto sul percorso tematico (aperto da dicembre a marzo) e possiamo prendere una mappa e un cruciverba da compilare con l’apposita matita.
Dal bel panorama sulla valle ci inoltriamo nel fitto del bosco, seguendo la strada segnata da stelle colorate e decorazioni, mentre buffe pecorelle con il manto blu ci indicano la presenza dei presepi. In tutto sono oltre 40, tutti allestiti dagli abitanti del luogo, frutto della loro creatività, inventiva e tradizioni…
Troviamo, infatti, presepi più tradizionali, ma sempre pensati e interpretati all’interno dell’ambiente in cui si collocano, e altri stravaganti, realizzati con pezzi di stoffa, jeans, bicchieri di plastica, pietre. Sono incastonati tra le radici degli alberi, alla base dei tronchi, oppure appesi ai rami, tra le foglie, nascosti in arnie delle api o incorniciati da legni. Alcuni ci incantano con i loro paesaggi dipinti, altri ci divertono con il loro brio, ci sorprendono per l’estrosità. Insomma, li apprezziamo tutti, sorpresi e ammirati dalle capacità dei loro abili e appassionati costruttori…


L’itinerario si struttura come una vera caccia al tesoro: scopriamo i presepi e, nel frattempo, rispondiamo alle domande poste dal cruciverba per comporre la parola nascosta… Un momento spassoso in cui torniamo bambini in un’atmosfera sospesa e gioiosa!
Se siete interessati ad un approfondimento e a maggiori dettagli sul percorso dei Presepi nel Bosco di Zanolin qui trovate tutte le informazioni e i dettagli.
Completato il percorso, riponiamo la matita nell’apposita cassettina per poi proseguire il nostro itinerario.
DA ZIANO A PANCHIA’
Torniamo, quindi, sui nostri passi e attraversiamo il ponte per proseguire su via Roma e arrivare al centro di Ziano, con la bella Chiesa della Madonna di Loreto, costruita tra il 1660 e 1666 e ampliata nel 1741 per accogliere una popolazione più numerosa. Un ulteriore ingrandimento avvenne dal 1809 al 1821; anche il campanile venne sopraelevato a metà dell’Ottocento.
La nostra attenzione viene subito catturata dalla facciata, restaurata nel 2017; essa fu affrescata nel 1815 da don Antonio Longo, esponente della Scuola pittorica di Fiemme (lo abbiamo incontrato anche nella Pieve di Cavalese e nella Chiesa di San Vigilio a Cavalese): all’interno di una solenne e illusionistica architettura sono collocate due finte statue in monocromo, il Cristo Redentore a sinistra e San Giovanni Battista a destra. Al centro, invece, un ovale racchiude i frammenti di un’iscrizione e, sopra, il timpano è occupato dalla raffigurazione del Trasporto della Santa Casa di Loreto.



All’interno, le volte della sola navata furono affrescate nel 1821 da Joseph Strickner con episodi della vita di Maria; gli elementi architettonici simulano il marmo, materiale al tempo troppo prezioso per la comunità di Ziano. Altari e decorazioni sono databili dal Seicento all’Ottocento; gli artisti che contribuirono furono prevalentemente locali e appartenenti alla Scuola pittorica di Fiemme, come Bartolomeo Rasmo, autore del quadro raffigurante l’Ultima cena (1834).
Imbocchiamo a sinistra via Scopoli e diamo un’occhiata all’Edicola della Sacra Famiglia con le sue decorazioni, prima di sbucare sulla strada principale (via Nazionale, SP48). Facciamo attenzione ad imboccare il marciapiede sul lato opposto, rialzato e che ci conduce direttamente verso destra, dove continuiamo in salita per poi tenerci a sinistra in via Pontolaia, riservata a bici e pedoni e scortata da graziosi lampioni. Il panorama si apre sul Lagorai e sulla valle, in particolare la parte industriale di Ziano con fabbriche e segheria; alla nostra destra, invece, sorgono una serie di villette e una cappella dedicata alla Madonna e si estendono i prati sotto alle rocce del Monte Cornon.
La passeggiata è gradevole e decorata con alcune creazioni artistiche, una panchina rossa contro la violenza sulle donne e un’altra installazione della Piccola Guida per Grandi Scoperte: il “Trono delle storie”, creato dalla scuola dell’infanzia di Panchià nel 2022-23. Questo luogo, posto al confine tra Panchià e Ziano, è stato scelto per creare, leggere e condividere storie, narrare ed esplorare, unire due comunità.


Proseguiamo in leggera salita passando una fontanella, le indicazioni di alcuni sentieri che proseguono in direzione del Monte Cornon, accompagnati dalla vista, sotto di noi, del sentiero che abbiamo percorso all’andata. Siamo inoltre scortati da altre panchine colorate: viola per la gentilezza, lilla contro i disturbi alimentari, gialla per la famiglia e, infine, già entrati nel paese di Panchià, azzurra e rosa per la salute maschile e femminile.
Dopo un tratto di strada carrabile (via Templari), facciamo un breve tratto pedonale e, infine, torniamo sulla strada che conduce al retro della chiesa (via Segato). Da Zanolin per il ritorno abbiamo impiegato circa mezz’ora, per un totale di due ore circa per l’intero itinerario, considerando anche le pause.
In conclusione, questo percorso è semplice e adatto a tutti, non necessita di una particolare preparazione fisica ed è percorribile con i nostri amici a quattro zampe; per i passeggini, invece, non è possibile compiere l’anello dei Presepi nel Bosco. In ogni caso, l’itinerario è ben modulabile a seconda delle necessità ed è possibile tagliarlo o integrarlo con altri percorsi… un bel modo per scoprire il territorio e le sue piccole, grandi perle!
Questo è il percorso che vi abbiamo raccontato:
INFORMAZIONI
- Percorso GPS Outdooractive: https://out.ac/IeqgbO
Per le nostre escursioni, utilizziamo Outdooractive!
Sconto di 10 € sull’abbonamento Pro o Pro+ con il codice voucher affiliato FEDE10B
Se hai bisogno di aiuto, qui una breve guida. - Comune di Panchià: https://www.comune.panchia.tn.it/
- Chiesa di San Valentino a Panchià: https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/26360/Chiesa+di+San+Valentino
- Ponte coperto di Panchià: https://www.comuneteseropanchia.tn.it/Territorio/Luoghi-e-punti-di-interesse/Ponte-Vecchio-sull-Avisio
- Itinerario Outdooractive “Il ponte coperto di Panchià”: https://out.ac/HHcHP
- Segheria Magnifica Comunità di Fiemme: https://www.mcfspa.it/
- Presepi nel Bosco di Zanolin: https://unpotpourri.it/2024/02/06/anello-ai-presepi-nel-bosco-di-zanolin/
- Itinerario Oudooractive “Anello ai Presepi nel Bosco di Zanolin”: https://out.ac/IPzWok
- Comune di Ziano di Fiemme: https://www.comune.ziano.tn.it/
- Chiesa della Madonna di Loreto a Ziano: https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/55431/Chiesa+della+Madonna+di+Loreto
- Edicola della Sacra Famiglia a Ziano: https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/Trento/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/SBC002_499_S222
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