Viaggi

SULLA COSTA DA SANTA MARIA DI LEUCA A PUNTA DELLA SUINA

Salento On the Road: Giorno 6

Da Santa Maria di Leuca a Punta Pizzo passando da Marina di Pescoluse,
Torre San Giovanni e Torre Suda, fino a Punta Suina

Il sesto giorno del nostro on the road per il Salento inizia da Santa Maria di Leuca, che abbiamo già visitato e dove ci fermiamo per un’ultima tappa a Punta Ristola, il luogo più a sud d’Italia. Nella nostra settimana di viaggio siamo partiti da Lecce per dirigerci verso la costa e l’entroterra, passando da borghi deliziosi come Acaya e Corigliano d’Otranto, spiagge paradisiache e calette sconosciute, ad esempio la Baia dei Turchi, Cala Grotta Monaca, Porto Badisco.

Giovedì 30 giugno 2022


Partiamo da Santa Maria di Leuca e ci dirigiamo verso nord per una giornata tutta lungo la costa tra spiagge celebri e torri di avvistamento, un parco naturale deserto e una spiaggia ignota alla maggioranza fino alla famosa Punta Suina. Pernottiamo a Gallipoli, ma ci concediamo una cena in un ristorante elegante e particolare, A casa Tu Martinu.

MARINA DI PESCOLUSE

Ci svegliamo di buon’ora e, dopo una colazione leggera al Mimi Leuca, facciamo l’ultima tappa a Santa Maria di Leuca, che abbiamo visitato il giorno precedente: Punta Ristola, lo sperone roccioso più a sud d’Italia. Parcheggiamo l’auto lungo la strada e proseguiamo a piedi tra gli scogli, ammirando il panorama sulla città. Non siamo fortunati perché l’aria è pesante e non riusciamo a scorgere le coste della Grecia… Compensiamo con la suggestiva Grotta del Diavolo, che si apre sotto i nostri piedi e incanta con i giochi di colore.

Santa Maria di Leuca - veduta da Punta Ristola.
Santa Maria di Leuca - Punta Ristola.

Solo 15 minuti di auto e siamo (di nuovo) a Marina di Pescoluse, dove avevamo provato a fermarci il quinto giorno del nostro viaggio… Stavolta siamo più furbi e Lorenzo mi aspetta in macchina, mentre vado a controllare se l’acqua è più limpida… Niente da fare! Tira un forte vento e il mare ha colori spettacolari, ma è molto torbido.

Marina di Pescoluse è probabilmente la località balneare più famosa del Salento, insieme con sua sorella sull’Adriatico, la Baia dei Turchi. Rispetto a quest’ultima, però, è molto più antropizzata. Il parcheggio (costoso) si trova a ridosso della spiaggia e ci sono numerosi stabilimenti. I quattro chilometri di costa sono soprannominati le “Maldive del Salento” per l’acqua cristallina e la sabbia finissima…

Che dire? Noi non abbiamo avuto il piacere di ammirare questa bellezza naturale al massimo del suo splendore…

Marina di Pescoluse.
Spiaggia di Torre San Giovanni.

TORRE SAN GIOVANNI E TORRE SUDA

Proseguiamo una ventina di chilometri, passando per il Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento, e ci inoltriamo nel borgo marittimo di Torre San Giovanni, frequentato da famiglie e bagnanti di tutte le età. Qui, infatti, il turismo si è maggiormente sviluppato rispetto alla vicina Torre Mozza: stabilimenti balneari, alberghi, negozi, un attracco per barche di non grandi dimensioni… Il faro è posto sulla vecchia torre di guardia, tinteggiata a scacchi bianchi e neri.

Facciamo un salto sulla spiaggia: il fondale è basso. Di fronte alla costa rocciosa vi sono le cosiddette secche di Ugento, note sin dall’antichità; si tratta di scogli affioranti, segnalati da tutte le carte nautiche, pericolosissimi per chi non conosce quel tratto di mare e che si estendono per tre chilometri, fino a Torre Pali. La strada che ci conduce alla spiaggia di sabbia fine costeggia il grande canale che collega il mare ad uno dei bacini della zona.

Ci affacciamo sulla costa giusto il tempo per valutare che, nonostante i colori da cartolina, il vento increspa l’acqua e la rende molto torbida; alcuni banchi di alghe vengono sballottati dalle onde.

Proseguiamo oltre e in una quindicina di minuti arriviamo a Torre Suda, che ci accoglie con la sua fortificazione lungo la costa, circondata da un bel lungomare e alcuni giardini. Inutile dire che è tutto completamente deserto… È mezzogiorno e la calura non invita a uscire di casa o dall’acqua fresca del mare, ma è un peccato perché è una località davvero amena.

Torre Suda.
Costa a Torre Suda.

Come le altre, la torre fu eretta nel Cinquecento con lo scopo di proteggere dalle incursioni turche. La sua struttura è cilindrica con un coronamento di piccoli beccatelli; la parte che preferisco è la scalinata, che conduce alla porta levatoia del primo piano, mentre la base è occupata dalla cisterna. Parte fondamentale del sistema difensivo sul Mar Ionio, comunicava da una parte con la Torre Sinfonò e dall’altra con Torre del Pizzo.

Ma da dove deriva il nome Suda? Semplice: dalla località, preesistente, su cui sorge la torre; il toponimo, di origine greca, significa “fortificazione”. Altri fanno derivare il nome da un uso successivo della torre, che fu impiegata come cisterna: le grandi infiltrazioni che ne seguirono conferivano l’aspetto di un edificio che “sudasse” acqua.

Ci fermiamo al bar Sasà Saperi e Sapori per due caffè: leccese per Lorenzo e cremoso per me… Rimaniamo sbalorditi dal fatto che sono davvero economici! L’ambiente è grazioso, riparato e all’ombra e l’accoglienza è gentile, ospitale. Così, nonostante la sfortuna nel trovare il mare agitato, ci sentiamo meglio e tentiamo nuovamente la sorte… stavolta con uno dei migliori risultati dell’intera vacanza!

Torre Suda.
Sasà Saperi e Sapori a Torre Suda.

PUNTA PIZZO

In dieci minuti arriviamo al parcheggio (libero) all’inizio del sentiero che si inoltra nella bassa vegetazione del Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea Litorale Punta Pizzo. Sul navigatore occorre inserire il locale Cotriero (a quanto pare frequentato soprattutto per la vita notturna), davanti al quale lasciamo la nostra auto.

Il parco è uno dei più importanti della zona di Gallipoli, è stato istituito nel 2006 ed è composto da due riserve ben distinte, indicate già nel nome. La sua estensione è di ben 20 km, ricoprendo una superficie di 700 ettari. Oltre all’Isola di Sant’Andrea, che non abbiamo visitato, il parco si compone di un’oasi incontaminata tra le località di Li Foggi, Punta della Suina e Torre del Pizzo. I sentieri sono percorribili a piedi, in bici e a cavallo e offrono scorci panoramici splendidi lungo la costa fino a Gallipoli, tra il colore verde della macchia mediterranea e quello azzurro del mare.

Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea Litorale Punta Pizzo.
Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea Litorale Punta Pizzo.

Il parco è caratterizzato da una ricca flora. Nella nostra passeggiata verso Punta Pizzo abbiamo percorso i sentieri che si snodano tra la macchia mediterranea: mirto, ginestra, corbezzolo, asparago, timo, rosmarino, lentisco… Ci sono persino alcune orchidee e due rare leguminose arbustive, l’Anthillis hermanniaie, con la concentrazione massima della penisola salentina proprio a Punta Pizzo, e l’Anagyris fetida. Il più importante volatile di quest’area, invece, è il Gabbiamo corso (a Li Foggi vi è una colonia di Cavaliere d’Italia). Inoltre, tanti conigli vivono felicemente tra la vegetazione.

Da dove abbiamo lasciato l’auto impieghiamo poco più di mezz’ora a raggiungere Punta Pizzo: il sole rovente picchia sulle nostre teste, ma siamo rinfrescati dalla vista del mare che si infrange sugli scogli. Giunti alla meta ci attende la più bella delle sorprese: una caletta nascosta tra le rocce! Un autentico paradiso, difficile da descrivere a parole… L’acqua cristallina sul fondale sabbioso si tinge di tante sfumature di azzurro, il silenzio è totale e il panorama sulla costa si estende fino a Gallipoli… Una meraviglia! Questa caletta sconosciuta è frequentata solo da pochi bagnanti, che si fermano il tempo di un tuffo e di un breve picnic… Noi non siamo stati da meno e ci siamo subito immersi nell’acqua fresca e trasparente!

Punta Pizzo.
Punta Pizzo.

Dopo il bagno e aver raccolto tanti vetri colorati levigati dal mare, ci accorgiamo dell’orario: già le 15! Ci affrettiamo sul sentiero che conduce a Lido Pizzo, che raggiungiamo in un quarto d’ora, passando vicino alla (brutta) Torre Pizzo e alla masseria accanto. La costa continua a meravigliarci con il suo spettacolo, un acquerello di trasparenze e colori vividi…

La spiaggia di Lido Pizzo è piuttosto affollata, anche se il mare è sempre splendido. Ci fermiamo al ristorante dello stabilimento balneare e, tra il caldo soffocante, la ressa e i pochi piatti rimasti, riusciamo a conquistare formaggi, qualche verdura, una macedonia e due gelati confezionati. I prezzi sono esagerati rispetto a quantità e qualità. Non ci sentiamo, quindi, di consigliare questo locale…

Una nota molto positiva è che possiamo trovare riparo dal sole cocente all’ombra della pineta. Qui, infatti, la macchia mediterranea lascia il posto agli alberi e l’ombra offerta è un vero sollievo…

Punta Pizzo.
Lido Pizzo - pranzo.
Lido Pizzo - gelati.

PUNTA DELLA SUINA

Dato lo spauracchio dei parcheggi a pagamento, decidiamo di raggiungere a piedi l’ultima delle attrazioni della giornata. Ci inoltriamo, così, tra i sentieri che costeggiano la Spiaggia di Punta Pizzo: tra pini e altri alberi del parco arriviamo alla celebre località in circa 45 minuti. Ovviamente lungo la strada non c’è nessuno e possiamo goderci il silenzio, il canto degli uccelli e il suono attutito delle onde del mare che si infrangono sul bagnasciuga. Sorprendiamo anche un serpentello tra gli aghi caduti e la sabbia…

Alle cinque di pomeriggio raggiungiamo Punta della Suina e l’omonima spiaggia, che si estende subito dopo… Sinceramente rimaniamo un po’ delusi. Il luogo è molto famoso ed è stato immortalato da alcuni film e serie tv, tra cui Mine vaganti (2010) e Allacciate le cinture (2014) di Ferzan Özpetek. La massa di bagnanti, accalcati gli uni sugli altri, mi impedisce di godermi questo paradiso…

Il nome, così particolare, deriva dalla sporgenza che il litorale assume allungandosi verso il mare, fino a formare un basso isolotto, chiamato scoglio Tondo.

Punta Pizzo.
Punta della Suina.

Sembra che il momento migliore per godere di questo luogo sia il tramonto, ma abbiamo già l’orticaria e rimpiangiamo la nostra calettina a Punta Pizzo… Prendiamo, quindi, la via del ritorno e tagliamo costeggiando il limitare del parco naturale fino ad arrivare alla nostra auto (circa 1h).

Cotti dal sole, siamo pronti per una doccia, una buona cena e una notte di riposo…

DOVE MANGIARE

Il nostro sesto giorno in Salento è stato quello in cui abbiamo mangiato di più in bar e locali e ci siamo concessi di non preparare spuntini e pranzo al sacco… Sicuramente possiamo consigliare il bar Sasà Saperi e Sapori a Torre Suda, economico e con un ottimo caffè, mentre vi indichiamo di evitare Lido Pizzo, con prezzi esosi e qualità del cibo nella media.

A Casa Tu Martinu

La nostra cena più elegante e raffinata è stata senza dubbio quella A Casa Tu Martinu, in località Taviano, a pochi chilometri da Gallipoli e dalla spiaggia di Punta della Suina. Il ristorante si trova in una tranquilla strada residenziale ed è collegato all’albergo di lusso del gruppo Ria Hotels.

A Casa Tu Martinu.
A Casa Tu Martinu - Lorenzo e Federica.

Scopo dichiarato del locale è quello di essere un Ristorante Etico: vengono sperimentate antiche e moderne tecniche nutritive e ristorative, per migliorare il più possibile l’impatto sulla felicità degli ospiti. Le materie prime vengono selezionate in base alla qualità, ma anche al rispetto nella produzione e distribuzione delle stesse. Secondo quanto scritto sul menù, le ricette vengono concepite non solo per essere buone, ma anche per rispettare gli equilibri di Madre Natura e la salute dei consumatori. Con una presentazione del genere si può facilmente intuire che questo è proprio il mio genere di ristorante… Purtroppo, devo ammettere che non tutto quello che viene dichiarato si ritrova una volta seduti al tavolo. Ammiriamo la sperimentazione, l’ammodernamento di ricette tradizionali, la qualità degli ingredienti, ma sarebbe bello poter toccare con mano in cosa consiste l’eticità del ristorante: i prodotti sono biologici? Da dove provengono? Il menù cambia ogni sera così da adattarsi ai prodotti offerti dalla natura in quel momento? Sinceramente, se di etica dobbiamo parlare, forse la troviamo maggiormente nella semplicità della cena vegana della masseria Piccapane

A Casa Tu Martinu - antipasto.
A Casa Tu Martinu - primo.
A Casa Tu Martinu - dolce.

Tralasciando le polemiche, la cena è stata ottima. Io ho preso un Flan alle rape con fonduta al Parmigiano come antipasto e uno Spaghettone con crema di barbabietole rosse, cotte in acqua di mare, fonduta al caciocavallo stagionato in grotta (con pasta senza glutine); ho concluso con una mousse al pistacchio. Il cibo è delizioso e ho apprezzato in particolare il primo… L’ambiente è curato, in un cortile illuminato in modo scenografico. I prezzi sono piuttosto alti, ma è facile intuirlo: è il ristorante di un albergo di lusso…

DOVE DORMIRE

San Gabriele Relais a Gallipoli

Questa struttura ricettiva è stata senza dubbio la migliore dal punto di vista del rapporto qualità-prezzo… Completamente nuova, si trova in una zona residenziale di Gallipoli, tranquilla ma non lontana dal centro. Il parcheggio è proprio davanti al cancelletto che conduce all’accesso diretto della camera, che è dotata di una piccola terrazzina.

Noi siamo stati nella Peach Room, con un bel muro a vista che separa il letto matrimoniale da uno a castello e un bagno con illuminazione in diversi colori nella doccia… Il proprietario è davvero molto accogliente, simpatico e disponibile. Cosa chiedere di più?

San Gabriele Relais a Gallipoli.
San Gabriele Relais - colazione.

Per quanto riguarda la colazione, è compresa al Fantasy Bar, poco distante, un tipico caffè di quartiere con tavoli e ombrelloni all’aperto. Sono rimasta colpita dal fatto che avevano un cornetto senza glutine diverso dal solito, dell’azienda San Giorgio, che ho mangiato con un caffè leccese, mentre Lorenzo si è mantenuto classico con un cappuccino.

E dopo la colazione… siamo pronti per il nostro settimo giorno in Salento!

Punta Pizzo.
A Casa Tu Martinu - Federica.


BUDGET

  • Caffè da Sasà Sapori e dintorni: 3,30 euro
  • Pranzo a Lido Pizzo: 23,50 euro
  • Cena A Casa Tu Martinu: 81,00 euro
  • Hotel Gallipoli San Gabriele Relais: 50,00 euro + 2,00 euro tassa di soggiorno

Totale: 159,80 euro
A testa: 79,90 euro

Complessivo 9 giorni per 2 persone

  • Biglietto treno: 258,80 euro
  • Auto: 360,00 euro di noleggio + 20,00 euro per check-in e out alla stazione
  • Benzina: 80,00 euro

Al giorno: 39,93 euro a testa

Totale a testa Giorno 6: 119,83 euro

INFORMAZIONI


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